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Crescia sfojata con gelato di pane integrale per l’MtChallenge #36

crescia sfojata con gelato al pane integrale

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L’ho scoperta 20 anni fa. Durante le prime incursioni in casa dell’allora mio fidanzato, poi divenuto marito. E non l’ho più abbandonata.

E’ il mio dolce, quello che mi rappresenta, quello al quale non potrei mai rinunciare.

E’ il dolce che mia suocera prepara in diverse occasioni di festa o anche solo per darci il benvenuto quando torniamo per qualche giorno nelle Marche. Dire che la sua crescia sfojata è speciale è poco. Io l’ho ammirata (prima di assaggiarla) per anni, le ho anche chiesto più volte la ricetta per poi, volutamente, dimenticarla. Per una questione di rispetto. Lei mi riempie sempre di complimenti, mi dice che preparo piatti che non saprebbe mai rifare…anche se non ci credo, ho sempre lasciato che questo dolce restasse il suo anche perché non ne ho mai assaggiato uno così buono.

Lei lo cuoce rigorosamente nel forno a legna…e questo fa la differenza…la pasta si biscotta e diventa di un bel colore brunito.

Lei usa le mele di casa. Sono frutti di almeno 5/6 diverse qualità, tra le quali prevale la mela rosa dei Monti Sibillini. Non vi sto neanche a raccontare il loro profumo. Quest’anno purtroppo il raccolto è stato modesto (in campagna si prende quello che viene) tantoché mi son dovuta accontentare delle mele Renette trovate al supermercato biologico.

Lei usa le noci dell’albero che è in giardino. Dimenticatevi quelle lucide e giganti della California che troneggiano nei negozi; queste son brutte e raggrinzite ma sono a km zero, raccolte a novembre e lasciate asciugare tutto l’inverno in una cassetta forata riposta in garage.

Lei usa la farina e l’olio extravergine di casa per fare la pasta, conosciuta nelle Marche con il nome di crescia. Lei fa tutto ad occhio…versa la farina poi l’olio ed infine l’acqua che serve ad amalgamare tutti gli ingredienti. Lei ne cuoce 6-7 per volta, grosse ciascuna il doppio della mia, perché quando si accende il forno a legna bisogna riempirlo (e si mantiene caldo per cucinare fino al giorno successivo). E che ve ne fate di tutto quel ben di dio? Un paio di cresce ce le mangiamo fresche tra colazione e merenda, un altro paio prendono la via di casa di amici o dei miei genitori, le altre vengono messe nel congelatore.

Lei non aggiunge marmellata né fichi secchi, né canditi nel ripieno ma non rinuncia ad una generosa spolverata di cannella.

crescia sfojata con gelato al pane integraleQuando ho letto che la sfida di questo mese dell’MtChallenge, lanciata da Mari di Lasagna Pazza, sarebbe stato lo strudel ho avuto un palpito al cuore e solo dopo diversi ripensamenti ho deciso che sarebbe arrivata la volta della mia crescia sfojata.

Strudel MTC

Sapevo in partenza di non poter competere con quello della suocera; però ho fatto del mio meglio per riprodurlo il più fedelmente possibile. L’unica variazione che ho apportato è stata quella di utilizzare al posto dell’uvetta sultanina il Moscato della nostra vigna, appeso dopo la vendemmia ed appassito su un trave della cantina per tutti questi mesi e da me riesumato durante l’ultima incursione in terra marchigiana. Per rinvenirlo ho usato del succo di mela biologico al posto del classico brandy/rum.

Sono però rimasta fedele alla sua forma. Mia suocera invece di arrotolare tutta la sfoglia su se stessa (per evitare di formare un salamone), arrotola separatamente i due estremi per poi ricongiungerli al centro.

Prevedendo la sfida (che scade stasera alle 24…pertanto pubblico sul fotofinish!)l’inserimento di una salsa di accompagnamento ho cercato qualcosa di semplice, che non alterasse l’equilibrio del ripieno dello strudel ma che conferisse allo stesso tempo  un po’ di morbidezza e di cremosità in bocca. Ho scelto un ‘gelato’ di panna farcito con mollica di pane integrale biscottata in forno con zucchero di canna grezzo.

crescia sfojata con gelato al pane integrale

Anche se la mia crescia è ancora lontana secoli dalla sua, sono contenta sia perché uomo grande ed uomo piccolo hanno molto apprezzato, sia perché vi ho fatto conoscere un altro pezzo della mia straordinaria terra.

CRESCIA SFOJATA CON GELATO DI PANE INTEGRALE (per 5/6 persone)

per lo strudel (ricetta di Mari):

  • 150 gr di farina 00
  • 100 gr di acqua calda
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • un pizzico di sale

per il ripieno:

  • 2 mele Renette (circa 400 gr)
  • 15 noci
  • un grappolo di Moscato appassito (in alternativa 60-70 gr di uvetta sultanina)
  • 150 ml di succo di mele bio (in alternativa rum/brandy/sherry)
  • due cucchiai di zucchero di canna
  • un cucchiaio abbondante di cannella in polvere
  • scorza grattugiata di un limone bio

per il gelato (da Gelati edito da Gribaudo-Parragon):

  • 250 ml di panna fresca
  • 50 gr di mollica di pane integrale
  • 30 gr di zucchero a velo
  • 30 gr di zucchero di canna grezzo
  • 1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 1 cucchiaino di rum/brandy/sherry (omesso)

Preparate l’impasto per la sfoglia (seguendo le istruzioni di Mari)

Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora.

Preparate il ripieno.

Riscaldate il succo di mele e versatelo in una ciotola dove avrete messo l’uvetta. Lasciate ammorbidire per una ventina di minuti.

Lavate sotto l’acqua corrente le mele, sbucciatele, toglietene il torsolo, tagliatele a fettine sottili. Mettete le fettine di mela in un recipiente, aggiungete lo zucchero di canna, le noci tritate grossolanamente, l’uva scolata e ben strizzata, la cannella e la scorza del limone.

Riscaldate il forno a 200° C (modalità statica).

Stendete la sfoglia.

Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinatela leggermente, prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia (dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato). Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passate con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.

Disponete sulla sfoglia il ripieno avendo cura di lasciare liberi 2 cm dal bordo.

Aiutandovi con la tovaglia sollevate la sfoglia ed iniziate a rotolarla su se stessa. Fatti un paio di giri, ripiegate verso l’interno anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine (io ho seguito la procedura di mia suocera che è solita arrotolare i due lati opposti verso il centro invece di fare un unico rotolo).

Trasferite delicatamente la sfoglia su una teglia ricoperta di carta da forno, spennellatela con burro fuso ed infornate. Cuocete per 30-40 minuti fino a quando la sfoglia risulterà dorata.

Preparate il gelato.

Preriscaldate il forno a 200° C.

Sbriciolate la mollica, mescolatela con lo zucchero di canna e disponetela su una teglia ricoperta di carta da forno. Fate cuocere per 10-15 minuti fino a quando la mollica comincerà a dorare e lo zucchero a caramellate. Estraete dal forno e fate raffreddare.

In una ciotola montate la panna a neve ferma quindi aggiungete lo zucchero a velo e l’essenza di vaniglia.

Trasferite la panna nella gelatiera per una mezz’ora, unendo 10 minuti prima del termine la mollica tostata con lo zucchero. In alternativa, fate congelare la panna in un apposito contenitore per 1-2 ore dopodiché estraete dal freezer e mescolate con  un forchetta. Rimettete in congelatore per un’altra ora e ripetete fino ad ottenere la consistenza desiderata.

Tagliate lo strudel e servite con una pallina di gelato.

crescia sfojata con gelato al pane integrale

CRESCIA SFOJATA WITH WHOLE GRAIN BREADCRUMBS ICE CREAM (serving 5/6)

for the crust (recipe by Mari):

•  150 gr strong flour
•  100 gr hot water
•  1 tablespoon extravirgin olive oil
•  a pinch of salt

for the filling:
•  2 renette apples (about 400g)
•  15 walnuts
•  a bunch of homedried Moscato grape (alternatively 60-70 gr raisins or sultanas)
•  150 ml of organic apple juice (or rum / brandy / sherry)
•  2 tablespoons  brown sugar
•  1 tablespoon ground cinnamon
•  grated rind of one organic lemon

for the ice cream:
•  250 ml fresh cream
•  50 grams of whole-grain bread
•  30 grams powdered sugar
•  30 grams brown sugar
•  1/2 tsp vanilla extract
•  1 teaspoon of rum / brandy / sherry (optional)

Preparing the dough.
Heat the water (be careful because it does not have to be boiling). Sift the flour into a bowl, add the salt and the oil and pour in gradually the hot water. Stir. When the flour has absorbed all the water, remove the dough from the bowl and begin to knead with your hands on a work surface for a couple of minutes, until the dough turns out soft and slightly sticky. Leave the dough to rest, covered with a damp cloth or foil, for about half an hour.

Preparing the filling.

Heat the apple juice and pour into a bowl where you put the raisins. Let soften for about twenty minutes.

Wash apples under running water, peel, remove the core and cut into thin slices. Put the apple slices in a bowl, add the brown sugar, the walnuts (stoned and coarsely chopped), the raisins well drained, the cinnamon and lemon rind.

Preheat the oven to 180 ° C (static mode).

Rolling out the dough.

Put a clean cloth (preferably washed with soap and rinsed well), linen or cotton, on a table. Flour it lightly, take the dough and begin to flatten it with your hands, then with the aid of a rolling pin. When the dough begins to be thin enough set aside the rolling pin, lift the dough from the table, helping with your hands and, holding it with your knuckles, begin to pull it out by turning it occasionally and making sure that it does not break. The dough should be almost transparent. Place it again on the tablecloth (you should have gotten a sheet of about fifty square centimeters per side). Since the edges are usually thicker, pass with the fingers along the ends of the pastry gently pulling the dough to flatten.

Arrange the filling on the pastry, taking care to leave free 2 cm from each edge.

Helping you with the tablecloth, rais the dough and begin to roll it on itself. Taken a couple of laps, fold inward also the two outer flaps and continue to roll until the end (my mother-in-law rolls two opposite sides toward the center).

Gently transfer the dough on a baking sheet covered with parchment paper, brush with melted butter and bake for 30-40 minutes until the pastry turns golden brown.

Making ice cream.

Preheat the oven to 200 ° C.

Crumble the bread, mix it with brown sugar and arrange on a baking sheet covered with parchment paper. Cook for 10-15 minutes until the crumbs begin to brown and sugar starts caramelizing. Remove immediately from the oven and let cool.

In a bowl, whip the cream until slightly stiff, then add the icing sugar and the vanilla extract.

Transfer the cream into ice cream-machine for half an hour, adding during the last 10 minutes the toasted breadcrumbs. Alternatively, freeze the cream in an freeze-suitable container for 1-2 hours then remove and stir with a fork. Put again in the freezer for another hour and repeat until you get the desired consistency.

Cut the strudel and serve with a scoop of ice cream.

Zebra cake {alias il ciambellone variegato al cacao ed extravergine}

zebra cake

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Bello è stato risvegliarsi per un’intera settimana tra le cime innevate con vassoi traboccanti di croissants, plumcake che sanno di burro, tortine di ricotta e crostate di ogni tipo.

Poi però arriva il momento nel quale non ne puoi più di sbuffi di zucchero a velo e di canditi scartati e vorresti risvegliarti nella tua casetta, fare colazione nella tua cucina con la tua tazza ed assaporare il tuo dolce, quello con pochi fronzoli ma con ingredienti buoni e genuini.

Quello che vi presento oggi impazza nel web da un po’ ed altro non è se non una torta variegata al cacao con una particolare ma semplicissima tecnica di ‘assemblaggio’ che rende unico il risultato finale. Come sempre nei casi di ricette seriali ne esistono già decine di versioni. Io vi presento la mia, adattata nel corso di 4-5 diversi esperimenti e che prevede l’utilizzo di olio extravergine di oliva al posto del classico olio di mais.

zebra cake

Essendomi trovata senza teglie rotonde questa volta ho dovuto ripiegare su uno stampo quadrato; se però voi dovreste utilizzarne uno rotondo da 24cm vi consiglio di moltiplicare le quantità per 1,25 ed aumentare di un uovo.

Per una versione ancora più leggera e priva di latticini, ma dal risultato altrettanto goloso, vi consiglio invece di seguire la ricetta del ciambellone all’acqua.

zebra cake

Visto che siamo prossimi alla festività di San Valentino ho pensato di decorare la mia tortina creando un cuoricino con la punta di uno stuzzicadenti…..in modo da poterne donare un pezzettino alla persona amata. Io ho diviso in due il quadrotto, metà al babbo, metà alla piccola pulce.

