Archivi categoria: Antipasti

Feta marinata al rosmarino e pepe rosa

feta marinata al rosmarino e pepe rosa

Ricordi di una vacanza in Grecia. La Vespa portata dall’Italia, il mare blu cobalto, le distese chilometriche di ulivi ed i profumi della macchia mediterranea. Il sirtaki come sottofondo ed i muli a passeggio in ogni dove. Gli uomini in piazzetta ad oziare e le donne nei campi a sudare.

Moussakà, tzatziki, olive kalamata grosse come noci e l’immancabile feta.

Vi ho fatto venir voglia di partire, vero?

Restate ancora un attimo…almeno il tempo di leggere le istruzioni per la preparazione di questa insolita e velocissima conserva.

feta marinata al rosmarino e pepe rosa

FETA MARINATA AL ROSMARINO E PEPE ROSA (per un vaso da 500 ml)

  • 300 gr di feta
  • due rametti di rosmarino
  • 1 cucchiaio di pepe rosa
  • 4-5 foglie di basilico
  • olio extravergine di oliva

Sterilizzate il vasetto in acqua bollente per 30 minuti circa dopodiché fatelo raffreddare.

Tagliate la feta a cubetti. Sistematela delicatamente nel vasetto (per evitare che si sbricioli) alternandola con il rosmarino, il basilico ed il pepe rosa. Coprite con l’olio extravergine di oliva.

Prima di chiudere il vaso battetelo leggermente sul tavolo per favorire l’uscita di eventuali bolle d’aria.

Riponete al buio, in un luogo fresco e asciutto per 8-10 giorni.

Potete servirlo come antipasto o per preparare degli sfiziosi piatti freddi.

***

ROSEMARY AND PINK PEPPERCORN MARINATED FETA CHEESE (for a 500ml ermetic glass jar)

  • 300 gr feta cheese, diced
  • 2 small branches rosemary
  • 1 tablespoon pink peppercorn
  • 4-5 basil leaves
  • extravirgin olive oil

Remove the rubber ring from the glass jar and sterilise in boiling water for at least 30 minutes.

Set aside to cool.

Put the diced feta cheese into the jar alternating with rosemary, basil and pink peppercorn (be careful not to reduce the cheese into crumbs). Cover thoroughly with extravirgin olive oil.

Before closing the jar, shake it slightly and beat on a table to avoid air bubbles inside.

Place in a dark cool place for at least 8-10 days before serving as appetizer or cool dish.

Piccole brisée integrali con crema di pisellini, mandorle e olive taggiasche

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Gli ultimi piselli di stagione. Un po’ magra a dire il vero della precedente ma ne abbiam pur sempre sgranato, pulito, insacchettato e riposto nel freezer oltre 8 kili pertanto ci possiamo ritenere soddisfatti.

Io li adoro, sia cotti che crudi. La pulce con grande piacere mi imita. Solo il babbo non ne è un aficionado ma al momento di mangiarli non si tira indietro.

Qualche settimana fa li ho trasformati in polpette che ho ripassato nel sesamo e dorato in forno; poi è stata la volta di una lasagnetta velocissima  arricchita con prosciutto cotto e qualche dadino di caciocavallo (sempre lui…quello arrivato dalla lontana Puglia). Ieri l’ultimo esperimento nato prendendo spunto da una rivista ed apportando qualche modifica qua e là.

Ne vengono fuori queste piccole tortine. Guscio integrale, farcia con vellutata di pisellini nella quale si nascondono piccole olive taggiasche che conferiscono la giusta sapidità ad un ripieno altrimenti troppo dolce. Un topping croccante ed elegante con tante lamelle di mandorle sovrapposte.

Purtroppo ho realizzato tardi (quando cioè erano rimaste solo poche briciole nei piatti e scarsissima luce per fare le foto) di non averne tagliata una fetta così da mostrarvi l’interno…se andate però a sbirciare l’ultima foto del post vi accorgete che le olive ci sono! In compenso, vi regalo un primo piano dei miei adorati pisellini.

