La crema catalana…e la piccola pulce alla scoperta di Barcellona

crema catalana

(scroll down for english version)

A casa nostra le valigie sono sempre a portata di mano. Ognuno ha il suo trolley che funge praticamente da scendiletto e che a ritmo regolare viene riempito e vuotato di pigiama, vestiti, beautycase, caricatori, libri di cucina e giocattoli.

Il più simpatico è quello della pulce a forma di coccodrillo, con il quale è sbarcato la scorsa settimana in terra catalana.

Il mio primo ed unico sbarco a Barcellona risale invece al lontano 1993 in occasione della gita di fine anno della quinta D Ragioneria. Pochi e vaghi ricordi… la caotica rambla, il grande magazzino El Corte Englais, la partita di pallone del Barça all’ultimo anello dello stadio (come alternativa ad uno spettacolo di flamenco in compagnia del preside), un albergo modesto ed un cibo a dir poco orribile a base di puré in busta.

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Questa volta è stata diversa, complice la ristrutturazione obbligata dalle Olimpiadi che l’hanno trasformata e resa una delle città europee più ambite da giovani e famiglie, ma complice altresì una maturità da prossima (ahimè) quarantenne che mi ha fatto apprezzare aspetti del tutto trascurati in fase post-adolescenziale.

Dimenticatevi i weekend romantici da piccioncini e le uscite con gli amici a far baldoria…perché qui si è trattato di pianificare una vacanza a prova di due-enne.

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Voli con partenze/rientri ad orari accettabili, trasferimento in taxi dall’aeroporto (almeno all’andata) per evitare di incollarsi valigie, passeggino, bagagli a mano e peluche per qualche kilometro e sentirsi cento occhi addosso, appartamento (in centro…a El Born che poi si è rivelato il quartiere più cool della città) al posto dell’albergo per evitare di rinchiudere la pulce in una micro-stanza ma soprattutto per assecondare eventuali sue richieste di latte serali. Pranzi e cene ad orari consoni con le nostre abitudini (tanto per fortuna ci sono sempre gli inglesi che si siedono a tavola prima di noi!), parco giochi e zoo al posto del Museo di Picasso. Non ci siamo fatti mancare nulla….persino un bagnetto al mare con tanto di primo nudo della stagione (chi mi segue in Instagram sa…). Se non per la fatica che abbiamo fatto, merita di essere ricordata anche la scarpinata in passeggino al Park Güell a vedere le creazioni di Gaudì approfittando di un lunghissimo pisolino pomeridiano della pulce.

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Se dovessi dirvi le cose che più mi hanno colpito inizierei con la presenza di polizia praticamente ovunque…pattuglie, furgoni anti-sommossa, poliziotti a cavallo e persino in bici e calzoni corti! Non vi nascondo che ciò ci ha fatto sentire protetti anche nei bui vicoletti de El Raval che in certi anfratti ci hanno ricordato i Quartieri Spagnoli di Napoli.

Un merito va anche agli architetti che si sono occupati dell’urbanistica della città e che l’hanno resa libera da barriere architettoniche, davvero noiose per chi scorrazza in passeggino o peggio ancora si muove in carrozzella.

A parte qualche piccola eccezione, abbiamo notato anche la pulizia (che nei quartieri poco turistici come il nostro dimostra il rispetto degli abitanti per la loro città)…uscendo da casa la mattina presto, più di una volta abbiamo dovuto fare la gincana tra li addetti intenti a pulire con l’idrante strade e stradine.

I trasporti sono efficienti e la metro fitta come a Milano…anche se noi non facciamo testo perché ci piace girare a piedi ed anche questa volta 7-8 km al giorno non ce li ha tolti nessuno.  Nonostante il caldo è comunque difficile affaticarsi perché ci sono ovunque luoghi verdi dove riposarsi, piazze alberate con fontane dove fare scorta di acqua  e soprattutto piccole aree gioco per i piccoli…che non potete immaginare quanto siano state utili!