A casa mia questo dolce dura davvero poco soprattutto durante il weekend quando ci piace fare merenda insieme; se voi foste più brave di me nel nasconderla sappiate che coperta con della pellicola si mantiene soffice per diversi giorni.

ZEBRA CAKE ALL’OLIO EXTRAVERGINE (per una teglia da cm24x24)

  • 3 uova medie (delle mie gallinelle)
  • 180 gr di zucchero di canna
  • 150 gr di olio extravergine di oliva (di casa mia)
  • 200 ml di latte (per me fresco intero)
  • 250 gr di farina 00 biologica
  • una bustina di lievito per dolci
  • un cucchiaino di estratto di vaniglia (o i semini di mezza bacca)
  • un pizzico di sale
  • 3 cucchiai di cacao amaro in polvere
  • zucchero a velo (facoltativo)

In una ciotola sbattete con le fruste le uova con lo zucchero fino a quando diventeranno leggermente spumose.

Aggiungete gradualmente il latte quindi l’olio ed amalgamate con una spatola.

Unite la farina setacciata con il lievito, la vaniglia, il sale e mescolate.

A questo punto pesate l’impasto (che non dovrà risultare troppo liquido pena la riuscita dell’effetto zebrato) e dividetelo in due parti uguali. Unite ad una delle due metà il cacao e mescolate energicamente con una frusta per eliminare eventuali grumi.

Preriscaldate il forno a 180°C/356° F.

Oliate (o imburrate) ed infarinate leggermente il vostro stampo ed iniziate versando due cucchiai dell’impasto bianco al centro. Proseguite versando due cucchiai dell’impasto al cacao al centro del precedente. Proseguite in questo modo, creando dei cerchi concentrici, fino ad esaurimento dei due composti.

Cuocete per 35-40 minuti in modalità statica (fate la prova stecchino per verificarne la cottura).

Fate raffreddare e tagliate a fettine o quadrotti prima di servire.

Spolverate se vi piace con zucchero a velo.

zebra cake

EXTRAVIRGIN ZEBRA CAKE (makes a 24×24 cm cake)

  • 3 medium eggs (freshly collected from my hens)
  • 180 gr cane sugar
  • 150 gr extravirgin olive oil (from my olive trees)
  • 200 ml fresh whole milk
  • 250 gr organic plain flour
  • 16 gr baking powder
  • 1 teaspoon vanilla extract (or seeds from half a vanilla bean)
  • pinch of salt
  • 3 tablespoons unsweetened cocoa powder
  • powdered sugar for dusting (optional)

In a bowl beat the eggs with the sugar.

Add gradually the milk then the oil, mixing with a spatula.

Pour in the flour previously sifted with baking powder, the vanilla extract (or seeds) and the salt and stir.

At this point, weigh the dough and divide into two equal parts. Add the cocoa powder to one of these halves and stir vigorously with a whisk to avoid forming lumps.

Preheat the oven to 180 ° C/356° F.

Oil (or butter) and lightly flour your mold and start pouring two tablespoons of the plain mixture in the center. Continue pouring two tablespoons of the cocoa dough in the middle of the plain batter. Go on this way, creating concentric circles, until the two compounds end.

Bake for 35-40 minutes in static mode (do no forget the toothpick test to check cooking) .

Let cool and cut into slices or squares before serving.

Sprinkle with powdered sugar if you like.

Pane augurale alle noci {a lievitazione naturale}…ben arrivato 2014

pane alle noci

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Leggo le riviste al contrario (vi prego ditemi che non sono la sola!) ma questa volta, la prima a pensarci bene da quando è nato il blog, voglio farvi gli auguri di Buon Anno partendo dall’inizio.

Lasciamoci allora da parte il 2013, il cenone con le immancabili lenticchie, l’abitino con le pailletes ed i tacchi a spillo, i festeggiamenti fino a tarda notte (non i miei) ed il risveglio a tarda ora (non il mio, la pulce puntuale come un orologio svizzero alle 7,48 ha reclamato il suo biberon di latte), per iniziare questo nuovo anno all’insegna della spensieratezza e dell’allegria.

Sarebbe bello vivere come fanno i bambini…con la mente sgombra da pensieri, con gli occhi pieni di meraviglia, con il cervello vuoto di pregiudizi e con la carica di un esercito di soldatini.

Sarebbe bello ma…ce la possiamo fare anche noi. Io mi sono ripromessa di essere meno esigente con me stessa e di prendere quello viene, senza rancori, senza lacrime e senza invidia. Chissà se ci riuscirò!

E voi cosa vi aspettate dal 2014?

pane alle noci

Ancora un lievitato, non me ne vogliate ma questo ho cucinato in questi giorni. E poi questo pane è talmente buono che non posso non condividerlo con voi.

La ricetta è di Chiara, una ragazza piena di energie, che abita a Seregno e che, tra un concerto di flauto ed un restauro, organizza corsi di cucina per grandi e piccini. L’ho conosciuta tramite Instagram ed ogni volta resto colpita dalle sue proposte, quasi sempre rivolte a vegetariani e vegani.

Le noci, come tutta la frutta secca, sono simbolo di prosperità e di buon augurio e mi piaceva l’idea di regalarvi virtualmente un fettina (il culetto  se lo sono infatti aggiudicato Lou e Angiola) di questo pane soffice come una nuvola ma con un bella crosticina.

Potete mangiarlo da solo, abbinato a dei formaggi oppure spalmato con un velo di miele o confettura.

Vi lascio la ricetta e scappo a farmi un pisolo perché ho la palpebra calante e domani si rientra (ahimè) in ufficio.

Buon Anno di cuore a tutti voi che mi fate compagnia!

Silvia

PANE ALLE NOCI A LIEVITAZIONE NATURALE (per due filoni da 700 gr circa ciascuno)

Lievitino:

  • 150g di Pm rinfrescata
  • 150g farina Manitoba
  • 150g acqua

Impasto:

  • tutto il lievitino
  • 765g di farina Manitoba
  • 400ml acqua
  • 20g sale
  • 100g di noci (tostate e tagliate a pezzettini)

ore 22.

Preparate il lievitino sciogliendo la pasta madre rinfrescata e matura nell’acqua tiepida ed aggiungete la farina. Lasciate lievitare la pastella in una ciotola  per un minimo di 12 ore ad un massimo di 24 ore in un luogo asciutto, coprendola con della pellicola alimentare o con un telo da lievitazione (in vendita nei negozi specializzati).

ore 15.00 del giorno successivo.

Trascorso il tempo di lievitazione, riprendere il lievitino ed unirvi l’acqua (sempre tiepida) e la farina, mescolate con un cucchiaio di legno sino ad ottenere un impasto grumoso dopodichè rovesciate su un piano di lavoro infarinato. Impastate per una ventina di minuti sino ad ottenere un impasto omogeneo, morbido e non appiccicoso. (Io ho impastato a mano ma si può utilizzare ovviamente l’impastatrice).

Formate una palla, coprite a campana con una ciotola e lasciate riposare 30 minuti in ambiente caldo.

ore 16.00.

Riprendete l’ impasto, cospargete la spianatoia con il sale ed un pizzico di farina e ricominciate ad impastare. Ho maneggiato per un paio di minuti a mano dopodiché ho trasferito l’impasto nella ciotola dell’impastatrice ed ho azionato al minimo per ulteriori 20 minuti, quindi ulteriori 10 minuti a mano.

Chiara nel suo post spiega che occorre raggiungere quello che i panettieri Allam e McGuinness chiamano l’effetto “window”. Per capire se la maglia glutinica si è perfettamente formata è sufficiente tirare un pezzetto di pasta, se risulterà così elastica da tendersi fino a formare un velo allora potrete mettere a lievitare il pane, se invece la pasta si straccerà dovete continuare la manipolazione.

A questo punto incorporate le noci precedentemente tostate e raffreddate e tagliate a piccoli pezzi.

Vi riporto per esteso i consigli di Chiara in merito a come aggiungere frutta secca (o canditi) in un impasto: MAI impastarle assieme alla pasta, si rischierebbe di rompere la maglia glutinica che tanto abbiamo faticato ad impastare, semplicemente si stende delicatamente la pasta in un rettangolo di un paio di cm di spessore e vi si adagiano sopra gli ingredienti (nel nostro caso le noci ridotte a pezzetti), a questo punto si inizia a praticare una piega a portafoglio, si ruota di 90° la pasta e si fa un’altra piega , queste si chiamano pieghe del primo tipo, si stende ancora la pasta in un rettangolo e si incorporano le rimanenti noci e si ricomincia a piegare la pasta. In parole povere la frutta secca verrà distribuita all’interno dell’impasto grazie alle continue pieghe che verranno fatte.

Quando tutte le noci sono state inserite all’interno dell’impasto formate una palla, trasferitela in una capiente ciotola unta di olio e fate riposare per 1 ora coperta con della pellicola alimentare.

ore 18.00.

Stendete l’impasto sulla spianatoia leggermente infarinata, formate un rettangolo di 1,5 cm di spessore, fate una serie di pieghe del primo tipo, formate nuovamente la palla e rimettere nella ciotola coperta per un’altra ora.

ore 19.00.

A questo punto potete forgiare il pane, io ho suddiviso l’impasto in due.

Stendete delicatamente ciascuna porzione di impasto in un rettangolo di 2 cm di spessore ed arrotolate su se stesso fino a formare un filone. Infarinate quindi un canovaccio* e riponetevi il pane con il taglio di chiusura rivolto verso l’alto, arrotolate le estremità del telo in modo da fermare il pane e farlo mantenere in forma.

Il pane va lasciato a questo punto lievitare nella parte bassa del frigorifero, per 8-12 ore.

ore 7.00 (del terzo giorno).

Estraete i due filoncini di pane dal frigorifero, toglieteli delicatamente dal telo e trasferiteli su una teglia ricoperta da carta forno.  Fate dei tagli trasversali con una lama da rasoio e lasciateli lievitare in un luogo tiepido per 3-4 ore (io nel forno spento). Per capire quando è pronto per essere infornato premete leggermente sulla pasta, se il segno lasciato dal pollice tornerà subito indietro allora potete infornare.

ore 11.

Cuocete a 240°C (o 464° F) per circa 40-45 minuti, ricordandovi di inserire nel fondo del forno una ciotola piena d’acqua già calda resistente al calore in modo da creare umidità; il pane è pronto quando il fondo risulterà biscottato e bussandolo in superficie e nel fondo emetterà un suono vuoto.

Lasciate raffreddare completamente in posizione verticale prima di tagliare.

* Si tratta di un telo da cucina che si utilizza solo per il pane; non viene lavato con sapone ma fatto bollire in una pentola d’acqua per 20 minuti in modo da pulirlo e sterilizzarlo di volta in volta. Se si utilizzasse infatti sapone questo verrebbe trasmesso ai cibi con cui entra a contatto.

NATURALLY LEAVENED NUT BREAD (making 2 700gr loaves)

Lievitino:

  • 150g refreshed sourdough starter
  • 150g Manitoba flour
  • 150g water

Dough:

  • lievitino
  • 765 gr Manitoba flour
  • 400ml water
  • 20g salt
  • 100g walnuts (toasted and chopped)

10 p.m.

Start making ‘lievitino‘ by dissolving the sourdough starter (refreshed and mature) in lukewarm water and add the flour. Transfer in a bowl, cover with plastic wrap and let rise in a dry and warm place from a minimum of 12 hours to a maximum of 24 hours.

3.00 p.m. (the next day).

Resume the lievitino and join in the water (lukewarm temperature), add the flour stirring with a wooden spoon until the mixture turns out lumpy. Transfer on a floured work surface. Knead for about twenty minutes until dough is smooth, soft and not sticky. (I kneaded by hand but you can obviously use the mixer). Form a ball, cover with a bowl and let stand 30 minutes at room temperature.

4 p.m.

Sprinkle the work surface with the salt and some flour and transfer the batter onto it then start kneading (I worked for a few minutes by hand then 20 minutes with the mixer and the last 10 minutes by hand).

You need to achieve what the bakers Allam and McGuinness call the ‘window’ effect. To determine if the gluten is perfectly formed, just pull a piece of dough, if it appears to be so elastic so that stretched forms a veil then the bread is ready for rising, otherwise you have to go on kneading.

You are now ready to incorporate the walnuts (previously toasted and cooled and cut into small pieces) into the dough.