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Ne ho preparata anche una per la pulce senza olive e mandorle ma con una grande stella sopra (che ha mirato e rimirato prima di addentarla e sbriciolarla sul pianale del seggiolone) e tanti pisellini intorno a fare il giro-girotondo

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

PICCOLE BRISEE INTEGRALI CON CREMA DI PISELLINI, MANDORLE E OLIVE (per 3 tortine)

per la brisée:

  • 150 gr di farina integrale biologica macinata a pietra
  • 50 ml di olio extravergine di oliva
  • 35 ml di acqua (a temperatura ambiente)
  • sale

per il ripieno:

  • 200 gr di pisellini freschi già sgranati
  • 1 uovo piccolo (per una versione vegana si può omettere o utilizzare un altro ‘legante’ consentito)
  • brodo vegetale
  • 20-25 olive taggiasche denocciolate sott’olio (scolate)
  • sale (e pepe)

per decorare:

  • 25 gr di mandorle a lamelle

Preparate la brisée. Versate la farina a fontana su un piano di lavoro ed unite l’olio e un pizzico di sale. Iniziate ad impastare aggiungendo gradualmente l’acqua (la quantità indicata è solo indicativa in quanto dipende dalla forza della farina e dal suo grado di umidità) fino ad ottenere una palla (avendo utilizzato solo farina integrale macinata a pietra la mia aveva un aspetto un po’ ruvido). Coprite con la pellicola e mettete in frigo a rassodare per almeno 30 minuti.

Preparate il ripieno. Nel frattempo lessate i piselli nel brodo vegetale per 10-12 minuti. Scolateli, lasciando da parte il brodo e lasciateli raffreddare. Frullateli a questo punto in un minipimer con un po’ del loro brodo e regolate di sale e pepe. Unite quindi l’uovo e mescolate per amalgamare bene.

Farcite e cuocete. Stendete l’impasto e ricopritevi gli stampini che avete scelto, distribuite sul fondo le olive taggiasche e ricoprite con la crema di pisellini quindi con le mandorle a lamelle. Se vi avanza l’impasto potete preparare delle striscioline e decorare come fosse una crostata.

Infornate a 180° per 25 minuti circa (la mandorle dovranno risultare leggermente dorate).

Servite tiepide o fredde.

***

MINI-TARTS WITH WHOLE-WHEAT CRUST, SMALL PEAS AND OLIVES FILLING AND ALMOND TOPPING (serving 3)

for the crust:

  • 150 gr bio stone-ground whole-wheat flour
  • 50 ml extravirgin olive oil
  • 35 ml water (room temperature)
  • salt

per il filling:

  • 200 gr small fresh peas (shelled)
  • 1 small egg
  • vegetable stock
  • 20-25 pitted taggiasche olives in oil (strained)
  • salt (and pepper)

for the topping

  • 25 gr sliced almonds

Prepare the crust. On a working surface combine the flour and the oil and season with a pinch of salt. Mix together then add little by little water (the amount you need may depend by the flour strenght or its humidity) until you obtain a ball. Cover with plastic wrap and refrigerate for 30 minutes to rest.

Prepare the filling. During the rest time, boil peas in vegetable stock for 10 to 12 minutes. Strain, leaving apart the stock, and cool. Put the peas in the bowl of a food processor with some of the reserved stock and pulse until you have a creamy crush. Season with salt and  pepper (optional) an add the egg. Mix until well combined.

Fill the tart and cook. Preheat the oven to 350° F. Roll out the dough in the baking pans you have chosen, spread the olives at the base and cover with pea crush and sliced almonds.

Cook for 25 minutes (until the crust is firm and almonds are golden brown).

Serve warm or chilled.