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Se dovessi consigliarvi i luoghi e le cose da non perdere

(iniziamo con il cibo visto che siamo pur sempre in un blog di cucina)

–  tapas e cerveza…io prima di partire mi sono affidata ai consigli di un’amica spagnola conosciuta di recente ma ho notato che molti dei locali da lei suggeritimi sono segnalati nella guida pocket della Lonely Planet…le tapas andrebbero consumate come aperitivo ed accompagnate in alternativa da vermouth (un po’ più dolce del nostro) o da sangria…noi ci siamo fatti stuzzicare più di una volta dalla loro varietà ed abbiamo finito per pasteggiarci;

– buona anche la paella che però mi hanno consigliato di mangiare nella sua città di origine che è Valencia (sarebbe come mangiare gli spaghetti cacio e pepe a Venezia!); a Barcellona è diffusa la fideuà una specialità simile alla paella a base di pasta lunga (che però abbiamo evitato perchè l’effetto stracotto non ci piace),

– il pane ve lo fanno pagare e spesso vi portano pan con tomate cioè pane bruscato bagnato con pomodoro,

– prodotti del mare e della terra si fondono insieme in alcune ricette…se per mangiare pesce è consigliato addentrarsi nella Barceloneta, l’antico e suggestivo quartiere dei pescatori, la carne si trova un po’ ovunque; noi abbiamo mangiato un ottimo solomillo di vedella (lombo di manzo) con patas bravas (patate lesse ripassate in padella con paprika dolce) in un ristorantino vicino casa,

– piccoli supermercati si trovano ovunque però per un’esperienza visiva e sensoriale unica vi consiglio un giro al Mercat de la Boqueria il cui ingresso è lungo la Rambla…se vi addentrate durante le ore centrali della giornata farete fatica a camminare per quanta gente del luogo e turisti si ritrovino qui per mangiare, acquistare un succo di frutta appena spremuto con frutta tropicale ai più sconosciuta o semplicemente per fotografare banchi traboccanti di pesce, frutta, peperoncini e spezie!!

– visto che l’abbiamo nominata la Rambla è sempre la Rambla però a mio dire non ha nulla di speciale…se poi vi convincete a passeggiare lungo questo viale alberato (con un’aria oltremodo irrespirabile visto il caotico traffico cittadino ai lati) durante la tarda mattina o il primo pomeriggio vi ritroverete in un fiume di persone che spingono, si accostano (obbligandovi a tenere le borse strette) e tentano di vendervi di tutto…piuttosto arrivate in fondo, attraversate la strada e percorrete la Rambla del Mar…qui riuscirete a godervi il sole, il mare ed a recuperare le forze per la successiva escursione,

– dedicate se riuscite una giornata alla Ribera ed in particolare a El Born…le sue piazze e viuzze costituivano il centro nevralgico della città nel Medioevo e negli ultimi tempi, dopo decenni di degrado, sono state valorizzate e ripulite…perdetevi nelle botteghe ricolme di spezie e decine di barattoli di olive (mai viste così tante!), nei negozi di giovani artisti che realizzano vestiti e gioielli, passeggiate lungo il Passeig del Born prima di far visita alla Eglésia de Santa Maria del Mar. Visitate il Museu Picasso (che noi per ovvie ragioni non abbiamo visto) e gli scavi della Barcellona del 1700 prima di spostarvi al Parc de la Ciutadella e, se avete bimbi al seguito, all’attiguo Zoo che si estende su una superficie di 13 ettari.

