Mammina mi dai un lungo-lungo? I grissini torinesi stirati della Sorelle Simili

grissini torinesi stirati

(scroll down for english version)

Preciso come un orologio! La sera, una mezz’oretta prima di mettersi bello comodo nel seggiolone la piccola pulce corre in cucina, allunga il braccio puntando il ditino verso la dispensa e reclama qualcosa da mettere sotto i denti (strano…non mangia mai!). E’ anche riuscito ad arrampicarsi ed aprire l’anta da solo ma da quando ho assistito a quest’impresa ho preferito esiliare gli sgabelli in garage, almeno fino a quando gli sarà passata la voglia di emulare Messner.

Il suo smorza-fame preferito per mesi sono state le gallette (che mio marito, al contrario, ripudia definendole polistirolo), fino a quando non abbiamo scoperto i lunghi-lunghi.

La mamma ha provato a fargli capire che il loro vero nome è grissini ma lui non ne vuol sapere, uno perché la r gli è ancora ostica e ne esce fuori un buffo  ghiririsini, due perché nel suo primordiale linguaggio lungo significa anche tanto e questo buffo stecco, dandogli l’idea di qualcosa di abbondante, lo appaga e soddisfa la sua fame da lupetto.

Essendo io amante di tutto ciò che scrocchia a casa non mancano mai, oltre ai grissini, taralli e crackers. Quasi sempre integrali, al farro, al mais e con tanti semini oleosi. Chissà perché non mi è mai venuta voglia di prepararli da me. Poi è arrivata Lou (che con la sua pasta madre crea capolavori) e sono arrivati i suoi grissini e mi sono convinta che fosse giunta l’ora per sperimentare, pur limitandomi al classico lievito di birra.

Non credo comprerò più grissini in vita mia! Purtroppo (o per fortuna) quando scopro che un prodotto fatto in casa, con poco tempo e materie prime scelte, non ha paragone in termini di bontà con quello che siamo abituati ad acquistare al supermercato, non entra più nella mia lista della spesa.

Per non sbagliare mi sono affidata alle Sorelle Simili, seguendo passo passo la ricetta riportata nel libro ‘Pane e roba dolce’. Questi grissini, vanto della gastronomia sabauda, si chiamano così perché vengono tirati a mano, lunghi quando lo consentono le dimensioni del forno (al Salone del Gusto di Torino ne ho visti preparare ed infornare centinaia, lunghi quanto l’apertura delle braccia).

Per un effetto più rustico ho sostituito metà di farina bianca con farina integrale macinata a pietra. Scegliete un olio extravergine di oliva buono e se non avete il malto d’orzo sostituitelo con il miele (non diciamolo alle Sorelle Simili ma la prima volta li ho fatti senza perché me ne sono dimenticata ed erano ugualmente buoni!). Si possono aggiungere all’impasto semi di papavero o di sesamo, peperoncino, pomodori secchi, olive o tutto ciò che la vostra fantasia vi suggerisce.

Fate attenzione perché l’effetto uno-tira-l’altro è garantito!

grissini torinesi stirati

GRISSINI TORINESI STIRATI delle Sorelle Simili (per 25-30 pezzi)

  • 125 gr di farina 00 biologica
  • 125 gr di farina integrale biologica macinata a pietra
  • 125 gr di acqua tiepida
  • 7 gr di lievito di birra
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 25 gr di olio extravergine di oliva + altro per pennellare
  • 1/2 cucchiaino di malto d’orzo (o miele o anche nulla)
  • farina di semola di grano duro

In una ciotola o su un piano di lavoro amalgamate tutti gli ingredienti e impastate per 8-10 minuti fino ad ottenere una palla omogenea. L’impasto non deve risultare troppo morbido.

Stendetelo fino ad ottenere un rettangolo di circa cm 10×30 ed appoggiatelo su uno strato di farina di semola di grano duro, pennellate abbondantemente con l’olio sia la superficie che i lati, cospargete quindi con altra semola.

Coprite e lasciate lievitare per 50-60 minuti in un ambiente caldo.

Con un coltello a lama alta o con una spatola tagliate dal lato corto dei bastoncini larghi circa un dito quindi afferrateli al centro con le dita e tirate verso l’esterno spostando le dita mano a mano che la pasta si assottiglia.