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Con questa ricetta partecipo alla raccolta ‘Integralmente’ del blog Gocce d’aria

integralmente-rid_6e8df92630b962307af8bacb756505d6

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Sapore di mediterraneo’ del blog

DSCN6665

al contest ‘Strati su strati’ del blog La cuoca per gioco

strati-su-strati[1]

e al contest ‘Colori d’estate’ del blog Silvia ai fornelli

estate--spiaggia--sfondo-ma[1]

Riso long&wild con ananas e cotto grigliati al sentore di finocchietto

orto 013

(scroll down for english version)

Quando in ufficio c’era un gran trambusto oppure si andava fuori sede per lavoro ed alle 13.30 si era ancora nel pieno di un’estenuante ed interminabile riunione, la sottoscritta cominciava ad andare un pò su di giri.  Poi magari accadeva che qualcuno dei presenti che era a dieta, o che a colazione si era mangiato un mammuth, pretendeva che anche tu mangiassi in piedi, al bar, un sifilitico panino con una foglia di insalata, una fetta di pomodoro e 30 gr di mozzarella. Eh no!!! Il pranzo non si tocca

Oggi le cose sono ahimè lavorativamente cambiate ma, se guardo al lato positivo della cosa,  riesco a godermi un piatto di pasta o un’insalatona e spesso riesco a farlo a casa, con un orecchio alla televisione ed un occhio attento all’orologio perchè sessanta minuti passano in fretta.

Le temperature di questi giorni ci fanno apprezzare piatti freschi, veloci e soprattutto leggeri. Oggi a pranzo mi sono coccolata con questo piattino preparato alla velocità della luce prima di uscire di casa con quello che avevo in frigo.

L’idea mi è venuta ripensando ad una foto di spiedini di ananas grigliati che mi è passata davanti agli occhi durante il girovagare in Pinterest…e dato che la combinata frutta-salato è sempre vincente ho pensato di cubettare il tocco di prosciutto cotto parcheggiato nel frigo e di ripassarlo in padella con l’ananas rimasto dalla preparazione di una macedonia.

Il finocchietto colto in campagna lo scorso weekend ha dato la nota finale al piatto!

orto 016

RISO LONG & WILD CON ANANAS E COTTO GRIGLIATI E SENTORE DI FINOCCHIETTO (dosi per una porzione)

  • 85 gr di riso long&wild (oppure metà basmati e metà venere)
  • 1 fetta di ananas maturo (tagliato a dadini)
  • 30-40 gr di prosciutto cotto di alta qualità (tagliato a dadini)
  • un ciuffetto di finocchietto selvatico
  • olio e.v.o.
  • sale
  • pepe

In abbondante acqua bollente salata lessate il riso per il tempo indicato sulla confezione. Scolate e fate raffreddare.

In una bistecchiera o in un padellino antiaderente fate grigliare l’ananas e il prosciutto cotto senza grassi per qualche minuto fino a quando diventeranno leggermente bruniti. Spegnete il fuoco e fate intiepidire.

Condite il riso con l’ananas e il cotto, unite il finocchietto tagliuzzato e condite con olio e.v.o.

Regolate di sale e pepe.

Potete servire leggermente tiepido oppure freddo.

***

WILD FENNEL SCENTED LONG & WILD RICE WITH GRILLED PINEAPPLE AND SMOKEK HAM (serving 1)

  • 85 gr long&wild rice (or half basmati, half black rice)
  • 1 slice ripe pineapple (diced)
  • 30-40 gr smoked ham (diced)
  • wild fennel
  • extravirgin olive oil
  • salt
  • pepper

Cook the rice in salted boiling water. Drain and set aside in a bowl to cool.

In a non-sticking pan grill ananas and smoked ham for 4 to 5 minutes until lightly brown. Turn off the heat and let cool down.

Add to the rice and mix with a wooden spoon pouring in 1-2 tablespoons of extravirgin olive oil. Add salt and pepper and the wild fennel finely chopped.

You can serve it warm or, even better, cold.

