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Plum, oat and semolina crumble…al via la stagione delle prugne!

plum and oat crumble

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Sfodero il divano color verde mela che ho ereditato da poco da mia sorella e che ti trovo sotto i cuscini?? Qualche Lego, la pagina di un libro di fiabe, il flauto che mio marito suonava alle elementari e con il quale la pulce si esibisce in concerto quasi tutte le sere…. e almeno mezz’etto di fiocchi d’avena! Eh sì perché siamo entrati in fissa e all’incirca ogni mattina (a secco) la pulce si fa fuori una piccola ciotolina di questo cereale che piace tanto anche alla mamma e che al contrario il babbo snobba liquidandolo come sfarato…altrimenti noto come becchime per i polli!

Ora volendo alleggerire la dispensa prima dell’arrivo delle tanto odiate farfalline (a Faenza ci saranno pure umidità e zanzare tigre ma in compenso non ho questo problema), ho trovato una ricettina facilissima del simpatico Jamie Oliver che ho liberamente adattato stravolto e con la quale ho fatto fuori tutto in una volta i fiocchi d’avena rimasti, le prime prugne e mele del nostro giardino e un pacchettino di semola.

Jamie (non lo conosco ma non si offenderà mica per questa confidenza…del resto in inglese il Lei non esiste) lo chiama cobbler…io ho preferito il termine crumble visto che la copertura rimane piuttosto briciolosa e non tale da costituire una densa pastella da essere versata sopra la frutta a cucchiaiate.

plum and oat crumble 1

Le prugne che ho utilizzato sono di color rosso intenso e di piccola taglia, con polpa chiara e non eccessivamente zuccherina e dovrebbero appartenere alla varietà Rusticana.

La semola conferisce al crumble una maggiore ruvidità donando quella nota rustica che tanto mi piace.

Ho sostituito lo zenzero della ricetta originale con la cannella che ben si sposa sia con le prugne che con la mela ma via libero all’utilizzo della spezia che più vi piace…oppure ad una variazione sulla frutta, rispettandone se possibile la stagionalità  (pesche, albicocche, pere, frutti di bosco solo per citarne alcuni).

plum and oat crumble 4

plum and oat crumble 2

CRUMBLE DI PRUGNE, FIOCCHI D’AVENA E SEMOLA (per una teglia di cm 18×25)

ricetta di Jamie Oliver liberamente adattata

  • 150 gr farina di semola
  • 75 gr burro
  • 140 gr zucchero di canna integrale
  • 75 gr fiocchi di avena
  • 350 gr di prugne (peso snocciolato)
  • 2 meline di San Giovanni (chiamate così perché maturano a fine giugno) o 1 mela Golden
  • cannella

Preriscaldate il forno a 180°C/375°F. Mettete nella ciotola di un robot da cucina la farina, il burro a pezzetti e 60 gr di zucchero e fate andare per pochi secondi (sino ad ottenere un impasto sbriciolato); versate in una ciotola.

Unite i fiocchi d’avena e con le dita lavorate velocemente fino ad ottenere delle grosse briciole. In un’altra ciotola mettere le prugne tagliate a pezzetti e il restante zucchero e spolverate con la cannella.

Versate in una teglia da forno, coprite prima con la mela tagliata a fettine poi con il composto di semola e fiocchi d’avena.

Trasferite in forno e cuocete per 40 minuti circa, fino a quando la superficie risulterà dorata. Servite tiepido e se vi piace accompagnate con panna o créme fraiche.

plum and oat crumble 3

PLUM, OAT AND SEMOLINA CRUMBLE (makes a 18×25 cm crumble)

recipe freely adapted from Jamie Oliver’s Plum and oat cobbler

  • 150 gr semolina flour
  • 75 gr butter
  • 140 gr brown cane sugar
  • 75 gr oats
  • 350 gr plums (stoned)
  • 1 Golden apple, sliced
  • cinnamon

Preheat your oven to 180ºC/350ºF. Whiz the flour, butter and 60g of the sugar together in a food processor and tip into a bowl.

Rub the oats into the mix with your fingers and set aside. Chop the plums into chunks and toss in a bowl with cinnamon and remaining sugar.

Spoon into a large ovenproof dish, cover with slices of apple and heap the crumble topping on top.

Bake in the oven for about 40 minutes, until cooked through and golden brown on top. Serve with cream or crème fraîche, if you like.

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Crescia sfojata con gelato di pane integrale per l’MtChallenge #36

crescia sfojata con gelato al pane integrale

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L’ho scoperta 20 anni fa. Durante le prime incursioni in casa dell’allora mio fidanzato, poi divenuto marito. E non l’ho più abbandonata.

