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Minestra di arzilla e cannellini…ci vediamo a GOOD?

Minestra di arzilla e cannellini

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Vivo in questa terra di pesche, sangiovese (e zanzare) oramai da qualche anno.

Non ho più dubbi sul fatto che:

–          il mezzo di circolazione per eccellenza sia la bici (salvo poi trovarsi con tanti imbranati al motore quando piove),

–          la molletta dei capelli si chiami ciappo,

–          i cappelletti (caplèt) hanno il ripieno di formaggio e non di carne, come mi ha insegnato la mamma,

–          non sei degno cittadino di questa città se non hai fatto un corso di ceramica (giuro che avrei voluto, ma le assenze del marito mi impediscono di programmare la mia agenda di uscite serali!).

Però non toccatemi la minestra!

Eh sì perché a Faenza con questo termine ci si riferisce più genericamente ad un piatto di pasta mentre dalle mie parti (quelle natie per intenderci) la minestra è sinonimo di brodo, consommè, zuppa o come la chiamate voi.

Ora, il piattino che vi propongo oggi ce l’ho in testa già da un po’.

Mesi? No anni, in realtà, e siccome non mi sono mai convinta a comprare la razza (in dialetto romano arzilla) è sempre rimasto nella lista delle cosine da fare (un po’ come la mia amica Piatticoitacchi che si è decisa a pulire le alici per la prima volta in vita sua proprio pochi giorni fa!).

Se solo l’idea di prendere in mano una razza vi terrorizza tranquille perché in pescheria non ve la danno intera ma trovate direttamente le ali, che si caratterizzano per una parte dura e ossea nel lato che costituisce la spina dorsale del pesce ed una struttura perlopiù cartilaginea verso l’esterno, intervallata dalla polpa bianca e quasi translucida.

Se volete esser certe che il pesce acquistato sia di stagione chiedete come sempre al vostro pescivendolo di fiducia, altrimenti date un occhio a questa utile tabellina, da stampare ed appendere in cucina, creata dalla simpaticissima Clumsy.

La ricetta, quella vera della tradizione romana, vuole che la razza sia cucinata insieme ai broccoli ma non essendo ancora stagione (forse si trovan pure ma con il rischio di pagarli una tombola!) ho preferito unire dei fagioli cannellini sempre perfetti nelle zuppe. Questa volta ho abbandonato la mia cara salsa di pomodoro per preferirgli i ciliegini freschi dell’orto e non avendo una pasta corta particolare da abbinare ho tritato grossolanamente degli spaghetti e li ho fatti cuocere nella zuppetta.

La piccola pulce se ne è mangiato un bel piattone…e dire che son soddisfazioni!!!

zuppetta di arzilla e cannellini (2)

Prima di passare alla ricettina volevo parlarvi di un invito che mi è arrivato nei giorni scorsi da Udine Fiere di partecipare ad un contest che offre la possibilità di essere presenti e cucinare in diretta alla 4° edizione di GOOD Il Salone delle specialità enogastronomiche e agroalimentari, che si terrà dal 31 ottobre al 3 novembre prossimo nella città friulana.

La sfida consiste nell’ideare un Menù per il pranzo di Natale GOOD da scegliere tra diversi temi: Originale, Tipico, Economico e Light. Un comitato di esperti, presieduto dal gastronauta Davide Paolini, sceglierà 3 menù per ciascuna categoria offrendo così l’opportunità ai foodbloggers che li hanno creati di presentare i loro piatti durante lo svolgimento del Salone.

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Ci ho pensato su un attimo poi ho accettato anche se l’idea di realizzare una ricettina in diretta di fronte ad una platea di chef, esperti di settore e pubblico presente in fiera un po’ mi terrorizza. Il tema l’ho già scelto, non mi resta che pensare alle ricettine e sperare che facciano colpo!

MINESTRA DI ARZILLA E CANNELLINI (per 3 persone)

  • 1 scalogno
  • 1 carota
  •  olio e.v.o.
  • 10-15 pomodorini freschi
  • 5 cucchiai fagioli cannellini lessati
  • 1 ala di razza piccola
  • 70 gr di spaghetti (o altro formato corto di pasta)
  • 1 l di brodo vegetale
  • sale
  • pepe
  • peperoncino
  • prezzemolo

In una casseruola soffriggete lo scalogno e la carota tritata in olio extravergine di oliva.

Unite i pomodorini tagliati in quattro parti, l’ala di razza tagliata in 3 grossi pezzi e coprite con il brodo vegetale. Salate e pepate ed unite peperoncino a piacere. Cuocete a fiamma bassa per 20 minuti.

Togliete il pesce e spolpatelo con l’aiuto di un coltello eliminando la cartilagine (sarà talmente morbido che non avrete bisogno di ridurro ulteriormente in pezzetti).

Buttate gli spaghetti nel brodo in ebollizione facendoli cuocere per 1-2 minuti oltre il tempo indicato nella confezione ed aggiungete anche il pesce ed i fagioli cannellini. Quando gli spaghetti sono cotti spegnete la fiamma ed unite il prezzemolo tritato.

Servite calda o tiepida.

***

RAY AND CANNELLINI BEANS SOUP (serving 3)

  • 1 shallot (thinly chopped)
  • 1 carrot (thinly chopped)
  •  extravirgin olive oil
  • 10-15 fresh cherry tomatoes (cut into quarters)
  • 5 tablespoons cannellini beans (boiled)
  • 1 small ray wing
  • 70 gr spaghetti (or your fovourite short variety of pasta)
  • 1 l di vegetable stock
  • salt
  • ground black peppercorn (optional)
  • chilly (optional)
  • parsley

In a medium saucepan stir-fry shallot and carrot in extravirgin olive oil.

Add tomatoes, ray wing cut into 3 pieces and cover with vegetable stock. Add salt, ground black peppercorn and chilly to taste. Turn on low heat and cook for 20 minutes.

Remove fish from the pan and, using a knife, separate flesh from the bone. Keep the first and discard the latter.

Bring vegetable stock again to boil then pour spaghetti, the ray flesh and cannellini beans. Cook until spaghetti are tender. Turn off heat and sprinkle with chopped parsley.

Serve hot or warm.

zuppetta di arzilla e cannellini (4)

Oggi pasta fredda {sedanini pere, pecorino e speck}

sedanini pere, pecorino e speck

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Non ci penso ancora a cambiare menù! E non mi farò certo spaventare da qualche temporaluccio estivo. E’ vero l’aria della sera è più frizzantina ma durante il giorno il sole cotta – a detta della mia piccola pulce – pertanto abbandoniamo ancora l’idea di zuppe, sformati e compagnia bella e godiamoci qualche altro piatto fresco e leggero.

Chi mi segue sa che a casa mia le ricette non hanno nulla di complicato, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per mia convinzione che le cosine semplici sono spesso anche le più buone e sincere.

Come il piatto di oggi, che potete preparare in pochi minuti e soprattutto in anticipo (pertanto se avete rinunciato all’appuntamento dall’estetista di sabato perché aveva posto solo a mezzogiorno richiamatela subito e dite che potete andare…quanto tornate, date pur modo al maritino di sfogarsi dicendo che fate sempre tardi poi sorprendetelo portando in tavola nel giro di pochi minuti questo piatto di pasta…vi assicuro che funziona!).

Ho adocchiato questa ricettina un po’ di tempo fa in una raccolta del mitico Sale&Pepe e mi sono decisa a farla (riadattandola un pochino) perché mia suocero è tornato a casa con un piccolo cestino di pere (quelle della foto sopra) del nostro frutteto. Quest’anno purtroppo le piogge copiose di maggio e giugno non hanno fatto bene alle piante con l’effetto di avere un misero raccolto… però noi ci contentiamo lo stesso ed usiamo quello che abbiamo!

Credo siano Williams ma difficile dirlo perché spesso i contadini innestano le proprie piante con talee di origine sconosciuta…più spesso si rivolgono al frutto associandolo al suo padrone {le prugne rosse di Imerio, le ciliegie del Dottore, le pesche di Quinto} e scegliendolo per il proprio innesto solo perché il più buono di tutto il vicinato.