***

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Stasera aperitivo da me’ del blog Fragole&cioccolato

Collage52112229[1]

al contest ‘Ricette sotto l’ombrellone’ del blog Peccato di gola e Le nostre ricette di casa

banner-contest-300x200[1]

al contest ‘Sapori d’estate’ del blog Lamponietulipani

sapori d'estate[1]

e al contest ‘Ferragosto forno mio non ti conosco’ del blog Le padelle fan fracasso e del blog Il cucchiaino di Milù

logo raccolta estiva2[1]

Tarallini scaldati al finocchietto…Puglia mon amour

(scroll down for english version)

Compromessi.

Quella che è appena terminata è stata una vacanza di compromessi.

C’era da scegliere tra una settimana in stile gipsy, tutta calzoncini ed infradito, asciugamano sulla battigia, pasta e pomodoro a pranzo e girar per sagre la sera ed una da villaggio, in costume-abbinato-al-pareo, rincorsa ad accaparrarsi il buffet e piano-bar (o baby dance per chi ha pulci al seguito) serale.

Ha vinto la seconda perchè, alla ricerca del relax assoluto (che poi abbiamo scoperto essere solo relativo con un bimbo di un anno e mezzo che gira come una trottola e da confidenza anche ai sassi delle aiuole)  il maritino ed io abbiamo decretato rispettivamente lo sciopero del mi-incollo-piazzo-smonto l’ombrellone tutti i giorni e dei fornelli.

Ci siamo così goduti una settimana di mare nello splendido litorale antistante la citta bianca di Ostuni.

Ma che bella è la Puglia??? e come si mangia bene…orecchiette, bombette, fave e cicoria, e che dire di fiordilatte, burrata e caciocavallo? e il pane di semola dove lo mettiamo? e la focaccia con i pomodorini, le frise ed i taralli?

L’ultimo giorno l’abbiamo dedicato ad un irrinunciabile shopping gastronomico che ci ha visti tornare al villaggio con una scatola di polistirolo colma di delizie casearie (che dovrebbero di diritto finire nei prossimi post) e un paio di incartate del forno dove si infilava di continuo la gente del posto e dalle quali si è scatenato un profumino di pane che ci ha accompagnato per tutto il viaggio di ritorno.

Potevo tornare a casa senza neanche una ricettina per il mio blog? Mai… ed allora eccovi svelata quella dei taralli scaldati al finocchietto che sono riuscita ad estorcere al fornaio e che se vengono come quelli comprati sono spaziali perchè croccanti come piacciono a me.

TARALLINI SCALDATI AL FINOCCHIETTO

  • 750 gr di farina 00
  • 250 gr di semola rimacinata di grano duro
  • 250 ml di olio extra vergine d’oliva pugliese
  • 300 ml di vino bianco secco
  • una puntina di lievito di birra fresco (o bicarbonato)
  • 25 gr di sale
  • semi di finocchietto (se non vi piacciono potete ometterli)

Riscaldate leggermente il vino e scioglietevi il lievito di birra (o il bicarbonato).

In una grande ciotola (o in quella dell’impastatrice se l’avete) mescolate le due farine ed aggiungete il sale. Unite quindi l’olio leggermente tiepido ed infine il vino. Impastate con le mani per qualche minuto fino ad ottenere un impasto liscio e lucido.

Aggiungete solo se vi piacciono i semi di finocchio (saranno sufficienti 6-7 gr).

Versate l’impasto su una spianatoia, coprite con la ciotola e lasciate riposare per mezz’ora circa. Trascorso questo tempo prendete l’impasto, lavoratelo con le mani fino ad ottenere dei salamini di 8-10 cm che andrete a chiudere sigillando bene i due capi.

Preparati tutti i taralli tuffateli pochi alla volta in una pentola con acqua bollente salata scolandoli non appena vengono a galla. Poneteli a raffreddare su un canovaccio pulito per qualche ora (o anche tutta la notte). Quando saranno freddi trasferiteli su una placca da forno e cuoceteli in forno già caldo a 200°C per 30 minuti circa.

Potete conservarli per diversi giorni in un contenitore ermetico o in una scatola di latta.

