La salsa di pomodoro…la famiglia si riunisce per il rito di fine estate

(scroll down for english version)

La nostra vita è fatta di rituali.

Chi più, chi meno ama (leggi anche deve) fare certe cose in un certo modo ed in un determinato momento della giornata. La sottoscritta, ad esempio, non può fare a meno di un bicchiere di caffèlatte la mattina appena alzata oppure di mangiare frutta a fine pasto, fosse anche mezzanotte.

Alcuni lavori sono fatti di rituali. Il fornaio che si alza a notte fonda per impastare, il postino che raccoglie la posta per poi distribuirla, il barista che prima ancora di scendere le sedie dai tavoli accende la macchina del caffè. Anche la giornata della mia pulce al nido ha i suoi momenti ben scanditi: l’ora del gioco, quello della pappa, la pulizia dei dentini ed infine il sonnellino pomeridiano.

La vita di campagna è forse l’espressione più forte di un vivere legato ai rituali. Il contadino si sveglia all’alba sapendo che tutti i giorni le gallinelle vanno fatte uscire dalla loro casetta e guernate e che l’orto va custodito ed innaffiato. Ma sa anche che, al di fuori del quotidiano, il suo lavoro dipende dalle stagioni, dal sole, dalla pioggia, dal vento, dalla nebbia. Sa che alla fine dell’inverno la vigna e gli ulivi vanno potati, che non appena le giornate diventano più miti le piantine cresciute in serra vanno trapiantate, che la legna tagliata in primavera va raccolta prima che arrivino le piogge ed il freddo, che le noci e le nocciole vanno raccolte e messe ad asciugare all’ultimo sole dell’estate, che tra qualche settimana le botti vanno vuotate e la cantina va preparata per la vendemmia di ottobre.

Il rito per antonomasia dell’estate che sta giungendo al termine è la preparazione della salsa di pomodoro che, devo ammettere, ho snobbato fino a pochi anni fa preferendogli, nelle poche occasioni nelle quali consumavo pomodoro in bottiglia, quella acquistata al minuto!

Strano vero, perché ora non riesco più a fare a meno della mia salsa di pomodoro e mi diverto un sacco a  partecipare a questo rendez-vous che vede arrivare a casa dei miei, parenti ed amici pronti a dare una mano.

Il bello di questa preparazione sta nella sua semplicità. Quando i pomodori che avete comprato dal contadino (perché se li avete di casa la salsa la sapete già fare e sicuramente alla vostra maniera) sono ben maturi e siete certe di aver bottiglie a sufficienza – a casa mia donazioni di bottiglie di vetro sono sempre ben accette! – trovate un pomeriggio libero, armatevi di tanta pazienza e indossate un bel grembiule para-schizzi.

Ora non vi basta che mettervi all’opera e realizzare con pochi e semplici passi la vostra salsa.

Premetto che quella che vi lascio è la ‘ricetta’ della mia famiglia che non prevede bollitura del pomodoro sul fuoco prima dell’imbottigliamento, né aggiunta di basilico o verdure. Ciò facilita sicuramente i tempi di esecuzione per poi richiedere però il completamento della cottura al momento del consumo. Noi preferiamo fare in questo modo per mantenere intatte fino al consumo tutte le proprietà del pomodoro, che rischiano altrimenti di andar perse dopo una passaggio sul fuoco di almeno mezz’ora, oltre alla successiva bollitura in acqua.

Una volta imbottigliata, io utilizzo la salsa in questo modo: quando apro una bottiglia (diciamo quella da 750ml) la faccio andare in un pentolino per 15 minuti aggiungendo a crudo olio extravergine e sale grosso, fino a quando non si sarà addensata a sufficienza (potete eventualmente aggiungere un soffritto di carote, sedano e cipolla preparato a parte oppure origano se andate di pizza).

SALSA DI POMODORO (per 30 bottiglie circa da 750 ml)

  • 30 chili di pomodoro maturo (la varietà che preferite…romanello, san marzano, occhio di bue)

Mondate i pomodori togliendo il picciolo e la base. Tagliate a pezzettoni  mettendoli in un contenitore. Passateli due volte con un passaverdure manuale od elettrico ricavandone la polpa.

