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Torta alle nocciole {con soli 3 ingredienti}

torta di nocciole senza farina (43)

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Ho sempre sognato di fare la mamma. Di tre bambini.

Poi crescendo ho scoperto che le cose non sempre vanno come vorresti, che anche quella che sembra la cosa più scontata del mondo può trasformarsi in una ‘diversità’ ed allora piangi, ti disperi, cerchi conforto, arrivi ad avere nausea e vomito… e ti batte il cuore…. e ti salgono le lacrime agli occhi perché pensi di essere incinta. Ma non lo sei. Poi lotti, contro te stessa, contro i tuoi limiti, contro la natura che ti ha voluta ‘diversa’ e dopo 41 infinite settimane di pensieri, ansie e punture nel sedere abbracci il tuo cucciolo, ammiri i suoi piedini, le sue manine, …e piangi, piangi a dirotto dall’emozione.

Gli altri due bimbi non li avrò mai. Credo sia giusto prendere ciò che viene ed è per questo che ora che sono a casa mi godo la mia pulce ogni istante prima che cresca troppo in fretta…osservo ogni sua piccola scoperta…ascolto ogni nuova (buffa) espressione uscire dalla sua boccuccia…lo vedo crescere in altezza dall’orlo pantaloni che pian pianino si accorcia…o emulare i grandi camminando con le mani nelle tasche, infilando i suoi piedini cicciotti nelle scarpe giganti del babbo oppure caricando la lavatrice con i suoi peluche.

Mentre mi godo la pulce, mi riapproprio della mia cucina…quella gialla…che negli ultimi anni mi ha vista accendere forno e fornelli rarissime volte (perché quando si tornava a casa nelle Marche, un weekend sì ed uno no, si andava a mangiare dalla mamma o dalla suocera!).

La torta di oggi esce da questo benedetto forno che mi fa sempre tribolare perché ha il termostato sballato e cuoce talmente tanto sotto da avermi bruciato più di un biscotto, una crostata ed una filetta di pane. Ora che ho, bene o male, capito che c’è uno sbalzo di 20 gradi tra temperatura interna e termostato mi regolo di conseguenza….e butto un occhio oltre il vetro ogni 5 minuti.

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La frutta secca non manca mai nella mia dispensa ed una scorta generosa di nocciole mi ha convinta a provare questa famosa torta, vanto della cucina piemontese. Il libro dal quale l’ho tratta, riporta almeno 3-4 versioni diverse (è insomma sul genere della torta di mele…ogni famiglia ha la sua versione…chi mette la farina, chi no, chi mette il burro, chi lo evita come la peste, chi usa il lievito, chi si accontenta di una torta che non cresce)…io mi son fatta tentare da quella più semplice che prevede solo 3 ingredienti: nocciole tostate di alta qualità, uova freschissime e zucchero (per me di canna chiaro perchè quello semolato, se posso, lo evito).

Sembra di mangiare uno zabaione alle nocciole. Per me è stata estasi pura.

E’ un dolce particolarmente ‘carico’ pertanto a chi si aspetta più una torta da colazione o merenda consiglio la versione ‘alleggerita’ da farina, lievito e burro/olio che mi ripropongo di provare più avanti.

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TORTA ALLE NOCCIOLE SENZA FARINA (per uno stampo a cerniera da 16 cm)

adattata da ‘Ricette di osterie d’Italia – i dolci’ Edizioni Slow Food

  • 300 gr di nocciole tostate (la ricetta vorrebbe quelle della varietà tonda gentile delle Langhe, io non le ho trovate ed ho usato quelle Igp di Giffoni)
  • 3 uova
  • 150 di zucchero di canna chiaro (semolato nella ricetta originale)

Battete i tuorli con lo zucchero fino a quando diventano spumosi. Tritate finemente (io le ho lasciate leggermente più grossolane non avendo a disposizione il robot da cucina) le nocciole e montate gli albumi a neve ben ferma.

Preriscaldate il forno a 150° C.

Unite sia le nocciole che gli albumi alle uova mescolando delicatamente dall’alto verso il basso. Versate in una teglia imburrata (nel mio caso ricoperta di carta da forno) ed infornate in forno già caldo per un’ora circa.

Utilizzando uno stampo più grande del mio otterrete un dolce meno alto…ma altrettanto squisito!

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3-INGREDIENTS HAZELNUTS CAKE (using a 16 cm spring-form pan)

  • 300 gr roasted hazelnuts
  • 3 eggs
  • 150 gr white cane sugar (or granulated)

Beat the egg yolks until foamy. Chop finely the hazelnuts with the help of a blender (I did’t have one so I cut them coarsely with a knife). Beat the egg whites to stiff peaks.

Preheat the oven to 150° C. Butter the baking pan (you can rather line it with parchment paper).

Combine the hazelnuts and the egg whites with the egg and sugar mixture and stir gently from down to top. Pour into the baking pan and transfer into the oven. Cook for a hour.

Using a bigger pan you will get a thiner…but always scrumptious…cake!

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Questa ricetta va ai nostri amici di Gluten Free Travel & Living per il  100% Gluten Free (Fri) day

100% Gluten Free (Fri)Day

Pane margherita alle carote e semi di papavero

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Ho sempre sognato di vivere in una città di mare. Sarà perché sono nata e cresciuta tra le montagne, sarà perché ci ho lavorato per due anni ed ho praticamente consumato il marciapiede del lungomare a forza di passeggiare o correre. L’acqua mi dà serenità come il camminare sulla sabbia, perfino d’inverno quando il cielo è carico di nubi ed il mare turbolento. Mi piace il vento che mi scompiglia di capelli, mi piacciono le lunghe passeggiate in bicicletta, mi piace sedermi e guardare l’orizzonte senza fine, mi piace l’odore della salsedine.

Ora ho la fortuna di avere una sorella che abita a 50 metri dalla spiaggia e voi pensate che non ne approfitti? E poi chi meglio di me può farlo quest’anno che non mi tocca sedere dietro una scrivania?

Con la speranza di riprendermi definitivamente dai malanni dei giorni scorsi, sabato ho caricato in macchina valigia, passeggino e macchina fotografica, legato la piccola pulce al seggiolino e, canticchiando canzoni per bambini, ci siamo diretti di buon’ora verso sud.

La piccola pulce vivrebbe all’aperto (scalzo…visto che detesta i calzini!) e questa volta è stata ardua convincerlo che ancora è presto per fare il bagno o che non si può dormire nella casetta di plastica sulla sabbia…

Vista la mini-vacanza che mi sono concessa….anche tra i fornelli….oggi vi regalo un pane morbidissimo che ho preparato una decina di giorni fa con la farina Multicereali (manitoba, integrale di segale, integrale di orzo, integrale di riso, integrale di avena) donatami dal Molino Grassi per il contest Blogger love Qb di Valentina di Nonsolopane.

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A casa nostra amiamo le carote e comprandone sempre in grosse quantità (in attesa di raccogliere quelle dell’orto con tutto il ciuffo) ho pensato di grattugiarne un pò ed inserirle nell’impasto insieme con degli scrocchiarelli semi di papavero. Vi dico solo che i due uomini di casa sentendo il profumino del pane appena sfornato hanno minacciato di addentare la ‘margherita’…sono riuscita a desisterli solo offrendo loro il panino che ho ottenuto con l’impasto avanzato.

Questa farina ha una consistenza ed un profumo straordinario dovuto alla miscela di grani che sapientemente la compongono…oltre ad aver avuto una splendida resa. Se vi siete persi il precedente esperimento con l’altra farina donatami dal Mulino Grasso, la Einkorn (integrale di farro monococco e farina 1) andate a leggere qui.

Buon martedì a tutti!

PANE ‘MARGHERITA’ ALLE CAROTE e SEMI DI PAPAVERO (con farina MULTICEREALI)

  • 100 gr di lievito madre rinfrescato e maturo
  • 200 gr di acqua tiepida
  • 150 gr di carote bio (grattugiate grossolanamente)
  • 400 di farina Multicereali (manitoba, riso, orzo, segale, avena) del Molino Grassi
  • 20 ml di olio extravergine di oliva
  • sale (due pizzichi)
  • semi di papavero

ore 20.30

Sciogliete il lievito madre rinfrescato con l’acqua dopodiché unite la farina e le carote grattugiate (vi consiglio di utilizzare carote di qualche giorno o comunque di non grattugiarle troppo finemente per evitare che rilascino acqua). Lavorate per qualche minuto dopodiché formate una palla e lasciate riposare in una ciotola per 30 minuti coperta con uno strofinaccio da cucina pulito ed umido.

ore 21.00

Trascorso questo tempo unite gradualmente all’impasto l’olio facendolo assorbire a mano a mano dalla massa ed aggiungete da ultimo il sale ed i semi di papavero (2-3 cucchiai circa). Fate riposare altri 30 minuti nella stessa ciotola coperta con lo strofinaccio.

ore 21.30

Trascorso questo tempo fate tre giri di pieghe a quattro a distanza di mezz’ora l’una dall’altra. Dopo l’ultima piega riponete l’impasto nella ciotola, coprite con della pellicola oliata e lasciate lievitare tutta la notte.

ore 7.00 del giorno successivo

Dividete l’impasto in 7 palline di cui una leggermente più grande delle altre che fungerà da centro del fiore (ne avanzerà un po’…con questa io ho fatto un panino) che disporrete su una teglia foderata con carta da forno a forma di margherita. Lasciate lievitare per 2 ore nel forno spento con la lucina accesa.

ore 9.00

Riscaldate il forno al max. Ponete un padellino di metallo vuoto sul fondo

Spennellate la superficie con dell’olio e decorate con i semi di papavero.

Versate velocemente nel pentolino mezzo bicchiere d’acqua o qualche cubetto di ghiaccio ed infornate immediatamente il pane facendolo cuocere per i primi 15 minuti alla massima temperatura dopodiché abbassate a 220° C e cuocete per altri 15 minuti. Riducete ulteriormente a 200° e portate a cottura (a me sono serviti in tutto una quarantina di minuti).

Estraete dal forno e fate raffreddare su una gratella.

pane margherita alle carote (19)

‘DAISY’ MULTIGRAINS BREAD WITH CARROTS AND POPPYSEEDS

  • 100 gr sourdough starter refreshed and mature
  • 200 gr warm water
  • 150 gr organic carrots (coarsely grated)
  • 400 gr multigrains flour
  • 20 ml extra virgin olive oil
  • salt (two pinches)
  • poppy seeds

8.30 p.m.

Dissolve refreshed sourdough in warm water then add the flour and grated carrots (I recommend you not to grate them too finely to prevent water release). Knead for a few minutes then form a ball and let rest for 30 minutes in a bowl covered with a clean, damp kitchen towel.

9 p.m.

Add gradually the oil leaving the dough the time to absorb it then add the salt and the poppy seeds (about 2-3 tablespoons). Let rest for another 30 minutes in the same bowl covered with a towel.

9.30 p.m.

Make three series of four-folds at a distance of half an hour from each other. After the last fold transfer the dough into the bowl, cover with oiled plastic wrap and let rise all night at room temperature.

7.00 am the next day

Divide the dough into 7 balls, making a slightly bigger one to be used for the center of the daisy. Line a baking sheet with parchment paper and place the other 6 rolls round like the bigger one as to form a daisy. (with the excess dough I made a roll). Let rise for 2 hours in the oven with the light on.

9.00 a.m.

Preheat the oven to max temperature. Place an empty metal pan on the bottom. Gently brush the surface with oil and sprinkle with poppy seeds.

Pour quickly into the saucepan half a glass of water or a few ice cubes and bake immediately the bread. Cook for the first 15 minutes at the maximum temperature then lower to 220 ° C and bake for another 15 minutes. Reduce further to 200 ° and cook until Golden brown and crispy (totally it took me 40 minutes).

***

Questa ricetta va alla raccolta mensile di Panissimo di Sandra e Barbara che questo mese raccoglie tutte le ricette nel suo blog Bread & companatico

nuovo italia

Panettoncini al miele e pecorino…le mie Marche in tavola

panettoncini al miele e pecorino  (35)

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Appartengo ad una generazione che non ha dovuto fare i salti mortali per trovare un lavoro. Anzi, ricordo che quando, 5 giorni dopo esser stata acclamata dottoressa, ricevetti quella famosa telefonata da Porto San Giorgio restai un po’ basita perché dopo tutta la fatica fatta a scrivere centinaia di pagine di tesi mi sarei goduta volentieri qualche giorno di vacanza.

Le cose facili però non mi sono mai piaciute. Così come ho sempre adorato le sfide, non con gli altri …..ma con me stessa.

Sfide che mi hanno portata ad uscire dall’ambiente provinciale e sempliciotto nel quale sono cresciuta per allargare i miei orizzonti, fare nuove esperienze, incontrare volti nuovi e provare a lasciare per la strada la cadenza che mi accompagna dalla nascita. Tutto bello, bellissimo, direi eccitante fino a quando hai un lavoro che ti appassiona, che ti ruba ore al sonno senza neanche accorgertene, che ti porta a lavorare anche il fine settimana. Tutto bello fino a quando questo lavoro perde a poco a poco di significato e, quasi in contemporanea, arriva un cucciolo d’uomo a stravolgerti la vita.