 Non vi sto a raccontare qui il loro sapore perché non mi credereste e se non avete mai assaggiato una pera non trattata vi consiglio vivamente di farlo…o di venirmi a trovare il prossimo anno di questi tempi! Vi dico subito che si rischia talvolta di scartarne la metà perché dentro potreste trovarci un inquilino ma la cosa spero vi lusinghi perché per essersi accampato lui significa che è squisita e che la pera non conosce nemmeno da lontano l’odore dei pesticidi (e se non ricordo male pere e pesche sono i frutti più trattati).

L’abbinamento pere e formaggio (questa volta un bel pecorino semi-stagionato) è assodato…qui in più abbiamo la nota affumicata dello speck, il sentore leggermente pungente della rughetta (rucola) selvatica  e la croccantezza dei pistacchi (che se sono di Bronte è meglio).

Un giro, anche due, di olio e.v.o. buono e non ci resta che aspettare un paio d’ore prima di metterci a tavola.

sedanini pere, pecorino e speck

SEDANINI PERE, PECORINO E SPECK (per 2 persone)

  • 180-200 gr di sedanini (o altro formato di vostro gradimento)
  • 30 gr di pecorino semi-stagionato
  • 35 gr di speck a fettine
  • 1/2 pera non troppo matura (per me di casa altrimenti Williams)
  • 20 gr di pistacchi
  • qualche foglia di rucola (preferibilmente selvatica)
  • qualche foglia di timo
  • succo di limone

Tagliate lo speck a striscioline ed il pecorino a lamelle e mettete da parte.

Tagliate la pera a striscioline e spruzzate con del succo di limone per non farla annerire (io l’ho omesso perché non ne avevo ed ho tagliato la pera all’ultimo minuto).

In un pentolino portate ad ebollizione dell’acqua e tuffateci i pistacchi; cuocete per 1 minuto dopodiché scolate ed una volta tiepidi togliete la pellicina. Tagliateli grossolanamente con il coltello e metteteli da parte.

Cuocete la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolatela raffreddandola sotto l’acqua.

Versatela in una ciotola nella quale unirete il pecorino, lo speck, la rucola spezzettata, il timo, i pistacchi e la pera precedentemente scolata.

Condite generosamente con olio extravergine di oliva e salate e pepate a vostro piacimento.

***

SEDANINI WITH PEARS, PECORINO CHEESE AND SMOKED HAM (serving 2)

  • 180-200 gr sedanini (or any other short varieties of pasta)
  • 30 gr medium-aged pecorino cheese
  • 35 gr smoked ham, sliced
  • 1/2 pear, not too ripe (I used homegrown otherwise Williams)
  • 20 gr pistachios
  • a few leaves arugula (better wild)
  • a few leaves thyme
  • lemon juice

Cut smoked ham into small pieces and pecorino cheese into slivers and set aside.

Cut pear into small pieces or cubes and sprinkle with lemon juice to prevent it from browning (you can even avoid lemon but you have to cut the pear just prior to serving).

In a small saucepan bring some water to boil ed add pistachios; cook for a minute then drain and remove skin. Cut coarsely with a knife and set aside.

In a large pot of boiling water cook pasta (check package for cooking time), drain and cool under running water.

Pour in a bowl and add pecorino cheese, smoked ham, chopped arugula leaves, thyme, pistachios and pear pieces, previously drained from lemon juice.

Add a generous drizzle of extravirgin olive oil and season to taste with salt and pepper.

Happy pasta meal!

sedanini pere, pecorino e speck

Bresaola, fichi e feta marinata…e cronaca di un pranzo improvvisato

bresaola, fichi..e feta marinata

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Almeno una volta al giorno, negli ultimi dieci giorni, ho buttato un occhio dentro la dispensa.

Morivo dalla voglia di sapere come se la stesse passando la mia feta a bagno nell’olio e in dolce compagnia di rosmarino, basilico e pepe rosa.

L’altro giorno é andata proprio così.

ore 13.05 Striscio il badge. Urrà mi aspetta un pomeriggio di ferie!

ore 13.10 Salgo in auto. Mentre aspetto che l’aria condizionata parta, faccio la sauna e ascolto 105 all’una. Inizio a rilassarmi.

ore 13.17 Arrivo a casa, con molta più calma del solito, già sognando il mio barattolino. Tempo di mettermi comoda, mi lavo le mani e me ne impossesso.  Lo guardo, lo giro, lo riguardo. Dall’esterno non sembra accaduta chissà quale magia…ed invece..clack! lo apro e vengo invasa da una nuvola di aromi e dalla nota pungente dell’olio di casa mia. Oh mamma! questa robina qui deve essere uno spettacolo…

ore 13.19 Non riesco a resistere. Affondo una forchettina nel vasetto….in bocca si scioglie da sola (l’avreste mai pensato di un pezzo di feta!) e profuma delicatamente di rosmarino mentre più lieve è il sentore di basilico e pepe rosa.

ore 13. 22 Stop! Prima che faccia fuori buona parte del vasetto bisogna che immortali questa cosa paradisiaca. Tiro le tende perché il sole è accecante e scatto…una, due, tre foto poi via macchina fotografica ed inizio a pensare come portarla in tavola (che poi, essendo per una volta da sola, non ho mica fretta).

ore 13.31 Comincio ad avere un leggero languorino. Scarto l’idea mega-crostino perché di pane da bruscare non ne ho (anzi a dire il vero l’avrei, però è ancora nel freezer). Pomodori da tagliare a pezzetti, per un’insalata greca estemporanea, nemmeno. Di necessità virtù. Ho deciso che mi arrangio con quello che trovo… ovvero qualche fico nella fruttiera e la bresaola avanzata in frigo.

ore 13.40 Ecco pronto il mio pranzetto. Mi servo un bicchierino di vino e mi accomodo a tavola.

bresaola, fichi..e feta marinata

BRESAOLA, FICHI E FETA MARINATA (per 1 persona)

  • 6-7 fettine di bresaola (o prosciutto crudo se preferite)
  • 2 fichi
  • qualche cubetto di feta marinata
  • sale
  • pepe
  • olio extravergine di oliva

Pulite i fichi e tagliateli a spicchi.

In un piatto da portata disponeteli a raggiera alternandoli alle fettine di bresaola ed ai cubetti di feta.

Salate e pepate, irrorate con un filo di olio extravergine di oliva e servite.

***

BRESAOLA, FIGS AND MARINATED FETA (serving 1)

  • 6-7 slices bresaola (or ham)
  • 2 figs
  • a few cubes marinated feta
  • salt
  • pepper
  • extravirgin olive oil

Peel the figs and cut in quarters.

Place in a serving plate, round-like, together with bresaola and marinated feta.

Season with salt and pepper and drizzle over some extravirgin olive oil.

bresaola, fichi..e feta marinata

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Ferragosto forno mio non ti conosco’ dei blog Le padelle fan fracasso e Il cucchiaino di Milù

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e alla raccolta di ricette ‘Le insalate’ del blog La mia cucina improvvisata

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Riso long&wild con ananas e cotto grigliati al sentore di finocchietto

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Quando in ufficio c’era un gran trambusto oppure si andava fuori sede per lavoro ed alle 13.30 si era ancora nel pieno di un’estenuante ed interminabile riunione, la sottoscritta cominciava ad andare un pò su di giri.  Poi magari accadeva che qualcuno dei presenti che era a dieta, o che a colazione si era mangiato un mammuth, pretendeva che anche tu mangiassi in piedi, al bar, un sifilitico panino con una foglia di insalata, una fetta di pomodoro e 30 gr di mozzarella. Eh no!!! Il pranzo non si tocca

Oggi le cose sono ahimè lavorativamente cambiate ma, se guardo al lato positivo della cosa,  riesco a godermi un piatto di pasta o un’insalatona e spesso riesco a farlo a casa, con un orecchio alla televisione ed un occhio attento all’orologio perchè sessanta minuti passano in fretta.

Le temperature di questi giorni ci fanno apprezzare piatti freschi, veloci e soprattutto leggeri. Oggi a pranzo mi sono coccolata con questo piattino preparato alla velocità della luce prima di uscire di casa con quello che avevo in frigo.

