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Riso long&wild con ananas e cotto grigliati al sentore di finocchietto

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(scroll down for english version)

Quando in ufficio c’era un gran trambusto oppure si andava fuori sede per lavoro ed alle 13.30 si era ancora nel pieno di un’estenuante ed interminabile riunione, la sottoscritta cominciava ad andare un pò su di giri.  Poi magari accadeva che qualcuno dei presenti che era a dieta, o che a colazione si era mangiato un mammuth, pretendeva che anche tu mangiassi in piedi, al bar, un sifilitico panino con una foglia di insalata, una fetta di pomodoro e 30 gr di mozzarella. Eh no!!! Il pranzo non si tocca

Oggi le cose sono ahimè lavorativamente cambiate ma, se guardo al lato positivo della cosa,  riesco a godermi un piatto di pasta o un’insalatona e spesso riesco a farlo a casa, con un orecchio alla televisione ed un occhio attento all’orologio perchè sessanta minuti passano in fretta.

Le temperature di questi giorni ci fanno apprezzare piatti freschi, veloci e soprattutto leggeri. Oggi a pranzo mi sono coccolata con questo piattino preparato alla velocità della luce prima di uscire di casa con quello che avevo in frigo.

L’idea mi è venuta ripensando ad una foto di spiedini di ananas grigliati che mi è passata davanti agli occhi durante il girovagare in Pinterest…e dato che la combinata frutta-salato è sempre vincente ho pensato di cubettare il tocco di prosciutto cotto parcheggiato nel frigo e di ripassarlo in padella con l’ananas rimasto dalla preparazione di una macedonia.

Il finocchietto colto in campagna lo scorso weekend ha dato la nota finale al piatto!

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RISO LONG & WILD CON ANANAS E COTTO GRIGLIATI E SENTORE DI FINOCCHIETTO (dosi per una porzione)

  • 85 gr di riso long&wild (oppure metà basmati e metà venere)
  • 1 fetta di ananas maturo (tagliato a dadini)
  • 30-40 gr di prosciutto cotto di alta qualità (tagliato a dadini)
  • un ciuffetto di finocchietto selvatico
  • olio e.v.o.
  • sale
  • pepe

In abbondante acqua bollente salata lessate il riso per il tempo indicato sulla confezione. Scolate e fate raffreddare.

In una bistecchiera o in un padellino antiaderente fate grigliare l’ananas e il prosciutto cotto senza grassi per qualche minuto fino a quando diventeranno leggermente bruniti. Spegnete il fuoco e fate intiepidire.

Condite il riso con l’ananas e il cotto, unite il finocchietto tagliuzzato e condite con olio e.v.o.

Regolate di sale e pepe.

Potete servire leggermente tiepido oppure freddo.

***

WILD FENNEL SCENTED LONG & WILD RICE WITH GRILLED PINEAPPLE AND SMOKEK HAM (serving 1)

  • 85 gr long&wild rice (or half basmati, half black rice)
  • 1 slice ripe pineapple (diced)
  • 30-40 gr smoked ham (diced)
  • wild fennel
  • extravirgin olive oil
  • salt
  • pepper

Cook the rice in salted boiling water. Drain and set aside in a bowl to cool.

In a non-sticking pan grill ananas and smoked ham for 4 to 5 minutes until lightly brown. Turn off the heat and let cool down.

Add to the rice and mix with a wooden spoon pouring in 1-2 tablespoons of extravirgin olive oil. Add salt and pepper and the wild fennel finely chopped.

You can serve it warm or, even better, cold.

***

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Stasera aperitivo da me’ del blog Fragole&cioccolato

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al contest ‘Ricette sotto l’ombrellone’ del blog Peccato di gola e Le nostre ricette di casa

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al contest ‘Sapori d’estate’ del blog Lamponietulipani

sapori d'estate[1]

e al contest ‘Ferragosto forno mio non ti conosco’ del blog Le padelle fan fracasso e del blog Il cucchiaino di Milù

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Muffins nettarine e fiori di lavanda…..non solo Provenza

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(scroll down for english version)

Il caldo opprimente di questi giorni ci costringe a rinviare l’uscita pomeridiana al dopo cena. Qualche sera fa, presi nell’ordine passeggino, ciuccio e titto (ma perchè le dade del nido non la chiamano semplicemente acqua?), ci incamminiamo verso la prima campagna che circonda la nostra casa.

Tra un saluto alla luna e lo scrutare il cielo in cerca di una scia di aeio ci imbattiamo in un cespuglio enorme di lavanda, avvinghiato ad una pianta altrettanto enorme di rosmarino e ad un’altra imprecisata erbaccia rampicante.

Fermi tutti! Qua bisogna che mi spiccherelli un pò le caviglie ma non posso tornare a casa senza un mazzetto di lavanda!

Alla curiosità della pulce (quale interessante gioco andrà a fare la mamma in mezzo all’erba?) si contrappone una strana espressione nel volto di mio marito (che oserei tradurre in…questa è proprio fuori! e poi la lavanda a me non piace…se la usa per profumare l’armadio tanto tanto ma che non si inventi una ricetta troppo strana perchè figurati se l’assaggio).

Tornati a casa ed apprezzata la frescura regalataci dal condizionatore, mentre l’uomo grande prepara il piccolo per la notte la sottoscritta scappa in cucina a pasticciare…in poco più di una mezz’ora i fiori di lavanda trovano posto in questi deliziosi muffins che, con i loro colore e sapore, sanno tanto di estate!