***

TARALLI WITH FENNEL SEEDS

  • 750 gr plain flour
  • 250 gr remilled durum wheat semolina
  • 250 ml extravirgin olive oil
  • 300 ml dry white wine
  • a pinch fresh baking yeast
  • 25 gr salt
  • fennel seeds (optional)

Bring the wine to lukewarm temperature and melt in the yeast.

In a large bowl mix the two flours and the salt. Add the oil (lukewarm temperature) and wine and mix until the dough comes out smooth.

Dump the dough onto a lightly floured working surface and knead it for some minutes adding the fennel seeds. Cover with a bowl and let it rest for 30 minutes.

Roll out the dough into small sausages 8-10 cm long and shape into a ring. Seal the edges together by pressing slightly.

Bring a large pot of water to boil and drop into it a few taralli at a time. Remove them with a slotted spoon when they start floating to the surface and place on a cloth to dry and cool (wait for 3-4 hours all, even better, all the night).

Preheat the oven to 375° F. Put the cooled taralli on a baking tray covered with parchment paper and cook for about 30 minutes until golden.

Taralli can be kept in an airtight container for many days.

Polpette di zucchine (e feta)…avrò scelto la ricetta giusta? (1)

polpette di zucchine e feta 005

A scuola non ho mai copiato.

Ora invece, complice questo blog, ho la scusa per allungare l’occhio in qualche sito interessante e provare la sensazione che avevano i miei compagni di classe quando, diversi lustri orsono, aspettavano che entrassi in aula e che tirassi fuori dallo zainetto i quadernoni con gli esercizi già svolti per dare una sbirciatina.

A volte si tratta di copiare paro paro, altre di prendere spunto dalla ricetta che in quel momento ti attrae. Unica regola di questo passatempo divertente: NON DIMENTICARSI DI CITARE SEMPRE LA FONTE! Non c’è infatti cosa più scorretta che fare propri quelli che in realtà sono esperimenti-azzardi-lampi di genio di altri frequentatori dei fornelli, siano essi cuochi professionisti o appassionati bloggers.

Quella che vi propongo oggi è una ricetta copiata da capo a piedi…ed il bello sta proprio in questo. La vicina di blog Cuocicucidici da quasi due anni tiene le redini di un contest che, pur con cadenza mensile, è praticamente sempre attivo: The Recipe-tionist . Il suo intento è quello di far scoprire il contenuto di un blog, invitando tutti i partecipanti a replicare una o più delle ricette in esso presenti. Si deve in sostanza copiare, con un’unica licenza che è quella di poter omettere od aggiungere (o al max sostituire) un ingrediente, e vince chi – a detta del blog ospitante – si dimostra più bravo in quest’arte.

Il mese scorso ho provato a partecipare con la pizza di carne ma sono arrivata lunga perchè le ricette vanno pubblicate entro il 25 di ogni mese; questa volta ritento, non con una ma due ricette che ho visto, studiato e infine messo all’opera e che ci sono piaciute tantissimo!

Il blog di Giugno nel quale copiare è quello di Fairies’ kitchen.

Inizio proponendovi le polpette di zucchine, che ho rigorosamente fritto (credo sia la seconda volta dall’inizio dell’anno!) e arricchito con della feta per renderle ancora più stuzzicanti e fresche.

Provatele, anche solo cotte in forno, perché sono deliziose!

Per la seconda replica vi lascio in suspense…..almeno fino al prossimo post.

polpette di zucchine e feta 012POLPETTE DI ZUCCHINE, RICOTTA E FETA (per 18 polpette circa di medie dimensioni)

  • 4 zucchine medie
  • 100 gr di ricotta
  • 70 gr di feta…mia aggiunta
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • sale e pepe
  • menta
  • olio per friggere

Lavate e mondate le zucchine; grattugiatele con una grattugia a fori medi e mettetele in un colino. Dopo averle salate copritele con un piatto sopra al quale metterete un peso. Lasciatele per almeno mezz’ora in modo che elimino l’acqua di vegetazione.