Recommendations about how to add dried fruit (or candied) in a mixture: NEVER mix them together with the dough, it will break the gluten, simply stretches the dough gently into a rectangle a few inches thick and sprinkle over half of the surface some of the ingredients (in our case nuts), at this point fold the remaining part onto the stuffed one, rotate the dough 90 degrees and make other folds; stretch the dough into a rectangle again and incorporate the remaining nuts and make other folds.

When all the nuts are incorporated into the dough form a ball, transfer into a large oiled bowl and let rest for 1 hour covered with plastic wrap.

6 p.m.

Roll out the dough on a lightly floured work surface, form a rectangle of 1.5 cm thick, make a series of folds then shape into a ball again and transfer in a bowl, coverde with plastic wrap, for another hour.

7 p.m.

At this point you can shape the bread. I divided the dough in two pieces.

Gently roll out each portion of dough into a rectangle of 2 cm thick and roll onto itself to form a log. Then transfer each loaf on a lightly floured clean cloth with the closure facing upwards, tighten the ends to keep in shape.

Put in the lower part of the refrigerator for 8-12 hours.

7 a.m. (third day).

Remove the two loaves of bread from the refrigerator, gently untighten the cloth and transfer on a baking sheet covered with parchment paper.

Make a few cuts on top using a razor blade and let rise in a warm place for 3-4 hours. The bread is ready to be baked when pressing lightly on the dough the mark left by your thumb will return straight back.

Preheat the oven to 240° C/464° F.

11 a.m.

Bake for about 40-45 minutes, placing on the bottom of the oven a pot of hot for dampness; the bread is ready when the bottom will be toasted and knocking it you will hear an hollow sound.

Let cool completely in an upright position before slicing.

Croissant sfogliati all’italiana con lievito madre…e chi glielo dice ora al barista?

croissants sfogliati e caffè

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Visto che il mio Pastrocchio cresce a vista d’occhio e che di pane ne abbiamo sfornato in abbondanza negli ultimi giorni decido che è giunta l’ora di un lievitato dolce.

Io: ‘Amore sai che faccio i croissants!’

Lui: ‘Era ora.’

Io: ‘Con il lievito madre.’

Lui: ‘Ma sei convinta? Perché non usi il lievito di birra che andiamo sul sicuro…’

Io: ‘Diffidente tu! Mi sembra che ieri di crackers ne hai mangiati abbastanza…..e che anche la pagnotta di semola ti sia piaciuta, perché mai dovrebbero venire una ciofeca!

La ricetta è lunghissima, le pieghe di rinforzo, il pastello, poi di nuovo altre pieghe, il riposo, la lievitazione. Ora o mai più mi dico. Approfitto di qualche giorno di riposo (e soprattutto di babysitteraggio di nonni e zie) per mettermi all’opera e sperare di arrivare a qualcosa di apprezzabile al palato del marito.

croissants sfogliati all'italiana

La ricetta è di Gabila, un nome una garanzia. Vi dico però subito che fino a quando non ne ho addentato uno, appena uscito dal forno, ho temuto il fallimento. Non avendo mai fatto la pasta sfoglia in casa non avevo idea se quell’impasto anonimo, abbandonato nel frigorifero per ore, potesse mai trasformarsi in un croissant da fare invidia a quello del bar.

Ed invece ce l’ho fatta. Una serie di strati friabili e croccanti ed una nota piacevolmente burrosa per un’insolita coccola mattutina. Sfornati e mangiati, il primo morso ‘liscio’ per assaporare l’impasto…..quelli successivi ‘arricchiti’ da un velo di marmellata di visciole.

Come spiega Gabila nel suo post questa è la ricetta dei croissants all’italiana che si distinguono da quelli francesi perchè contengono meno burro ma hanno una quantità maggiore di zucchero ed, in aggiunta a quelli d’oltralpe, le uova.

Io con la sua stessa dose sono riuscita a farne il doppio perché ho steso leggermente di più l’impasto ed ottenuto in questo modo dei triangoli più lunghi ma con una base leggermente più corta (purtroppo le foto che ho non sono presentabili visto che sono state fatte con pochissima luce però se non vi dovesse essere tutto chiaro scrivetemi pure che cercherò di spiegarvi meglio, magari con uno schema fatto a mano).

Se come me avete due sole bocche da sfamare, potete benissimo realizzare i croissants per poi conservarli in freezer. Quando avrete voglia di un bel cornetto a colazione vi basterà semplicemente lasciarli a temperatura ambiente per tutta la notte in modo da farli scongelare e lievitare ed infornarli la mattina successiva. Vedrete come accorreranno tutti in cucina a fare colazione…..ANCHE I PIU’ PIGROTTI!!!

croissants sfogliati all'italiana

CROISSANTS SFOGLIATI ALL’ITALIANA A LIEVITAZIONE NATURALE (per 22-24 croissants)

  • 385 gr di farina 00
  • 165 gr di farina manitoba
  • 160 gr di pasta madre rinfrescata e matura
  • 250 gr di latte fresco intero
  • 100 gr di uova
  • 80 gr di zucchero
  • 20 gr di burro di alta qualità
  • 7 gr di sale
  • i semi di una bacca di vaniglia (io non l’avevo)
  • la scorza grattugiata di un’arancia biologica
  • 250 gr di burro di alta qualità per il panetto

Finitura:

  • 1 uovo
  • zucchero a velo

ore 16.30

In una ciotola capiente sciogliete il lievito madre già rinfrescato e maturo nel latte tiepido (aiutatevi eventualmente con una forchetta per renderlo perfettamente liquido). Unite le uova precedentemente sbattute, le farine, lo zucchero, la vaniglia, la scorza d’arancia grattugiata ed infine il sale. Mescolate bene. Trasferite l’impasto sulla spianatoia e lavoratelo energicamente con le mani per 15 minuti.

Unite poco a poco il burro (20 gr) ammorbidito a temperatura ambiente e lavorate fino a quando non risulterà completamente assorbito dall’impasto.

Dovrete ottenere un panetto liscio ed omogeneo; arrotondatelo leggermente e riponetelo in un recipiente di vetro pulito, coprite con pellicola alimentare.

Lasciate lievitare in un luogo caldo per due ore almeno (io 3 ore e mezza) o fino a quando avrà raddoppiato il volume iniziale.

ore 20.30 Pieghe di rinforzo.

Sgonfiate l’impasto ed appiattitelo in modo da formare un rettangolo poi immaginando di dividerlo in tre parti uguali piegate prima il lato destro poi quello sinistro in modo da sovrapporlo al primo. Girate l’impasto di 90° (un quarto di giro) e ripetete l’operazione.

Lasciate a questo punto riposare l’impasto per almeno 2 ore dopodiché riponetelo in frigorifero dentro un recipiente ricoperto con pellicola alimentare per 10-12 ore.

ore 9.00 (del giorno successivo) Togliete il burro dal frigorifero e lasciatelo per un’ora a temperatura ambiente.

ore 10.00

Iniziate con la preparazione del pacchetto così chiamato perché il burro verrà ‘impacchettato’ nell’impasto.

E’ importante che impasto e burro abbiano la stessa consistenza.

Prendete due fogli di carta da forno, ponete al centro il panetto di burro ed iniziate a stendere con il mattarello formando un rettangolo il più possibile regolare (16×22 cm). Riponete il pacchetto il frigorifero e riprendete l’impasto.

Preparazione del pastello. Infarinate leggermente il piano di lavoro e stendetevi l’impasto formando un rettangolo di dimensione 45×22 cm; prendete il pacchetto di burro e disponetelo al centro del rettangolo con il lato corto (16 cm) sulla base del lato più lungo del rettangolo (in questo modo dovreste avere 1/4 di rettangolo libero sia a destra che a sinistra). Chiudete i due lati sopra il pacchetto di burro e saldate i bordi con una leggera pressione delle dita. Il pastello ha questo punto è pronto per essere sfogliato.

ore 10.30

Le tre serie di pieghe a 3. Questa serie di pieghe ha lo scopo di sovrapporre uniformemente pasta e burro in tanti strati sottili.

1a piega.

1. Infarinate la spianatoia e stendete l’impasto nel senso della lunghezza fino allo spessore di 1 cm;

2. Piegate il lembo superiore dell’impasto fino al centro del rettangolo;

3. Prendete l’altro lembo (quello inferiore) e piegarlo sugli altri due. Otterrete nuovamente un rettangolo;

4. Ruotate la pasta di 90° (un quarto di giro) in modo da avere il lato corto rivolto verso di voi ed il dorso delle pieghe verso sinistra.

Mettete il panetto sopra un vassoio, coprite con la pellicola alimentare e lasciate riposare in frigo per 30 minuti.

2a piega.

Tirate il panetto fuori dal frigorifero e procedete come nei punti 1, 2, 3 e 4. Coprite il panetto ancora una volta con la pellicola e riponete in frigo a riposare per 30 minuti.

3a piega.

Tirate il panetto fuori dal frigorifero e procedete come nei punti 1, 2, 3 e 4. Coprite il panetto con la pellicola e riponete in frigo a riposare per 30 minuti.

Se aveste utilizzato il lievito di birra il panetto sarebbe stato pronto per essere steso; avendo invece impiegato il lievito madre l’impasto ha necessità di riposare in frigorifero fino al giorno successivo o comunque per diverse ore.

ore 23.30 (o mattina del terzo giorno)

Dopo il riposo prendete l’impasto dal frigorifero e stendetelo sul piano di lavoro leggermente infarinato nel senso della lunghezza fino ad ottenere un rettangolo di circa 55/60 x 20/25 cm dello spessore di 1/2 cm (rettangolo lungo e stretto).

Con un coltello affilato dividete l’impasto in due nel senso della lunghezza. Tagliate dei triangoli isosceli (due lati uguali) con una base che misuri 6 cm. Praticate al centro della base un piccolo taglietto (vi aiuterà a far piegare i croissant nella classica forma a cornetto) ed arrotolate  la pasta su se stessa partendo dalla base arrivando fino alla punta. Più lungo sarà il triangolo, più giri riuscirete a fare e più belli saranno esteticamente i vostri croissants.

Cercate di avvolgere abbastanza stretto ma senza schiacciare troppo l’impasto. Cercate altresì di far capitare la punta nella parte anteriore sotto al cornetto in modo da mantenere la forma durante la lievitazione e successivamente in cottura.

Disponete i croissants su una teglia rivestita di carta da forno e lasciate lievitare per 4-5 ore (io tutta la notte in forno spento…volendo potete accendere la lucina interna) fino al raddoppio del volume iniziale.

ore 7.00 (del terzo giorno)

Riscaldate il forno a 190° C/374° F. Prima di infornare spennellate la superficie con l’uovo sbattuto. Cuocete per 15-18 minuti fino a quando avranno assunto un bel colore dorato.

Mangiate caldi!

In alternativa potete mettere i cornetti appena formati su un vassoio con carta da forno e riporli nel freezer. Qualche ora prima dell’utilizzo (o anche la sera prima) fate scongelare completamente a temperatura ambiente e procedete come sopra con la pennellatura e la cottura.

croissants sfogliati all'italiana

NATURALLY LEAVENED FLAKY ITALIAN CROISSANTS (making 22-24 pieces)

  • 385 gr plain flour
  • 165 gr manitoba flour
  • 160 gr sourdough starter, refreshed and mature
  • 250 gr fresh whole milk
  • 100 gr eggs
  • 80 gr sugar
  • 20 gr high quality butter
  • 7 gr salt
  • seeds from a vanilla bean (I didn’t have one)
  • grated rind from an organic orange
  • 250 gr high quality butter for the ‘panetto’

Topping:

  • 1 egg, beaten
  • powdered sugar

4.30 p.m.

In a large bowl, dissolve the yeast (already refreshed and mature) in warm milk (use at need a fork to make it perfectly liquid). Add the eggs previously beaten, the flours, the sugar, the vanilla seeds, the grated orange peel and finally the salt. Mix well. Transfer the dough on a work surface and knead with your hands vigorously for 15 minutes.

Add gradually the butter (20 g) softened at room temperature and knead until it will be completely absorbed.

You should get a smooth and homogeneous dough; round it up slightly and store in a clean glass container, covered with plastic wrap.

Let rise in a warm place for at least two hours (I waited 3 ½ hours) or until it has doubled.

8.30 p.m. Strengthening folds.

Deflate the dough and flatten it in order to form a rectangle, then thinking of it divided into three equal parts bent the right side then the left side so as to overlap the first. Turn the dough 90° (a quarter of a turn) and repeat the operation. At this point let the dough rest for at least 2 hours before storing it into the refrigerator in a bowl covered with plastic wrap for 10-12 hours.

9.00 a.m. (next day)

Remove the butter from the refrigerator and leave it at room temperature for one hour.

10.00 a.m.