L’idea mi è venuta ripensando ad una foto di spiedini di ananas grigliati che mi è passata davanti agli occhi durante il girovagare in Pinterest…e dato che la combinata frutta-salato è sempre vincente ho pensato di cubettare il tocco di prosciutto cotto parcheggiato nel frigo e di ripassarlo in padella con l’ananas rimasto dalla preparazione di una macedonia.

Il finocchietto colto in campagna lo scorso weekend ha dato la nota finale al piatto!

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RISO LONG & WILD CON ANANAS E COTTO GRIGLIATI E SENTORE DI FINOCCHIETTO (dosi per una porzione)

  • 85 gr di riso long&wild (oppure metà basmati e metà venere)
  • 1 fetta di ananas maturo (tagliato a dadini)
  • 30-40 gr di prosciutto cotto di alta qualità (tagliato a dadini)
  • un ciuffetto di finocchietto selvatico
  • olio e.v.o.
  • sale
  • pepe

In abbondante acqua bollente salata lessate il riso per il tempo indicato sulla confezione. Scolate e fate raffreddare.

In una bistecchiera o in un padellino antiaderente fate grigliare l’ananas e il prosciutto cotto senza grassi per qualche minuto fino a quando diventeranno leggermente bruniti. Spegnete il fuoco e fate intiepidire.

Condite il riso con l’ananas e il cotto, unite il finocchietto tagliuzzato e condite con olio e.v.o.

Regolate di sale e pepe.

Potete servire leggermente tiepido oppure freddo.

***

WILD FENNEL SCENTED LONG & WILD RICE WITH GRILLED PINEAPPLE AND SMOKEK HAM (serving 1)

  • 85 gr long&wild rice (or half basmati, half black rice)
  • 1 slice ripe pineapple (diced)
  • 30-40 gr smoked ham (diced)
  • wild fennel
  • extravirgin olive oil
  • salt
  • pepper

Cook the rice in salted boiling water. Drain and set aside in a bowl to cool.

In a non-sticking pan grill ananas and smoked ham for 4 to 5 minutes until lightly brown. Turn off the heat and let cool down.

Add to the rice and mix with a wooden spoon pouring in 1-2 tablespoons of extravirgin olive oil. Add salt and pepper and the wild fennel finely chopped.

You can serve it warm or, even better, cold.

***

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Stasera aperitivo da me’ del blog Fragole&cioccolato

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al contest ‘Ricette sotto l’ombrellone’ del blog Peccato di gola e Le nostre ricette di casa

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al contest ‘Sapori d’estate’ del blog Lamponietulipani

sapori d'estate[1]

e al contest ‘Ferragosto forno mio non ti conosco’ del blog Le padelle fan fracasso e del blog Il cucchiaino di Milù

logo raccolta estiva2[1]

Gnocchetti (di farro) all’acqua con cozze e pecorino…avrò scelto la ricetta giusta? (2)

gnocchetti di farro all'acqua con cozze e pecorino

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Oggi ferie! La lezione di acquagym è saltata perché sono cambiati gli orari e la sottoscritta, che frequenta la palestra molto a singhiozzo (leggasi una volta al mese), l’ha scoperto solo dopo essere entrata nello spogliatoio ed averlo trovato vuoto.

Si torna ahimè a casa con il doveroso compito di fare un po’ d’ordine.

Ciappo in testa e spolverino in mano lucido di tutto punto la cucina, rifaccio i letti, sbatto i tappeti e recupero sotto il divano due macchinine, il libro della Pimpa, un ciuccio, svariati pastelli ed un peluche. Sono esausta. Mi consolo pensando che nel pomeriggio si parte per le Marche dove mi aspetta un weekend di dolce far nulla (a proposito, nonni siete pronti per assecondare tutte le richieste che il piccolo ometto vorrà farvi?…il vocabolario non va oltre le 50 paroline ma a gesti ci si intende sempre!).

Prima di scappare vi lascio però la seconda proposta per il Recipe-tionist di giugno.

Come mi sia venuto in mente di preparare questo piatto ancora me lo chiedo perchè la sottoscritta non mangia gli gnocchi…noooh direte voi! eh sì rispondo io…ci ho provato e riprovato però le chicche, volendole chiamare in un modo più chic-coso, di patate proprio non mi vanno giù…ne mangio 3 o 4 ed ciò è sufficiente per farmi sentire gonfia come un pallone.

Qui ho decisamente azzardato (rischiando di regalare tutta la padellata a mio marito!!) con una banalissima riflessione: sono fatti di acqua e farina pertanto è come se mangiassi uno strozzaprete o un maltagliato.

L’intuito non mi ha affatto tradito! Mi restava solo sperare che non si sfaldassero in cottura come è avvenuto a Paola (la titolare della ricetta) la prima volta…devo però dire che, complice il suo ritocco delle dosi, sono andata sul sicuro e gli gnocchetti sono riusciti perfetti!

Come perzonalizzare la ricetta a questo punto? Togliere non ho tolto nulla perchè gli ingredienti erano già pochi. In prima battuta ho pensato di aggiungere dell’erba cipollina all’impasto per abbellirli un pochino poi ho aperto la dispensa e trovato della farina di farro…quasi quasi provo…smezzo la farina bianca sostituendone la metà con quella di farro e vediamo cosa viene fuori.

 Avendo a portata di mano l’attrezzino per i garganelli li ho anche rigati!

Complimenti davvero a Paola (ed alla sottoscritta che l’ha replicata!) per la ricetta: gli gnocchetti assorbono il sughetto dei pomodorini e delle cozze, il pecorino si scioglie con il calore e regala al piatto una nota unica, il basilico rilascia i suoi olii essenziali…e ci fa finalmente sentire in estate.

Non avete ancora l’acquolina in bocca???

gnocchetti di farro all'acqua con cozze e pecorino

gnocchetti di farro all'acqua con cozze e pecorino

GNOCCHETTI DI FARRO ALL’ACQUA CON COZZE E PECORINO (per 4 persone)

per gli gnocchetti:

  • 200 gr di farina 00 (+ quella per impastare)
  • 200 gr di farina di farro
  • 60 gr di olio e.v.o.
  • 500 ml di acqua

per il sugo:

  • 10-12 pomodorini
  • 1 kg di cozze
  • 1 spicchio di aglio
  • vino bianco
  • abbondante pecorino grattugiato
  • basilico

In un pentola dai bordi alti portate a bollore l’acqua e l’olio, unite quindi le due farine a fate cuocere per qualche minuto a fuoco basso mescolando con un cucchiaio di legno fino a quando il composto non si stacca dalle pareti.

Fate raffreddare l’impasto e su una spianatoia lavoratelo aggiungendo della farina (00 o di farro) fino ad ottenere una massa morbida ma non collosa. Ottenete delle striscioline dalle quali ricaverete con il coltello dei piccoli gnocchi della lunghezza di 2 cm circa (per farli rigati come i miei utilizzate i rebbi di una forchetta oppure l’attrezzino per i garganelli). Poneteli su un vassoio ben infarinato.

Lavate accuratamente i pomodorini, il basilico e le cozze. In una padella ampia rosolate lo spicchio di aglio, quando sarà imbiondito toglietelo e versate i pomodorini tagliati in due ed il basilico. Fate cuocere a fuoco moderato per qualche minuto dopodiché unite le cozze. Sfumate con il vino bianco ed attendete che le cozze si aprano.

Nel frattempo lessate gli gnocchetti in acqua bollente salata, scolateli quando vengono a galla e saltateli in padella con la cozze. Unite il pecorino grattugiato e mantecate per qualche istante.

Guarnite con dell’altro basilico e servite subito.

***

SPELT AND WATER GNOCCHI WITH MUSSELS AND PECORINO CHEESE (serving 4 people)

for the gnocchi:

  • 200 gr white flour plus more for kneading
  • 200 gr spelt flour
  • 60 gr extravirgin olive oil
  • 500 ml water

for the sauce:

  • a dozen cherry tomatoes cut in half
  • 1 kg mussels
  • 1 garlic clove
  • white wine
  • freshly grated pecorino cheese
  • basil

Pour the oil and the water in a medium saucepan over medium heat; bring to a boil then using a wooden spoon quickly stir in the flours until combined. Cook for some minutes stirring constantly until mixture pulls away from the sides.

Transfer the dough on a well floured surface and let it cool down. If it is too sticky, add a little more flour, but don’t overdo. Roll the dough into a long smooth sausage, then cut into 2cm-long pieces and place on a generously-floured tray.