L’idea c’era già in testa. E’ nata da una foto (che ora trovate nella mia bacheca Pinterest) pubblicata in un sito in lingua tedesca. Non essendo soddisfatta della traduzione fatta con Google (se proprio così vogliamo definirla!), che peraltro citava uno sconosciuto zucchero di lavanda, ho gironzolato un pò in rete fino ad arrivare nel sito di un b&b da favola, La Piantata di Arlena di Castro (VT), che offre ai suoi ospiti la possibilità di dormire in una casa sull’albero ad 8 metri da terra.

Andate a dare una sbirciatina al sito perchè è una meraviglia! E che distesa di lavanda…da fare invidia alla Provenza.

Nel sito trovate anche una raccolta di ricette, tra le quali quella dei muffins alla lavanda che ho personalizzato aggiungendo degli spicchi di nettarina, utilizzando zucchero di canna e raddoppiando la quantità di fiori di lavanda.

Vi lascio subito la ricetta!

MUFFINS NETTARINE E FIORI DI LAVANDA (per 6 dolcetti)

  • 150 gr di farina 00
  • 40 gr di zucchero di canna chiaro
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 1 uovo
  • 60 gr di burro fuso
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 100 gr di latte fresco intero
  • 2 cucchiai di fiori freschi o secchi di lavanda (non trattati)
  • 1 pizzico di sale
  • 1 nettarina piccola

In un pentolino portate ad ebollizione il latte con i fiori di lavanda, spegnete il fuoco e lasciate in infusione per 10 minuti.

Nel frattempo, in una ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il lievito ed una presa di sale.

In un altro contenitore sbattete l’uovo ed aggiungete l’essenza di vaniglia, il burro fuso ed il latte aromatizzato alla lavanda (potete lasciare i fiori come ho fatto io oppure eliminarli filtrandoli con un colino). Incorporate agli ingredienti liquidi quelli secchi ed amalgamate fino ad ottenere una pastella semidensa (come per tutti gli impasti dei muffins non è necessario rendere l’impasto troppo omogeneo).

Suddividetelo in pirottini di carta da muffins, ponete sulla superficie due fettine sottili di nettarina e spolverizzate con zucchero di canna e qualche fiore di lavanda. Cuocete in forno già caldo a 180° C per 25 minuti circa.

muffin nettarine e fiori di lavanda

NECTARINE AND LAVENDER MUFFINS (makes 6 minicakes)

  • 150 gr plain flour
  • 40 gr cane sugar
  • 8 gr baking powder
  • 1 egg
  • 60 gr melted butter
  • 1 tablespoon vanilla extract
  • 100 gr fresh milk
  • 2 tablespoons lavender flowers (fresh or dried)
  • 1 pinch salt
  • 1 small nectarine

Preheat the oven to 350° F.

Line a muffin tray with paper baking cups and set aside.

In a small saucepan bring to boil the milk with the lavender flowers on low heat;  turn off and let in infusion for 10 minutes.

Meanwhile in a bowl combine flour, cane sugar, baking powder and salt.

In another bowl beat the egg and add vanilla extract, melted butter and the milk (you can leave the flowers otherwise drain them with a colander). Using a wooden spoon mix the dry ingredients with the egg and milk mixture, but not stir too much because the batter must be rather lumpy.

Pour mixture into paper cases. Lay slices of nectarines over each of the muffins and sprinkle the top with cane sugar and lavender flowers. Bake for 25 minutes until muffins are golden and puffed.

***

Con questa ricetta partecipo al contest Muffin del blog La mia cucina improvvisata

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e al contest ‘I dolci me li porto in giro’ del blog Valycakeand

Il cibo me lo porto in giro 1[1]

e vado finalmente in vacanza per qualche giorno! Mi raccomando restate lì perchè ho pronte tante ricettine deliziose…

a presto

LaGreg

Polpette di zucchine (e feta)…avrò scelto la ricetta giusta? (1)

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A scuola non ho mai copiato.

Ora invece, complice questo blog, ho la scusa per allungare l’occhio in qualche sito interessante e provare la sensazione che avevano i miei compagni di classe quando, diversi lustri orsono, aspettavano che entrassi in aula e che tirassi fuori dallo zainetto i quadernoni con gli esercizi già svolti per dare una sbirciatina.

A volte si tratta di copiare paro paro, altre di prendere spunto dalla ricetta che in quel momento ti attrae. Unica regola di questo passatempo divertente: NON DIMENTICARSI DI CITARE SEMPRE LA FONTE! Non c’è infatti cosa più scorretta che fare propri quelli che in realtà sono esperimenti-azzardi-lampi di genio di altri frequentatori dei fornelli, siano essi cuochi professionisti o appassionati bloggers.

Quella che vi propongo oggi è una ricetta copiata da capo a piedi…ed il bello sta proprio in questo. La vicina di blog Cuocicucidici da quasi due anni tiene le redini di un contest che, pur con cadenza mensile, è praticamente sempre attivo: The Recipe-tionist . Il suo intento è quello di far scoprire il contenuto di un blog, invitando tutti i partecipanti a replicare una o più delle ricette in esso presenti. Si deve in sostanza copiare, con un’unica licenza che è quella di poter omettere od aggiungere (o al max sostituire) un ingrediente, e vince chi – a detta del blog ospitante – si dimostra più bravo in quest’arte.

Il mese scorso ho provato a partecipare con la pizza di carne ma sono arrivata lunga perchè le ricette vanno pubblicate entro il 25 di ogni mese; questa volta ritento, non con una ma due ricette che ho visto, studiato e infine messo all’opera e che ci sono piaciute tantissimo!

Il blog di Giugno nel quale copiare è quello di Fairies’ kitchen.

Inizio proponendovi le polpette di zucchine, che ho rigorosamente fritto (credo sia la seconda volta dall’inizio dell’anno!) e arricchito con della feta per renderle ancora più stuzzicanti e fresche.

Provatele, anche solo cotte in forno, perché sono deliziose!