Riempite le bottiglie fino a tre dita sotto la sommità e chiudete con un tappo ermetico usando un’apposito imbottigliatore.

Riponete delicatamente le bottiglie in un pentolone e copritele con dell’acqua. Portate ad ebollizione e fate andare per mezz’ora.

Lasciate intiepidire dopodichè estraete le bottiglie, pulitele esternamente con uno strofinaccio per eliminare la patina bianca lasciata all’esterno dal calcare e conservate in dispensa per un anno.

Verificate che le bottiglie siano ermeticamente chiuse: se toccando il tappo sentite un rumore sordo vuol dire che il sotto-vuoto non si è formato pertanto la bottiglia va gettata od eventualmente conservata in frigorifero e la salsa consumata entro qualche giorno.

***

MY FAMILY’S TOMATO SAUCE (making 30 750ml bottles)

  • 30 kilos ripe heirloom tomatoes (choose among your favourite varieties)

Wash tomatoes and remove with a knife top and base. Cut in chunks and place in a large bowl.

Run them twice through a manual or electric food mill in order to extract all the juice and separate from the peel which can be discarded.

Fill in bottles keeping approximately 2 inches from head. Top with new air-tight screws.

Place bottles in a large pot, fill in with water beeing sure that bottles are thoroughly covered. Bring to boil and simmer for 30 minutes then turn off the heat and let cool completely before removing from the pot.

Clean bottles with a cloth and store in the pantry up to a year.

Discard those bottles whose lids do not seal completely, otherwise refrigerate the sauce and use within few days.

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49 pensieri su “La salsa di pomodoro…la famiglia si riunisce per il rito di fine estate

  1. cucinaincontroluce

    Che belli questi rituali, mi ricordano la vita in compagna dei miei nonni, quando c’era un tempo per tutto, dalle semine alla vendemmia, sono ricordi dolcissimi e tranquiizzanti che mi riscaldano il cuore anche adesso che non ci sono più, che sono lontani nel tempo, ma è bello ricordarli così, come fossero ancora attuali!
    La tua salsa di pomodoro dev’essere favolosamente profumata perchè i pomodori sono davvero un dono della natura, versatili e strepitosi… hai fatto bene a preparare la salsa da te, vuoi mettere la differenza?
    Un bacio, Tatiana

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Io purtroppo non l’ho mai fatta con i miei nonni perché li ho persi troppo presto! Cerco però di recuperare ora mantenendo i riti della vita di campagna che sempre più mi appartengono.

      Un abbraccio
      A presto
      Silvia

      Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      È vero tutti all’opera…la mamma che passa il pomodoro, l’amica di famiglia che riempie le bottiglie, il babbo che mette con attenzione i tappi…e la sottoscritta che aiuta qua e là…ma che sopratutto scatta foto per immortalare questa giornata di grandi soddisfazioni!

      Aspetto di vedere i tuoi pomodori essiccati al sole…

      A presto
      Silvia

      Rispondi
  2. acasadiclumsy

    I miei nonni, che vivevano in campagna, seguivano la tua stessa ricetta. Ogni volta che mi trovavo da quelle parti per me era una festa fare la salsa di pomodoro con loro. Mi hai fatto tornare alla mente uno dei ricordi più belli della mia infanzia!!!

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Mi fa piacere averti riportato indietro con la memoria…io non ho purtroppo storie di salsa al pomodoro preparata con i miei nonni da raccontare…però calpestando ora quella che era la loro terra ed il loro orto cerco di rimediare certa che a loro lassù fa piacere vederci tutti all’opera come un tempo!

      Un abbraccio
      Silvia

      Rispondi
  3. ziavale76

    Hai proprio ragione! Nel tempo è sempre più bello riscoprire la genuinità della vita in campagna e ritrovarsi in famiglia per condividere momenti di “fatica” e di allegria….basta che chiedi alla pulce che ore sono, lui guarda il suo piccolo orologio finto e ti dice sempre e comunque “dieci”.