Ho lasciato che passassero 11 lunghi anni prima di convincermi di amare profondamente la terra nella quale sono nata e cresciuta, di amare le sue sfumature di colore che vanno dal blu intenso del mare Adriatico alle verde prato delle pianure, al quello ulivo delle colline, fino al verde bosco della dorsale appenninica; di amare i prodotti straordinari che mani umili e, al tempo stesso, sapienti sono riuscite a creare ed a custodire per generazioni.

La ricetta di oggi la voglio dedicare alla mie Marche e con essa voglio celebrare alcune delle sue eccellenze gastronomiche: il farro, il pecorino e il miele.

Quale miglior occasione il contest ‘Blogger love Qb’ di Valentina di Nonsolopane che, grazie alla collaborazione con il Molino Grassi,  ci ha dato la possibilità di ricevere a casa due confezioni della loro linea di farine biologiche Qb (Qualità bio) in commercio dal 2012 ed ottenute miscelando grani antichi con grani moderni.

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Il pacchettino che mi è arrivato nei giorni scorsi conteneva la Einkorn e la Multicereali…..direi che non poteva andar meglio visto che oramai sapete che sono una tipa ‘integrale’ e che snobbo altamente tutti i prodotti raffinati.

Avendo già deciso di reinterpretare una ricetta tradizionale tipica del periodo pasquale, la pizza di formaggio (che trovate qui nella sua versione originale), la scelta della Einkorn, un mix di farro integrale monococco e di farina di tipo 1, è stata quasi obbligata. ‘Il farro piccolo o monococco fu tra i primi cereali coltivati dall’uomo, nelle zone più orientali del Mediterraneo. Lo fu sino al 3.000 a.C., quando fu gradualmente sostituito da farro dicocco e farro spelta, in grado di garantire raccolti più abbondanti. Questo cereale possiede un alto contenuto in carotenoidi che uniti alla ricchezza di sali minerali della farina di tipo 1, garantisce particolari aspetti nutrizionali e antiossidanti’ (tratto dal blog di Valentina).

Le Marche sono infatti uno dei primi produttori nazionali di farro e questo straordinario cereale fa la sua comparsa, integro nel suo chicco oppure sotto forma di farina, in molte ricette regionali.

Quando si è trattato di scegliere gli altri due ingredienti non ho faticato molto a trovare due eccellenze a pochi kilometri da casa. Del pecorino vorrei dirvi di più ma mi rammarico di non conoscere il produttore mentre per quanto riguarda il fantastico miele di acacia che ho utilizzato vi parlerò presto perché nei giorni scorsi ho conosciuto Giorgio, custode di oltre 24.000.000 di api.

I panettoncini sono frutto della mia rielaborazione perché questa ricetta nasce nella versione originale sotto forma di pane e viene proposta dall’Agriturismo ‘Il Giardino degli Ulivi’ di Castelraimondo (MC), un luogo assolutamente da visitare sia per la suggestività degli ambienti che per la cucina.

La dolcezza del miele smorza la nota pungente del pecorino facendo risultare questo pane molto più delicato di quello tradizionale. L’aglio in superficie (che nel pane intero andrebbe lasciato a spicchi con tutta la camicia) lascia un aroma unico ed inebriante.

L’abbinamento ideale è con i salumi…io, restando in zona, vi consiglio il salame di Fabriano o il ciauscolo…se, come la sottoscritta, non mangiate insaccati gustateli con un piattino di erbe di campo (cicoria, crespigne, tarassaco, grugni) lessate e ripassate in padella con aglio e peperoncino.

Amanti della pasta madre rassegnatevi perché per questa volta ho lasciato il mio Pastrocchio nel frigo e gli ho preferito il lievito di birra visto che il regolamento del contest richiede la realizzazione di lievitati veloci.

Pronti per scoprire la ricetta?

PANETTONCINI AL MIELE E PECORINO con farina EINKORN (per 12 pezzi)

liberamente adattata da ‘Ricette di osterie e di porti marchigiani’ – Slow Food Editore

  • 500 gr di farina Einkorn del Molino Grassi (miscela di farina integrale di farro monococco biologico e farina di tipo 1 di grano tenero bologico)
  • 25 gr di lievito di birra
  • 1/4 di bicchiere di olio extravergine di oliva (quello di casa mia)
  • acqua q.b.
  • 50 gr di pecorino marchigiano stagionato grattugiato
  • 50 gr di pecorino marchigiano semi-stagionato a pezzetti
  • 40 gr di miele biologico marchigiano (acacia, corbezzolo o millefiori)
  • 6 spicchi d’aglio (del mio orto)
  • olio per ungere gli stampini
  • pangrattato di farro

Disponete la farina a fontana incorporandovi il lievito sbriciolato, l’olio, un pizzico di zucchero, poco sale ed il pecorino grattugiato. Unite acqua quanto basta ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.

Lavoratelo per 5 minuti dopodiché unite il pecorino semi-stagionato a pezzetti distribuendoli uniformemente nella massa.

Coprite con un canovaccio umido e lasciate lievitare per oltre 5 ore (io 6) rompendo la lievitazione un paio di volte (cioè rimanipolando la massa in modo che perda i gas della fermentazione).

Terminata la lievitazione, aggiungete il miele amalgamandolo grossolanamente all’impasto. Dividete la massa in porzioni di 70-80 gr (per averli più gonfi potete arrivare anche a 90) che metterete a lievitare  per un’ora in degli stampini di alluminio mono-porzione precedentemente oliati e cosparsi di pangrattato.

Riscaldate il forno a 200° C. Spennellate i panettoncini in superficie con olio e ricopriteli con gli spicchi d’aglio tagliati a pezzetti. Cuocete per 25-30 minuti fino a quando la crosta superiore risulterà dorata.

Mangiate tiepidi o freddi con salumi oppure con un piatto di verdure di campo ripassate in padella con aglio e peperoncino.

***

PANETTONE BITES WITH HONEY AND PECORINO CHEESE (makes 12 pieces)

  • 500 gr organic bread flour (mixture of wholemeal spelt flour and wheat flour type 1)
  • 25 g fresh yeast
  •  1/4 cup extra virgin olive oil
  • water
  • 50 grams aged pecorino cheese (grated)
  • 50 grams semi-mature pecorino cheese (diced)
  • 40 grams organic honey (acacia or wildflowers)
  • 6 cloves of garlic
  • oil for greasing
  • spelt bread crumbs

On a work surface incorporate the crumbled yeast to the flour, then add the extra virgin olive oil, a pinch of sugar, a little of salt and the grated pecorino cheese. Start kneading and add just enough water to obtain a homogeneous and elastic dough.

After the first 5 minutes add the diced semi-mature cheese, distributing it evenly throughout the dough.

Cover with a damp cloth and let rise for at least 5 hours breaking the leavening a couple of times (you just have to knead again the dough so that it loses the fermentation gas) .

After the leavening, add the honey to the mixture mixing coarsely with your hands. Divide the dough into portions of 70-80 gr, shape into balls  and transfer in aluminum molds  (previously oiled and sprinkled with breadcrumbs) to rise.

Preheat the oven to 200 ° C. Brush the top with oil and sprinkle with the chopped cloves of garlic. Bake for 25-30 minutes until the top crust turns golden brown .

Eat warm or cold with salami or with a mix of spring greens sauté with garlic and chilli.

***

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Ricette regionali’ de La Kucina di Kiara

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e alla raccolta di Ricette Pasticcione sul tema Pasquale

Ricette-Pasticcione-M&A

Muffins mandorle e limone {senza burro, senza olio, senza lievito, senza glutine}

muffins mandorle e limone(scroll down for english version)

Ce l’ho fatta.

Non credo di aver mai utilizzato tanti limoni in vita mia quanti ne ho spremuti, grattugiati e tagliati nelle ultime settimane.

Dopo la marmellata e la padellata di triglie (e qualche altra ricettina senza foto) sono – quasi – riuscita a far fuori il carico che ha invaso il mio garage.

Complice anche una triplice infornata di muffins che ha allietato le nostri colazioni per diversi giorni (e per quelli a venire, visto che una parte è finita dritta nel freezer accanto ai cornetti).

Li ho visti da Chiara, che ho scoperto abitare pochi chilometri da me e che ho avuto il piacere di conoscere qualche settimana fa. Devo dire che fa sempre un certo effetto scriversi via web e poi ritrovarsi a parlare di cibo (of course) ma anche di tanto altro davanti a un fumante piatto di spaghetti

Al primo giro sono stata brava ed ho rispettato la ricetta alla lettera.

Al secondo non ho resistito…ma si sa, è più forte di noi bloggers…ed ho provato ad eliminare il burro utilizzando yogurt greco (classico) che avevo in frigo…ero certa che i suoi grassi potessero degnamente sostituire quelli del burro…mi sono sbagliata alla grande…ed infatti è venuto fuori un mappazzone da far indolenzire le mascelle a mangiarlo e che, dunque, vi sconsiglio di replicare.

Al terzo tentativo ho corretto il tiro mettendo yogurt intero al posto di quello greco (ve l’ho detto qualche post fa che sono testarda!) ma mi sono ritrovata senza farina 00 (la uso talmente di rado che mi dimentico di comprarla)…per fortuna un po’ di  farina di riso in dispensa, destinata a dei biscottini mai materializzatisi, che ha finito per trasformare questi muffins in dolcetti 100% gluten free. Visto che c’ero sono andata oltre e, volendo come San Tommaso togliermi un altro dubbio, ho  eliminato il lievito per preferirgli il bicarbonato… ne è bastata davvero una puntina per ottenere dei muffins alti e soffici.

Che ne dite? Vi siete ricreduti dopo tutti quei ‘senza’?

muffin mandorle e limone

Questa ricettina va dritta alle nostre amiche del Gluten Free (Fri)day

100% Gluten Free (Fri)Day

ma anche a Patty di ‘Andante con gusto’ ed al suo meraviglioso contest E’ senza? E’ buono!…come ho avuto modo di scriverti qualche giorno fa, inizio con questi muffins ‘alternativi’ nati un po’ per caso…ma vorrei davvero creare una ricetta ad hoc che rispetti la filosofia della tua amica Pamirilla e della sua pasticceria naturale nella quale credo fermamente.

Corro altrimenti non faccio in tempo per il 31 Marzo!

PRESENTAZIONE

MUFFINS MANDORLE E LIMONE (per 8 pezzi)

  • 130 gr di farina di riso
  • 70 gr di farina di mandorle
  • 125 gr di yogurt intero
  • 150 gr di zucchero di canna chiaro
  • 2 uova
  • una punta di bicarbonato
  • un pizzico di sale
  • succo di 1 limone grande
  • scorza grattugiata di un limone
  • mandorle a lamelle (per me quelle del mio albero, sgusciate e tostate poi tagliate a filetti con il coltello)

In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero. Unite lo yogurt, il succo e la scorza grattugiata del limone ed amalgamate gli ingredienti.

In un’altra ciotola raccogliete tutti gli ingredienti secchi: la farina di riso, la farina di mandorle, il bicarbonato e il sale.

Versate gli ingredienti secchi su quelli liquidi ed amalgamate grossolanamente.

Preriscaldate il forno a 180° C, modalità statica. Versate il composto nei pirottini da muffins, distribuite le mandorle a lamelle in superficie e cuocete per 25-30 minuti.

muffin mandorle e limone

ALMOND AND LEMON MUFFINS – no butter, no oil, no yeast, gluten free (makes 8 pieces)

  • 130 gr rice flour
  • 70 gr Almond flour
  • 125 gr plain yogurt
  • 150 gr white cane sugar
  • 2 eggs
  • pinch of baking soda
  • pinch of salt
  • juice from 1 organic large lemon
  • finely grated lemon zest
  • chopped or sliced almonds

In a bowl beat the eggs with the sugar. Combine the yogurt, juice and grated rind of the lemon and mix well.

In another bowl, drop all the dry ingredients: rice flour, almond flour, baking soda and salt.

Pour dry ingredients over the liquid ones and mix (not too much).

Preheat the oven to 180 ° C, static mode. Pour the mixture into muffin cups, spread almonds on top and bake for 25-30 minutes.

Cantucci integrali alle noci {per Pinocchio}

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E Pinocchio che c’azzecca oggi con il blog? E’ tutta ‘colpa’ di Enrica che essendo la vincitrice del mese di Febbraio del contest ‘Di cucina in cucina’ ideato da Barbara ci ha lanciato una scommessa interessantissima…ideare un piatto ispirato da una fiaba.

Orbene, anche se sono passati più di 6 lustri da quando, bambina, ho preso in mano per l’ultima volta un libro incantato, da mamma (un po’ attempata) di una pulce di due anni lotto praticamente tutti i giorni con una schiera di libri e librottini che vorrei sempre ben in ordine sul mobile della sala ma che finiscono chissà perché sparsi per l’intera casa.