Per la seconda replica vi lascio in suspense…..almeno fino al prossimo post.

polpette di zucchine e feta 012POLPETTE DI ZUCCHINE, RICOTTA E FETA (per 18 polpette circa di medie dimensioni)

  • 4 zucchine medie
  • 100 gr di ricotta
  • 70 gr di feta…mia aggiunta
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • sale e pepe
  • menta
  • olio per friggere

Lavate e mondate le zucchine; grattugiatele con una grattugia a fori medi e mettetele in un colino. Dopo averle salate copritele con un piatto sopra al quale metterete un peso. Lasciatele per almeno mezz’ora in modo che elimino l’acqua di vegetazione.

Trascorso questo tempo, strizzatele e mettetele in una ciotola insieme con la ricotta, la feta sbriciolata, l’uovo, i formaggi grattugiati, il pangrattato e la menta tritata finemente con un coltello. Regolate di sale e pepe.

Mescolate bene gli ingredienti e ricavate dall’impasto delle palline leggermente schiacciate che passerete in un po’ di farina prima di friggerle oppure di cuocerle in forno fino a quando saranno dorate.

polpette di zucchine e feta 002

ZUCCHINI AND FETA FRITTERS (makes 18 pieces)

  • 4 medium zucchini coarsely grated
  • 100 gr ricotta cheese
  • 70 gr feta cheese
  • 1 egg
  • 2 tablespoons grated parmigiano reggiano cheese
  • 1 tablespoon grated goat cheese
  • 4 tablespoons breadcrumbs
  • salt & pepper
  • mint
  • sunflower oil for frying
  • flour

To release excess water from zucchini put them in a colander, sprinkle with salt and allow the liquid to drain for al least half an hour.

Squeeze thouroughly and transfer to a bowl, then combine with the other ingredients: ricotta cheese, feta cheese, egg, grated cheeses, breadcrumb and mint finely chopped. Season with salt and pepper.

Heat the oil in a large frying pan. Form the mixture into balls and dust with flour, removing the excess. Drop the balls into the oil and cook for 8-10 minutes until golden all around. Drain on paper towel.

***

Con questa ricetta partecipo al contest Recipe-tionist di Giugno ospitato dal blog Fairies’ kitchen

the recipe-tionist giugno[1]

e al contest ‘Ricette e ricotta’ del blog Cappuccinoecornetto per la categoria Fingerfood salati

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Cake agli asparagi selvatici e salame piccante

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(english version below)

Piovono asparagi!

La pioggia incessante delle ultime settimane è stata come manna dal cielo e gli asparagi hanno continuato indisturbati a fare capolino nel sottobosco, almeno fino a quando uno dei tanti avventori della macchia marchigiana, accovacciandosi tra i rovi li ha notati ed ha deciso di farne un bel mazzetto da portare a casa alla bella mogliettina (un romanticismo di altri tempi e soprattutto a costo zero….altro che mazzo di rose!).

Ora, la mogliettina/lavoratrice/casalinga-nel-weekend presa alla sprovvista dal generoso bouquet e non sapendo cosa farsene di tutto quel ben-di-dio, si siede un attimo e comincia a frullare….una parte ce la pappiamo per pranzo, la saltiamo subito in padella, ci aggiungiamo delle striscioline di speck e ci ripassiamo delle farfalle scolate, rigorosamente, al dente. Quella rimanente evitiamo per una volta di affogarla in una (tristissima, l’aggettivo che è solito utilizzare il maritino) frittata e riserviamogli un posto d’onore in un…nonsoché…boh…hmm…ma sì un cake salato!

La ricetta nasce da sola con quello che trovo in frigo.

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Asparagi e pecorino, uova e olio a km zero…e a sorpresa un salame piccante (anch’esso a km zero) regalatoci dall’amico Angelo che va assolutamente consumato perchè staziona in cantina da un bel po’.

Io non mangio pane&salame (da sempre) – tantoché ho pensato ‘se lo papperà tutto il maritino!’ – invece ho osato l’assaggio e devo dirvi che questo cake mi è piaciuto davvero molto*, soprattutto per la sua nota piccantina; se a voi proprio l’idea del salame non piace potete sostituirlo con prosciutto, speck o bresaola.

Vi lascio subito la ricetta (notate bene che le quantità si riferiscono ad uno stampo da plum-cake più piccolo, pertanto se ne utilizzate uno standard non vi resta che aumentare le quantità…almeno di una volta e mezzo).

* il maritino cui ho lasciato il cake per pranzo mi ha mandato dopo l’assaggio un sms, telegrafico come nel suo stile ma alquanto eloquente…’semplicemente top!’

MINI CAKE AGLI ASPARAGI SELVATICI E SALAME PICCANTE (per un stampo da 22x9x7 cm)

  • 125 gr di farina 0
  • 2 uova
  • un mazzetto di asparagi selvatici
  • 100 ml di latte fresco intero (o quello che usate voi)
  • 30 gr di pecorino fresco delle colline marchigiane
  • 5-6 fettine di salame piccante tagliate a quadrettini
  • 1/2 bustina di lievito istantaneo per torte salate (o 1/4 di cubetto di lievito di birra che farete sciogliere nel latte tiepido)
  • pane grattugiato
  • 40 gr di olio e.v.o.
  • sale e pepe q.b.

Lavate gli asparagi ed eliminate la parte terminale del gambo in quanto legnosa. Cuoceteli in acqua bollente salata per 10-15 minuti. Scolateli e metteteli da parte a raffreddare.

Nel frattempo in una ciotola sbattete le uova, aggiungete il latte, l’olio, il salame piccante ed il pecorino tagliato a piccoli pezzetti. Unite infine la farina setacciata con il lievito e regolate di sale e pepe.