Start making the ‘package‘ so called because the butter will be bundled into the dough.

It is important that the dough and the butter have the same consistency.

Take two sheets of baking paper, place the stick of the butter at the center and begin to roll out into a rectangle as regular as possible (16×22 cm). Transfer the package into the fridge and resume the dough.

Preparation of the pastel. Lightly flour the working surface and roll out the dough into a rectangle (45×22 cm); take the package of butter and arrange it at the center of the rectangle with the short side (16 cm) on the basis of the longest side of the rectangle (in this way you should have 1/4 rectangle free both right and left ends). Close the two sides over the packet of butter and seal the edges with a light finger pressure.

The pastel is now ready for flaking.

10.30 a.m.

The three series of three-folds. This series of folds has the purpose to uniformly overlap dough and butter in many thin layers.

1st fold. 1 . Flour the working surface and roll out the dough along the length up to 1 cm thick;

2 . Fold the top flap of the dough towards the center of the rectangle;

3 . Take the other portion (the lower one) and fold it over the other two. You will get again a rectangle;

4 . Turn the dough 90 degrees (a quarter of a turn) in order to have the short side facing you and the back folds to your left.

Transfer the dough on a tray, cover with plastic wrap and let stand in the refrigerator for 30 minutes.

2nd fold.

Take the dough out of the refrigerator and proceed as in steps 1, 2, 3 and 4. Cover the dough again with plastic wrap and store in the fridge to rest for 30 minutes.

3rd fold.

Roll the dough out of the refrigerator and proceed as in steps 1, 2, 3 and 4. Cover the dough with plastic wrap and store in the fridge to rest for 30 minutes.

If you had used fresh yeast dough would have been ready to be rolled out again; having instead used sourdough starter the dough needs to rest in the fridge for many hours or even until the next day.

11.30 p.m. (or early morning of the third day)

After resting time take the dough out of the refrigerator and roll out onto a lightly floured working surface obtaining a rectangle of about 55/60 x 20/25 cm with a thickness of 1/2 cm.

Using a sharp knife, cut the dough in half lengthwise. In each half cut out as many isosceles triangles (two equal sides) as possible having a base of 6 cm. Practice at the center of each base a small notch (it will help the cornetto to bend into the classic croissant shape) and roll the dough over itself from the base to the tip. The longer the triangle, more the swirls of the dough you will obtain and more aesthetically beautiful croissants you will get.

I suggest you to wrap tight enough but do not pressing too much the leavened dough; when rolling the dough, in order to keep the shape during further leavening and baking, try to leave the tip of each triangle in the front under the croissant.

Place the croissants on a baking sheet lined with parchment paper and let rise for 4-5 hours ( I put my tray into the oven and waited until the next morning) up to a doubling of the initial volume.

7.00 a.m. (the third day)

Preheat the oven to 190 ° C/374° F. Brush the surface with the beaten egg. Bake for 15-18 minutes until they turn lightly golden.

Serve immediately!

When you roll the croissants you can even put them on a tray lined with baking paper and store in the freezer. A few hours before serving (or even the night before) thaw completely at room temperature and let rise then proceed as above.

croissants sfogliati all'italiana

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Dicembre di Panissimo di Sandra e Barbara.

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Swedish cinnamon rolls…è tempo di re-cake e di AUGURI!

cinnamon rolls

(scroll down for english version)

Che dire, anche quest’anno siamo arrivati a Natale.

Sarete tutte (o forse sarebbe meglio dire tutti così non facciamo torto a qualche Signore che si diletta in cucina) già alle prese con i fornelli per deliziare i vostri familiari con ricettine squisite.  Io sono, invece, per una volta in pausa e mi godo i manicaretti di mamma e suocera.

Certo non posso dimenticarmi del mio Pastrocchio e magari contribuirò ai sontuosi banchetti che ci aspettano con pane, crackers e grissini.

Dopo lo scorso post, lunghissimo lo so ma quando si parla di lievitati naturali è vietato andar di corsa, questa volta cerco di rubarvi poco tempo proponendovi una ricettina strepitosa e da fare subito, che dico subitissimo, se siete cannella e cardamomo dipendenti. E soprattutto se vi è piaciuto il mio Orange curd che è finito dritto dritto nel ripieno di queste sofficissime chioccioline.

La proposta viene da Re-cake, l’iniziativa di 5 amiche blogger (Elisa di Fiordicappero, Silvia di Acqua e farina, Sara di Dolcizie, Miria di Dueamicheincucina e Silvia di Tra fornelli e pennelli) alla quale avevo già partecipato nel mese di Ottobre con la treccia con confettura di pesche e rosmarino.

cinnamon rollls - recake3

Si tratta di un dolce tipico dei paesi scandinavi ed in particolare della Svezia, dove prende il nome di kanelbullar e dove gli viene dedicata un’intera giornata di festeggiamenti l’anno (il 4 ottobre).

cinnamon rolls

Poichè il primo esperimento non mi ha del tutto convinta ho provato a rifarle modificando leggermente gli ingredienti e parte della preparazione. Dire che sono divine è poco, soprattutto se mangiate ancora tiepide…o riscaldate il giorno dopo per pochi secondi nel microonde.

Prima ancora che finissero mio marito mi ha chiesto di rifarle presto, magari sostituendo l’orange curd (troppo delicato per lui) con la crema di nocciole. Voi che ne dite?

Vi lascio tornare ai fornelli non prima però di aver augurato a tutti voi ed alle vostre famiglie un sereno, rilassato, spensierato e allegro Natale.

Silvia

cinnamon rolls

SWEEDISH CINNAMON ROLLS (per 18-20 pezzi)

  • 200 ml latte fresco intero
  • 25 gr di lievito di birra fresco
  • 50 gr di zucchero semolato
  • un pizzico di sale
  • semi schiacciati di 10 capsule di cardamomo
  • 75 gr di burro morbido a temperatura
  • 400 gr di farina 00

Farcitura:

  • mezzo vasetto di orange curd
  • 2 cucchiai di zucchero
  • cannella in polvere

Copertura: 

  • 1 uovo
  • granella di zucchero

Riscaldate leggermente il latte in una ciotolina e sbriciolatevi il lievito facendolo sciogliere.

In una ciotola versate la farina, lo zucchero, il sale, il cardamomo ed il burro tagliato a tocchetti. Unite il latte ed iniziate ad impastare (io ho utilizzato la mdp, programma impasto 14 minuti).

Fate lievitare per almeno mezz’ora in un posto caldo ed al riparo da correnti d’aria (coprite eventualmente con pellicola o un panno da cucina).

Quando l’impasto sarà lievitato trasferitelo su un piano di lavoro leggermente infarinato e con l’aiuto di un mattarello stendetelo ad uno spessore di 1/2 cm formando un rettangolo.

Ricoprite metà di impasto con l’orange curd, spolverizzate con lo zucchero ed la cannella (io ho fatto ad occhio mettendone abbastanza da coprire l’impasto). Lasciate almeno 1 cm dal bordo. Ripiegate la parte libera sopra a quella farcita ed appiattite leggermente con il mattarello.

Ricavate delle strisce larghe circa 4 cm; dopodiché ricavate da ciascuna striscia due o più pezzi della lunghezza di 13-14 cm. Arrotolate ciascun pezzo su se stesso e posizionatelo in dei pirottini per muffins che lascerete lievitare (io in forno spento con la luce accesa) per ulteriori 30 minuti.

Riscaldate il forno a 225°C. Spennellate i rolls con l’uovo leggermente sbattuto e decorate con lo zucchero in granella. Cuocete per 10-12 minuti fino a quando i rolls risulteranno ben dorati.

Servire tiepidi.

cinnamon rolls

SWEEDISH CINNAMON ROLLS (making 18-20 buns)

  • 200 ml fresh milk
  • 25 gr fresh yeast
  • 50 gr granulated sugar
  • a pinch of salt
  • ground seeds from 10 cardamom pods
  • 75 gr soft butter
  • 400 gr plain flour

Filling:

  • 1/2 jar of orange curd
  • 2 tablespoon sugar
  • ground cinnamon

Topping: 

  • 1 egg
  • nib sugar

In a small bowl slightly heat the milk and crumble the yeast; mix well until dissolved.

In another bowl combine the flour, sugar, salt, cardamom and butter cut into chunks. Add gradually the milk and begin to knead (I used the bread machine, kneading program 14 minutes).

Let rise for at least half an hour in a warm place (cover eventually with clingfilm or a kitchen towel).

When leavened transfer the dough on a lightly floured surface and using a rolling pin roll it out into a rectangle (thickness 1/2 cm).

Spread the orange curd on half of the dough, sprinkle with sugar and cinnamon (a generous amount). Leave at least 1 cm from each edge. Fold the loose part onto the stuffed one and slightly flatten with a rolling pin.

Cut into 4cm wide logs then cut each log into 14-cm long pieces. Roll each piece on itself and place in cake paper molds. Let the dough rise another 30 minutes (I put the rolls into the oven, heat off and light on).

Preheat the oven to 225° C/440°F. Brush the rolls with and egg, lightly beaten with a fork, and pour nib sugar on top. Bake for 10-12 minutes until the rolls become golden brown.
Serve warm.

cinnamon rolls

Ancora dolce, ancora biscotti…frollini all’olio nuovo e nocciole {senza uova}

Frollini all'olio nuovo e nocciole

(scroll down for english version)

Gli amanti del salato mi perdoneranno ma ho bisogno di recuperare un po’ di zuccheri. Se consideriamo poi il fatto che a pranzo e cena non ho tempo di fotografare i piatti – ultimamente molto frugali – che finiscono sulla tavola, non mi resta che puntare su colazione e merenda scegliendo dei dolcetti che accontentino i gusti di tutti i componenti della mia piccola tribù (anche se avrete ormai capito che uomo grande e uomo piccolo non rifiutano mai il cibo).

La settimana scorsa mi sono fatta tentare da questi biscotti che ho trovato nel blog di Monica e che solo a vederli mi hanno fatto venire l’acquolina in bocca. Lei li chiama ‘the perfect biscuits’ perché piacciono davvero a tutti e sono leggeri-leggeri (sue testuali parole)…io ed i miei assaggiatori non possiamo che confermare! Sono piaciuti persino a mia cognata che, da acuto ingegnere, scompone ogni cibo in proteine-carboidrati e grassi.

Sono facilissimi da fare (tenete conto che io ho impastato, steso e coppato i biscotti mentre parlavo al telefono con la mia amica Monia…la quale è in trepidante attesa di questa ricetta e delle sue foto) e si conservano per tanti giorni, se non li fate fuori prima, chiusi in una scatola di latta.

Ho leggermente adattato la ricetta di Monica utilizzando nocciole tostate (che danno un aroma ancora più intenso), l’olio extravergine nuovo delle mie piantine e cioccolato fondente tagliato al coltello al posto delle gocce.

Non scoraggiatevi se l’impasto vi sembra liquido (vista anche l’assenza di uova). Con pochissima pazienza riuscirete ad ottenere una golosissima palla di ‘frolla’ al cacao. Vi dico solo che quando ho pubblicato in Instagram la foto della ciotola (che trovate più in alto alla vostra destra) elencando tutti gli ingredienti che vi avevo messo dentro si è scatenato il finimondo.

{In questi giorni sono un po’ assente dai vostri blog però, ad uno stato d’animo in lento ma graduale miglioramento, si è aggiunto un black-out della posta elettronica, e in alcuni momenti anche di Internet, che mi hanno impedito di venirvi a trovare. Se Alice fosse così gentile da tornare tra noi, passo a lasciarvi un saluto!}

Frollini all'olio nuovo e nocciole

FROLLINI ALL’OLIO NUOVO E NOCCIOLE {senza uova} – per circa 60 biscotti

  • 100g zucchero di canna chiaro (o semolato come la ricetta originale)
  • 100g nocciole tostate tritate grossolanamente
  • 300g farina 00
  • 80g olio extravergine di oliva (per me l’olio nuovo di casa mia)
  • 40g cacao amaro in polvere
  • 100g cioccolato fondente tagliato in scaglie (o gocce di cioccolato)
  • 20g lievito
  • latte q.b. (io mezzo bicchiere circa)

In una ciotola mettete la farina ed aggiungete tutti gli ingredienti.

Se l’impasto dovesse risultare troppo asciutto aggiungete gradatamente del latte.

Riscaldate il forno a 180° C.

Stendete la pasta non troppo sottile tra due fogli di carta da forno (così evitate di sporcare piano di lavoro e mattarello) e coppate i biscotti nella forma desiderata.