Meanwhile prepare the sauce. Wash accurately cherry tomatoes, basil leaves and mussels.

In a large saucepan stirfry the garlic clove in some oil until brown. Remove it and pour in the tomatoes and basil. Then throw in the mussels and toss well. Add the wine, cover with a lid and cook for 3-4 minutes until mussels start to open.

Bring a large pot of salted water to the boil. They’re ready when they start bobbing at the surface of the water. Drain the gnocchi and pour in the pan with the tomatoes and the mussels. Stir slightly then add a generous amount of freshly grated pecorino cheese.

Garnish with basil before serving.

gnocchetti di farro all'acqua

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Giugno del blog Cuocicucidici copiando una ricetta del blog Fairies’ kitchen

the recipe-tionist giugno[1]

Polpette di zucchine (e feta)…avrò scelto la ricetta giusta? (1)

polpette di zucchine e feta 005

A scuola non ho mai copiato.

Ora invece, complice questo blog, ho la scusa per allungare l’occhio in qualche sito interessante e provare la sensazione che avevano i miei compagni di classe quando, diversi lustri orsono, aspettavano che entrassi in aula e che tirassi fuori dallo zainetto i quadernoni con gli esercizi già svolti per dare una sbirciatina.

A volte si tratta di copiare paro paro, altre di prendere spunto dalla ricetta che in quel momento ti attrae. Unica regola di questo passatempo divertente: NON DIMENTICARSI DI CITARE SEMPRE LA FONTE! Non c’è infatti cosa più scorretta che fare propri quelli che in realtà sono esperimenti-azzardi-lampi di genio di altri frequentatori dei fornelli, siano essi cuochi professionisti o appassionati bloggers.

Quella che vi propongo oggi è una ricetta copiata da capo a piedi…ed il bello sta proprio in questo. La vicina di blog Cuocicucidici da quasi due anni tiene le redini di un contest che, pur con cadenza mensile, è praticamente sempre attivo: The Recipe-tionist . Il suo intento è quello di far scoprire il contenuto di un blog, invitando tutti i partecipanti a replicare una o più delle ricette in esso presenti. Si deve in sostanza copiare, con un’unica licenza che è quella di poter omettere od aggiungere (o al max sostituire) un ingrediente, e vince chi – a detta del blog ospitante – si dimostra più bravo in quest’arte.

Il mese scorso ho provato a partecipare con la pizza di carne ma sono arrivata lunga perchè le ricette vanno pubblicate entro il 25 di ogni mese; questa volta ritento, non con una ma due ricette che ho visto, studiato e infine messo all’opera e che ci sono piaciute tantissimo!

Il blog di Giugno nel quale copiare è quello di Fairies’ kitchen.

Inizio proponendovi le polpette di zucchine, che ho rigorosamente fritto (credo sia la seconda volta dall’inizio dell’anno!) e arricchito con della feta per renderle ancora più stuzzicanti e fresche.

Provatele, anche solo cotte in forno, perché sono deliziose!

Per la seconda replica vi lascio in suspense…..almeno fino al prossimo post.

polpette di zucchine e feta 012POLPETTE DI ZUCCHINE, RICOTTA E FETA (per 18 polpette circa di medie dimensioni)

  • 4 zucchine medie
  • 100 gr di ricotta
  • 70 gr di feta…mia aggiunta
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • sale e pepe
  • menta
  • olio per friggere

Lavate e mondate le zucchine; grattugiatele con una grattugia a fori medi e mettetele in un colino. Dopo averle salate copritele con un piatto sopra al quale metterete un peso. Lasciatele per almeno mezz’ora in modo che elimino l’acqua di vegetazione.

Trascorso questo tempo, strizzatele e mettetele in una ciotola insieme con la ricotta, la feta sbriciolata, l’uovo, i formaggi grattugiati, il pangrattato e la menta tritata finemente con un coltello. Regolate di sale e pepe.

Mescolate bene gli ingredienti e ricavate dall’impasto delle palline leggermente schiacciate che passerete in un po’ di farina prima di friggerle oppure di cuocerle in forno fino a quando saranno dorate.

polpette di zucchine e feta 002

ZUCCHINI AND FETA FRITTERS (makes 18 pieces)

  • 4 medium zucchini coarsely grated
  • 100 gr ricotta cheese
  • 70 gr feta cheese
  • 1 egg
  • 2 tablespoons grated parmigiano reggiano cheese
  • 1 tablespoon grated goat cheese
  • 4 tablespoons breadcrumbs
  • salt & pepper
  • mint
  • sunflower oil for frying
  • flour

To release excess water from zucchini put them in a colander, sprinkle with salt and allow the liquid to drain for al least half an hour.

Squeeze thouroughly and transfer to a bowl, then combine with the other ingredients: ricotta cheese, feta cheese, egg, grated cheeses, breadcrumb and mint finely chopped. Season with salt and pepper.

Heat the oil in a large frying pan. Form the mixture into balls and dust with flour, removing the excess. Drop the balls into the oil and cook for 8-10 minutes until golden all around. Drain on paper towel.

***

Con questa ricetta partecipo al contest Recipe-tionist di Giugno ospitato dal blog Fairies’ kitchen

the recipe-tionist giugno[1]

e al contest ‘Ricette e ricotta’ del blog Cappuccinoecornetto per la categoria Fingerfood salati

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Cake agli asparagi selvatici e salame piccante

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(english version below)

Piovono asparagi!

La pioggia incessante delle ultime settimane è stata come manna dal cielo e gli asparagi hanno continuato indisturbati a fare capolino nel sottobosco, almeno fino a quando uno dei tanti avventori della macchia marchigiana, accovacciandosi tra i rovi li ha notati ed ha deciso di farne un bel mazzetto da portare a casa alla bella mogliettina (un romanticismo di altri tempi e soprattutto a costo zero….altro che mazzo di rose!).

Ora, la mogliettina/lavoratrice/casalinga-nel-weekend presa alla sprovvista dal generoso bouquet e non sapendo cosa farsene di tutto quel ben-di-dio, si siede un attimo e comincia a frullare….una parte ce la pappiamo per pranzo, la saltiamo subito in padella, ci aggiungiamo delle striscioline di speck e ci ripassiamo delle farfalle scolate, rigorosamente, al dente. Quella rimanente evitiamo per una volta di affogarla in una (tristissima, l’aggettivo che è solito utilizzare il maritino) frittata e riserviamogli un posto d’onore in un…nonsoché…boh…hmm…ma sì un cake salato!

La ricetta nasce da sola con quello che trovo in frigo.

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Asparagi e pecorino, uova e olio a km zero…e a sorpresa un salame piccante (anch’esso a km zero) regalatoci dall’amico Angelo che va assolutamente consumato perchè staziona in cantina da un bel po’.

Io non mangio pane&salame (da sempre) – tantoché ho pensato ‘se lo papperà tutto il maritino!’ – invece ho osato l’assaggio e devo dirvi che questo cake mi è piaciuto davvero molto*, soprattutto per la sua nota piccantina; se a voi proprio l’idea del salame non piace potete sostituirlo con prosciutto, speck o bresaola.

Vi lascio subito la ricetta (notate bene che le quantità si riferiscono ad uno stampo da plum-cake più piccolo, pertanto se ne utilizzate uno standard non vi resta che aumentare le quantità…almeno di una volta e mezzo).

* il maritino cui ho lasciato il cake per pranzo mi ha mandato dopo l’assaggio un sms, telegrafico come nel suo stile ma alquanto eloquente…’semplicemente top!’

MINI CAKE AGLI ASPARAGI SELVATICI E SALAME PICCANTE (per un stampo da 22x9x7 cm)

  • 125 gr di farina 0
  • 2 uova
  • un mazzetto di asparagi selvatici
  • 100 ml di latte fresco intero (o quello che usate voi)
  • 30 gr di pecorino fresco delle colline marchigiane
  • 5-6 fettine di salame piccante tagliate a quadrettini
  • 1/2 bustina di lievito istantaneo per torte salate (o 1/4 di cubetto di lievito di birra che farete sciogliere nel latte tiepido)
  • pane grattugiato
  • 40 gr di olio e.v.o.
  • sale e pepe q.b.