Trascorso questo tempo, strizzatele e mettetele in una ciotola insieme con la ricotta, la feta sbriciolata, l’uovo, i formaggi grattugiati, il pangrattato e la menta tritata finemente con un coltello. Regolate di sale e pepe.

Mescolate bene gli ingredienti e ricavate dall’impasto delle palline leggermente schiacciate che passerete in un po’ di farina prima di friggerle oppure di cuocerle in forno fino a quando saranno dorate.

polpette di zucchine e feta 002

ZUCCHINI AND FETA FRITTERS (makes 18 pieces)

  • 4 medium zucchini coarsely grated
  • 100 gr ricotta cheese
  • 70 gr feta cheese
  • 1 egg
  • 2 tablespoons grated parmigiano reggiano cheese
  • 1 tablespoon grated goat cheese
  • 4 tablespoons breadcrumbs
  • salt & pepper
  • mint
  • sunflower oil for frying
  • flour

To release excess water from zucchini put them in a colander, sprinkle with salt and allow the liquid to drain for al least half an hour.

Squeeze thouroughly and transfer to a bowl, then combine with the other ingredients: ricotta cheese, feta cheese, egg, grated cheeses, breadcrumb and mint finely chopped. Season with salt and pepper.

Heat the oil in a large frying pan. Form the mixture into balls and dust with flour, removing the excess. Drop the balls into the oil and cook for 8-10 minutes until golden all around. Drain on paper towel.

***

Con questa ricetta partecipo al contest Recipe-tionist di Giugno ospitato dal blog Fairies’ kitchen

the recipe-tionist giugno[1]

e al contest ‘Ricette e ricotta’ del blog Cappuccinoecornetto per la categoria Fingerfood salati

Contest_ricotta-300x300[1]

Pizza di formaggio per la scampagnata su lo Sammicì

DSC_0076

Ore 10. Puntualissimi si parte.

8 adulti ed un bambino.

La mia mamma e la zia Re (la famosa filippina) si accomodano nella nostra macchina – nella quale hanno già trovato spazio la borsa frigo, un paio di plaid, un passeggino ed una sacca da golf; il mio papino prende in prestito la Moto Guzzi di mia sorella che lavora (ma, stò ponte te lo potevi fare no?). Lo zio Ro, consorte della zia Re, cavalca fiero la sua Bmw, il cugino G., figlio di Ro e Re, (lucchese di adozione) e la mogliettina E. (lucchese doc) si sfidano a colpi di pedale in sella ad una Bmw ed una Triumph.

Siamo diretti su lo Sammicì…il San Vicino per le cartine geografiche, il Monte Bianco dei favrianesi che fino ad aprile ammirano il suo cappello imbiancato.

Attraversiamo Borgo Tufico, Cerreto d’Esi e arrivati a Matelica, all’altezza dell’ospedale, svoltiamo a sx e cominciamo l’arrampicata. Ci sorbettiamo una mezz’ora di curve e di strada alquanto dissestata prima di arrivare alla meta.

Parcheggiamo senza troppi problemi l’auto e le 4 poto (come le chiama la pulce), scarichiamo i bagagli e ci lanciamo alla ricerca della piazzola perfetta. Ossia di un fazzoletto di prato 1) possibilmente in piano 2) libero da popò di mucche (eh, sì siamo in alta montagna e qui le nostre amiche pezzate pascolano libere) 3) riparato, perché nel frattempo si è levato un po’ di vento 4) comodo, vale a dire non a un km dalla macchina perchè abbiamo borse, borsine e borsette da trasportare.

Per fortuna l’affluenza oggi scarseggia e troviamo subito il nostro spiazzo; prima mossa vengono distesi i plaid dopodiché scatta lo svuotamento della borsa frigo con relativo riversamento del suo contenuto sulla coperta. É solo mezzogiorno e dieci ma a tutti sembra venuta una gran fame (compreso il piccolo che ha subito adocchiato il thermos contenente una mappazzata pasta al pomodoro, che riserverei ben volentieri ad un cane, ma che lui mangia di gran gusto).