    Rispondi
  4. Babe

    Oh che meraviglia.
    I tempi giusti. Anche lenti se servono.
    In un’era in cui si corre come matti (io poi milanese di nascita quindi immagina) si fa così fatica a fermarsi e fare le cose per bene.
    Ricordo quando con papà e mamma si faceva la salsa di pomodoro in casa…che bella cosa.
    Brava!!!!

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Grazie cara Babe…pur non vivendo in una metropoli non vedo l’ora di ritirarmi nella mia casetta di campagna.
      Sono sempre più convinta che andare a 1000 all’ora non ci porta da nessuna parte e che la serenità viene dalle cose fatte con calma oltre che con tanto amore…comunque fare un salto in città, grande o piccola che sia, ogni tanto non fa male…

      Buon lavoro se sei come me rientrata oggi!

      Un abbraccio
      Silvia

      Rispondi
  5. Claudia

    Ciaoooooo ho elttoiltuo commento da me.. e son corsa da te!! e ti credo che non ci rinunci alla tua salsa di pomodoro.. so quanto può essere buona! Mi hai fatto ricordare quando ero più piccola.. (anni fa!!!) e trascorrevo lìestate al paese di miazia inprovincia di Campobasso.. a fine estate.. dopo aver raccolto pomodori in abbondanza.. si chiduevano nel garage e preparavano tante di quelle conserve.. Mis embra di ricordare il profumo di salsa per tutto il garage!!!! Bellissime quelle che avete fatto voi!!!! :-DDDD Un baciotto e torna a trovarmi…

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Grazie per essere passata da me…io ti seguo sempre solo che negli ultimi tempi ho fatto fatica a leggere i post con calma ed a lasciarti un msg!
      Mi fa piacere che anche a te la salsa di pomodoro porti indietro nel tempo e ti faccia pensare alla tua famiglia!!!

      A presto
      Silvia

      Rispondi
  6. rise of the sourdough preacher

    Che bello questo post sui rituali.
    Questo é il primo anno che aiuto il mio babbo a fare la salsa di pomodoro ed é stato bellissimo, anche pelando a meno 23 kg di pomodori 😉
    È proprio come dici tu, una volta che ti produci la tua salsa non ne compri più
    Ti auguro un buon inizio settimana
    Un abbraccio
    Lou

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Grazie Lou…sono diventata pomodoro-dipendente…ho visto i tuoi esperimenti in cucina con la salsa…hai mai pensato di fare un pane al pomodoro? Sono sicura che saresti in grado di produrne uno spaziale…

      Buon inizio settimana anche a te!
      Un abbraccio
      Silvia

      Rispondi
  7. ostriche

    Che bel rito! Lo ricordo benissimo anch’io… Quand’ero bambina e passavo questi giorni in campagna in Calabria da mio nonno, tutto girava intorno alla salsa di pomodoro. C’era un gran lavoro dal mattino presto e la tata di allora, piu’ governante che tata forse, non dava più retta a nessuno, viveva solo per quello… Ostriche

    Rispondi
  8. Silvia Medici

    Anch’io da bambina la facevo con tutti i parenti alla fine delle vacanze estive ed era un modo per stare tutti insieme e per ridere a crepapelle visto che immancabilmente noi bambini finivamo per bagnarci con la canna dell’acqua mentre si lavavano i pomodori..quanti ricordi…anche noi non facevamo bollire il pomodoro prima di imbottigliarlo ma dopo…sicuramente l’anno prossimo la faro’!!..un abbraccio Silvia

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      vedi quanti ricordi ho tirato fuori con un semplice post…

      mi rammarica il fatto che i nostri figli non avranno le nostre stesse memorie…di una vita semplice, fatta a volte di privazioni (i miei comprarono a me ed a mia sorella una sola Barbie e quella doveva bastare) ma al contempo di giochi improvvisati e banali quali poteva essere il tubo dell’acqua o i pastrocchi di segatura, che lasciava mio nonno quando tagliava la legna, nelle coppette vuote del gelato

      notte
      Silvia

      Rispondi
  9. Consuelo

    Che invidia a poter vivere questi momenti, atmosfere e ricordi..bellissimo! Non ne abbiamo..solo la vendemmia che ormai con i nonni anziani sta andando a perdersi..che peccato 😦
    la zia Consu

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      E perché non rilevare la vigna dei tuoi nonni e mandarla avanti? Noi siamo lontani dalla nostra campagna per motivi di lavoro ma non ti nascondo che il desiderio di tornare tra le mie colline diventa sempre più forte…non mi dispiacerebbe alzarmi al mattino…anche presto…sapendo di dover andare nell’orto ad innaffiare!!!