Trasferiteli su una teglia ricoperta di carta da forno e cuoceteli in forno (Monica scrive ventilato, io ora che ci penso ho utilizzato lo statico) a 180° per 15 minuti. Se i biscotti sono sottili hanno bisogno di una cottura minore.

Conservate in una scatola di latta fino ad una settimana.

Frollini all'olio nuovo e nocciole

HAZELNUTS AND FRESHLY PRESSED OLIVE OIL COOKIES (no eggs)
(makes around 60 cookies)
  • 100g cane sugar(or granulated)
  • 100g roasted hazelnuts (coarsely chopped)
  • 300g plain flour
  • 80g olive oil (I used freshly pressed olive oil from my orchard)
  • 40g cocoa powder
  • 100g dark choccolate cut by knife into small pieces (or chocolate chips)
  • 20g baking powder
  • milk (for me half a glass)

In a bowl pour the flour then add all the other ingredients.

Work by hand; if the batter looks too dry add, little by little, some milk.

Preheat the oven to 350° F.

Roll it out, not too thin, between two sheets of parchment paper then cut the biscuits using your favourite cutter.

Transfer on a baking sheet lined with parchment paper and bake for 15 minutes (or less if you like crispy and thin cookies).

Store in an air-tight box up to a week.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Idee gustose per un regalo’ del blog Idee in tavola

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e al contest ‘A Chistmas gift’ del blog Simo love cooking
Christmas gift LOVE COOKING

Lemon squares…e due anni di te!

lemon squares

(scroll down for english version)

La piccola pulce ha compiuto due anni.

Avrei voluto dedicargli un post ma non ce l’ho fatta. O meglio, ho iniziato a buttar giù due righe ma il ricordo di quelle emozioni così forti si è trasformato prima in brividi, poi in lacrime e più scrivevo più piangevo. La mia dichiarazione di amore è ora in bozza e lì resterà almeno fino a quando mi deciderò di ricopiarla in un cartoncino che conserverò nel diario che ho scritto durante la gravidanza.

E poi del resto qui cosa ci avrebbe azzeccato?

Questo traguardo ha avuto, come immaginerete, anche un risvolto mangereccio. Un party con le persone più care, poi mercoledì al rientro a Faenza sarà la volta di una merenda al nido con tutti gli amichetti che in questi giorni di vita in campagna ci sono tanto mancati.

I prossimi post saranno pertanto dedicati ad alcune delle preparazioni che hanno composto il buffet, anche perché per il resto ho cucinato davvero poco approfittando degli inviti alterni di mamma&suocera.

Mi limiterò però solo al dolce perché pizzette e tramezzini sono abbastanza scontati, mentre per i panini mignon al latte vi rimando qui.

Se vi piacciono i dolci al limone la prima proposta fa proprio al caso vostro. Questi quadrotti hanno una base crunchy ed un ripieno leggermente morbido. Mi hanno conquistata per la nota fresca che dona loro il limone e sono perfetti per un buffet potendo essere tagliati della dimensione che più vi piace.

lemon squares

La ricetta è presa in un blog americano (del quale non ho segnato ahimè il nome qualche mese fa e che non sono riuscita a rintracciare…se poi dovessi ritrovarlo vi metto il link) e leggermente adattata.

QUADROTTI AL LIMONE (per 14 pezzi circa)

Per la base:

  • 150 gr di farina 00
  • 2 cucchiai di amido di mais
  • 60 gr di zucchero a velo + altro per guarnire
  • un pizzico di sale
  • 120 gr di burro

Per il ripieno:

  • il succo di due limoni non trattati + le loro scorze grattugiate finemente
  • 2 uova medie
  • 180 gr di zucchero semolato
  • 1 e 1/2 cucchiaio di farina 00
  • 3 cucchiai di latte fresco intero (in alternativa panna fresca)
  • un pizzico di sale

Ho utilizzato una teglia rettangolare di cm 36×6 (avanzando un po’ dell’impasto per la base) ma potete scegliere in alternativa uno stampo quadrato da cm 20×20.

Ricoprite lo stampo prescelto con la carta da forno e mettete da parte.

Preparate la crosta. In un mixer miscelate la farina, l’amido di mais, lo zucchero a velo e il sale. Aggiungete il burro a tocchetti e lavorate velocemente fino ad ottenere un impasto asciutto e leggermente sbriciolato. Potete in alternativa mettere tutti gli ingredienti in una ciotola e lavorarli a mano sempre rapidamente per evitare che il burro si sciolga con il calore delle mani.

Rovesciate l’impasto nella teglia e con l’aiuto del palmo della mano (o del dorso di un cucchiaio o ancora di un batticarne) distribuitelo uniformemente e schiacciatelo.

Mettete in frigo per 30 minuti (io ho preferito 15 minuti nel freezer) a rassodare.

Accendete il forno a 180°C (programma statico) e quando raggiunge la temperatura infornate la teglia per 20 minuti o fino a quando i bordi cominceranno a diventare leggermente dorati.

Nel frattempo preparate il ripieno. In una ciotola battete le uova con lo zucchero quindi aggiungete la farina. Unite il succo dei limoni, le loro scorze ed il latte. Salate.

Estraete lo stampo dal forno e riducete la temperatura a 160° C. Mescolate ancora una volta il composto al limone e versatelo nello stampo (ha un consistenza piuttosto liquida). Infornate per 23-25 minuti fino a quando il ripieno risulterà asciutto.

Fate raffreddare completamente su una griglia dopodiché rimuovete dallo stampo, spolverate con zucchero a velo e tagliate a quadrotti.

lemon squares

LEMON SQUARES (making 14 pieces)

For the crust:

  • 150 gr plain flour
  • 2 tablespoons cornstarch
  • 60 gr powdered sugar + more for dusting
  • pinch of salt
  • 120 gr butter

For the filling:

  • fresh juice from 2 bio-organic lemons + their zests (finely grated)
  • 2 medium eggs
  • 180 gr granulated sugar
  • 1 and 1/2 tablespoons plain flour
  • 3 tablespoons fresh whole milk (or fresh cream)
  • pinch of salt

Line a 36×6 cm pan with parchment paper (you should remain some of the crust) or in alternative choose a 20×20 cm square metal pan. Set aside.

Prepare the crust. In the bowl of a food processor pulse together the flour, cornstarch, powdered sugar and salt. Add the butter cut into pieces and pulse quickly until you obtain a dry and lumpy mixture. You can either work ingredients together by hands in a bowl, only remember to do it fast in order to keep butter cold and firm.

Transfer the batter into the lined pan and press over its bottom using your hand palm (or a spoon/meat beater) until you obtain a leveled crust.

Refrigerate for 30 minutes to firm (I rather prefere to freeze for 15 minutes).

Preheat the oven to 350° F and bake for 20 minutes or until edges start turning lightly brown.

Meanwhile you can make the filling. In a bowl whisk together the eggs and the sugar then add the flour. Pour in the lemon juice, their zests and the milk. Add the salt.

Take the pan out the oven and reduce temperature to 325° F. Stir filling again and pour gently into the pan (do not worry if it seems too fluid). Bake for 23 to 25 minutes, until the filling no longer looks wet and shaky.

Transfer on a wire rack to cool completely then lift carefully from the pan, transfer on a cutting board, dust with extra powdered sugar and cut into squares.

lemon squares

Modalità ON…stelline di frolla d’orzo e confettura di visciole

stelline di frolla all'orzo con confettura di visciole

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I am back.

Più di due settimane dall’ultimo post ma (inaspettatamente) sono stata bene nel mio mondo, circondata e coccolata dalla mia piccola tribù e lontana da quella sovraesposizione ai social networks che talvolta rischia di prendere il sopravvento e di trasformarti in un automa con l’i-phone sempre a portata di mano.

Un viaggio lungo. L’attesa di una telefonata dall’esito mai scontato. La neve, il freddo pungente, la calorosa accoglienza di un popolo che si sente poco italiano e che a stento parla la nostra lingua.

L’ordine, l’educazione e la pulizia.

Distese chilometriche di frutteti e castelli abbarbicati in ogni dove. Le terme.

Il calore di una caffetteria dove rinchiudersi per consumare un cappuccino bollente ed una fetta di torta alla ricotta. Il primo sentore di Natale. I primi addobbi alle mille finestre senza scuri ed i preparativi per il mercatino natalizio.

Ci trasferiremmo domani se solo le nostre famiglie non fossero così lontane.

Io sono una che si ricorda del Natale sempre negli ultimi giorni, la corsa ai regali, la spesa per la cena della Vigilia… ma quest’anno è diverso. Sono tornata con la voglia di aprire gli scatoloni e tirar fuori palle, palline e stelline pur consapevole che con la piccola pulce a zonzo per casa l’albero potrebbe avere vita breve (ed al momento che vi scrivo siamo già a tre palline rotte ed un addobbo di legno reincollato e rimesso a suo posto in attesa del prossimo attacco).

E sono tornata anche con la voglia di preparare dei biscottini che la pulce adora…soprattutto se hanno la forma di stella. Un’attrazione irresistibile per quei mille puntini che luccicano in cielo in compagnia della trasformista luna, che cresce cresce cresce e diventa gigante quando è piena.

Non mi è passato lontanamente per la testa di fare un buchino prima di cuocerli così da poterli poi appendere all’albero ma se vi piace l’idea provate perchè sono davvero simpatici anche se visti e rivisti.

Ho scelto la confettura di visciole fatta da mia suocera la scorsa estate perchè è quella che preferisco (a dirla tutta se la gioca alla pari con la marmellata d’arance che però riuscirò a fare solo quando arriveranno le cassette di agrumi ordinate tramite il Gas); la sua acidità stempera secondo me molto bene la dolcezza e burrosità della frolla che dopo 2,3 (ma sì facciamo anche 4 se siamo dei veri ghiottoni) biscotti impasta la bocca.

Essendo curiosa di provare la farina d’orzo che ho comprato di recente l’ho utilizzata in parti uguali alla classica 00; devo però dire che non ho avvertito nessuna differenza, pertanto andrò alla ricerca di preparazioni più rustiche che potranno esaltarne al meglio l’aroma.

La frolla è quella di Montersino e non aggiungo altro. Questi biscotti restano leggermente morbidi pertanto sono ideali per essere accoppiati e farciti come più ci piace.

stelline di frolla all'orzo con confettura di visciole

STELLINE DI FROLLA D’ORZO E CONFETTURA DI VISCIOLE (per 25-30 biscotti)

  • 125 gr di farina 00
  • 125 gr di farina d’orzo macinata a pietra
  • 150 gr di burro di montagna morbido
  • 100 gr di zucchero a velo + altro per la copertura finale
  • 80 gr di tuorli d’uovo (io ne ho usati 4 per un totale di 70gr)
  • scorza di limone grattugiata molto finemente
  • sale

Nella planetaria fate andare con il gancio a k lo zucchero con il burro morbido tagliato a tocchetti fino a quando risulterà un impasto cremoso. Unite i tuorli uno alla volta, la scorza di limone, il sale e le due farine.

Quando l’impasto avrà assunto la forma di una palla toglietelo dalla ciotola, stendetelo tra due fogli di carta forno e mettetelo in frigo a rassodare 2 ore (o in alternativa in freezer per 20-25 minuti).

Riscaldate il forno a 180° C.

Trascorso questo tempo ritagliate i biscotti a forma di stella avendo cura per la metà di essi di ritagliare una stellina più piccola nella parte centrale. Componete i biscotti in questo modo: su una base a forma di stella disponete un pò di confettura dopodichè ricoprite con una delle stelle trasforate.

Disponete i biscotti su una teglia ricoperta con carta da forno. Cuocete a 180° per 10-12 minuti circa (ma date sempre un occhio ai biscotti perchè ogni forno cuoce a modo suo).

Fate raffreddare prima di trasferire su un vassoio e cospargete con zucchero a velo.

aspettando il Natale

BARLEY FLOUR STAR COOKIES WITH SOUR CHERRY JAM (making 25-30 biscuits)

  • 125 gr plain flour
  • 125 gr stone grounded barley flour
  • 150 gr butter (softened)
  • 100 gr powdered sugar + more for dusting
  • 80 gr egg yolks (I used 4)
  • finely grated lemon zest
  • salt

In a bowl of an electric mixer fitted with paddle attachment place the butter cut into small chunks and sugar and beat until creamy. Add yolks, one at a time, lemon zest, salt e the flours.

Go on beating until a smooth ball forms. Roll it out between two sheets of parchment paper, transfer on a tray and put into the fridge to firm for 2 hours (otherwise freeze for 20-25 minutes).

Preheat the oven to 350° F.