Ricoprite uno stampo da pane in cassetta con carta da forno. Lasciate da parte 4-5 asparagi.

Ponete alla base una parte degli asparagi e copritela con un po’ del composto di uova, quindi proseguite con altri asparagi ed altro composto sino ad esaurimento degli ingredienti.

Sistemate sulla superficie gli asparagi lasciati da parte e spolverizzate con del pane grattugiato.

Cuocete in forno a 180° per 30 minuti circa.

Aspettate che sia tiepido prima di sformarlo.

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CAKE WITH ASPARAGUS AND SPICY SAUSAGE (makes one 22x9x7 cm loaf)

  • 125 gr flour
  • 2 eggs
  • a bunch of asparagus, tough ends trimmed
  • 100 ml fresh milk
  • 30 gr (fresh) pecorino cheese
  • 5-6 slices spicy sausage (diced)
  • 8 gr drie yeast
  • breadcrumbs
  • 40 gr extravirgin olive oil
  • salt, pepper

Preheat the oven to 350° F.

Boil the asparagus for 10 to 15 minutes until soft.  Drain and set aside to cool.

In a medium bowl beat the eggs, then add  milk, oil,  spicy sausage and pecorino cheese cut into small pieces. Sieve the flour with the yeast and add to the egg mixture. Season with salt and pepper.

Line a loaf pan with parchment paper and set aside. Leave apart 4-5 asparagus.

Put on the base of the pan some asparagus, then pour some of the batter; go on like this,  alternating asparagus and batter, until you finish all the ingredients.

Put on the top the reserved asparagus and dust with breadcrumbs.

Cook for 30 minutes.

Let the cake cool before removing from the pan.

***

Con questa ricetta partecipo:

al contest ‘Pret-a-manger’ del blog Ricettesbagliate

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al contest ‘Buon secondo compleanno’ del contest Thespicynote

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e al contest ‘Stasera aperitivo da me!’ del blog Fragoleecioccolato

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Pissaladière niçoise (semi-integrale)

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Preparo questa ricetta da anni e scopro solo ora che è limitativo (oltre che poco rispettoso) chiamarla focaccia alle cipolle, olive e acciughe perché ha un suo nome..trés chic..che ti fa andare subito con la mente al sud della Francia, ai campi sterminati di ulivi e lavanda, ai piccoli borghi di pescatori della Costa Azzurra, la pissaladière niçoise (sembra che il nome derivi da pis-salat, ovvero pesce salato).

E’ una preparazione senza dubbio rustica, con poche pretese ma dal sapore sconvolgente…la dolcezza delle cipolle bianche mitigata dalla sapidità di olive e acciughe…tutti prodotti del territorio, a km praticamente zero. Una cucina di altri tempi, quando ci si doveva accontentare e si doveva campare con quello che mare e terra offrivano. Una cultura gastronomica che oggi, per fortuna, è sempre più oggetto di attenzione, di rivalutazione e, perché no, anche di orgoglio.

La vicinanza con la Francia fa sì che questa ricetta possa essere facilmente e fedelmente riprodotta anche con le nostre materie prime…io ho scelto le cipolle bianche del mio orto, le olive taggiasche (cugine di primo grado di quelle d’oltralpe) ed acciughe dell’Adriatico sott’olio (quelle di Vittorio per intenderci). Per renderla ancora più rustica ho sostituito metá dose di farina manitoba con farina integrale macinata a pietra.

Se avete voglia di sapori mediterranei non vi resta che provare!

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PISSALADIERE NICOISE (dosi per una teglia rettangolare da forno)

  • 125 gr di farina manitoba (o farina 00)
  • 125 gr di farina integrale biologica macinata a pietra
  • 250 ml di acqua
  • 1/2 cubetto di lievito di birra
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 cucchiano di sale
  • 4 cipolle bianche di media grandezza
  • olive taggiasche denocciolate
  • filetti di acciuga (sott’olio o sotto sale)
  • olio e.v.o.

Lasciate sciogliere il lievito di birra per una decina di minuti in una ciotolina con un po’ di acqua tiepida (150 ml circa) ed il cucchiaino di zucchero.

Disponete le due farine a fontana, aggiungete due cucchiai di olio e.v.o., la restante acqua ed il lievito oramai disciolto. Impastate energicamente dopodiché aggiungete il sale. Formate una palla omogenea e mettete a lievitare in una ciotola coperta con un canovaccio bagnato e ben strizzato in un luogo tiepido al riparo da correnti d’aria.

Nel frattempo preparate le cipolle. Tagliatele a fettine sottili e mettetele in una padella con 3 cucchiai di olio ed un cucchiaino di zucchero. Fatele appassire a fuoco lento e aggiungete gradatamente dell’acqua fino a quando risulteranno trasparenti (ci vorranno dai 15 ai 20 minuti). Regolate di sale e pepe.

Quando l’impasto risulterà ben lievitato (dovranno trascorrere almeno 2 ore), stendetelo in una teglia leggermente oliata. Bucherellatelo con una forchetta e lasciatelo nuovamente lievitare per mezz’ora.

Trascorso questo tempo distribuite sulla superficie le cipolle stufate, le olive taggiasche ed i filetti di acciuga. Cuocete in forno già caldo a 200° C per 15-20 minuti fino a quando i bordi e la base risulteranno dorati.

Servire tiepida.

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PISSALADIERE NICOISE – FOCACCIA WITH ONIONS, BLACK OLIVES AND ANCHIOVES (makes one 30×36 cm tart)

  • 125 gr manitoba flour (or bread flour)
  • 125 gr di wholewheat flour
  • 250 ml warm water
  • 12 gr fresh yeast
  • 2 teaspoons sugar
  • 1 teaspoon salt
  • 4 medium onions, thinly sliced
  • 1/2 cup pitted taggiasche olives (or small black onions)
  • 2 dozens anchovies
  • extravirgin olive oil

In un bowl let fresh yeast and a teaspoon of sugar dissolve into 125 ml of warm water. Let stand until foamy (about 10 minutes).