E’ il mio dolce, quello che mi rappresenta, quello al quale non potrei mai rinunciare.

E’ il dolce che mia suocera prepara in diverse occasioni di festa o anche solo per darci il benvenuto quando torniamo per qualche giorno nelle Marche. Dire che la sua crescia sfojata è speciale è poco. Io l’ho ammirata (prima di assaggiarla) per anni, le ho anche chiesto più volte la ricetta per poi, volutamente, dimenticarla. Per una questione di rispetto. Lei mi riempie sempre di complimenti, mi dice che preparo piatti che non saprebbe mai rifare…anche se non ci credo, ho sempre lasciato che questo dolce restasse il suo anche perché non ne ho mai assaggiato uno così buono.

Lei lo cuoce rigorosamente nel forno a legna…e questo fa la differenza…la pasta si biscotta e diventa di un bel colore brunito.

Lei usa le mele di casa. Sono frutti di almeno 5/6 diverse qualità, tra le quali prevale la mela rosa dei Monti Sibillini. Non vi sto neanche a raccontare il loro profumo. Quest’anno purtroppo il raccolto è stato modesto (in campagna si prende quello che viene) tantoché mi son dovuta accontentare delle mele Renette trovate al supermercato biologico.

Lei usa le noci dell’albero che è in giardino. Dimenticatevi quelle lucide e giganti della California che troneggiano nei negozi; queste son brutte e raggrinzite ma sono a km zero, raccolte a novembre e lasciate asciugare tutto l’inverno in una cassetta forata riposta in garage.

Lei usa la farina e l’olio extravergine di casa per fare la pasta, conosciuta nelle Marche con il nome di crescia. Lei fa tutto ad occhio…versa la farina poi l’olio ed infine l’acqua che serve ad amalgamare tutti gli ingredienti. Lei ne cuoce 6-7 per volta, grosse ciascuna il doppio della mia, perché quando si accende il forno a legna bisogna riempirlo (e si mantiene caldo per cucinare fino al giorno successivo). E che ve ne fate di tutto quel ben di dio? Un paio di cresce ce le mangiamo fresche tra colazione e merenda, un altro paio prendono la via di casa di amici o dei miei genitori, le altre vengono messe nel congelatore.

Lei non aggiunge marmellata né fichi secchi, né canditi nel ripieno ma non rinuncia ad una generosa spolverata di cannella.

crescia sfojata con gelato al pane integraleQuando ho letto che la sfida di questo mese dell’MtChallenge, lanciata da Mari di Lasagna Pazza, sarebbe stato lo strudel ho avuto un palpito al cuore e solo dopo diversi ripensamenti ho deciso che sarebbe arrivata la volta della mia crescia sfojata.

Strudel MTC

Sapevo in partenza di non poter competere con quello della suocera; però ho fatto del mio meglio per riprodurlo il più fedelmente possibile. L’unica variazione che ho apportato è stata quella di utilizzare al posto dell’uvetta sultanina il Moscato della nostra vigna, appeso dopo la vendemmia ed appassito su un trave della cantina per tutti questi mesi e da me riesumato durante l’ultima incursione in terra marchigiana. Per rinvenirlo ho usato del succo di mela biologico al posto del classico brandy/rum.

Sono però rimasta fedele alla sua forma. Mia suocera invece di arrotolare tutta la sfoglia su se stessa (per evitare di formare un salamone), arrotola separatamente i due estremi per poi ricongiungerli al centro.

Prevedendo la sfida (che scade stasera alle 24…pertanto pubblico sul fotofinish!)l’inserimento di una salsa di accompagnamento ho cercato qualcosa di semplice, che non alterasse l’equilibrio del ripieno dello strudel ma che conferisse allo stesso tempo  un po’ di morbidezza e di cremosità in bocca. Ho scelto un ‘gelato’ di panna farcito con mollica di pane integrale biscottata in forno con zucchero di canna grezzo.

crescia sfojata con gelato al pane integrale

Anche se la mia crescia è ancora lontana secoli dalla sua, sono contenta sia perché uomo grande ed uomo piccolo hanno molto apprezzato, sia perché vi ho fatto conoscere un altro pezzo della mia straordinaria terra.