DSC_0071

La filippina (non poteva essere diversamente) si siede per prima, si copre le gambe con uno strofinaccio ricamato a mano dalla sua amica Rosa e inizia ad aprire le varie incartate…come per magia si materializzano sul plaid un cacio di Norcia, un salame morbido di Genga, una ‘dolce bugia’ salamino portato in dono dai lucchesi, una filetta di pane cotto a legna dalla mia mamma ed una pizza di formaggio orgoglio della cucina regionale marchigiana.

DSC_0079

DSC_0068

In pochi minuti di aprono le danze e ciascuno dei commensali si avvicina alla tavola imbandita per servirsi…viene improvvisato un tagliere su un sasso e c’è chi si taglia una fetta di salame e ci imbottisce due pezzi di pizza; c’è chi si piomba sul cacio e lo mangia con un pezzo di pane casareccio, chi preferisce qualche rondella di salamino da stuzzicare a mò di aperitivo ed alternare ad una birra ghiacciata. La bevuta alternativa un bicchiere di Verdicchio!

DSC_0081

E’ tutto un intreccio di mani che si passano coltelli, tovaglioli e bicchieri. L’aria di montagna deve averci messo fame perchè nel giro di mezz’ora non restano che briciole!

DSC_0085

Leviamo le tende abbastanza di fretta perchè il cielo comincia a farsi scuro ed a minacciare pioggia (prevista dal meteo, ma da noi assolutamente snobbata)…ci lascia giusto il tempo di scorrazzare un pò con la pulce sul prato.

Vi lascio la ricetta della pizza di formaggio che mia suocera prepara da almeno 40 anni per Pasqua ma che voi potete servire tutto l’anno in abbinamento a formaggio e salumi.  Perfetta per una merenda a base di fave e pecorino.

Potete cucinarla in uno stampo da panettone (come vuole la tradizione) oppure in uno a ciambella.

PIZZA DI FORMAGGIO di mia suocera (dosi per 2 pizze)

  • 5 uova freschissime
  • 15 cucchiai colmi di formaggio grattugiato (pecorino e grana)
  • 375 ml di latte fresco intero
  • 100 gr di grassi (per lei olio Cuore)
  • 100 gr di lievito di birra fresco
  • sale e pepe q.b.
  • 100 gr di emmental o fontina a tocchetti (opzionale)
  • farina 00 q.b. (circa 400/450 gr)

Sciogliete il lievito in un po’ di latte tiepido.

In una ciotola grande unite le uova, il formaggio grattugiato, quello a tocchetti, il latte e l’olio. Regolate di sale (poco) e pepe dopodiché iniziate ad aggiungere la farina fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso.

Lavoratelo con le mani per qualche minuto e formate due palle (avendo cura che le pieghe dell’impasto restino sotto). Imburrate abbondantemente due stampi di alluminio dai bordi alti (almeno 20 cm)  e mettetevi i due impasti. Ponete a lievitare in un ambiente caldo ed al riparo da correnti d’aria fino a quando l’impasto avrà raddoppiato di volume (ci vorranno circa 3 ore).

Infornate quindi una pizza alla volta in forno già caldo a 200 gradi per un’ora circa (se dovesse colorire troppo copritene la superficie con un foglio di alluminio) avendo cura di mettere sul fondo un pentolino con acqua calda che assicura la giusta umidità durante la cottura.

DSC_0047

Con questa ricetta partecipo al contest Voglia di pic-nic di ‘Oggipanesalamedomani’

Banner-Raccolta-Voglia-di-Aprile-100-DPI1-e1366019588162[1]

Tortini di asparagi e patate….e di passeggiate primaverili nel bosco

tortini di asparagi e patate (14)

Complice una primavera ritardataria, quest’anno l’appuntamento con l’asparagus officinalis è stato rimandato di qualche settimana.

Normalmente di questi tempi, quando torniamo nelle Marche per il weekend, mio marito ed io amiamo intrufolarci nella macchia (vedi sottobosco) e scovare questi deliziosi ortaggi.