Lavate gli asparagi ed eliminate la parte terminale del gambo in quanto legnosa. Cuoceteli in acqua bollente salata per 10-15 minuti. Scolateli e metteteli da parte a raffreddare.

Nel frattempo in una ciotola sbattete le uova, aggiungete il latte, l’olio, il salame piccante ed il pecorino tagliato a piccoli pezzetti. Unite infine la farina setacciata con il lievito e regolate di sale e pepe.

Ricoprite uno stampo da pane in cassetta con carta da forno. Lasciate da parte 4-5 asparagi.

Ponete alla base una parte degli asparagi e copritela con un po’ del composto di uova, quindi proseguite con altri asparagi ed altro composto sino ad esaurimento degli ingredienti.

Sistemate sulla superficie gli asparagi lasciati da parte e spolverizzate con del pane grattugiato.

Cuocete in forno a 180° per 30 minuti circa.

Aspettate che sia tiepido prima di sformarlo.

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CAKE WITH ASPARAGUS AND SPICY SAUSAGE (makes one 22x9x7 cm loaf)

  • 125 gr flour
  • 2 eggs
  • a bunch of asparagus, tough ends trimmed
  • 100 ml fresh milk
  • 30 gr (fresh) pecorino cheese
  • 5-6 slices spicy sausage (diced)
  • 8 gr drie yeast
  • breadcrumbs
  • 40 gr extravirgin olive oil
  • salt, pepper

Preheat the oven to 350° F.

Boil the asparagus for 10 to 15 minutes until soft.  Drain and set aside to cool.

In a medium bowl beat the eggs, then add  milk, oil,  spicy sausage and pecorino cheese cut into small pieces. Sieve the flour with the yeast and add to the egg mixture. Season with salt and pepper.

Line a loaf pan with parchment paper and set aside. Leave apart 4-5 asparagus.

Put on the base of the pan some asparagus, then pour some of the batter; go on like this,  alternating asparagus and batter, until you finish all the ingredients.

Put on the top the reserved asparagus and dust with breadcrumbs.

Cook for 30 minutes.

Let the cake cool before removing from the pan.

***

Con questa ricetta partecipo:

al contest ‘Pret-a-manger’ del blog Ricettesbagliate

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al contest ‘Buon secondo compleanno’ del contest Thespicynote

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e al contest ‘Stasera aperitivo da me!’ del blog Fragoleecioccolato

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Pizza di carne…aiuto, un ladro di pomodorini!

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Tutto ciò che di commestibile è alla sua altezza rischia di sparire senza che neanche ve ne accorgiate.

Qui però ho colto il piccolo ladro di pomodorini in flagranza di reato (anche se, a dirla tutta, eravamo già al secondo colpo nel giro di mezz’ora…se scorrete sotto, vedete infatti un altro scatto fulmineo della cuoca prima che l’agile manina riesca ad afferrare una stellina di formaggio).

Abbiamo sempre avuto un gran appetito. E, da quando al nido abbiamo scoperto precocemente la pizza (margherita),  ci siamo accorti di esserne pazzamente innamorati (e per fortuna amore della mamma perché il babbo ed io ne andiamo matti e tu non vorrai essere da meno).

Questa passione è talmente forte che, ogni qualvolta vediamo qualcosa di pomodoroso, supplichiamo incessantemente nell’orecchio alla mamma pissa, pissa, pissa…

Qualche sera fa mi sono divertita a preparare una pizza del tutto insolita per il fatto di avere al posto della pasta lievitata, un mix di carne macinata, formaggio e mollica di pane. Nel web si possono trovare decine di versioni (io sono partita da quella del blog La cucina di mamma Loredana) anche se ieri, parlando con la mia amica Ale, scopro che la vendono pure al super sotto l’ufficio…si vede che non frequento il reparto ‘preparati’!)

Commensale grande e commensale piccolo hanno MOLTO apprezzato. Credo che entrerà nella lista delle ricette salva-cena perché oltre ad essere semplice è anche molto veloce. Vi permette inoltre di utilizzare avanzi di formaggio e verdure (io ho messo ad esempio, uno champignon e delle olive) che avete in casa.

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pizza di carne

PIZZA DI CARNE (dosi per 4 persone)

  • 300 gr di macinato di scottona (o maiale per un sapore più deciso)
  • 3 fette di pane di segale (o 5 fette di pancarrè)
  • 150 ml di latte
  • 8/9 pomodorini ciliegini
  • 70 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • qualche fetta di formaggio filante, per me Galbanino (altrimenti mozzarella, taleggio, brie etc)
  • 1/2 fungo champignon (mia aggiunta)
  • una decina di olive taggiasche denocciolate (mia aggiunta)
  • sale & pepe q.b.
  • olio e.v.o.

In una ciotola mettete a bagno nel latte le fette di pane di segale ridotte a tocchetti.

Dopo qualche minuto strizzatele e mettetele in un’altra ciotola nella quale avete già versato la carne tritata, il parmigiano, lo champignon tagliato a piccoli pezzetti ed il parmigiano grattugiato. Regolate di sale e pepe.

Foderate la base di uno stampo a cerniera con della carta da forno ed adagiatevi il composto di carne avendo cura di distribuirlo bene fino ai bordi. Decorate a piacere con i pomodorini tagliati a metà, le olive taggiasche ed il formaggio filante.

Infornate a 220° per 20 minuti circa.

pizza di carne

MEATPIZZA with MOZZARELLA and CHERRY TOMATOES (serving 4)

  • 300 gr heifer minced meat (or pork)
  • 3 slices of rye bread
  • 150 ml milk
  • 8/9 cherry tomatoes
  • 70 gr grated Parmigiano Reggiano cheese
  • a few slices of mozzarella or other soft cheese
  • 1/2 champignon mushroom
  • a dozen of pitted small black olives
  • salt and pepper
  • extravirgin olive oil

Preheat the oven to 425° F. Cover the loose base of a spring-release tin with parchment paper and set aside.

Put the rye bread (cut into small pieces) in a bowl with the milk and let it soak for 10 minutes.

Squeeze out the bread and pour it in another bowl together with the minced meat, the shredded mushroom and the parmisan cheese. Adjust with salt and pepper.

Pour the meat mixture into the tin, cover with cherry tomatoes, black olives and mozzarella then bake for 20 minutes.

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Con questa ricetta partecipo all’iniziativa Smartcooking promossa dal Consorzio del Parmigiano Reggiano per promuovere una cucina volta alla riduzione degli sprechi, all’utilizzo di ingredienti dimenticati e a un mangiare più consapevole.

Partecipo altresì al contest ‘La mia ricetta originale improvvisata’ del blog La mia cucina improvvisata

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e anche al contest ‘Forno che passione’ del blog La forchetta nel brodo

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Lasagne cremose di pane carasau e zucchine

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Un mesetto fa nel blog della mia amica Susy ‘Ricotta che passione’ vedo la ricetta di una lasagna con pane azzimo e carciofi e resto folgorata. Compro raramente il pane azzimo perché a mio marito tutto ciò che è troppo dietetico/insipido non piace (mentre il piccolo fa l’aperitivo con le gallette di mais) ma ho giusto in dispensa del pane carasau….basta solo trovare l’occasione giusta per preparare una succulenta and curious  lasagna (senza che l’assaggiatore senior si accorga di avere a che fare con un insolito esemplare di pasta al forno…ma so bene cosa fare! devo aspettare che mandi giù il primo boccone, che esprima – più a gesti che a parole – apprezzamento per il piatto dopodiché posso rivelargli l’ingrediente inaspettato).

Domenica mattina.

Una scamorza affumicata, dimenticata in frigo da qualche giorno, sembra fare al caso mio.

Di verdure, invece, ora c’è solo l’imbarazzo della scelta ma vada per delle classiche zucchine scure (quelle bianche non mi fanno impazzire).

Mi accorgo di non avere sotto mano la ricetta di Susy e non ho tempo per accendere il pc. Improvviso. Rimedio anche della ricotta (che a Susy piace tanto…) e del raviggiolo (è un formaggio fresco a pasta molle tipico dell’appennino toscano-romagnolo dal colore bianco latte e dal sapore delicato…una delle piacevoli scoperte culinarie del vivere a Faenza) che alleggeriscono il ripieno e rendono meno pronunciato il sentore fumé della scamorza. Preparo una besciamella che leghi tutti gli ingredienti e conferisca una cremosità irresistibile.