CRESCIA SFOJATA CON GELATO DI PANE INTEGRALE (per 5/6 persone)

per lo strudel (ricetta di Mari):

  • 150 gr di farina 00
  • 100 gr di acqua calda
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • un pizzico di sale

per il ripieno:

  • 2 mele Renette (circa 400 gr)
  • 15 noci
  • un grappolo di Moscato appassito (in alternativa 60-70 gr di uvetta sultanina)
  • 150 ml di succo di mele bio (in alternativa rum/brandy/sherry)
  • due cucchiai di zucchero di canna
  • un cucchiaio abbondante di cannella in polvere
  • scorza grattugiata di un limone bio

per il gelato (da Gelati edito da Gribaudo-Parragon):

  • 250 ml di panna fresca
  • 50 gr di mollica di pane integrale
  • 30 gr di zucchero a velo
  • 30 gr di zucchero di canna grezzo
  • 1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • 1 cucchiaino di rum/brandy/sherry (omesso)

Preparate l’impasto per la sfoglia (seguendo le istruzioni di Mari)

Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora.

Preparate il ripieno.

Riscaldate il succo di mele e versatelo in una ciotola dove avrete messo l’uvetta. Lasciate ammorbidire per una ventina di minuti.

Lavate sotto l’acqua corrente le mele, sbucciatele, toglietene il torsolo, tagliatele a fettine sottili. Mettete le fettine di mela in un recipiente, aggiungete lo zucchero di canna, le noci tritate grossolanamente, l’uva scolata e ben strizzata, la cannella e la scorza del limone.

Riscaldate il forno a 200° C (modalità statica).

Stendete la sfoglia.

Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinatela leggermente, prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia (dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato). Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passate con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.

Disponete sulla sfoglia il ripieno avendo cura di lasciare liberi 2 cm dal bordo.

Aiutandovi con la tovaglia sollevate la sfoglia ed iniziate a rotolarla su se stessa. Fatti un paio di giri, ripiegate verso l’interno anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine (io ho seguito la procedura di mia suocera che è solita arrotolare i due lati opposti verso il centro invece di fare un unico rotolo).

Trasferite delicatamente la sfoglia su una teglia ricoperta di carta da forno, spennellatela con burro fuso ed infornate. Cuocete per 30-40 minuti fino a quando la sfoglia risulterà dorata.

Preparate il gelato.

Preriscaldate il forno a 200° C.

Sbriciolate la mollica, mescolatela con lo zucchero di canna e disponetela su una teglia ricoperta di carta da forno. Fate cuocere per 10-15 minuti fino a quando la mollica comincerà a dorare e lo zucchero a caramellate. Estraete dal forno e fate raffreddare.

In una ciotola montate la panna a neve ferma quindi aggiungete lo zucchero a velo e l’essenza di vaniglia.

Trasferite la panna nella gelatiera per una mezz’ora, unendo 10 minuti prima del termine la mollica tostata con lo zucchero. In alternativa, fate congelare la panna in un apposito contenitore per 1-2 ore dopodiché estraete dal freezer e mescolate con  un forchetta. Rimettete in congelatore per un’altra ora e ripetete fino ad ottenere la consistenza desiderata.

Tagliate lo strudel e servite con una pallina di gelato.

crescia sfojata con gelato al pane integrale

CRESCIA SFOJATA WITH WHOLE GRAIN BREADCRUMBS ICE CREAM (serving 5/6)

for the crust (recipe by Mari):

•  150 gr strong flour
•  100 gr hot water
•  1 tablespoon extravirgin olive oil
•  a pinch of salt

for the filling:
•  2 renette apples (about 400g)
•  15 walnuts
•  a bunch of homedried Moscato grape (alternatively 60-70 gr raisins or sultanas)
•  150 ml of organic apple juice (or rum / brandy / sherry)
•  2 tablespoons  brown sugar
•  1 tablespoon ground cinnamon
•  grated rind of one organic lemon

for the ice cream:
•  250 ml fresh cream
•  50 grams of whole-grain bread
•  30 grams powdered sugar
•  30 grams brown sugar
•  1/2 tsp vanilla extract
•  1 teaspoon of rum / brandy / sherry (optional)

Preparing the dough.
Heat the water (be careful because it does not have to be boiling). Sift the flour into a bowl, add the salt and the oil and pour in gradually the hot water. Stir. When the flour has absorbed all the water, remove the dough from the bowl and begin to knead with your hands on a work surface for a couple of minutes, until the dough turns out soft and slightly sticky. Leave the dough to rest, covered with a damp cloth or foil, for about half an hour.

Preparing the filling.

Heat the apple juice and pour into a bowl where you put the raisins. Let soften for about twenty minutes.

Wash apples under running water, peel, remove the core and cut into thin slices. Put the apple slices in a bowl, add the brown sugar, the walnuts (stoned and coarsely chopped), the raisins well drained, the cinnamon and lemon rind.