On a work surface mix together the manitoba and the wholewheat flour, 2 tablespoons of extravirgin olive oil, the remaining warm water and add the yeast mixture. Stir all the ingredients until comes out a dough. Knead for about 5 minutes until smooth.

Place the dough in a lighty oiled bowl, cover with a wet and well drained cloth and let it rise in a warm place until doubled in bulk, about 2 hours.

Lightly oil a rimmed baking sheet. Punch down dough and roll out to a 30-by-36 cm rectangle and fit into the sheet. Prick dough all over with a fork and let rise again in a warm place for about 30 minutes, until slightly puffed.

Heat 3 tablespoons of extravirgin oilve oil in a large skillet over medium heat and add onions and a teaspoon of sugar. Cook, adding occasionally some water, for 15 to 20 minutes until they become glassy.

Preheat the oven to 450° F.

Distribute the onions evenly over dough, then arrange the pitted olives and the anchovies on top. Bake for 15 to 20 minutes, until crust is golden.

Serve it warm, sliced into pieces.

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Con questa ricetta partecipo al contest Ricette da pic-nic del blog Deliziandovi

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e al contest Forno che passione del blog La forchetta nel brodo

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e al contest Pret-a-manger del blog Ricettesbagliate

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Cake alla feta ed erbe fresche

cake alla feta ed erbe fresche (14)

(english version below)

Sono giorni pieni di impegni e pensieri (anzi, solo impegni altrimenti la mia mamma legge e si preoccupa!). Tante cose che prima facevo ora con la pulce non mi riescono più e soprattutto arrivo alla sera distrutta (se poi mio marito è anche fuori per lavoro….).

Ci sono giorni nei quali non riesco nemmeno ad impegnarmi in cucina…. ed allora si chiama Punto Pizza… altri nei quali mi ingegno con ricette veloci…velocissime come quella che vi propongo oggi.

Si tratta di un cake salato farcito con feta, parmigiano reggiano ed erbe fresche (quelle che piacciono a voi!) perfetto per accompagnare una cena a base di affettati come anche una semplice insalata. Mescolate tutti gli ingredienti ed infornate.

La preparazione che vi propongo è un adattamento di quella originale presente in Torte salate, dolci & co. (2003, edizioni Bibliotheca Culinaria)

Non c’è una sola ricetta di questo piccolo libricino che finora mi abbia deluso (da lì viene anche la torta al limone e semi di papavero postata un paio di mesi fa). Lo custodisco gelosamente in una nicchia della mio micro-libreria, allineato ad altri 6 fantastici ricettari della stessa serie (Il formaggio in cucina, Crumbles, Bocconcini golosi, Torte tatin, Torte magiche e Il buon pane) stando ben attenta a che gli occhi della pulce non lo intercettino e i suoi artigli non lo afferrino per trasformarlo in un puzzle (come è successo ahimè per altri libricini).

Io mi sono limitata a mettere le erbe che avevo in casa ma voi non lesinate…il pane ne guadagnerà in sapore e risulterà bello pezzato bianco/verde.

cake alla feta ed erbe fresche (52)

CAKE ALLA FETA ED ERBE FRESCHE

  • 180 gr di farina manitoba (nella ricetta originale 00)
  • 1 bustina di lievito per torte salate
  • 3 uova
  • 75 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato (nella ricetta originale 100gr di groviera grattugiato)
  • 10 cl di olio e.v.o.
  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • 10 cl di latte fresco
  • 200 gr di feta
  • 2/3 manciate di erbe fresche (io erba cipollina e prezzemolo…metterei anche basilico e maggiorana e perché no menta)
  • un pizzico di sale
  • pepe

Preriscaldate il forno a 180° C.

In una ciotola, setacciate il lievito con la farina. In un altro recipiente sbattete le uova intere, l’olio e.v.o. e quello di semi con il latte. Regolate di sale e pepe.

Versate le uova sbattute sulla miscela di lievito e farina ed amalgamate. Unite quinti la feta tagliata a dadini, il parmigiano reggiano grattugiato e le erbe fresche tagliuzzate grossolanamente.

Amalgamate di nuovo fino ad ottenere un composto omogeneo. Versate in uno stampo da plum cake oliato e infarinato.

Cuocete in forno per 45-50 minuti (controllate che la cottura sia terminata verificando che la lama di un coltello infilata nella pasta ne esca pulita).

Lasciate raffreddare prima di togliere dallo stampo.

cake alla feta ed erbe fresche (40)CAKE WITH FETA AND FRESH HERBS

  • 180 gr manitoba flour
  • 15 gr baking powder
  • 3 eggs
  • 75 gr grated Parmiagiano Reggiano cheese
  • 10 cl extravirgin olive oil
  • 1 tablespoon seed oil
  • 10 cl fresh milk
  • 200 gr diced feta cheese
  • 2/3 handfuls fresh herbs (chive, parsley, basil, thyme)
  • a pinch of salt
  • pepper

Preheat the oven to 325° F. Oil and lighty dust with flour a baking pan and set aside. In a bowl sieve together the flour and the paking powder. In another bowl whisk together the eggs, the extravirgin olive oil, the seed oil and the milk. Season to taste.

Pour the beaten eggs on the flour and mix until well combined. Add the feta cheese, the grated Parmigiano Reggiano cheese and the fresh herbs.

Spread the batter into prepared pan and bake 45 to 50 minutes until a cake tester comes out clean.