– non perdetevi il lungomare della Barceloneta…le spiagge sono meglio attrezzate di quella di Rimini ed hanno alle spalle una lunga passeggiata adornata di palme che vi conduce dal cuore del vecchio villaggio di pescatori sino al Port Olimpic. Sculture d’avanguardia, parchi, locali frequentati fino a notte fonda (per chi se lo può permettere!),

– visitare Barcellona vuol dire ammirare anche le stravaganti opere di Gaudì al Park Güell oppure lungo il Passeig de Gràcia (Casa Batllò e La Pedrera la cui facciata è attualmente in restauro) e gli edifici in gotico catalano (La Catedral, il Museu Picasso, l’Eglésia de Santa Maria del Mar) che si distinguono dalle costruzioni dello stesso periodo presenti nel resto d’Europa per i decori più misurati e per la predilezione per l’ampiezza rispetto all’altezza,

– simbolo di Barcellona, nonchè attrazione turistica più visitata dell’intera Spagna, è la Sagrada Familia edificio unico nel suo genere e cantiere aperto da più di un secolo. Gaudì ne iniziò la costruzione agli inizi del 1900 ed il ricco simbolismo che la contraddistingue sia all’esterno che all’interno rappresenterebbe l’espiazione dei peccati di modernità della città. Non siamo entrati perchè la fila alla biglietteria era troppo lunga anche se poi abbiamo scoperto che i biglietti potevano essere comprati in anticipo.

Ci sarebbero state tante altre attrazioni da visitare a partire da Plaza de España e le sue fontane pirotecniche ma l’aereo di ritorno ci aspettava. Torneremo presto…

***

Quale occasione migliore per proporvi la ricetta della crema catalana che rappresenta internazionalmente questa città e che costituisce una versione più delicata della créme brulée.

L’abbiamo mangiata in un paio di occasioni ma quella che vi propongo oggi ha decisamente una marcia in più.

Nulla di difficile…anzi a dirla tutta le dosi (che vengono da questo sito spagnolo) corrispondono a quelle della crema di mia suocera che mangiamo spesso la domenica sopra uno strato di savoiardi bagnati con caffè o archémes…la differenza (e che differenza) la fa la cannella che le conferisce un sapore unico. Provare per credere!

crema catalana 2

LA CREMA CATALANA (dose per 6 cocottine piccole)

  • 500 ml di latte fresco intero
  • 125 gr di zucchero semolato (ma si potrebbe usare anche di canna)
  • scorza di mezzo limone biologico
  • una stecca di cannella (facoltativa ma vi consiglio vivamente di metterla)
  • 3 tuorli d’uovo
  • 40 gr di amido di mais
  • zucchero di canna per la crosticina

In una casseruola dal fondo spesso riscaldate 375 ml di latte con la scorza di limone, la cannella e la metà dello zucchero. Quando arriva a bollore spegnete.
In una ciotola sbattete i tuorli d’uovo con il restante zucchero, unite l’amido di mais e il restante latte  fino ad ottenere un composto senza grumi. Versatevi a filo il latte caldo e battete con una frusta per evitare che le uova straccino.

Riversate tutto il composto nella casseruola e ritornate su fuoco medio mescolando senza interruzione per evitare che attachi al fondo. Saranno necessari pochi minuti, quando la crema comincia ad ispessire spegnete ed allontanatevi dal fuoco.

Versare la crema nelle cocottine o stampi prescelti, fate intiepidire dopodiché coprite con pellicola (evita la formazione della crosticina) e trasferite in frigorifero per almeno 8 ore. Al momento di servire, spolverate la superficie delle cocottine con zucchero di canna e bruciate con un fornelletto oppure passate per qualche minuto sotto il grill del forno.

Servite subito.

crema catalana 1

CREMA CATALANA (serves 6)

  • 500 ml fresh whole milk
  • 125 gr sugar (even white cane sugar)
  • rind from 1/2 organic lemon
  • cinnamon pod (optional but I suggest you not to omit)
  • 3 egg yolks
  • 40 gr corn starch
  • cane sugar for topping

In a heavy pan heat 375ml of milk, lemon rind, cinnamon pod and half the amount of sugar. When it comes to a boil turn off the heat.