Preheat the oven to 180 ° C (static mode).

Rolling out the dough.

Put a clean cloth (preferably washed with soap and rinsed well), linen or cotton, on a table. Flour it lightly, take the dough and begin to flatten it with your hands, then with the aid of a rolling pin. When the dough begins to be thin enough set aside the rolling pin, lift the dough from the table, helping with your hands and, holding it with your knuckles, begin to pull it out by turning it occasionally and making sure that it does not break. The dough should be almost transparent. Place it again on the tablecloth (you should have gotten a sheet of about fifty square centimeters per side). Since the edges are usually thicker, pass with the fingers along the ends of the pastry gently pulling the dough to flatten.

Arrange the filling on the pastry, taking care to leave free 2 cm from each edge.

Helping you with the tablecloth, rais the dough and begin to roll it on itself. Taken a couple of laps, fold inward also the two outer flaps and continue to roll until the end (my mother-in-law rolls two opposite sides toward the center).

Gently transfer the dough on a baking sheet covered with parchment paper, brush with melted butter and bake for 30-40 minutes until the pastry turns golden brown.

Making ice cream.

Preheat the oven to 200 ° C.

Crumble the bread, mix it with brown sugar and arrange on a baking sheet covered with parchment paper. Cook for 10-15 minutes until the crumbs begin to brown and sugar starts caramelizing. Remove immediately from the oven and let cool.

In a bowl, whip the cream until slightly stiff, then add the icing sugar and the vanilla extract.

Transfer the cream into ice cream-machine for half an hour, adding during the last 10 minutes the toasted breadcrumbs. Alternatively, freeze the cream in an freeze-suitable container for 1-2 hours then remove and stir with a fork. Put again in the freezer for another hour and repeat until you get the desired consistency.

Cut the strudel and serve with a scoop of ice cream.

Torta di mele e briciole alla cannella

torta di mele e briciole

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Finalmente il tempo delle mele.

Non quello di Sophie Marceau e del film che ha accompagnato i sogni adolescenziali di molte di noi.

Ma il tempo delle mele da portare sempre in borsa e sgranocchiare quando si apre un buchino nello stomaco, le mele da fare al forno con un poco di zucchero e servire con una pallina di gelato, le mele da trasformare in una golosissima torta.

Ne esistono centinaia di versioni. C’è chi si fida solo della ricetta appuntata nel quadernino appartenuto alla nonna, chi replica fedelmente quella della vicina di casa, chi ha negli anni elaborato la propria versione. C’è chi la preferisce liscia, chi la vuole sgranocchiosa e ci tuffa dentro la frutta secca (io!!!). Chi, sognando un paradiso tropicale (non male di questi tempi!), aggiunge alle mele cannella, cardamomo o anice stellato. Infine c’è il golosone che non rinuncia mai al cioccolato, tanto da metterlo anche nella torta di mele.

Negli anni ne ho provate tante e sono giunta alla conclusione che preferisco quelle più asciutte se devo pucciarle la mattina nel latte, mentre quelle più umide all’interno per la merenda o per uno sfizioso dopo cena.

Una delle mie preferite è la torta di mele e amaretti seguita dai quadrotti di mele al latte.

Con la ricetta di oggi se ne aggiunge decisamente un’altra alla top-chart.

Questa torta si è materializzata in un battibaleno…..ho letto il post di Ida, mi sono innamorata delle foto e, tirate fuori ciotola e frusta, mi sono messa a pastrocchiare. Complice di tutto questo una confezione di panna fresca che avevo comprato per un dolce che non si è mai concretizzato e che alla fine ha trovato la perfetta collocazione in questa torta.

Unica licenza che mi sono permessa rispetto alla ricetta originale è stata quella di sostituire metà della farina bianca con quella integrale e lo zucchero semolato con quello di canna. Anzi, a pensarci bene, ho anche messo un po’ di cannella in polvere nell’impasto di briciole per rendere il guscio-nonguscio ancora più avvolgente.

Vi consiglio di provarla se avete voglia di una coccola al sapore di mela!

mela e cannella

TORTA DI MELE E BRICIOLE ALLA CANNELLA (per uno stampo da cm 24)

  • 100 gr di farina di farina 00
  • 100 gr di farina integrale
  • 125 gr + 100 gr di zucchero di canna chiaro
  • 75 gr di burro
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • 2 uova intere
  • 200 gr di panna fresca
  • 1 yogurt bianco
  • 800 gr di mele Golden
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere

Preriscaldate il forno a 180°.