Disponeteli vicini, ma senza toccare, su una teglia ricoperta con carta da forno e regolateli con le dita per uniformare lo spessore (a me piacciono più irregolari perché sanno di casareccio). Se prendete troppa pasta ed il grissino risulta troppo lungo tagliatelo al limite della teglia ed il pezzo avanzato cuocetelo così come è perché non è possibile reimpastarlo.

Cuocete in forno già caldo a 200° per 15-18 minuti.

***

TURIN-STYLE BREADSTICKS (making 25-30 pieces)

  • 125 gr organic plain flour
  • 125 gr organic stone-grounded whole-wheat flour
  • 125 gr warm water
  • 7 gr fresh yeast
  • 1/2 teaspoon salt
  • 25 gr extravirgin olive oil + more for brushing
  • 1/2 teaspoon malted barley syrup (o honey or anything)
  • durham wheat semolina

In a bowl or on a working surface combine all the ingredients and knead by hand for 8-10 minutes until a firm ball forms. The dough should not be tender but rather stiff.

Roll out into a 10×30 cm rectangle and trasnfer on a tray previously dusted with semolina. Brush top and sides thoroughly with oil and sprinkle generously with other semolina.

Cover with a clean kitchen towel and leave to rise for 50-60 minutes in a warm place.

Pre-heat the oven to 400° F.

Using a chef’s knife or a spatula cut the dough on the short side into 2-cm large strips then pick up each strip by ends and pull gently apart allowing dough to become as long as your baking sheet.

Place on a baking sheet (covered with parchment paper) close but not touching and regulate by hand their thickness. If strips are too long cut them with your fingers and cook the short pieces together with the others since you cannot knead and shape them again.

Cook for 15 to 18 minutes until lightly brown.

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84 pensieri su “Mammina mi dai un lungo-lungo? I grissini torinesi stirati della Sorelle Simili

  1. Piatticoitacchi.wordpress.com

    Ecco, la ricetta dei grissini torinesi ci mancava…ma quanto sei stata brava a farli? E che meraviglia di foto…stasera sono proprio malinconica e il racconto della tua pulce mi ha scaldato il cuore e anche la foto dei tuoi meravigliosi grissini…
    un abbraccio Silvietta, vado anche io in cucina ora!

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      come vedi qui si va di cosine semplici ultimamente…un po’ il tempo, un po’ il mio umore ballerino…questi grissini mi hanno conquistato
      pensavo di combinare un pasticcio invece la ricetta è affidabilissima ed il risultato garantito

      alla prossima infornata ti voglio allora da me…la pulce sarà contenta di offrirti un lungo-lungo!!!

      bacioni

      Rispondi
  2. panelibrienuvole

    Dai, non ci credo!! Anche io ho postato i grissini con la ricetta delle sorelle Simili (con aggiunta di semi di sesamo)…ho proprio lo stesso libro!! Non so, sono queste le coincidenze che mi fanno sorridere e mi fanno sentire in sintonia con te… 🙂
    Mi immagino la pulce che chiede i lunghi lunghi…io la pulce non ce l’ho, ma devo dire che con il contadino riscuotono lo stesso successo…sarà che ha l’animo bambino? 🙂
    Un abbraccio!
    Alice

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Ma dove è cara il tuo post? perché non l’ho visto???
      che bello scegliere la stessa ricetta…con il semini di sesamo saranno spaziali! io la prima volta ho messo quelli di papavero, questa invece nulla perché me ne sono ricordata tardi

      Bravo il moroso che ti da soddisfazioni!!!

      Un abbraccio anche a te
      Silvia

      Rispondi
      1. panelibrienuvole

        Il post è di aprile…allora non ci conoscevamo nemmeno!! Mi aveva ispirata un recente viaggio a Torino… Da allora non li ho più rifatti ma tu mi hai fatto venir voglia! 🙂
        Buonanotte.

      2. la Greg Autore articolo

        ah è per questo che non li ho visti!!!
        dai allora è la volta che ti rimetta ad impastare…vedrai che il moroso sarà contento!

        notte anche a te

  3. Alice

    fantastico ora anche io non li metterò più nel carrello della spesa, mi preparerò da sola questi sfiziosissimi lunghi lunghi!!!
    bacini al piccolo
    Alice

    PS mia figlia per anni si è rifiutata di dire spaghetti li chiamava leppi!

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      fa-ci-lis-si-mi….provare per credere!!!

      ieri tutto di corsa e poi eravamo da parenti che avevano anche amici a pranzo…la prossima volta il caffè come minimo!