Pinocchio è stato il primo libro che la piccola pulce ha scoperto. Chiedevo a mio marito qualche sera fa perché proprio lui, burattino triste e sfortunato, avessimo scelto per coccolare la piccola pulce prima della nanna o nei momenti nei quali mi serve trovare un diversivo se voglio almeno 10 minuti per cucinare o pulire in pace (e qui aggiungo…santi nonni per chi li ha vicini). Non siamo riusciti a ricordare, fatto sta che Pinocchio ci piace, sappiamo che ha un babbo amorevole chiamato ‘Poggetto’ che lo manda a scuola con la mela (particolare che a noi era completamente sfuggito), che incontra due amici cattivi che gli rubano tutti i soldi e che se disubbidisce un energumeno alto e barbuto di nome Mangiafuoco lo mette nella gabbia.

Ora, dovendo scegliere un piatto che si ispirasse a questa fiaba, e non potendo fare affidamento sullo scarno libricino di 7-8 pagine di cui siamo dotati, mi sono andata a rileggere alcune pagine del libro di Collodi per fermarmi al capitolo XIII…

‘Cammina, cammina, cammina, alla fine sul far della sera arrivarono stanchi morti all’osteria del Gambero Rosso. Fermiamoci un po’ qui, – disse la Volpe, – tanto per mangiare un boccone e per riposarci qualche ora. A mezzanotte poi ripartiremo per essere domani, all’alba, nel Campo dei miracoli.
Entrati nell’osteria, si posero tutti e tre a tavola: ma nessuno di loro aveva appetito.
Il povero Gatto, sentendosi gravemente indisposto di stomaco, non poté mangiare altro che trentacinque triglie con salsa di pomodoro e quattro porzioni di trippa alla parmigiana: e perché la trippa non gli pareva condita abbastanza, si rifece tre volte a chiedere il burro e il formaggio grattato!
La Volpe avrebbe spelluzzicato volentieri qualche cosa anche lei: ma siccome il medico le aveva ordinato una grandissima dieta, così dové contentarsi di una semplice lepre dolce e forte con un leggerissimo contorno di pollastre ingrassate e di galletti di primo canto. Dopo la lepre si fece portare per tornagusto un cibreino di pernici, di starne, di conigli, di ranocchi, di lucertole e d’uva paradisa; e poi non volle altro. Aveva tanta nausea per il cibo, diceva lei, che non poteva accostarsi nulla alla bocca.
Quello che mangiò meno di tutti fu Pinocchio. Chiese uno spicchio di noce e un cantuccio di pane, e lasciò nel piatto ogni cosa. Il povero figliuolo col pensiero sempre fisso al Campo dei miracoli, aveva preso un’indigestione anticipata di monete d’oro.’ (…)

Mi è bastato fare 2+2 ed ecco che un pezzo di noce ed un cantuccio di pane…cioè il pezzo che è nell’angolo e che è tutta crosta (il culetto per intenderci che io adoro e che mi diverto a scovare e sequestrare in qualsiasi cestino di pane mi capiti a portata di mano)…si trasformano in un toscanissimo cantuccio.

Mamma quanti onori a questa fantastica terra che riunisce Enrica, Collodi con il suo burattino e, non per ultima, Maddalena la cui ricetta ho adattato per realizzare queste bontà.

Io forse sono un po’ di parte perché amando i dolci secchi e tutto ciò che fa crock ho una vera e propria passione per i cantucci….evito sinceramente di comprarli per non vederli scomparire nel tragitto supermercato-casa….ma ora che ho la ricetta credo proprio che li farò spesso. Mi piace immaginare Pinocchio farsi conquistare da questo dolcino da osteria che ho reso ancora più rustico utilizzando farina integrale e zucchero di canna.

Non mi è nemmeno saltato per la mente di accompagnarlo con il classico Vinsanto però un’alternativa bambinesca l’ho creata e mi sono divertita a berla…uno smoothie pera-mela che ai tempi di Pinocchio si sarebbe più semplicemente chiamato ‘frutta pesta’.

CANTUCCI INTEGRALI ALLE NOCI (per 27-28 pezzi o due filoncini)

  • 250 gr di farina integrale biologica
  • 200 gr di noci sgusciate e spezzate grossolanamente (del mio albero)
  • 75 gr di zucchero di canna chiaro
  • 40 gr di burro (morbido)
  • 1 tuorlo
  • 2 uova intere piccole
  • 1 pz di sale

Preriscaldate il forno a 180°C.

In una ciotola amalgamate la farina integrale con lo zucchero di canna, unite le uova intere, i tuorli ed infine il sale. Aggiungete quindi il burro a temperatura ambiente. Lavorate bene tutti gli ingredienti e alla fine unite le noci.

Dividete l’impasto in 2 panetti dello stesso peso e formate dei filoncini.

Disponete i filoncini in una teglia rivestita con carta da forno e fate cuocere a 180° per 20 minuti.

Togliete dal forno, lasciate intiepidire cinque minuti, poi tagliate i biscotti in modo trasversale e con uno spessore di 2 – 3 cm.

Disponete i biscotti di nuovo sulla teglia e fate tostare in forno alla stessa temperatura per altri 10-15 minuti fino a quando risulteranno dorati.

cantucci integrali alle noci per Pinocchio

WHOLE-WHEAT AND WALNUTS CANTUCCI BISCUITS (makes 27-28 pieces)

  • 250 gr di organic whole-wheat flour
  • 200 gr walnuts, denutted and coarsely chopped  (from my orchard)
  • 75 gr white cane sugar
  • 40 gr butter (softened)
  • 1 egg yolk
  • 2 whole eggs (small)
  • 1 pinch salt

Preheat the oven to 180 ° C.

In a bowl, mix the whole wheat flour with the brown sugar, add the eggs, egg yolks, and the salt. Then add the butter at room temperature. Mix all ingredients until well combined and finally add the walnuts.

Divide the dough into 2 pieces of the same weight and shape into thin rolls.

Place them on a baking sheet lined with parchment paper and bake at 180° for 20 minutes.

Remove from the oven, let cool for five minutes, then with a bread knife cut into slices about 2/3 cm wide. Arrange on the baking sheet with the cut side up and bake them again for 5-10 minutes.

***

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Di cucina in cucina’ del blog Giorni senza fretta ospitato questo mese da Enrica.

photo-contest-di-cucina-in-cucina

Le boulot 100% semola e semi di zucca a lievitazione naturale…depressi noi?

boulot solo semola

primaveraboulot solo semola(scroll down for english version)

Sembra. Riporto per come è stata pubblicata, ma sembra  che le persone che adorano impastare (e che pur di ottenere una pagnotta dalla crosta super croccante e dalla molica piena di alveoli sono disposte ad alzarsi ad orari folli, a studiare le più sofisticate tecniche di taglio finanche a parlare con il loro lievito madre come se fosse un essere vivente) abbiano sofferto di depressione ed abbiano tentato (magari riuscendoci) di guarire mettendo le mani in pasta.

Provo a riavvolgere la mia vita di qualche mese e rifletto. Pastrocchio si è accasato nel mio frigo il 14 dicembre scorso…è accaduto all’improvviso…dopo due giorni di occhi gonfi per un esito negativo, probabile sulla carta ma fino alla fine inaspettato,  decido di asciugarmi le lacrime ed andare avanti…un messaggio ricevuto da un’amica scoperta tramite il blog…l’incontro in un bar ed il ritorno a casa con un barattolino di lievito madre nella borsetta.

A distanza di 3 mesi mi rendo conto che forse Pastrocchio è stato la mia salvezza e che se non avessi avuto lui per sfogarmi mi sarei iscritta ad un corso di kick-boxing o, ancora peggio, mi sarei messa ad urlare verso il cielo fino a sentire indolenzite le mascelle.

Voi che come me avete ceduto alla lievitazione naturale e che non vi addormentate prima di aver pensato al prossimo vostro pane, cosa ne pensate?

Nel frattempo vi mostro il mio boulot,  il formato scelto questo mese dall’école di boulangerie di Panissimo, che si contraddistingue per un taglio netto che attraversa il pane da un capo all’altro. Ho voluto rifare il pane di semola (che è stato oltretutto il mio primo esperimento con Pastrocchio), evitando questa volta di spezzarla con farina 0 e realizzando dei filoncini perché ho letto essere il formato ideale per preparare crostini.

I semi di zucca dovevano in realtà finire all’interno ma essendomene dimenticata sono andati a decorare sommariamente due dei quattro filoncini…per cadere definitivamente al momento del taglio!

I buchini ci sono…non tanti ma ci sono…avrei solo dovuto cuocerlo qualche minuto in più ma considerato che il forno che ho nella casa di campagna ha luce fulminata e termostato sballato non posso che essere soddisfatta. Tagliato a fette e biscottato (a mo’ di crostino appunto) era buonissimo.

boulot solo semola

boulot solo semola

Questa ricetta va alla raccolta mensile di Panissimo di Sandra e Barbara ospitata questo mese dal Castello di Pattipa.

nuovo italia

FILONCINI DI SEMOLA A LIEVITAZIONE NATURALE CON SEMI DI ZUCCA (per 4 filoncini da 200 gr circa ciascuno)

  • 600 gr di semola rimacinata di grano duro biologica
  • 400 gr di acqua
  • 150 gr di pasta madre rinfrescata e matura
  • 1 cucchiaino di miele (per me malto)
  • 1 cucchiaino di sale
  • semi di zucca

ore 14.00.

Rinfrescate la vostra pasta madre, sciogliendola in metà del suo peso di acqua ed aggiungendo lo stesso peso di farina. Formate una palla omogenea, fate un taglio a croce e mettete a maturare per 3/4 ore.

Nel frattempo fate un autolisi mescolando la farina di semola con 220gr di acqua. Io ho mescolato a mano ma potete utilizzare la macchina del pane (MDP) o l’impastatrice per 3 minuti fino ad ottenere un impasto sbricioloso. Coprite e fate riposare.

ore 18.

In una ciotola spezzettate la pasta madre del peso indicato sopra (quella in eccesso riponetela in un vasetto e mettetela in frigo fino al rinfresco successivo) ed unite la restante acqua (180 gr). Aggiungete la restante semola, il malto ed impastate con MDP o impastatrice per 20 minuti. Dopo 5 minuti unite anche il sale.

L’impasto da molle diventerà liscio, compatto ed omogeneo. Togliete l’impasto dalla MDP/impastatrice e trasferitelo in una ciotola, coprite con la pellicola o un canovaccio umido e fate riposare per un’ora.

ore 19.30.

Infarinate il piano di lavoro e con l’aiuto di una spatola ribaltatevi sopra l’impasto, allargate delicatamente con le mani fino a formare un rettangolo. Fate le pieghe a 3 dividendo idealmente il rettangolo in tre parti lungo il suo lato lungo e piegando le due estremità verso l’interno sovrapponendole. Aspettate una mezz’ora, ruotate l’impasto di 90°, riallargatelo con le mani e ripetete lo stesso procedimento. Girate a questo punto l’impasto affinché la chiusura delle pieghe resti sotto, arrotondate leggermente e mettete in una ciotola unta d’olio.

Potete vedere qui tutti i passaggi fotografici delle pieghe.

Coprite la ciotola con la pellicola e mettete in frigorifero.

Potete lasciare l’impasto in frigorifero quanto volete, una notte o un giorno intero. Fintanto che rimarrà al freddo la lievitazione è infatti sospesa.

ore 8.00 (del giorno successivo).

Tirate la ciotola fuori dal frigo a fate acclimatare l’impasto a temperatura ambiente per 3-4 ore. La scorsa volta l’ho messo nel forno spento con la luce accesa questa volta invece ho tirato fuori la ciotola alle 3.30 di mattina (no comment please…colpa della piccola pulce che si è svegliata a quell’ora ed è voluta venire nel lettone) e l’ho lasciata a temperatura ambiente fino alle 9.30.

ore 13.00 (oppure 9.30 se siete disposte a rimettere la sveglia)

Ribaltate l’impasto su un piano di lavoro abbondantemente cosparso di semola dividetelo in 4 parti; formate dei filoncini come mostrato in questo video disponendoli su una teglia coperta con carta da forno. Bagnate leggermente i semi di zucca e disponeteli sulla superficie.

Lasciate lievitare al caldo per 2-2 1/2 ore quindi incidete il pane con una lametta per rasoio montata su uno stecco per spiedini (vedi video) e lasciate lievitare 30 minuti.

ore 16.00.

Accendete il forno alla massima temperatura, cioè 250°C possibilmente statico e mettete un pentolino sul fondo.

Quando il forno è arrivato a temperatura, versate un bicchiere di acqua presa dal rubinetto nel pentolino ed inserite subito la teglia.

Cuocete per 15 minuti alla massima temperatura poi abbassate la temperatura a 220°C e cuocete per altri 25/30 minuti circa.

Durante gli ultimi 10 minuti lasciate la porta del forno aperta a fessura mettendo un cucchiaio di legno nella chiusura per fare spessore. In questo modo favorirete la fuoriuscita dell’umidità creatasi in cottura.

Il pane è cotto quando ha raggiunto una bella colorazione e bussando sul fondo con le nocche delle mani emette un suono profondo, come fosse vuoto.

Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella.