In una ciotola lavorate il burro tagliato a pezzetti con la cannella e 125 gr di zucchero aiutandovi con un forchetta fino a quando saranno perfettamente amalgamati. Aggiungere gradualmente la farina setacciata con il lievito e continuate a schiacciare con la forchetta fino ad ottenere delle briciole più o meno grossolane.

Versate 3/4 del composto in uno stampo a cerniera precedentemente imburrato e infarinato (io ho ricoperto solo la base di carta da forno). Sbucciate e tagliate le mele a fettine e versatele nella tortiera; unite infine le restanti briciole. Non premete.

Infornate per 20 minuti nella parte bassa del forno.

Nel frattempo mescolate la panna, le uova intere, lo yogurt e lo zucchero di canna fino ad ottenere un composto omogeneo. Trascorsi i 20 minuti estraete con cautela la teglia dal forno e versatevi la crema fluida (poiché potrebbe leggermente fuoriuscire dallo stampo potete inserire una teglia al di sotto del vostro stampo; io avendo messo della carta da forno non ne ho avuto bisogno).

Infornate quindi nella parte medio-bassa del forno per 40 minuti fino a quando la crema si sarà addensata; se la superficie dovesse colorirsi troppo abbassate la temperatura a 160°.

Sfornate e fate raffreddare completamente prima di aprire lo stampo e trasferirla su un piatto da portata.

***

APPLE AND CINNAMON CRUMBLES CAKE (for a round 24cm baking pan)

  • 100 gr plain flour
  • 100 gr whole-wheat flour
  • 125 gr + 100 gr cane sugar
  • 75 gr butter
  • 1 teaspoon baking powder
  • 2 eggs
  • 200 gr fresh cream
  • 1 plain yoghurt (125 gr)
  • 800 gr Golden apples, peeled and sliced
  • 1 tablespoon powdered cinnamon

Pre-heat the oven to 350° F.

In a bowl using a fork mix together butter, cut into small pieces, cinnamon and 125gr of cane sugar.  Add gradually the flours sifted with baking powder and press with the fork in order to obtain clumps.

Butter and lightly dust a 24cm springform pan (you can either cover its base with parchment paper as I did) and drop in 3/4 of the clumpy mixture. Cover with sliced apples then with the remaining mixture. Don’t press.

Bake for 20 minutes placing the pan on the lowest rack.

Meanwhile mix fresh cream, eggs, yoghurt and the reserved cane sugar until all ingredients are well combined. Take carefully the pan out of the oven and pour over the mixture (as some of this cream&egg mixture might overflow outside the pan I suggest you placing a rimmed baking sheet on the base of the oven otherwise covering the springform pan with parchment paper would avoid it).

Bake for 40 minutes on the medium-lower rack, until the mixture is cooked through and firm. If top turns too browny reduce heat to 320° F.

Transfer to a wire rack to cool completely before opening the pan.

La Barbera della vigna finisce in vasetto…confettura d’uva e alloro

confettura d'uva e alloro

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Quando il contadino decide che è arrivato il tempo per vendemmiare non puoi certo fargli cambiare idea. Se infatti l’uva passa la maturazione rischia di marcire e di rovinare il raccolto e chi non ne ha mai fatto un mestiere, ma si accontenta della produzione dei suoi sei filari, l’uva che raccoglie gli serve per deliziarsi a tavola per un anno intero e per far felice qualche parente o amico che ti viene a trovare.

C’è sempre molto timore nei confronti del vino fatto in casa…si ha infatti paura di bere qualcosa che di aromatico non ha nulla ma piuttosto sa di forte, di aceto, di bisolfiti (che, comunque, sono contenuti in tutti i vini in bottiglia, anche quelli più blasonati).

Quello di mio suocero, a parte non contenere nessuna aggiunta, è davvero buono e non lo dico per far piacere a lui perchè se fosse imbevibile non finirebbe nel mio bicchiere…purtroppo, o per fortuna, quando si parla di vini sono un pochino esigente; lui non ha frequentato alcun corso di enologia ma ha messo piede nella vigna da giovane (o forse fin da piccolo) ed ha imparato da suo babbo a potarla, a custodirla, ad osservare i grappoli che crescono sui tralci ed infine a capire quando è arrivata l’ora di trasformarla in un nettare divino!

Ogni tanto le piante muoiono e vanno rimpiazzate. Nel corso degli anni ciò ha fatto sì che venissero effettuati nuovi innesti con nuove qualità di uva. Oggi in mezz’ettaro di terra convivono Barbera, Montepulciano d’Abruzzo, Sangiovese, Moscato, Malvasia, Uva da tavola e Pizzutello. Prima si vinificano le bacche rosse, poi è la volta di quelle bianche che richiedono sempre qualche giorno in più di maturazione. In un’azienda enologica seria si sceglie ogni anno il blend ottimale che dovrà finire in bottiglia, a casa mia no. Tutto pigiato insieme per un effetto finale a sorpresa.