      Rispondi
  4. cucinaincontroluce

    Che patato questo bimbo, mi fa morire… e mi rammenta il mio con le sue uscite da spasso! (Ora è cresciuto, ma se sapesse che mi fa ridere ancora…)… io a fare i grissini ci ho pensato spesso e quasi quasi ci provo perchè mi hai risolto un dubbio amletico: no, non l’assenza di pasta madre (e che sarà mai…in casa mia non esiste…), bensì il problema del malto! Davvero basta il miele? Ma pensa te…. praticamente è fatta!!!!
    Un bacio (anche al patato)!
    Tatiana

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Pensa che mi diverto a scrivere le sue paroline strampalate in un quadernino…per rileggerlo tra qualche anno e ridere a crepapelle come ora!

      Puoi mettere il miele o anche nulla…io la prima volta me ne sono dimenticata ed erano ugualmente buoni oltre ad avere lo stesso aspetto
      Comunque ora il malto lo trovi facilmente in qualsiasi negozio biologico o supermercato ben fornito.

      Bacioni fino a Trieste!
      Silvia

      Rispondi
  5. marilenainthekichen

    questa si che è un’impresa non da poco! Io vivo a Cantalupa (TO), conosco benissimo i grissini “LUNGHI LUNGHI” torinesi e sono davvero uno spezza fame, peccato che ne mangi molti di più di quanto “uno smorza fame” dovrebbe fare!!!! Realizzare i grissini non è cosa semplice, per cui BRAVISSIMA! La tua bimba ne sarà felice:-) Una serena Serata a te. CIAOOOO

    Rispondi
  6. consuelo

    Anch’io voglio uno lungo-lungo!!!!!! Sono perfetti e se ha gradito anche il tuo lupetto non ci sono dubbi, vanno assolutamente provati ^_^
    Bravissima, ti farò sapere come mi vengono con la mia pasta madre ^_*
    la zia Consu

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      ce ne sono ancora…pochi però…anche se stimo che domani sera a quest’ora il contenitore sia di nuovo vuoto
      con la pasta madre saranno ancora più buoni anche se non ti so dire cosa preferiscano i fornai torinesi

      bacioni
      Silvia

      Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      io ho aspettato tanto perché pensavo fossero difficili…ho visto in giro anche delle teglie ad hoc ma non volevo spendere soldi inutili
      per fortuna ho resistito…vedrai che si fanno in un attimo e poi questi sono easy perché tirandoli vengono tutti diversi…e per me anche più belli da vedere perché si capisce che sono fatti a mano

      bacio e buonanotte anche a te
      Silvia

      Rispondi
  7. rise of the sourdough preacher

    Silvia, sono felice.
    Finalmente i lunghi lunghi!
    I tuoi lunghi lunghi 😉
    Grazie per i complimenti, sei davvero troppo carina…la prossima però saranno i crackers…chissà magari poi finirai a fare le brioches.
    Guarda che sei brava brava.
    E le foto mi piacciono molto.
    Ti abbraccio e sogni d’oro
    Lou

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      I complimenti sono tutti meritati!
      Sai che stamattina dopo il bibe di latte la pulce ha voluto un lungo-lungo???

      Sì, sì…arriverò anche alle brioches!

      Bacioni
      Silvia

      Rispondi
  8. paolamemole

    Ho quel libro da tempo e ancora non li ho mai provati. Mi piace la versione rustica e ce credo che il pargolo si arrampichi per averne uno. Immagino te ad assistere a tale scena. A me sarebbe venuto un infarto 🙂

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Ho rischiato l’infarto anche perché non me l’aspettavo…ti allontani un secondo ed ecco che lo ritrovi appeso all’anta della cucina!!!

      Io ho seguito la ricetta alla lettera e ti garantisco che è affidabilissima!

      Bacioni
      Silvia

      Rispondi
  9. The Master Of Cook

    Silvia sono d’accordo con i protagonisti di questa ricetta:
    1) Anche per me le gallette sono simili al polistirolo.
    2) Anche io adoro i grissini e i tuoi hanno un aspetto ottimo.

    Mi piacciono le mamme che si danno da fare in cucina invece di rimpizzare i figli di merendine.
    E’ un comportamento sano che ti ripagherà più avanti. Brava!

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Ho trovato oggi al biologico una galletta di mais con sopra fior di sale buonissima…sono certa che mio marito in parte si ricrederà!