Let the cake cool down before removing from the pan.

cake alla feta ed erbe fresche (59)

Con questa ricetta partecipo ai contest:

Happy blog party del blog La Casa di Artù

contest happy blog party

Forno che passione del blog La forchetta nel brodo

banner contest forno che passione

nonché allo Smartcooking di Parmigiano Reggiano (quelli del Consorzio mi perdoneranno ma non riesco ad inserire il banner dell’iniziativa)

Pizza di carne…aiuto, un ladro di pomodorini!

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Tutto ciò che di commestibile è alla sua altezza rischia di sparire senza che neanche ve ne accorgiate.

Qui però ho colto il piccolo ladro di pomodorini in flagranza di reato (anche se, a dirla tutta, eravamo già al secondo colpo nel giro di mezz’ora…se scorrete sotto, vedete infatti un altro scatto fulmineo della cuoca prima che l’agile manina riesca ad afferrare una stellina di formaggio).

Abbiamo sempre avuto un gran appetito. E, da quando al nido abbiamo scoperto precocemente la pizza (margherita),  ci siamo accorti di esserne pazzamente innamorati (e per fortuna amore della mamma perché il babbo ed io ne andiamo matti e tu non vorrai essere da meno).

Questa passione è talmente forte che, ogni qualvolta vediamo qualcosa di pomodoroso, supplichiamo incessantemente nell’orecchio alla mamma pissa, pissa, pissa…

Qualche sera fa mi sono divertita a preparare una pizza del tutto insolita per il fatto di avere al posto della pasta lievitata, un mix di carne macinata, formaggio e mollica di pane. Nel web si possono trovare decine di versioni (io sono partita da quella del blog La cucina di mamma Loredana) anche se ieri, parlando con la mia amica Ale, scopro che la vendono pure al super sotto l’ufficio…si vede che non frequento il reparto ‘preparati’!)

Commensale grande e commensale piccolo hanno MOLTO apprezzato. Credo che entrerà nella lista delle ricette salva-cena perché oltre ad essere semplice è anche molto veloce. Vi permette inoltre di utilizzare avanzi di formaggio e verdure (io ho messo ad esempio, uno champignon e delle olive) che avete in casa.

pizza di carne 012

pizza di carne

PIZZA DI CARNE (dosi per 4 persone)

  • 300 gr di macinato di scottona (o maiale per un sapore più deciso)
  • 3 fette di pane di segale (o 5 fette di pancarrè)
  • 150 ml di latte
  • 8/9 pomodorini ciliegini
  • 70 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • qualche fetta di formaggio filante, per me Galbanino (altrimenti mozzarella, taleggio, brie etc)
  • 1/2 fungo champignon (mia aggiunta)
  • una decina di olive taggiasche denocciolate (mia aggiunta)
  • sale & pepe q.b.
  • olio e.v.o.

In una ciotola mettete a bagno nel latte le fette di pane di segale ridotte a tocchetti.

Dopo qualche minuto strizzatele e mettetele in un’altra ciotola nella quale avete già versato la carne tritata, il parmigiano, lo champignon tagliato a piccoli pezzetti ed il parmigiano grattugiato. Regolate di sale e pepe.

Foderate la base di uno stampo a cerniera con della carta da forno ed adagiatevi il composto di carne avendo cura di distribuirlo bene fino ai bordi. Decorate a piacere con i pomodorini tagliati a metà, le olive taggiasche ed il formaggio filante.

Infornate a 220° per 20 minuti circa.

pizza di carne

MEATPIZZA with MOZZARELLA and CHERRY TOMATOES (serving 4)

  • 300 gr heifer minced meat (or pork)
  • 3 slices of rye bread
  • 150 ml milk
  • 8/9 cherry tomatoes
  • 70 gr grated Parmigiano Reggiano cheese
  • a few slices of mozzarella or other soft cheese
  • 1/2 champignon mushroom
  • a dozen of pitted small black olives
  • salt and pepper
  • extravirgin olive oil

Preheat the oven to 425° F. Cover the loose base of a spring-release tin with parchment paper and set aside.

Put the rye bread (cut into small pieces) in a bowl with the milk and let it soak for 10 minutes.

Squeeze out the bread and pour it in another bowl together with the minced meat, the shredded mushroom and the parmisan cheese. Adjust with salt and pepper.

Pour the meat mixture into the tin, cover with cherry tomatoes, black olives and mozzarella then bake for 20 minutes.

pizza di carne 007 - Copia1

Con questa ricetta partecipo all’iniziativa Smartcooking promossa dal Consorzio del Parmigiano Reggiano per promuovere una cucina volta alla riduzione degli sprechi, all’utilizzo di ingredienti dimenticati e a un mangiare più consapevole.

Partecipo altresì al contest ‘La mia ricetta originale improvvisata’ del blog La mia cucina improvvisata

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e anche al contest ‘Forno che passione’ del blog La forchetta nel brodo

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Panini mignon al latte (burro e acciughe)

panini al latte (3)

In attesa di dar vita al mio lievito madre (al quale, come tradizione vuole, dovrò poi trovare un bel nome) e, soprattutto, prima che il cubetto di lievito di birra stazionato in frigo faccia la muffa (ma solo il mio inizia regolarmente a fiorire prima della scadenza???) metto di nuovo in funzione la macchina del pane (è così comoda…).

Questa volta voglio stupire il mio cucciolo con dei panini al latte piccini piccini, spolverati di tanti semini di sesamo e papavero. Decido di fare una sola infornata e pertanto non distanzio molto i panetti, che in cottura crescono e si uniscono fino a formare un piccolo esercito di soldatini-panini perfettamente allineati…avreste dovuto vedere la meraviglia nel faccino di mio figlio! (che ha preteso, da buon assaggiatore, subito un boccone).