Quest’anno purtroppo il primo malanno di stagione ci ha impedito di tornare nella nostra casa di campagna e prender parte alla vendemmia; in compenso, però, la settimana dopo abbiamo trovato una cassetta enorme di uva messa amorevolmente da parte per noi e presto trasferita a Faenza!

L’uva bianca a mio marito, quella rossa alla sottoscritta e gli acini piccini per la piccola pulce. Dopo un paio di giorni di scorpacciate d’uva, realizzando che tutto quel ben di dio sarebbe ahimè andato presto a male, ho pensato di farne una confettura.

Ho seguito la ricetta di Mr Alloro (alias Sergio Barzetti, spesso presente alla Prova del Cuoco) perché mi ha intrigato l’aggiunta della foglia di alloro alla frutta (mi sono fatta tentare anche ripensando al successone che ha avuto la confettura di pesche e rosmarino preparata questa estate).

Ho sostituito l’uva fragola (che non ci piace) con la Barbera. Non avendola mai fatta ho iniziato con un chilo poi, vista la bontà, la sera dopo ne ho fatto un altro kilo e mezzo modificando leggermente il procedimento nel senso di ridurre la prima cottura da un’ora a cinquanta minuti per facilitare l’eliminazione dei semi e della buccia.

Il risultato è un nettare zuccherino, super-energetico e concentrato di vitamine, sali minerali ed antiossidanti.

Buona colazione a tutti!

confettura d'uva e alloro

CONFETTURA D’UVA E ALLORO (per 2 barattoli da 250 ml)

  • 1 kg di uva Barbera (o uva fragola)
  • 350 gr di zucchero di canna
  • 1 mela (biologica)
  • 1 foglia di alloro

Lavate l’uva e separate gli acini dal grappolo.

Trasferitela in un pentola capiente dal fondo spesso ed aggiungete lo zucchero di canna, la mela sbucciata e tagliata a spicchi e la foglia di alloro.

Cuocete su fuoco medio per 50 minuti circa, rimestando di tanto in tanto.

Spegnete il fuoco e passate al passaverdura (facendo attenzione perché è bollente) con il filtro a maglie fini in modo da rimuovere bucce e semi.

Riversate nella pentola, accendete il fuoco e fate cuocere per altri 15 minuti o fino a quando avrà raggiunto la consistenza desiderata (fate la prova versando un po’ di confettura su un piattino tenuto in freezer).

Riempite i vasetti di vetro precedentemente lavati con acqua calda, sigillateli e sterilizzateli (metteteli in una pentola capiente, ricopriteli di acqua e fate bollire per 30 minuti, quindi spegnete e lasciate raffreddare prima di rimuoverli e trasferirli nella dispensa).

confettura d'uva e alloro

GRAPE AND BAY LAUREL JAM (making two medium jars)

  • 1 kg red grape (preferably Concord)
  • 350 gr cane sugar
  • 1 apple (peeled and sliced)
  • 1 bay laurel leaf

Wash grapes thoroughly and remove stems.

Transfer into a big thick-bottomed pot and add cane sugar, apple and a bay leaf.

Simmer on medium heat for 50 minutes. Stir occasionally.

Turn off the heat and using a food mill discard seeds and skin (pay attention because of the high temperature of the mixture).

Re-place into the thick-bottomed pot and cook over medium heat for 15 minutes or until jam looks ready (place a dish in the freezer and when you think fruit is jumming pour a teaspoon of jam on the chilled plate; if it is too runny go on cooking for some minutes otherwise if jam has set tun off the heat).

Fill up sterile jars with jam and seal. Place them in a large pot of water and bring to boil. After 30 minutes turn off the heat leaving jars into the pot until water is completely cold. Dry with a clean kitchen-cloth and place in your cupboard.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Profumo e sapori d’autunno’ del blog Menta e cioccolato

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e al contest ‘Sapori d’Autunno’ del blog Le beatitudini in cucina

autunno

Quadrotti di mele al latte (e mistrà)

quadrotti di mele al latte (19)

Non ce la posso proprio fare!

Un profondo torpore primaverile si è impossessato di me e non riesco a debellarlo con la solita dose mattutina di pappa reale e l’irrinunciabile caffè.