      Se ti piacciono i grissini questi sono da provare e personalizzare come ti va…stamattina la pulce ne ha voluto uno a colazione al posto del biscotto

      Ciao
      Silvia

      Rispondi
      1. la Greg Autore articolo

        No quella no! Io prima delle 10 non riesco nemmeno a sentire l’odore del salato…se vedo pancetta e fagioli il mio stomaco va sottosopra!

  10. Erica Di Paolo

    Da buona piemontese adoro questi grissini. Anzi, direi che non trovo eguali!! Piccolo il cucciolo…. grissino non è una parola facile, ahahahahahahah!!
    Avverto il crunch sotto i denti…. posso prenderne uno???? ^_^ Splendidi…

    Rispondi
  11. paneepomodoro

    Bellissimi e stupende le foto! Io li faccio spesso con il lievito madre che mi avanza! Grazie per avermi fatto conoscere Lou! Sono andata a sbirciare il suo blog e ho scoperto un sacco di buone cose!

    Rispondi
  12. cristiana

    Pari pari alla mia piccola…con cui ormai facciamo i cracker insieme: anche lei per il secco e croccante, questi non li ho mai provati…mi cimento e ti faccio sapere! Bacio cri

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Piccoli cuochi, o in questo caso panettieri, crescono! Il mio ieri sera di è stampato in fronte il taglia biscotti a forma di stella…

      Il prossimo round tocca ai crackers!

      Un abbraccio
      Silvia

      Rispondi
  13. ChgoJohn

    Why do all children love breadsticks? The little ones in my family eat them like candy. Thank you for sharing this recipe. They look quite tasty and are much healthier than any we can buy. I will definitely pass the recipe to the parents. 🙂

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Ciao! Devo assolutamente nascondere la scatolina dalla vista altrimenti siamo sempre lì a sgranocchiare!

      Davvero carina a passar di qua…con la scusa che ti seguo in instagram rimando sempre ma ora vengo a farti un saluto…e sai che ti dico ti unisco anche su Bloglovin!

      Un abbraccio
      Silvia

      Rispondi
  14. Giusy

    La tua pulce mi ricorda molto la mia qualche anno fa! Leggendo i tuoi post mi tornano in mente tante sue piccole grandi imprese!
    MI hai fatto venir voglia di provare a fare i grissini, sai!
    un bacione
    Giusy

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      Ho forse scatenato la grissini-mania? pardon la lunghi-lunghi mania

      Mia sorella che impasta, mia mamma pure, alcune amiche di instagram che si sono subito cimentate con tanto di pubblicazione di foto…non pensavo questo post avesse un effetto ‘virale’

      Bacioni
      Silvia

      Rispondi
  15. Chiara

    Prima di tutto vorrei dire che sono completamente d’accordo con tuo marito… le gallette non si possono mangiare!!!
    Secondo di tutto 😉 vorrei dire che hai fatto delle foto straordinarie, mi vien voglia di prendere un “lungo lungo” e mangiarmelo!
    Un bacio alla pulce che deve essere una peste mica male!
    Chiara

    Rispondi
  16. Claudia

    Ahhhh comesono buoni i grissini!!!!! ne mangerei uno dietro l’altro!!!! Io sai ormai come li faccio?? con l’esubero dellapastamadre che avanza dai rinfreschi.. Ma questa tua.. è una signora ricetta!!!!! smack e buon w.e. 🙂

    Rispondi
  17. martina

    Galeotti furono questi grissini!!! Amore a prima vista … e da qui poi tutta una dolce scoperta (mi sa un po’ tardiva in effetti)!
    A spessissimo allora. Super complimenti e buona domenica 🙂

    Rispondi
  18. sandra

    a parte la errrrre della pulce i lunghi-lunghi delle sorelle Simili…. da fare assolutamente!
    ho imparato che se usi una buona farina anche con il lievito di birra vengono cose estremamente goduriose…. e se poi provo mi tocca farli tutte le settimane perchè quelli che si comprano non mi piaceranno più di sicuro? sfiderò la sorte, mi segno la ricetta intanto, nella fila di quelle da provare…..fila lunghissima ormai!
    un bacio
    Sandra

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      attenta perché se inizi non smetti più…io li ho fatti già tre volte…ma la prossima volta svolto sui crackers!
      chissà la pulce come li chiamerà!!!

      Rispondi
  19. Pingback: Alterkitchen – Aria di Torino – Grissini torinesi stirati delle Sorelle Simili

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