NATURALLY LEAVENED SEMOLINA LOAVES WITH PUMPKIN SEEDS (making 4 200 gr loaves)

  • 600 grams organic durum wheat semolina
  • 400 grams of water
  • 150 grams of sourdough, refreshed and mature
  • 1 teaspoon of honey (I used malted barley syrup)
  • 1 teaspoon of salt
  • pumpkin seeds

2 p.m.

Refresh the sourdough starter by dissolving it in water, half its weight. Add the bread flour, the same weight of the starter (ex. if you have 100 gr of sourdough starter add 50 gr of water, then 100 gr of flour). Work by hands until a firm ball forms, cut cross-wise with a sharp knife and set aside to rise for 3-4 hours.

Meanwhile  mix together the flour with 220 gr of water. This time I mixed by hands but you can use instead the bread machine or a standing mixer (kneading hook attached) for some minutes until you obtain a crumbly mixture. Cover with clingfilm and set aside to rest.

6 p.m.

In a bowl dissolve 150 gr of mature sourdough starter (store the excess in a jar and refrigerate until the next refresh) and add 180gr of water. Mix in the reserved semolina flour, the malted barley syrup and knead for 20 minutes. After the first 5 minutes add the salt.

After 20 minutes the dough will turn out smooth, compact and omogeneous. Remove it from the bread machine/stand mixer and transfer into a bowl; cover with clingfilm or a damp clean cloth and let rest for an hour at room temperature.

7.30 p.m.

Using a large spatula transfer the dough on a floured working surface. Fold the dough in thirds, like a letter, gently stretching it. Turn the dough 90° and repeat the same procedure. Turn the dough upside down so that folds stay at the bottom. Shape it round-like and transfer into a bowl lightly oiled.

This link shows you how to fold the dough.

Cover with clingfilm and refrigerate. You can leave the dough in the fridge 12 or even 24 hours. As long as the dough remains in the cold leavining is in fact suspended.

8.00 a.m.(the following day).

Take the bowl out of the fridge and keep at room temperature for 3-4 hours. Last time I stored it in the oven with the light on but this time I was waken up by my child at 3:30 a.m. and I just took the bowl out of the fridge and left it on the kitchen table till 9.30 a.m.

1 p.m. (or 9:30 a.m. if you dare waking up during the night)

Transfer the dough on a well floured work surface and divide in four; shape loaves as shown in this video then place them on a baking sheet covered with parchment paper. Wet pumpkin seeds and spread over each loaf.

Let rise in a warm palce for 2-2 1/2 hours then score the bread with a razor blade attached to a skewer (see video indicated above) and let rise again for 30 minutes.

4 p.m.

Preheat the oven to maximum temperature, 250 ° C/482° F preferably static and put a pan on the bottom. When the oven has reached temperature, pour a glass of water into the saucepan and put immediately in the baking sheet. Bake for 15 minutes at maximum temperature then lower to 220 ° C and bake for another 25/30 minutes.

During the last 10 minutes, leave the oven door slightly open by putting a wooden spoon in the closing. This will allow the steam to come out. The bread is cooked when it has reached a nice coloring and knocking on the bottom with the knuckles emits a deep sound, as empty.

Remove from the oven and let cool on a wire rack.

boulot solo semola

Crescia sfojata con gelato di pane integrale per l’MtChallenge #36

crescia sfojata con gelato al pane integrale

(scroll down for english version)

L’ho scoperta 20 anni fa. Durante le prime incursioni in casa dell’allora mio fidanzato, poi divenuto marito. E non l’ho più abbandonata.

E’ il mio dolce, quello che mi rappresenta, quello al quale non potrei mai rinunciare.

E’ il dolce che mia suocera prepara in diverse occasioni di festa o anche solo per darci il benvenuto quando torniamo per qualche giorno nelle Marche. Dire che la sua crescia sfojata è speciale è poco. Io l’ho ammirata (prima di assaggiarla) per anni, le ho anche chiesto più volte la ricetta per poi, volutamente, dimenticarla. Per una questione di rispetto. Lei mi riempie sempre di complimenti, mi dice che preparo piatti che non saprebbe mai rifare…anche se non ci credo, ho sempre lasciato che questo dolce restasse il suo anche perché non ne ho mai assaggiato uno così buono.

Lei lo cuoce rigorosamente nel forno a legna…e questo fa la differenza…la pasta si biscotta e diventa di un bel colore brunito.

Lei usa le mele di casa. Sono frutti di almeno 5/6 diverse qualità, tra le quali prevale la mela rosa dei Monti Sibillini. Non vi sto neanche a raccontare il loro profumo. Quest’anno purtroppo il raccolto è stato modesto (in campagna si prende quello che viene) tantoché mi son dovuta accontentare delle mele Renette trovate al supermercato biologico.

Lei usa le noci dell’albero che è in giardino. Dimenticatevi quelle lucide e giganti della California che troneggiano nei negozi; queste son brutte e raggrinzite ma sono a km zero, raccolte a novembre e lasciate asciugare tutto l’inverno in una cassetta forata riposta in garage.

Lei usa la farina e l’olio extravergine di casa per fare la pasta, conosciuta nelle Marche con il nome di crescia. Lei fa tutto ad occhio…versa la farina poi l’olio ed infine l’acqua che serve ad amalgamare tutti gli ingredienti. Lei ne cuoce 6-7 per volta, grosse ciascuna il doppio della mia, perché quando si accende il forno a legna bisogna riempirlo (e si mantiene caldo per cucinare fino al giorno successivo). E che ve ne fate di tutto quel ben di dio? Un paio di cresce ce le mangiamo fresche tra colazione e merenda, un altro paio prendono la via di casa di amici o dei miei genitori, le altre vengono messe nel congelatore.

Lei non aggiunge marmellata né fichi secchi, né canditi nel ripieno ma non rinuncia ad una generosa spolverata di cannella.

crescia sfojata con gelato al pane integraleQuando ho letto che la sfida di questo mese dell’MtChallenge, lanciata da Mari di Lasagna Pazza, sarebbe stato lo strudel ho avuto un palpito al cuore e solo dopo diversi ripensamenti ho deciso che sarebbe arrivata la volta della mia crescia sfojata.

Strudel MTC

Sapevo in partenza di non poter competere con quello della suocera; però ho fatto del mio meglio per riprodurlo il più fedelmente possibile. L’unica variazione che ho apportato è stata quella di utilizzare al posto dell’uvetta sultanina il Moscato della nostra vigna, appeso dopo la vendemmia ed appassito su un trave della cantina per tutti questi mesi e da me riesumato durante l’ultima incursione in terra marchigiana. Per rinvenirlo ho usato del succo di mela biologico al posto del classico brandy/rum.

Sono però rimasta fedele alla sua forma. Mia suocera invece di arrotolare tutta la sfoglia su se stessa (per evitare di formare un salamone), arrotola separatamente i due estremi per poi ricongiungerli al centro.

Prevedendo la sfida (che scade stasera alle 24…pertanto pubblico sul fotofinish!)l’inserimento di una salsa di accompagnamento ho cercato qualcosa di semplice, che non alterasse l’equilibrio del ripieno dello strudel ma che conferisse allo stesso tempo  un po’ di morbidezza e di cremosità in bocca. Ho scelto un ‘gelato’ di panna farcito con mollica di pane integrale biscottata in forno con zucchero di canna grezzo.

crescia sfojata con gelato al pane integrale

Anche se la mia crescia è ancora lontana secoli dalla sua, sono contenta sia perché uomo grande ed uomo piccolo hanno molto apprezzato, sia perché vi ho fatto conoscere un altro pezzo della mia straordinaria terra.

CRESCIA SFOJATA CON GELATO DI PANE INTEGRALE (per 5/6 persone)

per lo strudel (ricetta di Mari):

  • 150 gr di farina 00
  • 100 gr di acqua calda
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • un pizzico di sale

per il ripieno:

  • 2 mele Renette (circa 400 gr)
  • 15 noci
  • un grappolo di Moscato appassito (in alternativa 60-70 gr di uvetta sultanina)
  • 150 ml di succo di mele bio (in alternativa rum/brandy/sherry)
  • due cucchiai di zucchero di canna
  • un cucchiaio abbondante di cannella in polvere
  • scorza grattugiata di un limone bio

per il gelato (da Gelati edito da Gribaudo-Parragon):

  • 250 ml di panna fresca
  • 50 gr di mollica di pane integrale
  • 30 gr di zucchero a velo
  • 30 gr di zucchero di canna grezzo
  • 1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 1 cucchiaino di rum/brandy/sherry (omesso)

Preparate l’impasto per la sfoglia (seguendo le istruzioni di Mari)

Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora.

Preparate il ripieno.

Riscaldate il succo di mele e versatelo in una ciotola dove avrete messo l’uvetta. Lasciate ammorbidire per una ventina di minuti.

Lavate sotto l’acqua corrente le mele, sbucciatele, toglietene il torsolo, tagliatele a fettine sottili. Mettete le fettine di mela in un recipiente, aggiungete lo zucchero di canna, le noci tritate grossolanamente, l’uva scolata e ben strizzata, la cannella e la scorza del limone.

Riscaldate il forno a 200° C (modalità statica).

Stendete la sfoglia.

Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinatela leggermente, prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia (dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato). Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passate con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.

Disponete sulla sfoglia il ripieno avendo cura di lasciare liberi 2 cm dal bordo.

Aiutandovi con la tovaglia sollevate la sfoglia ed iniziate a rotolarla su se stessa. Fatti un paio di giri, ripiegate verso l’interno anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine (io ho seguito la procedura di mia suocera che è solita arrotolare i due lati opposti verso il centro invece di fare un unico rotolo).

Trasferite delicatamente la sfoglia su una teglia ricoperta di carta da forno, spennellatela con burro fuso ed infornate. Cuocete per 30-40 minuti fino a quando la sfoglia risulterà dorata.

Preparate il gelato.

Preriscaldate il forno a 200° C.

Sbriciolate la mollica, mescolatela con lo zucchero di canna e disponetela su una teglia ricoperta di carta da forno. Fate cuocere per 10-15 minuti fino a quando la mollica comincerà a dorare e lo zucchero a caramellate. Estraete dal forno e fate raffreddare.

In una ciotola montate la panna a neve ferma quindi aggiungete lo zucchero a velo e l’essenza di vaniglia.

Trasferite la panna nella gelatiera per una mezz’ora, unendo 10 minuti prima del termine la mollica tostata con lo zucchero. In alternativa, fate congelare la panna in un apposito contenitore per 1-2 ore dopodiché estraete dal freezer e mescolate con  un forchetta. Rimettete in congelatore per un’altra ora e ripetete fino ad ottenere la consistenza desiderata.

Tagliate lo strudel e servite con una pallina di gelato.

crescia sfojata con gelato al pane integrale

CRESCIA SFOJATA WITH WHOLE GRAIN BREADCRUMBS ICE CREAM (serving 5/6)

for the crust (recipe by Mari):

•  150 gr strong flour
•  100 gr hot water
•  1 tablespoon extravirgin olive oil
•  a pinch of salt

for the filling:
•  2 renette apples (about 400g)
•  15 walnuts
•  a bunch of homedried Moscato grape (alternatively 60-70 gr raisins or sultanas)
•  150 ml of organic apple juice (or rum / brandy / sherry)
•  2 tablespoons  brown sugar
•  1 tablespoon ground cinnamon
•  grated rind of one organic lemon

for the ice cream:
•  250 ml fresh cream
•  50 grams of whole-grain bread
•  30 grams powdered sugar
•  30 grams brown sugar
•  1/2 tsp vanilla extract
•  1 teaspoon of rum / brandy / sherry (optional)

Preparing the dough.
Heat the water (be careful because it does not have to be boiling). Sift the flour into a bowl, add the salt and the oil and pour in gradually the hot water. Stir. When the flour has absorbed all the water, remove the dough from the bowl and begin to knead with your hands on a work surface for a couple of minutes, until the dough turns out soft and slightly sticky. Leave the dough to rest, covered with a damp cloth or foil, for about half an hour.

Preparing the filling.

Heat the apple juice and pour into a bowl where you put the raisins. Let soften for about twenty minutes.

Wash apples under running water, peel, remove the core and cut into thin slices. Put the apple slices in a bowl, add the brown sugar, the walnuts (stoned and coarsely chopped), the raisins well drained, the cinnamon and lemon rind.

Preheat the oven to 180 ° C (static mode).

Rolling out the dough.

Put a clean cloth (preferably washed with soap and rinsed well), linen or cotton, on a table. Flour it lightly, take the dough and begin to flatten it with your hands, then with the aid of a rolling pin. When the dough begins to be thin enough set aside the rolling pin, lift the dough from the table, helping with your hands and, holding it with your knuckles, begin to pull it out by turning it occasionally and making sure that it does not break. The dough should be almost transparent. Place it again on the tablecloth (you should have gotten a sheet of about fifty square centimeters per side). Since the edges are usually thicker, pass with the fingers along the ends of the pastry gently pulling the dough to flatten.

Arrange the filling on the pastry, taking care to leave free 2 cm from each edge.

Helping you with the tablecloth, rais the dough and begin to roll it on itself. Taken a couple of laps, fold inward also the two outer flaps and continue to roll until the end (my mother-in-law rolls two opposite sides toward the center).