Anche le parole fanno fatica ad uscire,  mi perdonate vero se per una volta vi lascio la ricetta senza dilungarmi oltre e mi stendo sul divano per una pennichella???

Un solo appunto: la ricetta è tratta da Sale&Pepe, l’ho personalizzata usando lo Mistrà , liquore tipico marchigiano a base di anice, al posto della grappa.

E’ una torta di mele insolita. Fresca, molto umida (per la presenza del latte) e squisitamente profumata.

quadrotti di mele al latte (22)

QUADROTTI DI MELE AL LATTE E MISTRA’ (dosi per un stampo da cm 22×22)

  • 750 gr di mele
  • 125 gr di farina 00
  • 3 uova
  • un limone non trattato
  • 300 ml di latte fresco intero
  • 100 gr di zucchero + quello per la copertura
  • 30 gr di burro
  • un bicchierino di mistrà (la ricetta originale grappa)
  • un pizzico di sale

Sbucciate le mele, tagliatele a metà, eliminate il torsolo e tagliatele a fettine sottili. Mettetele in una terrina, bagnatele con il mistrà e lasciatele marinare, mescolando ogni tanto.

Sgusciate le uova in una ciotola, aggiungete la scorza del limone grattugiata, lo zucchero, un pizzico di sale e la farina.

Amalgamate bene gli ingredienti, poi unite a filo il latte fino ad ottenere una pastella fluida ed omogenea. Unite infine le mele e mescolate.

Rivestite una stampo rettangolare di 22×22 cm con carta da forno e versatevi l’impasto. Distribuite sulla superficie il burro a fiocchetti, spolverizzate con dello zucchero semolato e cuocete la torta in forno già caldo a 200° per 30 minuti, dopodiché proseguite per un’altra mezz’ora a 180° (se la superficie dovesse dorare troppo copritela con un foglio di alluminio).

Lasciatela intiepidire e servitela tagliata a quadrotti.

quadrotti di mele al latte (27)

quadrotti di mele al latte (13)

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Strati su strati’ del blog Lecuochepergioco

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Torta yogurt, mele e albicocche (secche)

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Siamo tornati nelle Marche per la Pasqua. Il tempo non è così clemente da permetterci di stare all’aria aperta ma dalle finestre della mia casa vedo comunque l’albicocco di mio suocero pieno di fiori. Speriamo che non arrivi qualche balorda gelata primaverile (primavera? perché voi l’avete vista? io indosso ancora guanti e piumino) a rovinare questi splendidi bouquet o ad appassire i frutti pronti ad apparire magicamente tra i rami.

In attesa del raccolto di quest’anno (quello del 2012 è stato eccezionale, tanto da costringere mia suocera  a riempire la dispensa di barattoli di marmellata), sogno le mie adorate albicocche ed mi consolo sgranocchiando qualche frutto secco che, se di buona qualità, riesce a richiamare discretamente il profumo e la compattezza della loro polpa aranciata.

Qui le trovate abbinate a yogurt greco (prossimo alla scadenza) e mele (che dopo una stagione passata nelle celle frigorifere sanno più di poco!). Prima di attribuirmi la potestà della ricetta ho dato una sbirciata in rete per vedere se altri bloggers avessero avuto la mia stessa idea.

Sono bastati pochi click per imbattermi nella torta di mele e albicocche secche del blog Essenza di vaniglia o di Dolci ricette, pertanto nulla di originale anche se diversa dalle altre per la presenza della farina integrale (che tanto mi piace…) e dello yogurt greco.

Se adorate i dolci rustici, provatela!

torta yogurt mele e albicocche secche 010TORTA YOGURT, MELE E ALBICOCCHE (SECCHE) dosi per una tortiera da cm26

  • 3 uova
  • 180 gr di zucchero
  • 70 gr di burro
  • 170 gr di yogurt greco magro
  • 200 gr di farina integrale
  • 1 bustina di lievito
  • 1 pizzico di sale
  • 1 mela grande
  • 100 gr di albicocche secche

Ammollate le albicocche in acqua per almeno un paio d’ore (se preferite la versione alcolica potete bagnarle nel rum o nel brandy), quindi strizzatele e tagliatele a dadini.

Mescolate le uova con lo zucchero, aggiungete il burro fuso e lo yogurt. Amalgamate bene gli ingredienti prima di incorporare la farina, il lievito, il pizzico di sale e le albicocche.

Tagliate la mela a fettine sottili.

Versate il composto in una teglia ricoperta di carta da forno e sistemate a raggiera le fettine di mela avendo cura di affondarle un po’ nell’impasto. Spolverare di zucchero la superficie della torta ed infornare per 45-50 minuti a 180° (se dovesse colorire troppo copritela con un foglio di alluminio).