Per me si è trattato del secondo esperimento. La prima volta sono andata sul sicuro ed ho scelto la ricetta del maestro Luca Montersino; Questa volta invece ho preso la ricetta super collaudata della mia collega Claudia (o forse di Simona???) adattandola all’utilizzo della mdp.

Questi paninetti sono ottimi spalmati con marmellata (Nutella per i più golosi?) o imbottiti con salame Milano. Io ve li propongo così come li ha voluti assaggiare mio marito…burro ed acciughe sott’olio  (nel mio caso quelle fatte in casa dal nostro amico di famiglia Vittorio).

panini al latte (19)

panini al latte (1)

PANINI MIGNON AL LATTE (per 20 panini circa) 

  • 185 gr di farina (per me manitoba)
  • 12 gr di lievito di birra
  • 4 gr di sale
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo (per me liquido)
  • 20 gr di zucchero semolato
  • 25 gr di burro
  • 75 gr di panna
  • 100 ml di latte intero fresco
  • semi di papavero q.b.
  • semi di sesamo q.b.
  • 7 gr di latte intero in polvere (io non l’ho messo)

Mettete nella vaschetta della m.d.p. prima gli ingredienti liquidi (latte, panna, malto) e poi aggiungete quelli secchi (farina, lievito di birra, zucchero, burro e sale) ed avviate il programma pizza. Terminato il programma prendete l’impasto e su una spianatoia cosparsa di farina maneggiatelo per qualche minuto con la mani dopodiché ricavate dei pezzetti del peso di circa 30 gr ciascuno. Prendete ciascun pezzetto con le dita delle due mani, tirate i bordi della pasta verso il basso e spingetela con i pollici alla base; a questo punto premetela per saldarla (in questo modo le increspature vengono portare alla base del panino la cui superficie risulterà invece liscia).

Mettete i panini in una teglia ricoperta con carta da forno e lasciateli lievitare per ancora mezz’ora in un luogo tiepido e privo di correnti d’aria. Spennellateli a questo punto con la panna (o latte tiepido), spolverizzateli con i semi di papavero e di sesamo ed infornate a 240° per una decina di minuti.

Mezze penne rigate di Gragnano al pesto rosso…e ricordi di un viaggio in Sicilia

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Chez LaGreg niente pomodori d’inverno. Non so perché, ma a me sembrano gonfiati con l’aria compressa e non sanno proprio di nulla…discorso a parte per la salsa di pomodoro casalinga (che uso per i sughetti e per la pizza) e per il pachino semi-secco sott’olio che ho scoperto qualche anno fa durante un viaggio a Marzamemi, un delizioso borgo marinaro lungo la costa sud-orientale della Sicilia, famoso prima che per i pomodori di Pachino (che dista solo 3 km) per le sue tonnare.

E’ stato prima l'(ex) collega Michele, marchigiano come la sottoscritta ma amante da sempre di questa terra, tanto da tornarci ogni anno in vacanza, poi l'(ex), anche lui, collega Maurizio – catanese doc ma con casa di villeggiatura al sud – a convincermi di affrontare una traversata notturna Napoli-Catania per godermi una settimana di mare spettacolare, ricche tradizioni e cucina paradisiaca.

Nel paese, di fronte al bar dove ogni mattina mi aspettava la brioche con la granita (rigorosamente mandorla sotto e caffè sopra), c’era la bottega di Campisi, azienda che dal 1854  trasforma i prodotti della terra e del mare proponendo salse e conserve di ogni tipo. Al tempo ritornai con una bella scorta di tonno e ricciola in scatola, sale aromatizzato e gli immancabili pomodorini di Pachino (mooolto più saporiti di quelli che compriamo qui al nord…sanno proprio di sole!).

Il semi-secco sott’olio è il mio preferito in quanto più delicato di quello classico secco, che troviamo facilmente al supermercato e che va fatto rinvenire in acqua calda e aceto e poi condito a piacere con olio e spezie.

Potete servirlo come antipasto insieme a formaggi e salumi oppure utilizzarlo in cucina per un insolito pesto o per farcire degli involtini. E’ strepitoso mangiato sopra una fetta di pane bruscato con una quenelle di ricotta freschissima, un filo di olio e qualche fogliolina di origano!

La scorta di Campisi è finita da un bel po’ (ho però adocchiato il negozio on-line e non è escluso che si faccia molto presto un ordine) ma per fortuna sugli scaffali dei supermercati appaiono sempre più spesso prodotti in passato sconosciuti….io ho scovato allo Coop un barattolino di pomodorini semi-secchi della linea fior fiore e non me lo sono fatto sfuggire.

Visto che le temperature di questi giorni ci fanno apprezzare anche un piatto di pasta fredda ho pensato di preparare un pesto, eleggendo il pomodorino a protagonista del piatto.

Cinque (5) minuti di orologio ed il vostro condimento è pronto!

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MEZZE PENNE RIGATE DI GRAGNANO AL PESTO ROSSO (dosi per 2 persone)

  • 180 gr di mezze penne rigate di Gragnano
  • 50 gr di pomodorini semi-secchi di Pachino sott’olio
  • 10 gr di pinoli
  • 10 gr di mandorle
  • un ciuffetto di basilico
  • sale & pepe q.b.
  • olio e.v.o. q.b.

Mettete nel mixer i pomodorini, scolati prima dell’olio, i pinoli, le mandorle, il basilico. Frullate per qualche secondo aggiungendo a filo dell’ottimo olio extra-vergine d’oliva fino a ottenere la consistenza desiderata (io preferisco un pesto non troppo omogeneo). Se volete renderlo meno oleoso potete sostituire una parte dell’olio con acqua calda. Regolate di sale e pepe.

Cuocete nel frattempo in abbondante acqua bollente salata la pasta. Scolatela al dente e conditela con il pesto allungato con un po’ dell’acqua di cottura tenuta da parte.