Meanwhile in a bowl beat the egg yolks with the reserved sugar, combine the starch and the remaining milk with a wisk to avoid lumps. Pour in little by little the hot milk whisking thoroughly not to cook the eggs and having an omelette as a result.

Transfer again in the heavy pan setting on medium heat and stir continuously to avoid sticking. After a few minutes the mixture should start to thicken. Remove from the heat right away.

Pour the cream into individual dishes or ramekins, cover with cling film (to prevent a skin from forming) and let cool before placing into the fridge for at least 8 hours.

At serving time, remove the cling film, sprinkle the top of each ramekin with cane sugar and caramelise with a blowtorch or under the grill.

Serve immediately. 

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47 pensieri su “La crema catalana…e la piccola pulce alla scoperta di Barcellona

  1. Claudia

    Ahhhhh ma che bel post dettagliato… tu nel lontano 1993 fine anno quinda D ragioneria.. Io nel lontano 1994.. fine anno quinda B ragioneria.. ma non a Barcellona! E’ sempre stata una meta moltoambita da me..ma non son mai riuscita ad andarci.. non so eprchè.. forse perchè potendo andare in ferie solo ad agosto.. ho semrperpeferito località di mare!!! Che spettacolo.. che belle foto.. e la pulce nella foto centrale.. che amore!!!!!! La crema catalana invece èsemrpe stata una sfida.. ma non ho ancora provato a farla.. non so.. le ricette che trovo non mi convincono.. ma la tua.. si!!!!la salvo.. chissà mi lanci a breve.. baciotti e buona domenica 🙂

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      ma ora che sei a casa potresti partire…noi abbiamo trovato tempo fantastico e poca gente…ad agosto credo sia abbastanza trafficata!
      La pulce ha passato quasi un’ora a scoppiare le bolle giganti di quella signora…non ti dico che fatica portarlo via

      ne ho mangiate diverse di creme catalane…comprese un paio a Barcellona ma questa batte tutte
      un abbraccio tesoro

      Rispondi
  2. Annarita

    Non posso guardare senza che mi prenda una nostalgia infinita…..la crema catalana nonostante abbia coppette e ferro per fare il caramello non l’ho mai provata…che sia giunta l’ora?

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      lo capisco! io sono andata di grill ma ora il ferro lo devo trovare…credo tu debba omaggiare presto questa città favolosa
      pronta a tornarci insieme???
      bacioni

      Rispondi
  3. lucia

    devi sapere che io ho una “pulce” un pò (parecchio!) più grande della tua e l’addetto alla crema catalana è lui! buonissima! ma ricordo che quando andai io mi colpì molto il “flan” che dovrebbe essere diverso dalla crema, una specie di budino…Baci

    Rispondi
  4. Terry

    Davvero la Sagrada Familia è ancora in ristrutturazione? Pazzescom io sono stata a Barcellona nel 1990, mi era piaciuta moltissimo. Non c’erano tutti i poliziotti che dici di aver visto … A pensarci bene sai che qui a Madeira non c’è nemmeno un poliziotto in giro? Pare che qui la deliquenza sia uguale a zero, pensa un pò!
    Grazie del bellissimo post e della ricetta della crema catalana che ADORO! Un abbraccio tesoro

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      fuori la Sagrada Familia ho sentito una ragazza dire che potrebbero lasciare le gru in eterno per motivi di pubblicità…in fondo fa comodo alla città perché milioni di turisti ci vanno solo per l’incompiuta

      certo che tornarci dopo 24 anni e vedere sempre il cantiere in corso dovrebbe fare un certo effetto!
      baci Terry e buon rientro