After resting time, cut the dough using a star-shaped cookie cutter. Use a smaller star-shaped cookie cutter to remove the centres of half of the cookies. Spread the plain star cookies with the jam (not tooo much) then sandwich with the other cookies so to have a small cut out on the top filled with jam.

Place cookies on baking trays lined with parchment paper and bake for 10-12 minutes or until they are lightly golden.

Cool on a wire rack prior to transfer on a serving plate and dust with powdered sugar.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Idee gustose per un regalo’ di Ideeintavola

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Torta di mele e briciole alla cannella

torta di mele e briciole

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Finalmente il tempo delle mele.

Non quello di Sophie Marceau e del film che ha accompagnato i sogni adolescenziali di molte di noi.

Ma il tempo delle mele da portare sempre in borsa e sgranocchiare quando si apre un buchino nello stomaco, le mele da fare al forno con un poco di zucchero e servire con una pallina di gelato, le mele da trasformare in una golosissima torta.

Ne esistono centinaia di versioni. C’è chi si fida solo della ricetta appuntata nel quadernino appartenuto alla nonna, chi replica fedelmente quella della vicina di casa, chi ha negli anni elaborato la propria versione. C’è chi la preferisce liscia, chi la vuole sgranocchiosa e ci tuffa dentro la frutta secca (io!!!). Chi, sognando un paradiso tropicale (non male di questi tempi!), aggiunge alle mele cannella, cardamomo o anice stellato. Infine c’è il golosone che non rinuncia mai al cioccolato, tanto da metterlo anche nella torta di mele.

Negli anni ne ho provate tante e sono giunta alla conclusione che preferisco quelle più asciutte se devo pucciarle la mattina nel latte, mentre quelle più umide all’interno per la merenda o per uno sfizioso dopo cena.

Una delle mie preferite è la torta di mele e amaretti seguita dai quadrotti di mele al latte.

Con la ricetta di oggi se ne aggiunge decisamente un’altra alla top-chart.

Questa torta si è materializzata in un battibaleno…..ho letto il post di Ida, mi sono innamorata delle foto e, tirate fuori ciotola e frusta, mi sono messa a pastrocchiare. Complice di tutto questo una confezione di panna fresca che avevo comprato per un dolce che non si è mai concretizzato e che alla fine ha trovato la perfetta collocazione in questa torta.

Unica licenza che mi sono permessa rispetto alla ricetta originale è stata quella di sostituire metà della farina bianca con quella integrale e lo zucchero semolato con quello di canna. Anzi, a pensarci bene, ho anche messo un po’ di cannella in polvere nell’impasto di briciole per rendere il guscio-nonguscio ancora più avvolgente.

Vi consiglio di provarla se avete voglia di una coccola al sapore di mela!

mela e cannella

TORTA DI MELE E BRICIOLE ALLA CANNELLA (per uno stampo da cm 24)

  • 100 gr di farina di farina 00
  • 100 gr di farina integrale
  • 125 gr + 100 gr di zucchero di canna chiaro
  • 75 gr di burro
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • 2 uova intere
  • 200 gr di panna fresca
  • 1 yogurt bianco
  • 800 gr di mele Golden
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere

Preriscaldate il forno a 180°.

In una ciotola lavorate il burro tagliato a pezzetti con la cannella e 125 gr di zucchero aiutandovi con un forchetta fino a quando saranno perfettamente amalgamati. Aggiungere gradualmente la farina setacciata con il lievito e continuate a schiacciare con la forchetta fino ad ottenere delle briciole più o meno grossolane.

Versate 3/4 del composto in uno stampo a cerniera precedentemente imburrato e infarinato (io ho ricoperto solo la base di carta da forno). Sbucciate e tagliate le mele a fettine e versatele nella tortiera; unite infine le restanti briciole. Non premete.

Infornate per 20 minuti nella parte bassa del forno.

Nel frattempo mescolate la panna, le uova intere, lo yogurt e lo zucchero di canna fino ad ottenere un composto omogeneo. Trascorsi i 20 minuti estraete con cautela la teglia dal forno e versatevi la crema fluida (poiché potrebbe leggermente fuoriuscire dallo stampo potete inserire una teglia al di sotto del vostro stampo; io avendo messo della carta da forno non ne ho avuto bisogno).

Infornate quindi nella parte medio-bassa del forno per 40 minuti fino a quando la crema si sarà addensata; se la superficie dovesse colorirsi troppo abbassate la temperatura a 160°.

Sfornate e fate raffreddare completamente prima di aprire lo stampo e trasferirla su un piatto da portata.

***

APPLE AND CINNAMON CRUMBLES CAKE (for a round 24cm baking pan)

  • 100 gr plain flour
  • 100 gr whole-wheat flour
  • 125 gr + 100 gr cane sugar
  • 75 gr butter
  • 1 teaspoon baking powder
  • 2 eggs
  • 200 gr fresh cream
  • 1 plain yoghurt (125 gr)
  • 800 gr Golden apples, peeled and sliced
  • 1 tablespoon powdered cinnamon

Pre-heat the oven to 350° F.

In a bowl using a fork mix together butter, cut into small pieces, cinnamon and 125gr of cane sugar.  Add gradually the flours sifted with baking powder and press with the fork in order to obtain clumps.

Butter and lightly dust a 24cm springform pan (you can either cover its base with parchment paper as I did) and drop in 3/4 of the clumpy mixture. Cover with sliced apples then with the remaining mixture. Don’t press.

Bake for 20 minutes placing the pan on the lowest rack.

Meanwhile mix fresh cream, eggs, yoghurt and the reserved cane sugar until all ingredients are well combined. Take carefully the pan out of the oven and pour over the mixture (as some of this cream&egg mixture might overflow outside the pan I suggest you placing a rimmed baking sheet on the base of the oven otherwise covering the springform pan with parchment paper would avoid it).

Bake for 40 minutes on the medium-lower rack, until the mixture is cooked through and firm. If top turns too browny reduce heat to 320° F.

Transfer to a wire rack to cool completely before opening the pan.

Torta soffice di carote e noci

torta soffice di carote e noci

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E’ inutile che mi sforzi di crederlo ma non è proprio la mia stagione!

Mi sento come uno scoiattolo pronto per andare in letargo. Stanca, sguardo assente, irascibile. Il cambio dell’ora, la nebbia, il cielo grigio carico di pioggia mettono ko il mio umore. Le foglie che cambiano colore sono l’unica nota romantica di un mese che depennerei volentieri dal mio calendario.

Nel torpore di questi giorni sono riuscita ad accumulare una pila di panni alta come la mia pulce ma piuttosto che rinchiudermi al piano di sotto a stirare preferisco tirar fuori ciotole, fruste e teglie e preparare un dolcino.

Quello di oggi è conosciutissimo e vanta decine e decine di versioni. Non amando i dolci farciti e ricoperti di glassa vi lascio la mia versione lontana anni luce da quella orginale, o meglio vi lascio la ricettina che è venuta fuori combinando quello che avevo in dispensa.

Qualche carota acquistata al mercato dei contadini, le noci della nostra campagna. I cocchi delle gallinelle di casa.

Non ho messo né burro né olio vista la generosa quantità di frutta secca. E preferito la fecola alla farina bianca per un effetto super fluffy garantito anche dagli albumi montati a neve ed incorporati delicatamente all’impasto.

Buona domenica!

Silvia

TORTA SOFFICE DI CAROTE E NOCI (per una teglia di cm 24x 24)

  • 250 gr di carote biologiche
  • 150 gr di noci
  • 4 uova
  • 150 gr di zucchero di canna chiaro
  • 100 gr di fecola (o farina 00)
  • 1/2 bustina di lievito
  • zucchero a velo per decorare

Sgusciare le uova e separare i tuorli dagli albumi.

In una ciotola lavorate i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno diventati bianchi e spumosi.

Grattugiate le carote e tritate grossolanamente le noci ed unitele al composto di uova e zucchero. Unite la fecola setacciata con il lievito per eliminare eventuali grumi.

Montate a neve ferma gli albumi ed incorporateli delicatamente al composto, un po’ alla volta. Non mescolate per evitare di dissolvere l’aria che si è creata battendo gli albumi.

Cuocete in forno già caldo a 180° per 50-55 minuti.

Fate raffreddare e spolverate di zucchero a velo.

Per un’idea più golosa potete farcirla con un velo di marmellata di albicocche (o quella che più preferite).

torta soffice di carote e noci

FEATHERY CARROT AND HAZELNUTS CAKE (makes a 24×24 cm cake)

  • 250 gr organic carrots (grated)
  • 150 gr hazelnuts (coarsely chopped with a knife)
  • 4 eggs
  • 150 gr white cane sugar
  • 100 gr starch (or plain flour)
  • 8g baking powder
  • powdered sugar for dusting

Pre-heat the oven to 350° F.

Break eggs and separate yolks from whites.

In a bowl beat yolks with cane sugar until ribbon stage.

Add grated carrots and chopped hazelnuts. Combine starch and baking powder and sieve over the egg and carrot mixture.

Beat egg whites until stiff and fold a third into the batter. Mix it in carefully then add the reserved whites mixing with a spatula. Don’t stir in order to retain the air you have incorporated into the whites.

Cook for 50 to 55 minutes.

Cool on a rack then sprinkle on top powdered sugar.

You might also cut the cake in half and stuff it with your favourite jam.

La Barbera della vigna finisce in vasetto…confettura d’uva e alloro

confettura d'uva e alloro

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Quando il contadino decide che è arrivato il tempo per vendemmiare non puoi certo fargli cambiare idea. Se infatti l’uva passa la maturazione rischia di marcire e di rovinare il raccolto e chi non ne ha mai fatto un mestiere, ma si accontenta della produzione dei suoi sei filari, l’uva che raccoglie gli serve per deliziarsi a tavola per un anno intero e per far felice qualche parente o amico che ti viene a trovare.

C’è sempre molto timore nei confronti del vino fatto in casa…si ha infatti paura di bere qualcosa che di aromatico non ha nulla ma piuttosto sa di forte, di aceto, di bisolfiti (che, comunque, sono contenuti in tutti i vini in bottiglia, anche quelli più blasonati).

Quello di mio suocero, a parte non contenere nessuna aggiunta, è davvero buono e non lo dico per far piacere a lui perchè se fosse imbevibile non finirebbe nel mio bicchiere…purtroppo, o per fortuna, quando si parla di vini sono un pochino esigente; lui non ha frequentato alcun corso di enologia ma ha messo piede nella vigna da giovane (o forse fin da piccolo) ed ha imparato da suo babbo a potarla, a custodirla, ad osservare i grappoli che crescono sui tralci ed infine a capire quando è arrivata l’ora di trasformarla in un nettare divino!

Ogni tanto le piante muoiono e vanno rimpiazzate. Nel corso degli anni ciò ha fatto sì che venissero effettuati nuovi innesti con nuove qualità di uva. Oggi in mezz’ettaro di terra convivono Barbera, Montepulciano d’Abruzzo, Sangiovese, Moscato, Malvasia, Uva da tavola e Pizzutello. Prima si vinificano le bacche rosse, poi è la volta di quelle bianche che richiedono sempre qualche giorno in più di maturazione. In un’azienda enologica seria si sceglie ogni anno il blend ottimale che dovrà finire in bottiglia, a casa mia no. Tutto pigiato insieme per un effetto finale a sorpresa.

Quest’anno purtroppo il primo malanno di stagione ci ha impedito di tornare nella nostra casa di campagna e prender parte alla vendemmia; in compenso, però, la settimana dopo abbiamo trovato una cassetta enorme di uva messa amorevolmente da parte per noi e presto trasferita a Faenza!

L’uva bianca a mio marito, quella rossa alla sottoscritta e gli acini piccini per la piccola pulce. Dopo un paio di giorni di scorpacciate d’uva, realizzando che tutto quel ben di dio sarebbe ahimè andato presto a male, ho pensato di farne una confettura.

Ho seguito la ricetta di Mr Alloro (alias Sergio Barzetti, spesso presente alla Prova del Cuoco) perché mi ha intrigato l’aggiunta della foglia di alloro alla frutta (mi sono fatta tentare anche ripensando al successone che ha avuto la confettura di pesche e rosmarino preparata questa estate).

Ho sostituito l’uva fragola (che non ci piace) con la Barbera. Non avendola mai fatta ho iniziato con un chilo poi, vista la bontà, la sera dopo ne ho fatto un altro kilo e mezzo modificando leggermente il procedimento nel senso di ridurre la prima cottura da un’ora a cinquanta minuti per facilitare l’eliminazione dei semi e della buccia.

Il risultato è un nettare zuccherino, super-energetico e concentrato di vitamine, sali minerali ed antiossidanti.