Buon appetito.

Pizza di formaggio per la scampagnata su lo Sammicì

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Ore 10. Puntualissimi si parte.

8 adulti ed un bambino.

La mia mamma e la zia Re (la famosa filippina) si accomodano nella nostra macchina – nella quale hanno già trovato spazio la borsa frigo, un paio di plaid, un passeggino ed una sacca da golf; il mio papino prende in prestito la Moto Guzzi di mia sorella che lavora (ma, stò ponte te lo potevi fare no?). Lo zio Ro, consorte della zia Re, cavalca fiero la sua Bmw, il cugino G., figlio di Ro e Re, (lucchese di adozione) e la mogliettina E. (lucchese doc) si sfidano a colpi di pedale in sella ad una Bmw ed una Triumph.

Siamo diretti su lo Sammicì…il San Vicino per le cartine geografiche, il Monte Bianco dei favrianesi che fino ad aprile ammirano il suo cappello imbiancato.

Attraversiamo Borgo Tufico, Cerreto d’Esi e arrivati a Matelica, all’altezza dell’ospedale, svoltiamo a sx e cominciamo l’arrampicata. Ci sorbettiamo una mezz’ora di curve e di strada alquanto dissestata prima di arrivare alla meta.

Parcheggiamo senza troppi problemi l’auto e le 4 poto (come le chiama la pulce), scarichiamo i bagagli e ci lanciamo alla ricerca della piazzola perfetta. Ossia di un fazzoletto di prato 1) possibilmente in piano 2) libero da popò di mucche (eh, sì siamo in alta montagna e qui le nostre amiche pezzate pascolano libere) 3) riparato, perché nel frattempo si è levato un po’ di vento 4) comodo, vale a dire non a un km dalla macchina perchè abbiamo borse, borsine e borsette da trasportare.

Per fortuna l’affluenza oggi scarseggia e troviamo subito il nostro spiazzo; prima mossa vengono distesi i plaid dopodiché scatta lo svuotamento della borsa frigo con relativo riversamento del suo contenuto sulla coperta. É solo mezzogiorno e dieci ma a tutti sembra venuta una gran fame (compreso il piccolo che ha subito adocchiato il thermos contenente una mappazzata pasta al pomodoro, che riserverei ben volentieri ad un cane, ma che lui mangia di gran gusto).

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La filippina (non poteva essere diversamente) si siede per prima, si copre le gambe con uno strofinaccio ricamato a mano dalla sua amica Rosa e inizia ad aprire le varie incartate…come per magia si materializzano sul plaid un cacio di Norcia, un salame morbido di Genga, una ‘dolce bugia’ salamino portato in dono dai lucchesi, una filetta di pane cotto a legna dalla mia mamma ed una pizza di formaggio orgoglio della cucina regionale marchigiana.

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In pochi minuti di aprono le danze e ciascuno dei commensali si avvicina alla tavola imbandita per servirsi…viene improvvisato un tagliere su un sasso e c’è chi si taglia una fetta di salame e ci imbottisce due pezzi di pizza; c’è chi si piomba sul cacio e lo mangia con un pezzo di pane casareccio, chi preferisce qualche rondella di salamino da stuzzicare a mò di aperitivo ed alternare ad una birra ghiacciata. La bevuta alternativa un bicchiere di Verdicchio!

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E’ tutto un intreccio di mani che si passano coltelli, tovaglioli e bicchieri. L’aria di montagna deve averci messo fame perchè nel giro di mezz’ora non restano che briciole!

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Leviamo le tende abbastanza di fretta perchè il cielo comincia a farsi scuro ed a minacciare pioggia (prevista dal meteo, ma da noi assolutamente snobbata)…ci lascia giusto il tempo di scorrazzare un pò con la pulce sul prato.

Vi lascio la ricetta della pizza di formaggio che mia suocera prepara da almeno 40 anni per Pasqua ma che voi potete servire tutto l’anno in abbinamento a formaggio e salumi.  Perfetta per una merenda a base di fave e pecorino.

Potete cucinarla in uno stampo da panettone (come vuole la tradizione) oppure in uno a ciambella.

PIZZA DI FORMAGGIO di mia suocera (dosi per 2 pizze)

  • 5 uova freschissime
  • 15 cucchiai colmi di formaggio grattugiato (pecorino e grana)
  • 375 ml di latte fresco intero
  • 100 gr di grassi (per lei olio Cuore)
  • 100 gr di lievito di birra fresco
  • sale e pepe q.b.
  • 100 gr di emmental o fontina a tocchetti (opzionale)
  • farina 00 q.b. (circa 400/450 gr)

Sciogliete il lievito in un po’ di latte tiepido.

In una ciotola grande unite le uova, il formaggio grattugiato, quello a tocchetti, il latte e l’olio. Regolate di sale (poco) e pepe dopodiché iniziate ad aggiungere la farina fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso.

Lavoratelo con le mani per qualche minuto e formate due palle (avendo cura che le pieghe dell’impasto restino sotto). Imburrate abbondantemente due stampi di alluminio dai bordi alti (almeno 20 cm)  e mettetevi i due impasti. Ponete a lievitare in un ambiente caldo ed al riparo da correnti d’aria fino a quando l’impasto avrà raddoppiato di volume (ci vorranno circa 3 ore).

Infornate quindi una pizza alla volta in forno già caldo a 200 gradi per un’ora circa (se dovesse colorire troppo copritene la superficie con un foglio di alluminio) avendo cura di mettere sul fondo un pentolino con acqua calda che assicura la giusta umidità durante la cottura.

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Con questa ricetta partecipo al contest Voglia di pic-nic di ‘Oggipanesalamedomani’

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