      Un abbraccio
      Silvia

      Rispondi
  10. Silva Avanzi Rigobello

    Che meraviglia, Silvia! Ti invidio. Come racconto nel mio libro, ho vissuto in campagna una decina d’anni e ho imparato in quel meraviglioso periodo, coi figli piccoli, a fare in casa le conserve, le marmellate, le salse da tirare fuori a Natale, i “liquorini”. Poi siamo tornati a vivere in città… Grazie per avermi fatto rivivere le emozioni di quegli anni giovani e lontani. Ti abbraccio.

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Mi fa piacere averti ricordato gli anni della vita in campagna…si possono fare cose straordinarie con ciò che la terra ci dona…a patto di fare qualche piccolo sacrificio come alzarsi presto (d’estate) per andare nell’orto o nei campi.

      Ricambio il tuo abbraccio.
      A presto
      Silvia

      Rispondi
  11. conunpocodizucchero

    che bello questo post Silvia! che bella la tua analisi dei rituali e che bello qst rito di famiglia. Mi piace e mi piacete voi tutti! 🙂
    ps. anche io ho il rito della frutta a cui non posso mai mai mai dire no!!! 🙂

    Rispondi
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  13. anna

    La passata!! Toccherà anche a me partecipare alla produzione della mamma e della zia nei prossimi giorni! Noi che purtroppo non viviamo in campagna dobbiamo accontentarci della nostra tavernetta! Quando ogni anno la mamma prova a dire “Quest’anno potremmo anche non fare la passata..” si pente subito amaramente, visto che genera la rivolta della famiglia! Evviva i pomodori!

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      CiO Anna
      l’hai proprio detto ‘w i pomodori’, non credevo unisse così tante persone alle loro famiglie ed ai loro ricordi più belli!

      Un abbraccio
      Silvia

      Rispondi
  14. carla emilia

    Ciao Silvia, carissima, come stai? sono tornata, anche se il mio cervellino è ancora il vacanza…. che bello il rito delle conserve, e che bello farle con qualcuno, quest’anno penso che non preparerò niente, anche se so che me ne pentirò, baci, torno presto con le ricette 🙂

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Vorrei essere tanto in vacanza ma ahimè…
      mi consolo pensando che ho ancora molti giorni di ferie!

      Mannaggia, niente salsa…se passi da queste parti te ne regalo una cassettina!

      Un abbraccio
      Silvia

      Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      mi fa piacere che anche tu abbia dei bellissimi ricordi legati a questo evento!
      e poi le occasioni sono sempre buone per ritrovarsi e per mangiare tutti insieme

      un abbraccio
      Silvia

      Rispondi
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  16. L' orto di Claire

    Ne sono uscita viva anche quest’anno!! Io metto un mix dei mie pomodori dell’orto il che vuol dire per questa conserva 2013: camone, ciliegini gialli, peretti da sugo, datterini, cuore d’albenga, pomodoro fracola e qualche buon cuore di bue. Il prossimo anno poptrebbe esserci qualcos’altro (non rinuncio mai però ai pomodorini gialli, gustosi e dolci). Evviva la campagna e le cose semplici, evviva le tradizioni che purtroppo nella frenesia della nostra vita rischiamo di perdere. Ciao Chiara

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Ma Chiara dove vivi? Hai una coltivazione estensiva di pomodori?
      Io devo accontentarmi dell’orto dei miei però mi difendo con ciliegini, sbatterono, San Marzano, romanelli e occhio di bue

      I camone sono i miei preferiti! Curiosissima di provare i ciliegini gialli…che sapore hanno? Dove hai trovato il seme?

      Ciao
      Silvia

      Rispondi
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