Gently transfer the dough on a baking sheet covered with parchment paper, brush with melted butter and bake for 30-40 minutes until the pastry turns golden brown.

Making ice cream.

Preheat the oven to 200 ° C.

Crumble the bread, mix it with brown sugar and arrange on a baking sheet covered with parchment paper. Cook for 10-15 minutes until the crumbs begin to brown and sugar starts caramelizing. Remove immediately from the oven and let cool.

In a bowl, whip the cream until slightly stiff, then add the icing sugar and the vanilla extract.

Transfer the cream into ice cream-machine for half an hour, adding during the last 10 minutes the toasted breadcrumbs. Alternatively, freeze the cream in an freeze-suitable container for 1-2 hours then remove and stir with a fork. Put again in the freezer for another hour and repeat until you get the desired consistency.

Cut the strudel and serve with a scoop of ice cream.

Pane alle olive e acciughe a lievitazione naturale {con lievito madre o di birra}

pane alle olive e acciughe con lm  (18) - Copia

(scroll down for english version)

Vedere una ricetta e restare folgorati. Ultimamente mi capita spesso soprattutto nei confronti dei lievitati.

Ora che sono a casa ho (relativamente) più tempo e riesco a gestire meglio le fasi di lavorazione del pane senza necessariamente dover puntare la sveglia all’alba o fare salti mortali durante la pausa pranzo.

Il pane che vi propongo oggi l’ho visto da Pat qualche settimana fa, poi giovedì scorso è arrivata Claudia con il suo filoncino a ricordarmelo e non mi è rimasto che rinfrescare il mio Pastrocchio e mettermi all’opera.

E’ un pane semplice che possiamo arricchire con quello che più ci piace. Io ho messo olive verdi ed acciughe sott’olio fatte da mia mamma (dopo essere state sotto sale per 3 mesi) perché quelle avevo in dispensa…ma voi potete sbizzarrirvi scegliendo pomodori secchi, speck/pancetta/salsiccia, cipolle o verdure grigliate.

pane alle olive e acciughe con lm

pane alle olive e acciughe con lm

Inserendo elementi sapidi ho eliminato completamente il sale.

Questo pane si presta per essere mangiato anche da solo visto il suo ricco ripieno. Nulla però vi vieta di spalmarlo con un formaggio cremoso oppure di gustarlo con del prosciutto cotto di alta qualità.

La forma che vedete, allungata con tanti tagli trasversali ravvicinati, si chiama coupe saucisson ed è quella scelta questo mese dall’Ecole de boulangerie di Panissimo, ospitata da Sandra di Dolce Forno, al quale partecipo con questa ricetta.

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Non posso certo dimenticarmi di Sandra e Barbara, coloro che hanno creato questo favoloso progetto che unisce panificatori seriali  di tutto il Mondo (non ho esagerato!) come della nostra amica polacca che ospita a sua volta una raccolta di lievitati.

Buon inizio settimana a tutti.

Silvia

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PANE ALLE OLIVE VERDI E ACCIUGHE A LIEVITAZIONE NATURALE

Prefermento idratato all’80%:

  • 20 gr Pasta Madre (liquida, solida o semisolida, va bene tutto),
  • 100 gr di acqua,
  • 130 gr di farina forte
  • una punta di zucchero

Sciogliete il lievito madre nell’acqua, unite lo zucchero e la farina e lasciate 10-12 ore a riposare a non più di 25°C, una notte andrà bene; il prefermento dovrà crescere più del doppio e mostrare un pò di cedimento in superficie.

Nota:
se si vuole usare lievito di birra, preparare il prefermento con 1 gr di lievito a panetto (meno di quello secco) con 110 gr di acqua, 140 gr di farina e una punta di zucchero. Tempi e modalità uguali al lievito madre.

Il giorno dopo (o trascorse le 12 ore):

  • 250 gr di Prefermento (come indicato sopra),
  • 500 gr di farina di grano tenero tipo  (bio),
  • 250 gr di acqua + 50 gr per sciogliere il sale (io ne ho aggiunta pochissima perché il mio impasto era sufficientemente morbido ed ho omesso il sale)
  • 8 gr di zucchero,
  • 15 gr di sale (omesso)
  • 85 gr di olive verdi in salamoia e 10-12 filetti di acciughe sott’olio (scolati ed asciugati)

In una ciotola (o nel recipiente della planetaria) mettete: 250 gr di acqua fredda, il prefermento e lo zucchero e sciogliete bene il tutto facendo anche un pò di schiuma.

pane alle olive e acciughe con lm  (1)

Inserite la farina facendole assorbire bene tutto il liquido, mescolando con una spatola ma senza impastare (autolisi) e lasciate riposare da 20 minuti ad 1 ora (riposo autolitico).

pane alle olive e acciughe con lm  (3)

Trascorso questo tempo potrete iniziare ad impastare in quanto la massa apparirà molto più lavorabile ed estensibile. Aggiungete per ultimo il sale con i restanti 50 gr di acqua (meglio aggiungere l’acqua gradualmente poca alla volta). Quando sarà bello liscio e elastico (incordatura) formate una palla e lasciate riposare coperto per circa 30 minuti.

pane alle olive e acciughe con lm  (4)

Date delle pieghe a tre per rinforzare e ossigenare l’impasto.

Formate nuovamente una palla “pirlando” l’impasto con entrambe le mani sul piano di lavoro.

Mettetelo nuovamente a riposare in un luogo caldo fino al raddoppio di volume della massa ( a me ha impiegato circa 2 ore), coperto con una ciotola a campana.

pane alle olive e acciughe con lm  (10)

Quando l’impasto sarà pronto, appoggiatelo sul piano leggermente infarinato ed allargate delicatamente a formare un quadrato. Ora distribuite uniformemente il condimento da voi scelto sulla superficie (io ho usato olive verdi e acciughe sott’olio ben scolate e tamponate con uno scottex) e delicatamente premetelo sull’impasto.

Arrotolate, prendendo delicatamente con le mani l’impasto, fino a formare un filone. Tenete la chiusura verso l’alto e chiudetela bene pizzicando l’impasto con le dita. Lasciate riposare coperto fino a che non si rigonfia (a me ha impiegato 2 ore).

Cottura:
Riscaldate il forno a 240°C mettendo all’interno un pentolino metallico (dove butterete l’acqua per creare il vapore) e la placca metallica o la refrattaria su cui lo cuocerete.
Quando sarà pronto il forno, ribaltate il pane sul piano di cottura , fate i tagli sulla superficie utilizzando una lametta da barba ed infornate buttando 1/2 bicchiere d’acqua nel pentolino rovente.
Cuocete per 60 minuti complessivi, abbassando la temperatura del forno a 200°C dopo circa 15 minuti dall’inizio. Negli ultimi 10 minuti di cottura, bloccate il portello del forno con un cucchiaio di legno per far uscire l’umidità.
Fate raffreddare su una gratella.

pane alle olive e acciughe con lm

NATURALLY LEAVENED BREAD WITH GREEN OLIVES AND ANCHOVIES

Poolish hydrated to 80% :
• 20 g sourdough ( liquid, solid or semi-solid)
• 100 gr water ,
• 130 gr of bread flour or manitoba
• a pinch of sugar

Dissolve yeast in water, add the sugar and the flour and let stand 10-12 hours (temperature lower than 25° C), eventually all night long; the poolish will double in size and show a bit of subsidence at the surface .

Note:
if you want to use fresh yeast, prepare the poolish with 1 g of yeast (even less if dry) with 110 g of water , 140 grams of flour and a pinch of sugar. Timing and sequence equal to the sourdough.

The next day (or after 12 hours):

• 250 gr of poolish (as indicated above),
• 500 gr of organic wheat flour
• 250 gr + 50 gr of water to dissolve the salt (I added a very little, 5-10 gr, because my dough was soft enough and I omitted the salt)
• 8 grams of sugar,
• 15 gr of salt (in my case omitted becouse of the salty filling)
• 85 gr of green olives in brine and 10-12 anchovy fillets in oil (drained and dried with kitchen paper)

In a bowl (or in the bowl of a standing mixer) put: 250g of cold water, the poolish and sugar and melt until foamy.

pane alle olive e acciughe con lm  (1)

Add the flour stirring with a spatula but without kneading (autolysis) and now let stand from 20 minutes to 1 hour.

pane alle olive e acciughe con lm  (3)

After resting period you will begin to knead, (the dough will be a lot more workable and extensible). Melt the salt in the remaining 50 grams of water then add to the dough a little at a time. When the dough turns out smooth and elastic shape into a ball and let rest covered for about 30 minutes.

pane alle olive e acciughe con lm  (4)

Make some 3-folds to strenghten and oxigenate the dough.

Work the dough with both hands on the work surface for a few minutes then shape into a ball.  Let it stand again in a warm place until doubled in volume (2 hours), covered with a glass bowl.

pane alle olive e acciughe con lm  (10)

When the dough has doubled in size, place it on lightly floured surface and gently roll it out into a square. Evenly spread the chosen topping  over the surface  (I used green olives in brine and anchovies in oil well drained and patted with a sheet of kitchen paper) and gently press it on the dough.

Roll it up gently with your hands into a log. Keep closing on the top and pinch the dough with your fingers. Let stand covered until it has risen again (2 hours).

Preheat the oven and baking tray to 240° C. Put a metal pan on the base of it.
When the oven is hot take out the baking tray and gently turn the bread upside down on it. Make the cuts on the surface using a razor blade and bake throwing 1/2 cup of water in the metal saucepan (this creating the steam helping the crust to be crunchy).
Bake for 60 minutes, lowering the oven temperature to 200° C after the first 15 minutes. During the last 10 minutes keep the door of the oven slightly open by placing a wooden spoon in the door. This will allow the steam to go out.

Let cool on a wire rack.

Swedish cinnamon rolls…è tempo di re-cake e di AUGURI!

cinnamon rolls

(scroll down for english version)

Che dire, anche quest’anno siamo arrivati a Natale.

Sarete tutte (o forse sarebbe meglio dire tutti così non facciamo torto a qualche Signore che si diletta in cucina) già alle prese con i fornelli per deliziare i vostri familiari con ricettine squisite.  Io sono, invece, per una volta in pausa e mi godo i manicaretti di mamma e suocera.

Certo non posso dimenticarmi del mio Pastrocchio e magari contribuirò ai sontuosi banchetti che ci aspettano con pane, crackers e grissini.

Dopo lo scorso post, lunghissimo lo so ma quando si parla di lievitati naturali è vietato andar di corsa, questa volta cerco di rubarvi poco tempo proponendovi una ricettina strepitosa e da fare subito, che dico subitissimo, se siete cannella e cardamomo dipendenti. E soprattutto se vi è piaciuto il mio Orange curd che è finito dritto dritto nel ripieno di queste sofficissime chioccioline.

La proposta viene da Re-cake, l’iniziativa di 5 amiche blogger (Elisa di Fiordicappero, Silvia di Acqua e farina, Sara di Dolcizie, Miria di Dueamicheincucina e Silvia di Tra fornelli e pennelli) alla quale avevo già partecipato nel mese di Ottobre con la treccia con confettura di pesche e rosmarino.

cinnamon rollls - recake3

Si tratta di un dolce tipico dei paesi scandinavi ed in particolare della Svezia, dove prende il nome di kanelbullar e dove gli viene dedicata un’intera giornata di festeggiamenti l’anno (il 4 ottobre).

cinnamon rolls

Poichè il primo esperimento non mi ha del tutto convinta ho provato a rifarle modificando leggermente gli ingredienti e parte della preparazione. Dire che sono divine è poco, soprattutto se mangiate ancora tiepide…o riscaldate il giorno dopo per pochi secondi nel microonde.

Prima ancora che finissero mio marito mi ha chiesto di rifarle presto, magari sostituendo l’orange curd (troppo delicato per lui) con la crema di nocciole. Voi che ne dite?

Vi lascio tornare ai fornelli non prima però di aver augurato a tutti voi ed alle vostre famiglie un sereno, rilassato, spensierato e allegro Natale.

Silvia

cinnamon rolls

SWEEDISH CINNAMON ROLLS (per 18-20 pezzi)

  • 200 ml latte fresco intero
  • 25 gr di lievito di birra fresco
  • 50 gr di zucchero semolato
  • un pizzico di sale
  • semi schiacciati di 10 capsule di cardamomo
  • 75 gr di burro morbido a temperatura
  • 400 gr di farina 00

Farcitura:

  • mezzo vasetto di orange curd
  • 2 cucchiai di zucchero
  • cannella in polvere

Copertura: 

  • 1 uovo
  • granella di zucchero

Riscaldate leggermente il latte in una ciotolina e sbriciolatevi il lievito facendolo sciogliere.

In una ciotola versate la farina, lo zucchero, il sale, il cardamomo ed il burro tagliato a tocchetti. Unite il latte ed iniziate ad impastare (io ho utilizzato la mdp, programma impasto 14 minuti).

Fate lievitare per almeno mezz’ora in un posto caldo ed al riparo da correnti d’aria (coprite eventualmente con pellicola o un panno da cucina).