      Rispondi
  5. martina

    Era dallo scorso post che aspettavo questo resoconto barcellonese. Le tue foto bellissime mi hanno fatto rivivere la piccola vacanza che feci qualche estate fa. Diciamo che la mia però è stata decisamente a prova di coppia-baldoriosa 🙂
    Chissà che la prossima volta non sia in modalità “duenne”?!
    Immagino di rompere con un cucchiaino la crosticina croccante della tua crema, godermi il profumo e rubarne un assaggio!
    Buona settimana e a presto

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      te lo auguro allora di tornarci in modalità due-enne e di sfruttare tutti i miei consigli
      la crosticina è davvero la cosa più buona!
      un abbraccio

      Rispondi
  6. Federica Gif

    La tua crema catalana fa troooppa gola! Mi è piaciuto molto leggere anche tutto il post, Anch’io sono stato di recente a Barcellona ne sono rimasta incantata! Credo proprio che tornerò presto. Ciao cara complimenti! Buona settimana 🙂
    Federica 🙂

    Rispondi
  7. Erica Di Paolo

    Una recensione a prova di guida turistica!! Grande Silvia. Vedo che la gita scolastica aveva un po’ per tutti la stessa meta ^_^ Effettivamente ricordo poco di questa città, o forse ho dismesso quel modo di vedere le cose, forse un po’ superficiale e di costrizione. Ma tu mi hai fatto vivere nuovamente la magia di quel posto con i tuoi occhi attenti e critici. E mi è piaciuta molto.
    E per coronare questo grande racconto non avresti potuto scegliere un dolce migliore.
    Chapeau mia dolce Silvia. Un abbraccio stritoloso ^_^

    Rispondi
  8. panelibrienuvole

    Io ci sono stata sette anni fa con delle amiche e ne ho dei bei ricordi ma come te non sono rimasta affascinata dalle Ramblas…anzi! Però la Rambla del Mar, nella tiepida notte d’aprile, quella mi è proprio rimasta nel cuore. E anche le opere di Gaudì mi sono piaciuta molto, noi siamo state a Park Guelle e alla Pedrera… Che voglia di fare un bel viaggio!!!
    Non sono un’amante della crema catalana, ma a vederla così una cucchiaiate me la mangerei…magari anche due! 😉
    Buona settimana!

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      dai dai convinci il tuo lui a portarti da qualche parte…io sarei sempre in giro anche se gli spostamenti delle ultime settimane cominciano a pesarmi!
      baci

      Rispondi
  9. lapetitecasserole

    Ti dico subito che ho salvato questa ricetta prima ancora di aver finito di leggere il procedimento. Fammi una crema catalana ed io sarò tua eterna debitrice. Sono solo spaventata dal passaggio dell zucchero da bruciare… per distrazione ho delle tendenze da piromane, ma via ci voglio provare. Bellissime le tue foto, la pulce, va beh…. meraviglioso!

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      ci vorrebbe l’apposito ferro…io sono andata di grill perché quello avevo e controllando ogni minuto sono riuscita ugualmente nell’impresa…vedrai che ce la fai anche tu!!
      bacioni e bacino dalla pulce

      Rispondi
  10. azzurra

    che meraviglioso post Greg!!!sai che anche la mia gita di 5° superiore Ragioneria è stata a Barcellona?!?!?!?e quanto mi è piaciuta!!!!sono innamorata di quella città ed avrei proprio voglia di tornarci visto il tuo meraviglioso reportage!!!super bacio giramondo!!!

    Rispondi
    1. la Greg Autore articolo

      magari ci siamo anche incontrate…però non so di che classe sei!
      io proverei a parlarne al maritino…non sia mai che ti regali un viaggetto

      baci

      Rispondi
  11. lalla

    Confesso che quando ho letto che eri a Barcellona mi sono “emozionata” …ci sono stata due volte in due circostanze completamente diverse ma proprio per essere diverse me l’hanno fatta vivere in due modi diversi.sono una fan di Barcellona, per la sua solarità e apertura. Che ti dico? La crema catalana una delle mie prime sfide con i dolci. E mi piace da matti!

    Rispondi

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