15 minuti per assemblare, 30 minuti di cottura e, appollaiata la pulce sul seggiolone, siamo pronti (e curiosi) per l’assaggio.

I piatti tornano nel lavello vuoti e la cuoca, soddisfatta, fa i complimenti a se stessa.

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LASAGNE CREMOSE DI PANE CARASAU E ZUCCHINE (dosi per una pirofila da 29 cm)

3 fogli di pane carasau

5 zucchine medie

1 cipollotto

qualche fogliolina di menta

4 cucchiai di olio e.v.o.

300 ml di latte fresco intero

30 gr di farina

30 gr di burro + quello per la superficie e per ungere la pirofila

100 gr di ricotta

100 gr di raviggiolo

1/2 scamorza affumicata

sale & pepe q.b.

Tagliate il cipollotto a rondelle. Lavate e mondate le zucchine, tagliatele a striscioline e mettetele in una padella con il cipollotto a rosolare in  4 cucchiai di olio e.v.o.; fate cuocere per una decina di minuti (a me piacciono ancora croccanti, se le preferite più cotte allungate di qualche minuto). Regolate di sale e pepe e aggiungete le foglioline di menta spezzettate con le mani.

In una ciotola amalgamate la ricotta con il raviggiolo e salate leggermente.

Preparate la besciamella. Fate riscaldare il latte in un pentolino. Nel frattempo fate sciogliere il burro in un altro pentolino ed aggiungete la farina; amalgamate con una piccola frusta e togliete dal fuoco. Unite a filo il latte caldo continuando sempre a girare, quindi rimettete il pentolino sul fuoco e fate rapprendere la salsa. Regolate di sale e pepe.

Prendete una pirofila, imburratela generosamente dopodiché iniziate a comporre gli strati: versate sul fondo un po’ di besciamella, seguite con il pane carasau spezzettato dopodiché formate uno strato di zucchine e cipollotto. Ricopritele con fettine di scamorza e con piccole cucchiaiate del composto di ricotta e raviggiolo. Ripetete l’operazione formando nuovi strati,  avendo cura di terminare con i formaggi ricoperti di ulteriore besciamella. Prima di infornare mettete sulla superficie dei piccoli fiocchetti di burro.

Cuocete a 180°-190° per 30 minuti circa. Se la superficie non dovesse risultare dorata ponete gli ultimi 5 minuti sotto il grill.

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Con questa ricetta partecipo al contest ‘Strati su strati’ del blog Le cuoche per gioco

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Mezze penne rigate di Gragnano al pesto rosso…e ricordi di un viaggio in Sicilia

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Chez LaGreg niente pomodori d’inverno. Non so perché, ma a me sembrano gonfiati con l’aria compressa e non sanno proprio di nulla…discorso a parte per la salsa di pomodoro casalinga (che uso per i sughetti e per la pizza) e per il pachino semi-secco sott’olio che ho scoperto qualche anno fa durante un viaggio a Marzamemi, un delizioso borgo marinaro lungo la costa sud-orientale della Sicilia, famoso prima che per i pomodori di Pachino (che dista solo 3 km) per le sue tonnare.

E’ stato prima l'(ex) collega Michele, marchigiano come la sottoscritta ma amante da sempre di questa terra, tanto da tornarci ogni anno in vacanza, poi l'(ex), anche lui, collega Maurizio – catanese doc ma con casa di villeggiatura al sud – a convincermi di affrontare una traversata notturna Napoli-Catania per godermi una settimana di mare spettacolare, ricche tradizioni e cucina paradisiaca.

Nel paese, di fronte al bar dove ogni mattina mi aspettava la brioche con la granita (rigorosamente mandorla sotto e caffè sopra), c’era la bottega di Campisi, azienda che dal 1854  trasforma i prodotti della terra e del mare proponendo salse e conserve di ogni tipo. Al tempo ritornai con una bella scorta di tonno e ricciola in scatola, sale aromatizzato e gli immancabili pomodorini di Pachino (mooolto più saporiti di quelli che compriamo qui al nord…sanno proprio di sole!).

Il semi-secco sott’olio è il mio preferito in quanto più delicato di quello classico secco, che troviamo facilmente al supermercato e che va fatto rinvenire in acqua calda e aceto e poi condito a piacere con olio e spezie.

Potete servirlo come antipasto insieme a formaggi e salumi oppure utilizzarlo in cucina per un insolito pesto o per farcire degli involtini. E’ strepitoso mangiato sopra una fetta di pane bruscato con una quenelle di ricotta freschissima, un filo di olio e qualche fogliolina di origano!

La scorta di Campisi è finita da un bel po’ (ho però adocchiato il negozio on-line e non è escluso che si faccia molto presto un ordine) ma per fortuna sugli scaffali dei supermercati appaiono sempre più spesso prodotti in passato sconosciuti….io ho scovato allo Coop un barattolino di pomodorini semi-secchi della linea fior fiore e non me lo sono fatto sfuggire.

Visto che le temperature di questi giorni ci fanno apprezzare anche un piatto di pasta fredda ho pensato di preparare un pesto, eleggendo il pomodorino a protagonista del piatto.

Cinque (5) minuti di orologio ed il vostro condimento è pronto!

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MEZZE PENNE RIGATE DI GRAGNANO AL PESTO ROSSO (dosi per 2 persone)

  • 180 gr di mezze penne rigate di Gragnano
  • 50 gr di pomodorini semi-secchi di Pachino sott’olio
  • 10 gr di pinoli
  • 10 gr di mandorle
  • un ciuffetto di basilico
  • sale & pepe q.b.
  • olio e.v.o. q.b.

Mettete nel mixer i pomodorini, scolati prima dell’olio, i pinoli, le mandorle, il basilico. Frullate per qualche secondo aggiungendo a filo dell’ottimo olio extra-vergine d’oliva fino a ottenere la consistenza desiderata (io preferisco un pesto non troppo omogeneo). Se volete renderlo meno oleoso potete sostituire una parte dell’olio con acqua calda. Regolate di sale e pepe.

Cuocete nel frattempo in abbondante acqua bollente salata la pasta. Scolatela al dente e conditela con il pesto allungato con un po’ dell’acqua di cottura tenuta da parte.

Buon appetito.

Tagliatelle al limone (e semi di papavero)….F.F.F.

tagliatelle al limone (1)

Questo piatto mi porta indietro nel tempo di quasi 12 anni. Mi ricorda infatti i pranzi al Bar della Stazione (di Fabriano) con un aitante giovanotto che si faceva sempre attendere nonostante il suo ufficio fosse solo al di là della strada, mentre la sottoscritta aveva già (celermente) percorso un buon km a piedi.

Geloso mio marito? No affatto perché quel ragazzotto era proprio lui con qualche capello bianco e qualche rughetta (eh, sì che vengono anche a loro per giustizia divina…) in meno.

Lucia la cameriera della tavola calda (che ogni tanto chiede di me e che devo ricordarmi assolutamente di passare a salutare quando torno nelle Marche) era sempre gentile, graziosa nel suo grembiulino, un po’ meno a guardare le ciabatte da infermiera che indossava ai piedi.

Si mangiava bene e si spendeva poco. Ogni giorno due primi a rotazione come alla mensa (poi secondi, contorni, dolci ma a quel tempo eravamo entrambi pigia-tasti e per scongiurare l’abbiocco pomeridiano un piatto di pasta era più che sufficiente). Il lunedì (spesso) le cuoche si dilettavano a preparare le tagliatelle al limone. Buone, anzi buonissime per quanto non vada matta (come vi ho già spiegato qui) per questo agrume.

Non so cosa abbia fatto scattare in me la voglia di riproporre questo piatto, fatto sta che mi sono lanciata in un’accurata ricerca in rete per capire come ottenere quella deliziosa cremina gialla (perfettamente pandan con la pasta all’uovo tanto da farla sembrare scondita). Lucia una volta mi disse che la cuoca preparava una carbonara al limone ma chissà perchè sono convinta che la signora ai fornelli custodisca ancora gelosamente il suo ingrediente segreto. Curiosa come San Tommaso, ho cercato, cercato, cercato fino a spuntare una decina di ricette per scegliere poi (dal mio affidabilissimo Sale&Pepe) questa versione con panna e caprino .