Quando l’impasto sarà lievitato trasferitelo su un piano di lavoro leggermente infarinato e con l’aiuto di un mattarello stendetelo ad uno spessore di 1/2 cm formando un rettangolo.

Ricoprite metà di impasto con l’orange curd, spolverizzate con lo zucchero ed la cannella (io ho fatto ad occhio mettendone abbastanza da coprire l’impasto). Lasciate almeno 1 cm dal bordo. Ripiegate la parte libera sopra a quella farcita ed appiattite leggermente con il mattarello.

Ricavate delle strisce larghe circa 4 cm; dopodiché ricavate da ciascuna striscia due o più pezzi della lunghezza di 13-14 cm. Arrotolate ciascun pezzo su se stesso e posizionatelo in dei pirottini per muffins che lascerete lievitare (io in forno spento con la luce accesa) per ulteriori 30 minuti.

Riscaldate il forno a 225°C. Spennellate i rolls con l’uovo leggermente sbattuto e decorate con lo zucchero in granella. Cuocete per 10-12 minuti fino a quando i rolls risulteranno ben dorati.

Servire tiepidi.

cinnamon rolls

SWEEDISH CINNAMON ROLLS (making 18-20 buns)

  • 200 ml fresh milk
  • 25 gr fresh yeast
  • 50 gr granulated sugar
  • a pinch of salt
  • ground seeds from 10 cardamom pods
  • 75 gr soft butter
  • 400 gr plain flour

Filling:

  • 1/2 jar of orange curd
  • 2 tablespoon sugar
  • ground cinnamon

Topping: 

  • 1 egg
  • nib sugar

In a small bowl slightly heat the milk and crumble the yeast; mix well until dissolved.

In another bowl combine the flour, sugar, salt, cardamom and butter cut into chunks. Add gradually the milk and begin to knead (I used the bread machine, kneading program 14 minutes).

Let rise for at least half an hour in a warm place (cover eventually with clingfilm or a kitchen towel).

When leavened transfer the dough on a lightly floured surface and using a rolling pin roll it out into a rectangle (thickness 1/2 cm).

Spread the orange curd on half of the dough, sprinkle with sugar and cinnamon (a generous amount). Leave at least 1 cm from each edge. Fold the loose part onto the stuffed one and slightly flatten with a rolling pin.

Cut into 4cm wide logs then cut each log into 14-cm long pieces. Roll each piece on itself and place in cake paper molds. Let the dough rise another 30 minutes (I put the rolls into the oven, heat off and light on).

Preheat the oven to 225° C/440°F. Brush the rolls with and egg, lightly beaten with a fork, and pour nib sugar on top. Bake for 10-12 minutes until the rolls become golden brown.
Serve warm.

cinnamon rolls

Arance a catinelle…ci scappa una coccola all’ORANGE CURD e pure un’intervista

orange curd

(scroll down for english version)

Lo scorso anno, il primo al nido per la pulce, l’apparecchio dell’aerosol (travestito simpaticamente da mucca) è stato sempre a portata di mano.

Febbre, tosse, raffreddore, otite….non ci siamo fatti mancare proprio nulla.

Come succede sempre in questi casi, la pulce (ribattezzata dalle zie piccolo untore) se l’è cavata abbastanza in fretta; un po’ meno la sottoscritta che, stressata e debilitata, ha passato più giorni in pantofole che in ballerine (i tacchi a spillo sono ahimè relegati nella scarpiera perché il sollevamento pesi del mio cicciobello in precario equilibrio non è affatto gradito al ginocchio operato nè alla mia schiena da prossima quarantenne).

Quest’anno però ho giocato d’anticipo! E quando il Gas locale ha aperto l’ordine delle agrumi mi sono catapultata a compilare il foglio excel per prenotare ben 30 chili di arance. Ora sì è vero che sarebbe mia intenzione non farmi abbattere dai malanni di stagione ma 30 chili sono davvero tanti.

Una parte li ho distribuiti ai miei genitori e a mia sorella ma il resto va fatto fuori in fretta perché essendo provenienti da coltivazione biologica non hanno conservanti e deperiscono in fretta.

Dopo spremute a go-go, insalate di finocchio-arance-olive una sera sì ed una no, marmellata con le scorzette (la mia preferita) è toccato all’orange curd. Mi è bastata una pausa pranzo a casa, la tv sintonizzata sul canale 411 per imbattermi in Camilla e le sue originali conserve e decidermi di provare questa coccolosissima e vellutata crema all’arancia.

orange curd

Chi è stato in Inghilterra non può non aver assaggiato il curd, che nella versione tradizionale vede i limoni al posto delle arance. Magari più avanti vi racconterò delle mie avventure a Londra da diciannovenne ed i barattolini di curd (e burro d’arachidi) che ho fatto fuori con il pane tostato nelle sere di babysitting, dopo aver messo a letto i tre pargoli.

Pochi ingredienti per un risultato strepitoso ed una bellissima idea regalo per le prossime festività.

Ma si mangia solo spalmato sul pane si chiederà qualcuno? Certo che no, potete metterlo in una crostata al posto della confettura, all’interno dei muffins, nelle brioches; ancora, potete servirlo con i pancakes oppure con gli scones, potete farcirci delle tartellette di pasta frolla.

Nel prossimo post…oramai affezionata alla saga del dolce…vi farò vedere dove è finito il mio lemon curd.

orange curd

E l’intervista cosa c’entra?

Chiara del blog ‘La voglia matta mi ha scovata ed ha voluto inserirmi nella sua rubrica Blogs got talent riservata ai blog emergenti che secondo lei meritano di essere scoperti e visitati.

blogs got talent

Vi invito a fare un salto da lei sia per leggere il trafiletto che riassume la mia vita, il mio essere e le mie passioni (che, se passate di qui regolarmente, dovreste conoscere già) ma anche per sbirciare le sue proposte in cucina e trovare nuovi spunti…a partire magari dalla cena di questa sera.

ORANGE CURD nella versione di Camilla (per 3 barattoli da 200 ml)

  • 6 arance biologiche
  • 180 gr di zucchero semolato
  • 180 gr di burro
  • 6 uova medie (a temperatura ambiente)

Grattugiate 3 delle arance e tenete le scorzette da parte (io taglio le bucce con il pelapatate e poi le riduco a striscioline con il coltello).

Spremete tutte le arance e trasferite il succo in una ciotola posta a bagnomaria su una pentola con acqua già calda. Unite le scorzette, lo zucchero e il burro tagliato a tocchetti. Rimestate con una frusta fino a quando si saranno sciolti.

A questo punto unite le uova gradualmente, una alla volta, attendendo tra una e l’altra che il composto abbia ben assorbito l’uovo precedente. Rimestate sempre.

La fiamma deve essere medio/bassa altrimenti le uova rischiano di stracciare e vi ritroverete con una frittata. Cuocete per qualche minuto fino a quando il composto inizia ad addensare.

Versate ancora caldo in barattoli di vetro precedentemente sterilizzati, sigillate e fate raffreddare. Riponete in dispensa per 3 mesi. Una volta aperto il barattolo va conservato in frigorifero ed utilizzato entro qualche giorno.

orange curd

(lo spicchio di arancia lo ha gettato la pulce quando si è accorta che stavo fotografando) 

ORANGE CURD (makes 3 200-ml jars)

  • 6 organic oranges
  • 180 gr granulated sugar
  • 180 gr butter
  • 6 medium eggs (lukewarm temperature)

Grate zests from 3 oranges and set aside (I am deeply in love with orange zests and I rather prefer to peel them and cut zest by knife into small stripes).

Squeeze juice from all the oranges and transfer in a bowl on a doubleboiler. Add the zests, the sugar and the butter cut into small chunks. Whisk thoroughly until they are melted.

Break eggs, one at a time, and pour into the bowl going on stirring. Add another egg only when the previous has been absorbed by the batter.

Be sure heat is medium/low otherwise eggs scramble and turn out into a frittata. Cook for some minutes until the batter starts thicking.

Pour the curd into previously sterilized jars, seal and cool to room temperature.

Store in a dry and cool place  up to 3 months. Once opened the jar must be kept into the fridge and eaten within a few days.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Idee gustose per un regalo’ del blog Idee in tavola

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e al contest ‘A Chistmas gift’ del blog Simo love cooking

Christmas gift LOVE COOKING

e al contest ‘Regalami un dono goloso’ del blog Biscotti rosa e tralala

hhcj

Ancora dolce, ancora biscotti…frollini all’olio nuovo e nocciole {senza uova}

Frollini all'olio nuovo e nocciole

(scroll down for english version)

Gli amanti del salato mi perdoneranno ma ho bisogno di recuperare un po’ di zuccheri. Se consideriamo poi il fatto che a pranzo e cena non ho tempo di fotografare i piatti – ultimamente molto frugali – che finiscono sulla tavola, non mi resta che puntare su colazione e merenda scegliendo dei dolcetti che accontentino i gusti di tutti i componenti della mia piccola tribù (anche se avrete ormai capito che uomo grande e uomo piccolo non rifiutano mai il cibo).

La settimana scorsa mi sono fatta tentare da questi biscotti che ho trovato nel blog di Monica e che solo a vederli mi hanno fatto venire l’acquolina in bocca. Lei li chiama ‘the perfect biscuits’ perché piacciono davvero a tutti e sono leggeri-leggeri (sue testuali parole)…io ed i miei assaggiatori non possiamo che confermare! Sono piaciuti persino a mia cognata che, da acuto ingegnere, scompone ogni cibo in proteine-carboidrati e grassi.

Sono facilissimi da fare (tenete conto che io ho impastato, steso e coppato i biscotti mentre parlavo al telefono con la mia amica Monia…la quale è in trepidante attesa di questa ricetta e delle sue foto) e si conservano per tanti giorni, se non li fate fuori prima, chiusi in una scatola di latta.

Ho leggermente adattato la ricetta di Monica utilizzando nocciole tostate (che danno un aroma ancora più intenso), l’olio extravergine nuovo delle mie piantine e cioccolato fondente tagliato al coltello al posto delle gocce.

Non scoraggiatevi se l’impasto vi sembra liquido (vista anche l’assenza di uova). Con pochissima pazienza riuscirete ad ottenere una golosissima palla di ‘frolla’ al cacao. Vi dico solo che quando ho pubblicato in Instagram la foto della ciotola (che trovate più in alto alla vostra destra) elencando tutti gli ingredienti che vi avevo messo dentro si è scatenato il finimondo.

{In questi giorni sono un po’ assente dai vostri blog però, ad uno stato d’animo in lento ma graduale miglioramento, si è aggiunto un black-out della posta elettronica, e in alcuni momenti anche di Internet, che mi hanno impedito di venirvi a trovare. Se Alice fosse così gentile da tornare tra noi, passo a lasciarvi un saluto!}

Frollini all'olio nuovo e nocciole

FROLLINI ALL’OLIO NUOVO E NOCCIOLE {senza uova} – per circa 60 biscotti

  • 100g zucchero di canna chiaro (o semolato come la ricetta originale)
  • 100g nocciole tostate tritate grossolanamente
  • 300g farina 00
  • 80g olio extravergine di oliva (per me l’olio nuovo di casa mia)
  • 40g cacao amaro in polvere
  • 100g cioccolato fondente tagliato in scaglie (o gocce di cioccolato)
  • 20g lievito
  • latte q.b. (io mezzo bicchiere circa)

In una ciotola mettete la farina ed aggiungete tutti gli ingredienti.

Se l’impasto dovesse risultare troppo asciutto aggiungete gradatamente del latte.

Riscaldate il forno a 180° C.

Stendete la pasta non troppo sottile tra due fogli di carta da forno (così evitate di sporcare piano di lavoro e mattarello) e coppate i biscotti nella forma desiderata.

Trasferiteli su una teglia ricoperta di carta da forno e cuoceteli in forno (Monica scrive ventilato, io ora che ci penso ho utilizzato lo statico) a 180° per 15 minuti. Se i biscotti sono sottili hanno bisogno di una cottura minore.

Conservate in una scatola di latta fino ad una settimana.

Frollini all'olio nuovo e nocciole

HAZELNUTS AND FRESHLY PRESSED OLIVE OIL COOKIES (no eggs)
(makes around 60 cookies)
  • 100g cane sugar(or granulated)
  • 100g roasted hazelnuts (coarsely chopped)
  • 300g plain flour
  • 80g olive oil (I used freshly pressed olive oil from my orchard)
  • 40g cocoa powder
  • 100g dark choccolate cut by knife into small pieces (or chocolate chips)
  • 20g baking powder
  • milk (for me half a glass)

In a bowl pour the flour then add all the other ingredients.

Work by hand; if the batter looks too dry add, little by little, some milk.

Preheat the oven to 350° F.

Roll it out, not too thin, between two sheets of parchment paper then cut the biscuits using your favourite cutter.

Transfer on a baking sheet lined with parchment paper and bake for 15 minutes (or less if you like crispy and thin cookies).

Store in an air-tight box up to a week.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Idee gustose per un regalo’ del blog Idee in tavola

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e al contest ‘A Chistmas gift’ del blog Simo love cooking
Christmas gift LOVE COOKING

Tartufini al cocco con cioccolato, zenzero candito e pistacchi

coconut macaroons

(scroll down for english version)

Ci ho creduto fin dal primo giorno e sperato ogni istante delle ultime settimane che un altro miracolo potesse avverarsi. Purtroppo non è andata come avrei voluto.