Buona colazione a tutti!

confettura d'uva e alloro

CONFETTURA D’UVA E ALLORO (per 2 barattoli da 250 ml)

  • 1 kg di uva Barbera (o uva fragola)
  • 350 gr di zucchero di canna
  • 1 mela (biologica)
  • 1 foglia di alloro

Lavate l’uva e separate gli acini dal grappolo.

Trasferitela in un pentola capiente dal fondo spesso ed aggiungete lo zucchero di canna, la mela sbucciata e tagliata a spicchi e la foglia di alloro.

Cuocete su fuoco medio per 50 minuti circa, rimestando di tanto in tanto.

Spegnete il fuoco e passate al passaverdura (facendo attenzione perché è bollente) con il filtro a maglie fini in modo da rimuovere bucce e semi.

Riversate nella pentola, accendete il fuoco e fate cuocere per altri 15 minuti o fino a quando avrà raggiunto la consistenza desiderata (fate la prova versando un po’ di confettura su un piattino tenuto in freezer).

Riempite i vasetti di vetro precedentemente lavati con acqua calda, sigillateli e sterilizzateli (metteteli in una pentola capiente, ricopriteli di acqua e fate bollire per 30 minuti, quindi spegnete e lasciate raffreddare prima di rimuoverli e trasferirli nella dispensa).

confettura d'uva e alloro

GRAPE AND BAY LAUREL JAM (making two medium jars)

  • 1 kg red grape (preferably Concord)
  • 350 gr cane sugar
  • 1 apple (peeled and sliced)
  • 1 bay laurel leaf

Wash grapes thoroughly and remove stems.

Transfer into a big thick-bottomed pot and add cane sugar, apple and a bay leaf.

Simmer on medium heat for 50 minutes. Stir occasionally.

Turn off the heat and using a food mill discard seeds and skin (pay attention because of the high temperature of the mixture).

Re-place into the thick-bottomed pot and cook over medium heat for 15 minutes or until jam looks ready (place a dish in the freezer and when you think fruit is jumming pour a teaspoon of jam on the chilled plate; if it is too runny go on cooking for some minutes otherwise if jam has set tun off the heat).

Fill up sterile jars with jam and seal. Place them in a large pot of water and bring to boil. After 30 minutes turn off the heat leaving jars into the pot until water is completely cold. Dry with a clean kitchen-cloth and place in your cupboard.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Profumo e sapori d’autunno’ del blog Menta e cioccolato

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e al contest ‘Sapori d’Autunno’ del blog Le beatitudini in cucina

autunno

Treccia con confettura di pesche e rosmarino…let’s re-cake

rosemary peach flip

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Con l’arrivo dell’autunno la piccola pulce si trasforma in piccolo untore.

Pensavo che il primo anno di nido fosse bastato per prendere tutti i virus esistenti sulla faccia della Terra e poi trasmetterli, senza ritegno, alla mamma ma invece mi sbagliavo! Abbiamo inaugurato la stagione con i pidocchi nei capelli…ora è il turno di una febbre da cavallo scatenata da un afta in bocca….e siamo solo a metà ottobre!

Due giorni di sosta forzata sono bastati al piccolo abitante della casa per recuperare le forze, non alla sottoscritta che alla febbre ha sommato anche il virus intestinale e che si sente ancora uno straccio (tanto per darvi l’idea io presa la camomilla con 4 biscottini sono filata nel letto con il pc per scrivere il post e lui è qui accanto che saltella, chiacchiera e canta Fra Martino).

In attesa di riprendermi del tutto e di veder tornare la voglia di mangiare e cucinare, vi lascio un dolcetto che ho preparato lo scorso weekend. Un occhio alla foto ed è stato amore a prima vista.

La ricetta l’ho vista nel blog di Silvia che insieme con altre 4 amiche di blogosfera (Sara di Dolcizie, Miria di 2 amiche in cucina, Elisa di Il fior di cappero e Silvia di Tra fornelli e pennelli) hanno deciso di cimentarsi ogni mese nella preparazione di un dolce che le colpisce in modo particolare, preso generalmente in un blog straniero. Re-cake appunto.

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Come prima volta è toccato al Peach Flip del blog a stelle e strisce Seasons and suppers.

Mi sono innamorata di questa treccia farcita di confettura di pesche che ho personalizzato per il solo fatto di aver utilizzato il mio vasetto di pesche (bianche e noci) e rosmarino preparato questa estate.

Ne ho messa in realtà una quantità maggiore di quella indicata affinché si vedesse all’interno delle pieghe dell’impasto.

Trattandosi di un esperimento e non avendo così tanta confidenza con i lievitati ho optato direttamente per la mezza dose, dalla quale si ricava una treccia grande come la teglia del forno; la prossima volta  proverò a ridurre ulteriormente le quantità per ottenere un filoncino più piccolo, adatto alla mia piccola tribù. Non ho messo cannella e scorza d’arancia perché non ne avevo.

Potete servirla con zucchero a velo oppure con una glassa alla vaniglia…io andando di fretta non ho messo nessuna delle due.

Nel blog di Silvia trovate le quantità espresse in grammi, io mi sono limitata ad usare una tazza (non credo corrisponda alla cup americana ma finora mi sono sempre trovata bene ed il risultato di questa treccina non mi è sembrato niente male).

Per oggi è tutto, abbandono il computer e mi rimetto sotto le coperte!

TRECCIA CON CONFETTURA DI PESCHE E ROSMARINO (per una treccia di 50 cm)

  • 12 gr di lievito di birra
  • 1/4 tazza di acqua tiepida
  • 1/4 tazza di zucchero di canna chiaro
  • 1/4 tazza di burro ammorbidito + 1 cucchiaio
  • 1/4 tazza di latte tiepido
  • 1 cucchiaino di sale
  • 2 uova piccole
  • 2-1/2 tazze di farina 00
  • 3/4 vasetto di marmellata di pesche e rosmarino
  • mandorle a lamelle

In una larga ciotola, o nella ciotola della vostra impastatrice munita di gancio a foglia, sciogliete il lievito nell’acqua tiepida. Aggiungete lo zucchero, il burro, il latte, il sale, le uova e metà della farina. Impastate fino a quando l’impasto risulterà morbido. Se usate l’impastatrice sostituite il gancio a foglia con quello uncinato per impasti. Versate la rimanente farina ed impastate fino ad ottenere un massa ferma ed omogenea.

Versatela su un piano di lavoro infarinato e lavoratela fino a diventare liscia ed elastica (ci vorranno 6-8 minuti). Mettetela in una ciotola che avrete unto con un po’ di olio di semi e giratela in modo da lucidarla tutta intorno.  Coprite e lasciate lievitare fino al raddoppio in un ambiente tiepido (circa un’ora e mezza).

Prendete a questo punto l’impasto, sgonfiatelo e rovesciatelo sul piano di lavoro infarinato. Stendete fino ad ottenere un rettangolo della lunghezza massima pari a quella della vostra teglia da forno.

Distribuite sopra un cucchiaio di burro morbido fatto a tocchetti e coprite con la confettura facendo attenzione a lasciare un bordo di 3 cm circa. Arrotolate lungo il lato più esteso e saldate gli estremi. Se necessario girate il rotolo fino a far risultare la giuntura nella parte sottostante.

Con un coltello appuntito tagliate il rotolo in due nel senso della lunghezza. Fissate una delle estremità pizzicando i due impasti dopodiché formate un treccia accavallandoli per 3-4 volte ed avendo cura di tenere la parte tagliata quanto più possibile rivolta verso l’alto. Sigillate anche l’altro estremo.

Collocate a questo punto sulla teglia ricoperta da carta da forno.

Coprite e lasciate lievitare per ulteriori 30 minuti. Distribuite le mandorle a lamelle sulla superficie ed infornate a 180° per 25-30 minuti o fino a quando la treccia inizierà a dorare.

Lasciate raffreddare prima di servire.

rosemary peach flip

ROSEMARY PEACH FLIP (makes one large loaf)

  • 2 1/4 active dry or instant yeast
  • 1/4 cup warm water
  • 1/4 cup cane sugar
  • 1/4 cup butter, softened, + 1 tablespoon
  • 1/4 cup warm milk
  • 1 teaspoon salt
  • 2 small eggs
  • 2-1/2 cup all-purpose flour
  • 3/4 cup peach and rosemary jam
  • sliced almonds

In a large bowl (or in the bowl of your electric mixer using paddle attachment) dissolve yeast in the warm water. Add sugar, butter, milk, salt, eggs and 2 1/2 cups of the flour. Mix until smooth. If using an electric mixer switch to the kneading hook and stir in remaining flour until a stiff dough forms.

Transfer the dough onto a floured surface and roll out into a rectangle, the size of your baking tray. Spread 1 tablespoon of butter and 3/4 jar peach jam to within 1/2 inch of edges.

Roll up from the long side. Pinch seam to seal and place seam side down. With a sharp knife, cut the roll in half lenghtwise. Pinch one end together and twist the two logs together 3-4 times keeping the cut edge facing upwards as much as possible. Pinch together the other end.

Pre-heat the oven to 350° F.

Transfer on a large baking sheet covered with parchment paper and cover. Allow to rise for about 30 minutes. Scatter almonds on top.

Bake for 25-30 minutes or until lightly golden.

Remove from pan to a wire rack to cool.

Serve with powdered sugar or a vanilla glaze.

rosemary peach flip

La torta Bertolina di nonna Maria

la Bertolina di nonna Maria

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Ci ho dato un taglio! Ai capelli.
Da piccola li avevo neri, lucidi e stranamente lisci poi improvvisamente in piena adolescenza la mia testa ha preso le somiglianze di una parrucca da clown.
Mi sono sempre rifiutata di tagliarli drasticamente, solo un pochino alla volta, giusto il necessario per togliere le tanto odiate doppie punte.

La prima svolta il giorno dopo del matrimonio, al ricevimento con amici e conoscenti, mi sono presentata con capello a caschetto liscio come uno spaghetto (ricordo lucidamente, pur essendo passati un bel po’ di anni, mio padre che mi incrocia in giardino senza riconoscermi e che chiede in giro dove fossi finita!).
Il secondo taglio drastico dopo la nascita della piccola pulce per evitare che, accoccolato sulla mia spalla, si perdesse sotto la folta criniera ma soprattutto per vedermi una donna diversa dopo tutte le vicissitudini passate.
Oggi siamo al terzo taglio significativo al punto da non essere passato inosservato nemmeno alla piccola pulce che mi ha accolto con un  ‘Mamma, belli capilli’. Diciamo che questa volta la decisione è nata da sè, anche se non nascondo che la voglia di cambiamento è nell’aria.

In attesa che qualcosa accada e che il mood da cambio-di-stagione migliori, c’è una certezza…la voglia di qualcosa di zuccherino per fare il pieno di energie ed affrontare il tanto temuto inverno.
L’altra certezza è la ricetta che vi propongo oggi, che mi è stata regalata da Armanda, una mamma a tempo pieno di tre splendidi ragazzi conosciuta in Instagram, che l’ha a sua volta ereditata dalla nonna Maria.
Ho visto la foto di questa torta appena sfornata e mi ha subito incuriosita…poi quando ho buttato l’occhio anche al succulento ripieno ho deciso che l’avrei provata molto presto.

la Bertolina di nonna Maria

Ero certa che il risultato sarebbe stato garantito perchè le ricette delle nonne non tradiscono mai, a differenza di quelle che troviamo in riviste o libri di cucina che talvolta ci lasciano con un ingrediente in più (e con la domanda ‘ora questo dove lo metto?’) oppure con uno che balza fuori a sorpresa mentre, seguendo il procedimento alla lettera, siamo concentrate ad impastare, frullare, sbattere, o farcire.

Il guscio e la copertura sono di frolla (non ce ne vogliano coloro che seguono la ricetta da manuale però pur sempre di farina, burro, zucchero ed uova è fatta) mentre l’interno contiene uva. Pochi ingredienti per un risultato favoloso.

La ricetta originale vuole che si usi uva anice o americana, che Armanda mi ha spiegato essere uva nera con acini piccoli e pellicina che si stacca facilmente dalla polpa (si può usare anche la più nota uva fragola). Io l’ho rivisitata utilizzando la Barbera della mia vigna, profumata, corposa e leggermente meno zuccherina e facendo un patchwork di frolla in superficie invece di stenderla in un’unica sfoglia. Ho altresì sostituito metà della farina con quella integrale macinata a pietra e lo zucchero semolato con zucchero di canna chiaro per una consistenza ancora più rustica.