Il tocco della cuoca? Semini di papavero sparsi tutti sopra per una (leggerissima) ed (elegante) nota croccante in bocca.

Fantastica!

Fresca!

Facilissima!

(ecco svelato il segreto delle 3 F nel titolo)

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TAGLIATELLE AL LIMONE (per 2 persone)

  • 200 gr di tagliatelle fresche all’uovo (oppure 4 nidi di quelle secche)
  • 50 gr di panna fresca
  • 1 tuorlo
  • 75 gr di caprino
  • un limone piccolo non trattato
  • uno spicchio di aglio
  • un mazzetto di prezzemolo
  • 2 cucchiai di formaggio grattugiato (io avevo pecorino)
  • una piccola noce di burro
  • sale & pepe q.b.
  • un cucchiaio di semi di papavero

Prendete il limone, lavatelo accuratamente e con un pelapatate staccate la parte gialla della scorza; tritatela fine.

In una padella fate soffriggere lo spicchio d’aglio con il burro, aggiungete quindi la scorza del limone e regolate di sale e pepe.

Amalgamate in una terrina la panna con il caprino fino ad ottenere una crema omogenea, versatela quindi nella padella e fatela cuocere per 1-2 minuti. Unite infine il prezzemolo tritato.

Cuocete le tagliatelle in abbondante acqua bollente salata, scolatele al dente e rovesciatele in un piatto da portata. Unite il tuorlo sbattuto con il succo di limone, quindi la crema al caprino ancora calda ed il formaggio grattugiato (se dovessero asciugare troppo aggiungete qualche cucchiaio di cottura della pasta).

Mantecate bene e servite.

Insalatina tiepida di grano saraceno, verdure primaverili e feta

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Ci siamo incontrati per caso in un vivaio.

No, non sto parlando di me e di mio marito ma del primo sguardo lanciato a questi buffi chicchi dalla forma tetragonale che hanno attirato la mia attenzione nel corner bio, ultima (e senza dubbio originale) installazione, del vivaio più ‘chic’ della città.

Fino a qualche giorno fa conoscevo il grano saraceno solo in versione farina…del tipo sale e pepe sui toni del grigio-marrone scuro…diffusissimo nelle regioni alpine e protagonista di ricette straordinarie (come i pizzoccheri della Valtellina, la torta di grano saraceno farcita con la marmellata di mirtilli rossi e la polenta taragna) tanto da meritare il fregio di Presidio Slowfood.

Eccolo invece che mi si presenta davanti agli occhi in nude-look, accanto a più familiari semi di orzo, farro, miglio e avena. Lo guardo e faccio a mio marito “e questo cos’è? non l’ho mai visto”. Mi (ci) aiuta un cartellino posto all’altezza dei nostri occhi che in poche righe ci svela da dove viene, come si coltiva e, soprattutto, come si cucina.

Scopro che, diversamente da quanto si crede (e soprattutto da quanto faccia credere il suo nome), non è un cereale e pertanto non contiene glutine.

Approfittando delle prime verdurine di stagione, ho preparato un piatto leggero ideale per il pranzo in ufficio o per un pic-nic all’aperto. Volendo renderlo anche piatto unico ho aggiunto dei piccoli cubetti di feta (preferisco quella sfusa al banco dei formaggi, questa volta più buona del solito) ma potrebbe essere altrettanto simpatico l’abbinamento con una morbida caciottina o una dolce fontina.

Io l’ho servito tiepido perché il mio pancino ancora si rifiuta di ricevere piatti a temperatura frigo (comunque faccio poco testo, perché anche in pieno agosto la mia tazza di latte al mattino deve essere MOLTO calda…per non dire bollente). Credo sia delizioso anche consumato il giorno dopo, quando tutti i profumi ed i sapori si saranno bene amalgamati.

insalatina tiepida di grano saraceno, verdure primaverili e feta (9)

INSALATINA TIEPIDA DI GRANO SARACENO, VERDURE PRIMAVERILI E FETA (per 2 persone)

  • 150 gr di grano saraceno decorticato biologico
  • 4 asparagi
  • 3 cucchiai di pisellini freschi (anche se io dovendo vuotare il freezer ho utilizzato quelli del mio orto surgelati la scorsa estate)
  • 4 cucchiai di fave fresche (private del peduncolo)
  • uno scalogno
  • 70-80 gr di feta
  • olio e.v.o.
  • sale & pepe q.b.

Sgranate i piselli e le fave. Tagliate la parte dura dei gambi degli asparagi e pulite con un pelapatate quella rimanente. Passateli velocemente sotto l’acqua corrente per eliminare eventuali residui di terra e tagliateli quindi a pezzetti di 2-3 cm lasciando intatte le punte.

In una padella versate qualche cucchiaio di olio ed aggiungete lo scalogno tritato finemente; fatelo stufare per qualche minuto fino a diventare morbido e trasparente. Unite le fave, i piselli e gli asparagi e fate cuocere per una decina di minuti (le verdurine devono comunque restare croccanti). Spegnete il fuoco e regolate di sale e pepe.

Lavate più volte il grano saraceno sotto l’acqua corrente per eliminare eventuali impurità e fatelo tostare in una padella con un paio di cucchiai di olio prima di aggiungere acqua bollente salata e farlo cuocere per 15/20 minuti circa. Scolatelo e mettetelo in una ciotola. Unitevi le verdure e mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti.

Impiattate ed aggiungete la feta tagliata a piccoli cubetti.

Buon Appetito!

Pizza bianca al farro con cipollotti, zucchine e crescenza

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Questo post era in programma per domani senonché qualche minuto fa la mia manina è scivolata per errore sul bottone ‘pubblica’ e la ricetta è apparsa, in un nanosecondo, nel blog priva di testo!!!

Per fortuna che ero riuscita a sistemare le foto e ad inserire il procedimento altrimenti sai che figura da principiante. Eh, sì perché non siamo mica delle wonder women che cucinano, scattano, scaricano foto e scrivono tutto insieme. Capita infatti di avvantaggiarsi o di preparare lo stesso giorno una o più ricette in modo da aver materiale per il blog per tutta la settimana.

La pizza in questione è stata la nostra cenetta di ieri sera ed è nata dalla volontà di vuotare il frigo: un mazzetto di cipollotti, qualche zucchina ed un panetto di crescenza. Questa volta ho scelto la farina di farro per rendere la preparazione più rustica.

Io non avendo molto tempo ho usato la macchina del pane che in un’ora e mezza mi regala un impasto omogeneo e ben lievitato ; se non l’avete ricorrete pure al metodo tradizionale.

Buona pizzata a tutti!

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pizza bianca al farro con cipollotti zucchine e crescenza (6)

PIZZA BIANCA AL FARRO CON CIPOLLOTTI, ZUCCHINE E CRESCENZA

  • 150 gr di farina di farro
  • 75 gr di farina manitoba
  • 1/2 cucchiaino di lievito di birra secco per salati (o mezzo cubetto di lievito di birra fresco + un cucchiaino di zucchero)
  • 6 cucchiai d’olio e.v.o.
  • 100 ml di acqua (circa)
  • 1 cucchiaino di sale
  • 3 cipollotti bianchi
  • 2 zucchine verdi
  • 100 gr di crescenza
  • 2 rametti di timo
  • 2 rametti di rosmarino
  • sale & pepe q.b.

Mettete nella vaschetta della macchina del pane gli ingredienti liquidi (l’acqua e 1 cucchiaio di olio), aggiungete quindi il sale, la farina e il lievito. Avviare la macchina con il programma pizza.

In alternativa, sciogliete il lievito di birra fresco in un po’ di acqua tiepida, aggiungete 50 gr di farina e lo zucchero. Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo e lasciate riposare per 1/2 ora. Trascorso questo tempo, versate la farina rimasta sulla spianatoia, formate un incavo al centro e disponeteci il panetto lievitato, 1/2 cucchiaino di sale e tanta acqua quanta ne serve per ottenere una palla dall’aspetto liscio (indicativamente 100 ml ma dipende dal grado di forza della farina che utilizzate e dall’umidità presente nella stanza). Ungete la pasta con un po’ di olio, quindi mettetela in una ciotola, incidete la sommità con un taglio a croce e lasciatela lievitare per 2 ore.