Con questa ricetta partecipo al contest di Fiordirosmarino ‘Color Food’

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Ciambelline mele e zenzero

ciambelle mele zenzero (13)

Chi avrebbe mai pensato fino a poco tempo fa che la scelta di una maniglia (nello specifico quella della cucina) potesse influire sulla mia tranquillità familiare!!!

Mi spiego meglio. Il piccolo di casa ha scoperto che è decisamente più divertente giocare con le ciotole, i coperchi, le buste di pasta e il barattolo del sale che trova praticamente alla sua altezza, piuttosto che con il trenino o con i cubotti colorati. Mi ritrovo pertanto con tutti i cassetti sotto sopra, un pacchetto di fusilli abbandonato tra le ciotole, uno di tovaglioli accanto alla bottiglia di aceto, lo scolapasta piccolo (che cerco da giorni!!!) nascosto tra tovaglie e strofinacci.

Il problema è che, non potendo cambiare la maniglia e non essendo riuscita a trovare dei ferma cassetti appropriati (con tanto di viaggio all’Ikea andato a vuoto), devo per forza riorganizzare gli scomparti cercando di mettere in basso gli oggetti che possono tranquillamente esserre afferrati, scaraventati e addentati senza alcun pericolo dalla pulce di casa.

In tutto questo fare nasce la ricetta di oggi. Cercando di capire dove mettere cosa, mi imbatto infatti in una scatola in fondo ad uno scaffale, la apro ed ecco spuntar fuori le mie amate formine parcheggiate lì dentro da un pò…stampi per crostatine, mini-plumcake e per ciambelline.

Tiro fuori quest’ultime (usate forse solo una volta per preparare le camille) con la voglia di creare qualcosa di zuccheroso per la colazione.

Scartata l’idea bomboloni (siamo anche in Quaresima!!!) mi metto subito alla ricerca di una ricettina e finisco nel blog della Tana del Coniglio.  Il post è recentissimo e la ricetta proposta fa al caso mio due volte, non solo perchè mi permette di utilizzare gli stampini ma anche perchè mi aiuta a far fuori lo zenzero fresco che ho preso per il ketchup.

Il risultato è fantastico…sono morbidissime e a detta del marito sembrano fritte!!!

ciambelle mele zenzero (14)

CIAMBELLINE MELE E ZENZERO (per 12 pezzi)

Ingredienti:

– 200 gr di zucchero semolato

– 250 gr di mela (già sbucciata e pulita)

– 270 gr di farina 00

– 125 ml di olio extravergine di oliva

– 3 uova

– 1 pizzico di cannella (facoltativa)

– 1 pezzetto di zenzero fresco tritato

– 1e1/2 cucchiaino di sale

– 1e1/2 cucchiaino di lievito per dolci

– zucchero semolato

Sbucciate la mela, tagliatela a fette e fatela cuocere al forno fino a quando non sarà morbida, circa 15-20 minuti, a 200°C. (io l’ho cotta a vapore nel microonde per 12 minuti, in alternativa potete cuocerla in padella con un pò di acqua avendo cura che si asciughi tutta prima di utilizzarla per la preparazione).

Prendete una ciotola ed aggiungete alla polpa di mela cotta lo zenzero a pezzetti (o tritato) e l’olio extravergine di oliva. Se volete invece ottenere una polpa omogenea, frullate il tutto in un mixer.

Unite lo zucchero e le uova, una alla volta, incorporandole bene. Setacciate la farina con il lievito e il sale e uniteli agli ingredienti morbidi, mescolando bene.

Spennellate con poco olio lo stampo per ciambelle. Riempite una sacca da pasticcere (o utilizzate un semplice cucchiaio come ho fatto io) e distribuite l’impasto negli stampini riempiendoli solo per i 2/3. Ponete in forno già caldo a 180°C per circa 15/20 minuti.

Non appena le ciambelle saranno gonfie e dorate toglietele dal forno. Lasciate intiepidire e tuffatele quindi, una alla volta, in un sacchetto (tipo quelli per freezer) dove avrete messo dello zucchero. E’ molto importante che le ciambelle siano ancora tiepide altrimenti lo zucchero non si attaccherà alla perfezione (le mie si sono intiepidite un pò troppo ed infatti non ne sono ricoperte quanto avrebbero dovuto).

Disponete quindi le ciambelle su un piatto da portata. Se non consumate subito si conservano in un sacchetto ben chiuso o in un contenitore ermetico per qualche giorno.