De-li-zio-sa! E ancora grazie ad Armanda per aver condiviso con noi la sua ricetta di famiglia.

la Bertolina di nonna Maria

LA TORTA BERTOLINA DI NONNA MARIA (per una tortiera di cm 26)

  • 250 gr di farina integrale macinata a pietra
  • 250 gr di farina 00
  • 150 gr di burro ammorbidito
  • 200 gr di zucchero + quello per spolverare
  • 2 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • una tazzina di latte fresco intero
  • 3/4 grappoli di uva rossa (anice, fragola o barbera)

In una ciotola lavorate le uova con lo zucchero, unite la farina e il lievito setacciato ed un pizzico di sale. Aggiungete il burro ammorbidito e poco alla volta il latte fino ad ottenere un impasto morbido. Non lavorate troppo con le mani.

Stendete 2/3 dell’impasto in una tortiera imburrata ed infarinata (o coperta di carta forno) – io ho usato uno stampo a cerniera – avendo cura di coprire anche i bordi per evitare che il succo d’uva fuoriesca durante la cottura. Distribuire all’interno gli acini d’uva leggermente infarinati e spolverate di zucchero. Ricoprite quindi con la rimanente frolla. Risultando molto morbida io ho steso l’impasto dopodichè ne ho ricavato tanti piccoli pezzettini che ho appoggiato vicini stile patchwork. Cospargete di zucchero ed infornate a 180° per 40-45 minuti.

***

GRANNY MARIA’S GRAPE TART (making a o cm 26 tart)

  • 250 gr stone-ground whole wheat flour
  • 250 gr plain flour
  • 150 gr soft butter
  • 200 gr white cane sugar (plus more for dusting)
  • 2 eggs
  • 16 gr baking powder
  • 1 pinch of salt
  • 1 coffee cup fresh milk
  • 3/4 bunches of red wine grape (preferably sweet)

Butter and lightly flour your baking pan and set aside.

Pre-heat oven to 350° F.

In a bowl wisk eggs and sugar, add flour sifted with baking powder and salt. Then add soft butter and pour little by little milk. Combine all the ingredients with your hands until you get a soft dough. Don’t work too much.

Roll out 2/3 of dough in the reserved baking pan up to the edges to prevent grape juice from overflow during cooking.

Cover generously with grape (lightly floured) and sprinkle with sugar.

Roll out the remaining dough and cover thoroughly the cake. Because of a soft batter you might as well obtain small pieces of dough and put them close together over the grape, resembling a cobbler.

Sprinkle sugar on top and cook for 40 to 45 minutes.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘I prodotti da forno’ del blog Una fetta di paradiso

2_ CONTEST FORNO CATEGORIE -DOLCE E SALATO

Cookies al cioccolato fondente e olio d’oliva {aspettando il trasloco}

olive oil chocolate chunk cookies

(scroll down for english version)

Le mie colleghe ed io siamo in attesa di un trasloco.

Ce l’hanno prospettato più volte, senza che poi accadesse nulla, ma questa sembra quella buona.

Buona puoi mica tanto perché se è vero che per tagliar costi vogliono chiudere la sede di Faenza, tra non molte settimane affolleremo il binario 3 della stazione, direzione Bologna, per entrare a tutti gli effetti nella categoria ‘pendolari’.

Non ho mai avuto problemi a spostarmi per lavoro, almeno fino alla nascita della pulce, ma questa volta è diverso. Faccio fatica a metabolizzare e capire come affrontare il domani-lavorativo senza stravolgere l’equilibrio familiare raggiunto sapendo che posso contare solo su me stessa (voi direte e il maritino? quando è presente è bravissimo ma beccarlo a casa è molto molto dura…sono persino arrivata a chiedermi se organizzi appositamente le sue trasferte per evitare le incombenze domestiche, il bagnetto con la paperella, il cambio del pannolone, la gita allo stagno delle rane che si conclude regolarmente con pianto da coccodrillo del mio Indiana Jones).

Nell’attesa che i grandi-capi decidano ho bisogno di tirarmi su e sgomberare la mente…e chi può aiutarmi meglio di una tavoletta di cioccolato fondente?

Dopo averne mordicchiato qualche scacchettino nel dopo-cena, ho lasciato la rimanente parte per preparare questi biscottini golosi, perfetti per una colazione scaccia-pensieri o da portare in ufficio per la merenda (o perchè no per un thè……eh sì, tu lì amica mia che leggi, questi potrei portarmeli dietro nel mio viaggetto in treno e poi potremmo sgranocchiarli insieme).

Volevo qualcosa di diverso dalla classica ricetta dei chocolate chip cookies e mi è bastata una breve sbirciatina in rete per farmi convincere da questa foto non immaginando di essere finita nel blog del mitico Cavoletto.

Mi è piaciuta subito l’idea dell’olio extravergine di oliva e dei fiocchi d’avena anche se, in tutta sincerità, ho dovuto adattarla in corso d’opera perché il mio impasto era troppo molle.

La preparazione è semplicissima (avevate dubbi?) e potete fare tutto con la planetaria oppure se non l’avete (o non volete sporcarla perché l’avete appena riposta) nessun problema.. vi è sufficiente una ciotola.

olive oil chocolate chunk cookies

COOKIES AL CIOCCOLATO FONDENTE E OLIO D’OLIVA (per 15-20 biscotti)

  • 125 gr di fiocchi d’avena
  • 120 gr di farina (+ 4 cucchiai)
  • 50 gr di zucchero di canna chiaro
  • 100 gr di zucchero di canna scuro
  • ½ cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 puntina di sale
  • 100 ml di olio extravergine di oliva
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 70 gr di cioccolato fondente (per me all’85%) tritato grossolanamente al coltello

Versate nella planetaria i fiocchi di avena, la farina, i due zuccheri, il lievito ed il sale.

Unite il latte, l’uovo e l’estratto di vaniglia.

Mescolate con l’attacco a foglia (o con un cucchiaio di legno) fino ad amalgamare gli ingredienti.

Aggiungete a questo punto il cioccolato (vi suggerisco di togliere la ciotola dalla planetaria e mescolare con un cucchiaio o una spatola perché in planetaria il cioccolato si riscalda e rischiate di non avere più i pezzettoni nell’impasto bensì un impasto al cioccolato).

Prelevate l’impasto a cucchiaiate e distribuitele su una teglia coperta con carta da forno.

Cuocete a 180° C per 15 minuti circa fino a quando i bordi risulteranno dorati.

Fate raffreddare completamente su una gratella.

olive oil chocolate chunk cookies

***

OLIVE OIL CHOCOLATE CHUNK COOKIES (making 15-20 cookies)

  • 125 gr oat flakes
  • 120 plain flour (+ 4 tablespoons)
  • 50 gr cane sugar
  • 100 gr brown cane sugar
  • ½ teaspoon baking powder
  • 1 pinch salt
  • 100 ml extravirgin olive oil
  • 1 egg
  • 1 tablespoon vanilla extract
  • 70 gr black chocolate (coarsely chopped with a knife)

Preheat the oven to 350° F and line a baking sheet with parchment paper.

In the bowl of your electric mixer (or simply in a bowl if using your hands) combine oat flakes, flour, sugars, baking powder and salt. Then add milk, egg and vanilla extract.

Using the flat beater (or a wooden spoon) mix ingredients together.

Remove the bowl from the electric mixer, pour in chocolate and stir using a spatula or a wooden spoon (I suggest you to mix chocolate by hand to avoid it from melting because of the warmth generated by the machine).

Using a spoon drop some dough on the prepared baking sheet and bake about 15 minutes until golden brown on the edges.

Cool completely on a wire rack.

Torta senza bilancia: yogurt, pere e cioccolato {yummy}

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

Di corsa, vado di corsa!

Si vede che è ripreso il lavoro, il nido, le trasferte di mio marito…ed anche le gare di golf del weekend (e mannaggia a me a quando gliene ho fatto venir voglia!)

Vengo da una 5 giorni non affatto riposante, iniziata con un venerdì di ferie presto annullato da una telefonata di dada Anna che avvisa la presenza di lendini (leggasi pidocchi) nella fitta e riccioluta capigliatura della mia pulce. Abbandonata l’idea di una giornata di relax vengo costretta dal piccolo abitante della casa a gironzolare tra la pista ciclabile e lo stagno delle rane poco distante, alternando spinte al triciclo, nei momenti di buona, a sollevamento pesi  (15 kg di morbidezza),  e contestuale traino del mezzo abbandonato, nei momenti di burrasca infantile.

Il weekend, salutato il papino già in meditazione pre-gara, ci ha visto calpestare di nuovo la pista ciclabile alle 8.30 di mattina,  gettare nella fogna antistante casa diverse decine di sassi e il martello di plastica, contare tutte le scie di aereo in cielo, dare acqua alle piantine della mamma con il micro-innaffiatoio BLU (su questo particolare torneremo) finendo con il bagnare le pepe, affacciarsi innumerevoli volte a vedere se i bimbi che vivono di fianco sono svegli ma, per fortuna della loro mamma, se la dormono profondamente fino a tarda mattinata, chiamare Bianga (Bianca per l’anagrafe) che vive al primo piano sperando che si affacci dal terrazzo ed abbia voglia di far due chiacchiere con questo buffo soggetto …insomma avrete capito che è stato un duro lavoro! Poi ti dicono che sei più magra di prima…

Lunedì sono finalmente tornata in ufficio ma l’idea di esser sola per altri 3 giorni non mi ha affatto risollevato…altro gironzolare nel condominio rincorrendo il piccolo Indiana Jones, altre cene preparate in super-fretta, zero minuti sul divano per riposare.

Per fortuna che siamo arrivati sani e salvi a mercoledì e che stasera il maritino ritorna a casa! Dite che ho maturato qualche credito?

Basta chiacchiere e veniamo alla ricettina perché vi ho annoiato abbastanza!

Torniamo ad occuparci delle mie adorate pere. Dopo averle gustate con il pecorino, questa volta le ho unite a yogurt e cioccolato e si sono trasformate in una deliziosa e facilissima tortina perfetta per la colazione o per una merenda.

E’ piaciuta così tanto alla mia (piccola) ciurma affamata da averla preparata ben due volte in 3 giorni!

Ho scelto una ricetta che tutte sicuramente conoscete: la torta dei vasetti (si pulisce il vasetto di uno yogurt e lo si utilizza per dosare gli ingredienti abbandonando per una volta la bilancia) che ho riadattato ed arricchito aggiungendo le mie peruzze e dei pezzettoni di cioccolato che preferisco al cacao in polvere. Ho scelto farina integrale e zucchero di canna perché li adoro ma voi potete sempre optare per una classica 00 e per lo zucchero semolato.

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

TORTA YOGURT, PERE E CIOCCOLATO (per uno stampo quadrato 22×22 cm) 

non serve la bilancia ma è sufficiente prendere un vasetto di yogurt vuoto e pulito

  • 3 vasetti di farina integrale (ma va benissimo anche 00)
  • 1 vasetto di yogurt bianco
  • 3 uova
  • 3/4 vasetto di zucchero di canna chiaro (o semolato)
  • 1/2 vasetto di olio di semi di mais
  • 1 bustina di lievito
  • 1 vasetto di latte
  • 3-4 pere mature
  • 1 vasetto di cioccolato fondente tritato grossolanamente
  • zucchero a velo

In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero, unite lo yogurt, il latte e l’olio e mescolate bene.

Tagliate le pere a pezzetti ed unitele al composto unitamente al cioccolato.

Aggiungete infine la farina setacciata con il lievito.

Distribuite in uno stampo ricoperto di carta da forno ed infornare a 180° per 30-35 minuti (vale sempre la prova stecchino).

Servite tiepida o fredda spolverizzata di zucchero a velo.

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

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YOGURT, PEAR AND CHOCOLATE CAKE (making a 22×22 cm cake) 

you don’t need a scale, only an empty yogurt jar

  • 3 yogurt jars whole-wheat flour (or plain flour)
  • 1 plain yogurt jar
  • 3 eggs
  • 3/4 yogurt jar cane sugar
  • 1/2 yogurt jar vegetable oil
  • 16gr baking powder
  • 1 yogurt jar fresh milk
  • 3-4 ripe pears
  • 1 yogurt jar dark chocolate, coarsely chopped
  • powdered sugar

Pre-heat the oven to 350° F.

In a bowl beat eggs with sugar, add yogurt, milk and oil, stir until well combined.

Cut pears into chunks and add to the batter together with chocolate.

Sift flour with baking powder and add to the batter.

Pour into a baking pan layered with parchment paper and cook for 30-35 minutes.

Serve warm or cool dusted with powdered sugar.

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Back to school’ del blog ‘Alvearedelledelizie’

back2school-the-contest