Cuocete nel frattempo le verdure.

Eliminate le piccole radici e 2/3 della parte verde dei cipollotti, lavateli sotto l’acqua corrente e tagliateli a rondelle sottili. In una padella fare scaldare 3 cucchiai di olio, aggiungete i cipollotti, i rametti di timo e rosmarino, qualche cucchiaio di acqua e lasciate cuocere a fiamma bassa per una decina di minuti fino a quando risulteranno trasparenti e ben stufati. Una volta cotti regolate di sale e pepe ed eliminate le erbe aromatiche.

Lavate e spuntate le zucchine; eliminate la parte bianca all’interno e tagliatele quindi a listarelle. Fatele stufare in una padella con un paio di cucchiai di olio per una decina di minuti. Spegnete quindi il fuoco, salate e pepate.

Terminato il programma pizza della macchina del pane (o trascorse le 2 ore di lievitazione), prendete la pasta e stendetela con le mani in una teglia leggermente unta di olio, bucherellate con una forchetta e lasciate riposare per 30 minuti in un luogo caldo al riparo da correnti d’aria.

Trascorso questo tempo, distribuite sopra la pasta i cipollotti e le zucchine stufate e la crescenza tagliata a pezzetti. Infornate in forno già caldo a 220° per 15-20 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘La primavera nel piatto’ del blog Beatitudini in cucina

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e al contest ‘Profumo di primavera’ del blog Lamponi e tulipani

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partecipo altresì al contest La Prova del Farro

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Fusilli bucati lunghi di Gragnano alla carbonara di carciofi

uova a km zero

(uova a km zero)

Le uova si sa sono il simbolo della Pasqua e in questi giorni sono state le protagoniste della nostra tavola. Chissà quante ne saranno state sgusciate, impastate, sbattute, montate per poi essere trasformate in golose pastiere o in frittatine con la mentuccia da portare oggi alla classica gita fuori porta.

La sottoscritta, per rendere onore alle gallinelle dei miei suoceri che in questi giorni si sono date un gran da fare, ha pensato di preparare una carbonara in versione vegetariana, sostituendo il guanciale (o voi siete del partito della pancetta?) con dei carciofi super croccanti.

Vista la semplicità della ricetta mi sono messa alla ricerca di un formato di pasta insolito ed ho scelto i fusilli bucati lunghi che la Società Cooperativa dei Pastai Gragnanesi produce per la linea Fior fiore Coop.

In realtà mi sono accorta della singolarità del formato solo quando ho aperto la confezione…i fusilli sono simili a dei lunghi spaghetti attorcigliati e piegati in due. Quelli della foto per intenderci.

carbonara di carciofi (8)

Non vi ricordano le forcelle per capelli che usavano le nostre nonne?

La pasta risulta ruvida per effetto della trafilatura al bronzo e riesce più facilmente a trattenere il sugo (in Campania nessun dubbio sull’abbinarli ad un succulento ragù, ma vi assicuro che erano deliziosi anche con la cremina all’uovo che vi si è ben ‘attaccata’ dopo un’amorevole e non affrettata mantecatura).

carbonara di carciofi (4)

FUSILLI BUCATI LUNGHI CON CARBONARA DI CARCIOFI (per 2 porzioni)

  • 180 gr di fusilli bucati lunghi
  • 2 carciofi (per me romaneschi)
  • 1 spicchio d’aglio (facoltativo)
  • 1 uovo e 1 tuorlo
  • 2 cucchiai abbondanti di grana (o parmigiano) grattugiato
  • sale, pepe q.b.

Pulite i carciofi eliminando le foglie esterne più dure e le punte (se volete potete eliminare i gambi oppure pulirli con un pelapatate e tagliarli a rondelle).

Mettete in una padella qualche cucchiaio d’olio, fate rosolare lo spicchio d’aglio ed unite i carciofi tagliati a fettine sottili (ed eventualmente i gambi). Salate e pepate e cuoceteli per qualche minuto fino a quando risulteranno croccanti. Eliminate lo spicchio d’aglio.

In una terrina sbattete l’uovo intero ed il tuorlo e aggiungete il formaggio grattugiato.

Lessate la pasta in abbondante acqua salata per il tempo indicato sulla confezione (nel mio caso 14 minuti), scolatela (tenendo da parte un po’ dell’acqua di cottura) e versatela nella padella con i carciofi. Fate insaporire un minuto dopodiché spegnete la fiamma e lontano dal fuoco aggiungete la crema di uova e formaggio (se la lasciate sul fuoco le uova rischiano di cuocere e vi ritroverete con una frittata) e girate fino a quando la pasta avrò assorbito il condimento. Se dovesse risultare troppo densa aggiungete un po’ di acqua di cottura della pasta.

Versate nei piatti e buon appetito!

Flognarde carciofi e ricotta…bon appétit

Nessun dubbio si tratti di un piatto d’Oltralpe, ma (ammesso che non abbiate sbirciato la foto sotto) forse siete curiosi di sapere cosa sia un flognarde.

Niente di complicato! Avete presente il clafoutis? Il delizioso dolcetto da forno che vede delle succulenti ciliegie rosse affogate in un impasto di uova, latte, farina e burro? Bene, se sostituite frutta e zucchero con formaggi e verdure ottenete il flognarde.

flognarde carciofi e ricotta

Perché scomodare una ricetta francese? Beh, ho pensato di proporre ai miei due commensali (e di rimbalzo a voi) qualcosa di diverso per la cena settimanale altrimenti dedicata alla frittata (per la gioia dell’assaggiatore adulto che ha compreso subito non essere due semplici uova sbattute con un po’ di latte e parmigiano, nei confronti delle quali manifesta una marcata repulsione).

Questa volta lo spunto è venuto da un cassetta di carciofi romaneschi acquistata qualche giorno fa. Perfetto come piatto unico o come antipastino, se servito nelle cocotte individuali o tagliato a cubetti, è un modo elegante per riciclare avanzi e questo me lo fa piacere ancora di più!

La ricotta e lo yogurt rendono l’interno morbido ed evitano il temuto effetto frittata. Avrei inserito della mentuccia, che si sposa perfettamente con i carciofi, per profumare l’impasto ma non ne ho trovata.

Potete sbizzarrirvi con gli ingredienti scegliendo spinaci, erbette, broccoletti, finocchi, asparagi e combinandoli con feta, stracchino, gorgonzola, brie o qualsiasi altro formaggio morbido. Non vi resta che provare.

flognarde carciofi e ricotta

FLOGNARDE CARCIOFI E RICOTTA (per una teglia cm 22×22)

  • 4 carciofi (per me romaneschi)
  • 200 gr di ricotta di pecora
  • 125 gr di yogurt intero
  • 150 ml di latte fresco intero (o panna fresca)
  • 50 gr di farina 00
  • 4 uova
  • qualche ciuffetto di mentuccia (o prezzemolo)
  • olio e.v.o.
  • sale & pepe q.b.
  • vino bianco secco

Pulite i carciofi eliminando le foglie esterne più dure e pelando i gambi con un pelapatate. Tagliate ciascun carciofo in due, eliminate l’eventuale peluria interna (io uso uno scavino per meloni) e metteteli a cuocere in una padella con un spicchio d’aglio in camicia e 5-6 cucchiai di olio. Una volta rosolati, sfumate con un po’ di vino bianco e fate cuocere per una ventina di minuti. Regolare di sale e pepe ed aggiungete la mentuccia. (Io dovendo accorciare i tempi li ho cotti nel microonde con il piatto crisp per 10 minuti, bagnandoli con il vino a metà cottura).

In una terrina rompete le uova e sbattetele con un forchetta, aggiungete quindi il latte, lo yogurt e la farina setacciata. Da ultimo unite la ricotta sbriciolata e regolate di sale e pepe.

Imburrate una teglia e rivestitela di pane grattugiato, sistematevi i carciofi tagliati a metà ed i loro gambi. Distribuitevi sopra il composto di uova e ricotta ed infornate in forno già caldo a 180° per 30-35 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest del blog Fiordirosmarino ‘Color Food’

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