Incasso con le lacrime agli occhi la sconfitta. Lo sguardo è assente, la mente vuota in attesa di riempirsi di chissà quali pensieri.

Mi sento come se un carro armato mi avesse travolta. Vorrei rinchiudermi nel mio mondo ma preferisco alzarmi ed affrontare la realtà, farmi coccolare dai miei due uomini, mangiarmi finalmente una bella fetta di torta, cucinare.

Ci metterò qualche giorno a tornare quella di prima, a far scomparire la malinconia e la delusione dai miei occhi, a ritrovare un equilibrio interiore.

Ce la farò. Ce l’ho fatta in passato e non posso non farlo ora. Mi è sufficiente guardare la pulce per prendere coraggio e guardare avanti.

Magari mi aiuto con un dolcino. Non con quello che vedete nelle foto però perché è finito, una buona parte durante la festa della pulce e la restante nel sacchettino take-away che ho donato all’amica Zulma, rimasta a bocca aperta dopo il primo assaggio.

coconut macaroons

C’è chi li chiama macaroons chi rochers, io ho preferito il termine tartufini per evocare qualcosa di piccolo ma con un elevato coefficiente di golosità.

Cocco. Cioccolato. Frutta secca e candita.

Quando li ho visti in Pinterest, li ho pinnati all’istante. Mi sono fatta intrigare dalla copertura vellutata del cioccolato cui si aggiunge la nota crunchy della frutta secca. La ricetta originale la trovate qui nel blog di Josephine.

Non amo la frutta candita ma visto che non avevo mai mangiato lo zenzero preparato in questo modo ho deciso di provare. Diciamo che gli do un 6, perché se è vero che la sua nota pungente smorza in parte la dolcezza del cocco rimane per i miei gusti un po’ troppo stucchevole.

coconut macaroons

TARTUFINI AL COCCO CON CIOCCOLATO, ZENZERO CANDITO, MANDORLE E PISTACCHI (dosi per 36 tartufini)

  • 180 g cocco grattugiato
  • 3 uova medie
  • 90 g zucchero semolato
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia (o in polvere)
  • buccia grattugiata di un limone bio
  • 37 g  burro (o olio di cocco) fuso
  • pizzico di sale

Copertura:

  • 100 g cioccolato fondente all’85%
  • 1 cucchiaio di burro
  • latte
  • pistacchi salati e sgusciati
  • mandorle a lamelle
  • 4-5 pezzi di zenzero candido (o frutta tropicale secca come melone e mango)

Riscaldate il forno a 180° C

In una ciotola mescolate insieme le uova, lo zucchero, la vaniglia, le scorze di limone grattugiate ed il sale fino ad ottenere un impasto leggermente montato.

Aggiungete il burro fuso ed il cocco e lasciate riposare per 10-15 minuti fino a quando il cocco avrà assorbito i liquidi e l’impasto diventa più sodo. Con l’aiuto di un cucchiaio prendete un po’ di impasto e modellatelo con il palmo della mano in un piccolo cono. Trasferitelo in una teglia ricoperta di carta da forno. Procedete allo stesso modo con il resto dell’impasto.

Infornate per 12 minuti e togliete dal forno non appena cominciano a diventare dorati. Non cuoceteli troppo altrimenti diventeranno duri.

Trasferite i tartufini su una griglia e fate raffreddare completamente.

Sciogliete il cioccolato con il burro a bagnomaria ed aggiungete un po’ di latte se necessario. Tritate finemente i pistacchi e lo zenzero candito.

Immergete i tartufini uno ad uno nel cioccolato dalla parte della base quindi posizionateli con la punta in basso su una gratella o una teglia. Spolverate con i pistacchi, le mandorle e lo zenzero e lasciate asciugare.

Si conservano in frigorifero per una settimana.

coconut macaroons

COCONUT MACAROONS WITH CHOCOLATE, CANDIED GINGER, ALMONDS E PISTACHIOS (makes around 36 macaroons)

  • 180 g grated coconut
  • 3 medium eggs
  • 90 g granulated sugar
  • 1 teaspoon ground vanilla
  • zest from 1 organic lemon
  • 37 g  butter (coconut oil) melted
  • a pinch of salt

Coating:

  • 100 g dark chocolate
  • 1 teaspoon butter
  • milk
  • pistachio nuts, salted and unshelled
  • almond slices
  • 4-5 pieces candied ginger (or dried tropical fruit, as melon and mango)

Preheat the oven to 350° F. Whisk together eggs, sugar, vanilla, lemon zest and salt until foamy. Mix in melted butter and coconut and let it rest for 10-15 minutes until the coconut has soaked up the liquid and the batter is more firm. Spoon up a small tablespoon of batter and using your palm shape a little cone. Transfer on a lined baking rimmed pan. Proceed with the rest of the batter. Bake for 12 min, remove as soon as they are starting to get golden. Do not over bake them since they will get very dry. Transfer the macaroons onto a wire rack and let them cool completely. Melt chocolate and butter in a double boiler. Add some milk if necessary. Finely chop the pistachios and the ginger. Dip the bottom of the macaroons in the melted chocolate (preferably 2 times) and place them point end down on a wire rack.  Sprinkle with ginger/pistachio/almond and let them dry completely. Store the macaroons in the fridge for up to a week.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Idee gustose per un regalo’ del blog Idee in tavola

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e al contest ‘Voglia di piccolo’ del blog Un’altra fetta di paradiso

4_ piccolo contest

e al contest ‘A Chistmas gift’ del blog Simo love cooking

Christmas gift LOVE COOKING

Tortilla burger con Provola delle Madonie e salsa di yogurt allo zafferano…la merenda del campione

tortilla burger

(scroll down for english version)

Da sempre gli opposti si attraggono.

Polo positivo e polo negativo. Bianco e nero. Giorno e notte.

La Greg e l’hamburger. Sì avete capito bene…

L’unico esemplare addentato in vita mia ha avuto un destino crudele: scomposto come un puzzle, scartato prima il pane molliccio poi salsa e cetriolino per mangiare la sola ciccia. Mi chiedo sempre chi abbia avuto la (malaugurata) idea di inventare il ketchup, senza il quale i ragazzi di oggi sembrano incapaci di addentare un panino o di ingurgitare patate fritte e pizza.

Mai preparato in casa un burger (men che meno entrato in versione take-away) fino a qualche giorno fa. L’occasione il rientro del maritino dalla gara di golf con una fame da lupo e la voglia di sorprenderlo con un piatto che mai si sarebbe aspettato dalla sottoscritta.

Niente carne però questa volta, ma una tortilla di patatas a contaminare un burger particolare, croccante all’esterno e morbido all’interno (ma nulla a che vedere con il molliccio), un pane che non sa di alcool ma piuttosto di rustico per esser fatto con una farina tipo 2. Un pane a lunga lievitazione e salutare con tutti quei semini oleosi sopra.

Come nel più degno dei burgers non poteva mancare un cuore filante; ho scelto la Provola delle Madonie, scovata in un negozietto di prodotti siciliani, al posto della massa indicibile di scarti della lavorazione del formaggio che solitamente si trova in un panino farcito (perché di questo, ahimé, sottilette ed affini sono fatte, tanto da non meritare menzione nella categoria dei formaggi).

Per finire il tocco crunchy degli anelli di cipolla rossa del mio orto e la nota cremosa della salsa di yogurt allo zafferano. Mi raccomando utilizzate, se li avete, gli stimmi perchè non hanno paragone con la polvere e sprigionano un aroma indescrivibile….qui da me nessun negozio  sembra averne pertanto, in attesa di comprarlo in internet o di scovarlo in qualche fiera, mi sono dovuta accontentare di quello in polvere.

tortilla burger

BURGER INTEGRALI CON TORTILLA DI PATATE, CIPOLLE ROSSE E SALSA DI YOGURT ALLO ZAFFERANO

per i panini (ne vengono 8):

  • 200 gr di farina manitoba
  • 220 gr di farina di grano tenero tipo 2 macinata a pietra
  • 3/4 cucchiaio di lievito secco
  • 1 tazza di acqua tiepida
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 3 cucchiai di malto d’orzo (o miele)
  • 1 uovo + 1 per la superficie
  • 1 e 1/2 cucchiaino di sale
  • semi di lino
  • semi di papavero
  • semi di sesamo

per la tortilla (a testa)

  • un uovo
  • un patata media
  • 2 cucchiai di latte
  • sale
  • pepe
  • olio extravergine di oliva

per guarnire:

  • cipolla rossa
  • lattughino o misticanza
  • yogurt bianco o greco
  • Provola della Madonie (non stagionata) a fettine
  • 1/2 bustina di zafferano (se avete gli stimmi utilizzate quelli!)

Iniziate il giorno prima preparando i panini.

In una ciotola (o nel contenitore della planetaria usando il gancio per impasti) miscelate le due farine, il lievito ed il sale. Aggiungete gli ingredienti liquidi – olio, uovo, malto d’orzo e acqua tiepida – e con l’aiuto di una forchetta amalgamateli fino ad ottenere un composto omogeneo. Trasferite su un piano di lavoro e lavorate con le mani per qualche minuto (se utilizzate la planetaria sostituite il gancio a foglia con quello uncinato e fate andare per 5-6 minuti).

Quando l’impasto avrà assunto le sembianze di una palla trasferitelo in una ciotola grande leggermente oleata e lasciatelo lievitare per 12 ore. Rimuovete a questo punto l’impasto e dividetelo in 8 parti uguali, dandogli la forma arrotondata e tirando la pasta due lati alla volta verso il basso. Disponete su una teglia ricoperta con carta da forno, coprite con uno strofinaccio pulito e lasciate lievitare per un ora circa.

Riscaldate il forno a 200°.

Sbattete l’uovo rimasto e spennellatevi la superficie dei panini, ricoprite quindi con i semi di lino, sesamo e papavero.

Cuocete in forno per 20-25 minuti.

Estraete e lasciate raffreddare su una gratella.

Preparate la tortilla di patate. (all’ultimo perché il suo calore dovrà fondere il formaggio)

In un padellino mettete abbondante olio e disponetevi la patata tagliata a fettine (non troppo sottili). Fate cuocere per qualche minuto fino a quando risulteranno morbide. Salate e pepate. Trasferite su un piattino.

In una ciotola sbattete l’uovo con il latte e salate. Unitevi la patata stufata.

Riprendete il pentolino nel quale avete cotto la patata, eliminate una parte dell’olio e in quello restante, una volta caldo, cuocete la tortilla. Giratela un paio di volte su se stessa fino a quando risulterà soda.

Rimuovetela dalla pentola con un mestolo forato e trasferitela su un foglio di carta assorbente.

Preparate la salsa di yogurt allo zafferano.

In una ciotola mescolate qualche cucchiaio di yogurt bianco (o ancora meglio greco in quanto più denso) con lo zafferano in polvere; se siete fortunate ad averlo in stimmi fatene rinvenire qualcuno in pochissimo olio leggermente tiepido che una volta freddo unirete allo yogurt. Salate.

Assemblate il piatto.

Tagliate il panino a metà.

Farcitelo con questo ordine:

– misticanza,

– tortilla di patate (ancora calda),

– una fetta di Provola delle Madonie,

– qualche anello di cipolla rossa,

– un paio di cucchiai di salsa allo zafferano.

***

WHOLE-WHEAT TORTILLA BURGER WITH RED ONION RINGS AND YOGHURT AND SAFFRON SAUCE

for 8 burger buns:

  • 200 gr manitoba flour
  • 220 gr stone-grounded whole wheat flour
  • 3/4 tablespoon dry active yeast
  • 1 cup warm water
  • 2 tablespoons extravirgin olive oil
  • 3 tablespoons malted barley syrup (or honey)
  • 1 egg + 1 for brushing tops
  • 1 and 1/2 cucchiaino di sale
  • flax seeds
  • poppy seeds
  • sesame seeds

for the tortilla (serving 1)

  • 1 egg
  • 1 medium potato (peeled)
  • 2 tablespoons fresh milk
  • salt
  • pepper
  • extravigin olive oil

garnishing:

  • fresh red onion rings
  • small mixed salad
  • plain or greek yoghurt
  • Provola delle Madonie (or smoked scamorza cheese) sliced
  • powdered saffron (even better a few stigmas)

Making burge buns the day before.

In a bowl mix together the flours, yeast and salt (if using your electric mixer fit it with the paddle attachment) then add oil, egg, malted barley syrup and warm water. Transfer on a working surface and work with your hands until a firm ball forms (if using your electric mixer switch to the dough hook and knead for 5-6 minutes).

Place in a lightly oiled bowl and let it rise for 12 hours.

Remove then from the bowl and divide into 8 equal sized pieces of dough that must be rolled into balls. Transfer on a baking sheet covered with parchment paper and let them rise for an hour.

Pre-heat the oven to 400° F.

Beat the egg and brush the tops of the burgers then sprikle with seeds (flax, sesame and poppy). Bake for 20 to 25 minutes until lightly brown.