La ricerca dell’asparago perduto oltre a richiedere capacità quasi funambolesche di arrampicamento lungo i declivi della montagna, necessita di alcuni accorgimenti:

  • individuare innanzitutto la pianta dell’asparago perchè purtroppo non cresce in mezzo ai prati; si tratta di un arbusto non molto alto dai lunghi rami sottili e con foglioline aghiformi (che dunque pungono!),
  • cercare gli asparagi intorno la base della piantina ma non è detto che vi siano; poiché si mimetizzano facilmente nel verde, se vi accucciate e guardate dal basso nel rovo potete scorgerli più facilmente,
  • tagliare l’asparago con le mani (o con una forbice) dove finisce la parte tenera ed inizia quella legnosa; non estirpatelo con tutta la radice perché la parte che lasciate nel terreno germoglierà di nuovo,
  • non vi aspettate di trovare asparagi ciccioni come quelli coltivati che acquisitiamo al supermercato (quelli della foto per intenderci), quelli selvatici sono più lunghi e sottili,
  • vestire comodi e scegliere preferibilmente tute malconcie…ve lo dice una che ha strappato più di un pantalone tra i rovi,
  • legare bene i capelli soprattutto se ne avete un mare come la sottoscritta e non volete che si incastrino ovunque tra i rami.

tortini di asparagi e patate (2)

In attesa di poterci avventurare nel bosco, ci accontentiamo di quelli coltivati (dal sapore decisamente più delicato).

Qualche giorno fa, avendone avanzati dalla preparazione dell’insalatina di grano saraceno, ho pensato di farne dei tortini monoporzione abbinandoli a delle classicissime patate. La ricetta viene da uno scampolo di giornale (Grazia per la precisione) ben ripiegato all’interno della Moleskine nella quale (fino alla nascita del blog) custodivo gelosamente ‘i piatti da fare’. In corso d’opera ho variato dosi ed ingredienti con quello che avevo a disposizione.

Idea veloce per un antipasto, se utilizzate stampini più grandi può diventare un ottimo contorno.

tortini di asparagi e patate (37)

tortini di asparagi e patate (7)

TORTINI DI ASPARAGI E PATATE (per 5 monoporzioni)

  • 1 patata medio/grande
  • un mazzetto di asparagi
  • 5 cucchiai di pangrattato
  • 50 gr di formaggio grattugiato (io ho usato il grana)
  • 50 gr di burro
  • 40 gr di farina
  • 300 ml di latte fresco intero
  • 1 uovo
  • un ciuffo di erba cipollina
  • olio e.v.o.
  • sale & pepe q.b.

Preparate la besciamella. Sciogliete 30 gr di burro, incorporatevi la farina, regolate di sale e togliete dal fuoco. Mettete il latte a scaldare in un pentolino e aggiungetelo poco alla volta al roux (composto di burro e farina) mescolando in continuazione fino ad ottenere una crema fluida, quindi ponete nuovamente sul fuoco ed emulsionate fino ad ottenere una besciamella soda.

Cuocete nel frattempo gli asparagi in acqua bollente salata per 5 minuti dalla ripresa del bollore, poi scolateli e passateli in acqua ghiacciata. Eliminate la parte terminale e tagliateli due dita sotto le punte (che terrete da parte) quindi affettate i gambi a rondelline.

Sbucciate la patata e tagliatela a julienne.

Imburrate 5 stampini monoporzione (di vetro o di alluminio) e cospargeteli con il pangrattato.

Unite alla besciamella oramai tiepida il tuorlo, il grana, l’erba cipollina tagliuzzata con una forbice e l’albume montato a neve. Distribuitela negli stampini alternandola alle patate ed agli asparagi tagliati a rondelle, terminando con le patate.

Distribuite sulla superficie il burro rimasto a fiocchetti e cuocete in forno preriscaldato a 180-190° per 25-30 minuti. Serviteli decorandoli con le punte di asparagi tenute da parte.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Profumo di primavera’ del blog Lamponi e tulipani

banner contest profumo primavera