Remove from the oven and let cool on a wire rack.

Making tortilla. (just before serving before its warmth will allow cheese melting)

In a non-stick frying-pan heat a generous amount of oil and add potato cut into slices (not too thin). Cook for a few minutes until tender and lightly golden. Season with salt and pepper. Turn off the heat and transfer onto a plate.

In a small bowl beat the egg with milk and season with salt. Add sautéd potato.

Using the same pan where you cooked potato, discard half of the oil and once heaten the other half pour in the egg and potato mixture. Turn twice upside-down until tortilla is well cooked and firm.

Remove from the pan with a slotted spoon and transfer on a piece of parchment paper allowing oil to drain.

Prepare yoghurt and saffron sauce.

In a bowl mix together some tablespoons of yoghurt (plain or even better greek) with powdered saffron; if you have stigmas soak some of them in a few drops of warm oil and once at lukewarm temperature add to the yoghurt. Season with salt.

Assembling burger.

Cut one burger bun halfwise.

Fill it following this sequence:

– small mixed salad,

– potato tortilla (prepared a few minutes before),

– one slice of Provola delle Madonie (or smoked scamorza cheese),

– some red onion ring,

– 2 tablespoons of yoghurt and saffron sauce.

***

Questo burger ispano-american lo dedico a Vaty per il suo contest.

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Crumble salato di pane integrale con zucca e nocciole

crumble salato di pane zucca e nocciole

(scroll down for english version)

Quando pochi giorni fa l’ho visto arrivare di corsa in cucina, a reclamare il bibe di latte, con i suoi piedini ho stropicciato gli occhi pensando di avere una visione, poi mi sono ricordata che durante l’ultima gita all’Ikea nel bagagliaio della macchina, oltre a ciotolame ed accozzaglia varia, è finita anche la spondina per il suo lettino.

Un istante dopo la visione ho pensato tra me e me ‘sei diventato grande!’.  Non che non abbia già dato dimostrazione della sua indipendenza (e cocciutaggine) ma il mangiar da solo ci può stare, il volere ostinato salire e scendere le scale con il solo sostegno del corrimano anche, persino il nuotare in piscina il più lontano possibile dalla sottoscritta ma scendere da solo dal letto senza aspettare che la mamma ti venga a prendere e dare un bacino proprio no. Non ero preparata per questo!

Prima che mi emozioni di nuovo, lascio un attimo da parte le vesti di mamma e mi ricordo di essere qui per condividere con voi una nuova ricettina.

Oggi è la volta di un piatto scalda-cuore, perfetto per queste prime giornate autunnali. Niente farina del mio sacco ma spudoratamente copiata da Cristiana del blog Beuf à la mode che questo mese ospita il recipe-tionist di Flavia.

crumble salato di pane zucca e nocciole

La zucca a casa mia non è tra le verdure più gettonate (siamo molto ben assortiti perché la pulce l’adora, io così così anche se mi sono promessa di riscoprirla, mio marito quando la vede storce decisamente il naso) ma ho osato perché ero convinta che questo piatto avrebbe conquistato tutti…e così è stato.

Alla base zucca, stufata in padella con cipollotto e salvia, e mozzarella; sopra una copertura di briciole di pane integrale e nocciole che in cottura sprigionano un sapore irresistibile.

L’unica libertà che mi sono concessa è stata quella di utilizzare pane integrale invece che comune e di ridurre le quantità di burro e nocciole.

crumble salato di pane zucca e nocciole

CRUMBLE SALATO DI PANE (INTEGRALE) CON ZUCCA E NOCCIOLE (4 porzioni)

  • 150 gr di pane (integrale) vecchio
  • 3 cucchiai di parmigiano
  • 30 gr di burro
  • 30 gr di nocciole tostate tritate
  • 20 gr di nocciole tostate intere
  • 4-5 foglie di salvia
  • 500 gr di polpa di zucca
  • 150 gr di mozzarella (si può omettere per una versione vegana)
  • 1 scalogno
  • olio evo
  • sale

Tagliate la polpa a dadini. In un padella scaldate qualche cucchiaio di olio e rosolate lo scalogno (io l’ho lasciato a spicchi ma potete tritarlo finemente se più vi piace) e le foglie di salvia. Aggiungete quindi la zucca e cuocete per una decina di minuti (se si dovesse asciugare unite un po’ di acqua). Salate.

Fate raffreddare dopodiché unite la mozzarella tagliata a dadini.

Preparate quindi il crumble. Tritate nel mixer il pane raffermo con il parmigiano e le nocciole, trasferitelo in una ciotola ed aggiungendo il burro freddo tagliato a tocchetti lavoratelo velocemente con la punta delle dita.

Oliate (o imburrate) una teglia o pirofila, versatevi il composto di zucca e mozzarella (rimuovendo se volete le foglie di salvia) e coprite con il crumble. Unite le nocciole intere ed infornare a 180° C per una mezz’ora circa fino a quando la superficie inizierà a dorare.

Servitelo caldo  (ma non caldissimo).

***

(WHOLE-WHEAT) BREAD CRUMBLE WITH SQUASH AND HAZELNUTS (serving 4)

  • 150 gr whole-wheat stale bread
  • 3 tablespoons parmisan cheese
  • 30 gr butter
  • 30 gr roasted hazelnuts (grounded)
  • 20 gr roasted hazelnuts (whole)
  • 4-5 sage leaves
  • 500 gr squash flesh
  • 150 gr mozzarella cheese
  • 1 shallot
  • extravirgin olive oil
  • salt

Cut squash into cubes. In a saucepan heat some extravirgin olive oil and sauté shallot (cut into quarters or finely chopped) and sage leaves. Add squash and cook until lightly tender (10 minutes), pouring in some water if necessary. Season with salt (pepper is optional).

Transfer to a bowl to cool down then add mozzarella cheese cut into cubes.

Pre-heat the oven to 350° F.

Making the crumble. In the bowl of your electric mixer put stale bread, parmisan cheese and hazelnuts (30 gr) and pulse for a few seconds. Transfer the crumble in a bowl and add cold butter cut into pieces. Work with your fingertips until you obtain a clumpy mixture.

Oil (or butter) a ceramic or glass baking pan, accomodate squash and mozzarella cubes and cover with crumble. Sprinkle on top whole roasted hazelnuts and cook for half an hour until it turns lightly brown.

Serve warm (but not too hot).

crumble salato di pane zucca e nocciole

Con questa ricetta partecipo al contest di Flavia Recipe-tionist di Ottobre

the recipe-tionist banner di ottobre

e al contest ‘La zucca, coloriamoci d’autunno’ del blog Deliziandovi

La-zucca

e al contest ‘Sapori d’autunno’ del blog Beatitudiniincucina

autunno

Con questa ricetta partecipo alla raccolta ‘Integralmente’ del blog Gocce d’aria

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Crème caramel di Parmigiano con salsa di fragole

crème caramel di Parmigiano con salsa di fragole

(scroll down for english version)

Non ho resistito! Mi sono fatta contaminare anche io…

Sono settimane che nello scegliere le ricettine per il blog mi viene in mente il contest di Vaty e son lì che penso e ripenso a come poter inquinare un piatto con un ingrediente insolito ed inaspettato, alla vista ma soprattutto al palato, facendo attenzione a non stravolgerne l’origine e l’essenza.

E’ stata un’altalena di decisioni {..partecipo, non partecipo, partecipo..} poi, come quando si sfoglia la margherita, i petali finiscono e si arriva ad un verdetto, nel mio caso svelato dalla stesura di questo post.

Vi chiederete perché tutta questa indecisione.

Perché le ricette che partecipano sono strepitose, per non dire delle loro foto, da rivista! Io mi accontento di cucinare per la mia famiglia e per gli amici divertendomi talvolta a sperimentare,  ma poco o nulla ne so di tecniche di cucina e cosa mai potrà trovarci uno chef come Chicco Coria in un mio piatto? Per non parlare delle foto…diciamo che la mia reflex ed io stiamo ancora facendo conoscenza!!!

Dopo il dubbio amletico iniziale ho comunque capito che il desiderio di confronto, che se schietto ed amichevole porta prima alla contaminazione, poi alla crescita ed all’arricchimento è più forte del timore di non fare una bella figura.

Ma forse aspettavo solo la ricetta giusta!

Regalo a voi ed a Vaty questo dolcino che, nonostante l’altisonante nome francese, è originario del Portogallo tanto da essere chiamato anche latte alla portoghese. Nel mio caso questo famosissimo budino assume una nota insolitamente sapida per effetto del Parmigiano, trionfo della nostra cultura gastronomica, tanto da farvi chiedere al primo assaggio se siate all’antipasto o al dolce. Solo pochi istanti però, quelli strettamente necessari allo zucchero  per attivare le papille gustative e bilanciare il tutto.

Il caramello liquido che ne ricopre solitamente la superficie, rischiando di prevaricare il gusto del formaggio, viene sostituito da una fresca salsa di fragole (le ultime!).

Se amate i dolci dal contenuto iper-zuccherino dimenticatevi pure questo post, se invece siete pronti alla contaminazione vi suggerisco di provarlo per sorprendere il vostro palato ed i vostri ospiti.

CREME CARAMEL DI PARMIGIANO CON SALSA DI FRAGOLE (per 8)

adattata da ‘Il Formaggio in cucina’ di Stefano Masanti

per la crème caramel:

  • 450 gr di latte fresco intero
  • 150 gr di panna fresca
  • 120 gr di zucchero di canna chiaro (o semolato)
  • 80 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 4 uova intere + 1 tuorlo

per la salsa:

  • 500 gr di fragole (fresche o surgelate)
  • 3 cucchiai di zucchero di canna (o semolato)
  • acqua
  • foglie di menta/basilico

Preparate la crème caramel: in un pentolino portate ad ebollizione il latte con la panna ed unite a pioggia il Parmigiano. Mescolate bene con un frullino quindi spegnete il fuoco e lasciate raffreddare. Filtrate il composto.

In una ciotola sbattete le uova intere ed il tuorlo, senza montarle (altrimenti si creeranno delle bolle d’aria all’interno), unite poi lo zucchero. Versate da ultimo il composto di latte, panna e Parmigiano.

Mescolate bene fino ad amalgamare tutti gli ingredienti e versate in degli stampini per crème caramel (io ho utilizzato gli stampini di alluminio) riempiendoli per 3/4. Fate cuocere a bagnomaria in forno statico a 180° per 45 minuti (stendete un foglio di giornale sul fondo di una teglia, mettete gli stampini e successivamente aggiungete acqua tiepida fino a ricoprirli per tre quarti della loro altezza). Le superfici dovrebbero a questo punto risultare di color marrone chiaro.

Spegnete il forno, estraete gli stampini e fate raffreddare (io li ho preparati la sera prima).

Preparate la salsa: mezz’ora prima di servire lavate velocemente le fragole, asciugatele con cura. Tagliatele a pezzetti e mettetele in un pentolino con lo zucchero e un po’ d’acqua. Fate cuocere per qualche minuto fino a quando si formerà uno sciroppo non troppo denso. Fate raffreddare.

Al momento di servire, con l’aiuto di un coltellino staccate la crosticina lungo il bordo degli stampini, sformate i dolci e versateli in 8 piattini. Nappate con la salsa di fragole ed ultimate decorando con foglioline di menta o basilico.

crème caramel di Parmigiano con salsa di fragole

PARMISAN CHEESE CREME CARAMEL WITH STRAWBERRIES SAUCE (serving 8)

for the crème caramel:

  • 450 gr fresh whole milk
  • 150 gr fresh cream
  • 120 gr light brown cane sugar (or white sugar)
  • 80 gr Parmigiano Reggiano cheese (grated)
  • 4 eggs + 1 yolk

for the sauce:

  • 500 gr fresh (or frozen) strawberries
  • 3 tablespoons light brown cane sugar (or white sugar)
  • water
  • mint/basil leaves

Making the crème caramel: in a medium saucepan bring to boil milk and cream then stir in, little by little, grated Parmigiano cheese. Whisk together, turn off the heat and let it cool down. Using a colander, filter the mixture in a bowl. Set aside.

In another bowl lightly beat the eggs and the yolk (be careful not to whip them) and add sugar. Pour in the milk, cream and parmigiano cheese mixture.

Mix thoroughly until all ingredients are well combined; transfer into crème caramel moulds filling them up to 3/4.

Pre-heat the oven to 350° F.

Lay a piece of newspaper on the base of a rimmed baking tray, accomodate the moulds and pour in enough warm water to cover them up to 3/4 of their height.

Cook for 45 minutes (tops should turn lightly brown).

Turn off the oven and transfer crème caramel to a wire rack to cool (you can even make them the day before).

Making the sauce: half an hour prior to serving gently wash strawberries and dry with kitchen paper. Cut into small pieces.

Accomodate in a small saucepan, add sugar e a bit of water. Cook for 4-5 minutes until a juicy syrup starts to form. Let it cool down.

Helping you with a knife, remove crème caramels from their moulds and transfer on serving plates. Cover generously with strawberries sauce and put some mint or basil leaves on top.

Con questa ricetta partecipo al contest Contaminazioni di Vaty

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