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Piccole brisée integrali con crema di pisellini, mandorle e olive taggiasche

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Gli ultimi piselli di stagione. Un po’ magra a dire il vero della precedente ma ne abbiam pur sempre sgranato, pulito, insacchettato e riposto nel freezer oltre 8 kili pertanto ci possiamo ritenere soddisfatti.

Io li adoro, sia cotti che crudi. La pulce con grande piacere mi imita. Solo il babbo non ne è un aficionado ma al momento di mangiarli non si tira indietro.

Qualche settimana fa li ho trasformati in polpette che ho ripassato nel sesamo e dorato in forno; poi è stata la volta di una lasagnetta velocissima  arricchita con prosciutto cotto e qualche dadino di caciocavallo (sempre lui…quello arrivato dalla lontana Puglia). Ieri l’ultimo esperimento nato prendendo spunto da una rivista ed apportando qualche modifica qua e là.

Ne vengono fuori queste piccole tortine. Guscio integrale, farcia con vellutata di pisellini nella quale si nascondono piccole olive taggiasche che conferiscono la giusta sapidità ad un ripieno altrimenti troppo dolce. Un topping croccante ed elegante con tante lamelle di mandorle sovrapposte.

Purtroppo ho realizzato tardi (quando cioè erano rimaste solo poche briciole nei piatti e scarsissima luce per fare le foto) di non averne tagliata una fetta così da mostrarvi l’interno…se andate però a sbirciare l’ultima foto del post vi accorgete che le olive ci sono! In compenso, vi regalo un primo piano dei miei adorati pisellini.

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Ne ho preparata anche una per la pulce senza olive e mandorle ma con una grande stella sopra (che ha mirato e rimirato prima di addentarla e sbriciolarla sul pianale del seggiolone) e tanti pisellini intorno a fare il giro-girotondo

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

PICCOLE BRISEE INTEGRALI CON CREMA DI PISELLINI, MANDORLE E OLIVE (per 3 tortine)

per la brisée:

  • 150 gr di farina integrale biologica macinata a pietra
  • 50 ml di olio extravergine di oliva
  • 35 ml di acqua (a temperatura ambiente)
  • sale

per il ripieno:

  • 200 gr di pisellini freschi già sgranati
  • 1 uovo piccolo (per una versione vegana si può omettere o utilizzare un altro ‘legante’ consentito)
  • brodo vegetale
  • 20-25 olive taggiasche denocciolate sott’olio (scolate)
  • sale (e pepe)

per decorare:

  • 25 gr di mandorle a lamelle

Preparate la brisée. Versate la farina a fontana su un piano di lavoro ed unite l’olio e un pizzico di sale. Iniziate ad impastare aggiungendo gradualmente l’acqua (la quantità indicata è solo indicativa in quanto dipende dalla forza della farina e dal suo grado di umidità) fino ad ottenere una palla (avendo utilizzato solo farina integrale macinata a pietra la mia aveva un aspetto un po’ ruvido). Coprite con la pellicola e mettete in frigo a rassodare per almeno 30 minuti.

Preparate il ripieno. Nel frattempo lessate i piselli nel brodo vegetale per 10-12 minuti. Scolateli, lasciando da parte il brodo e lasciateli raffreddare. Frullateli a questo punto in un minipimer con un po’ del loro brodo e regolate di sale e pepe. Unite quindi l’uovo e mescolate per amalgamare bene.

Farcite e cuocete. Stendete l’impasto e ricopritevi gli stampini che avete scelto, distribuite sul fondo le olive taggiasche e ricoprite con la crema di pisellini quindi con le mandorle a lamelle. Se vi avanza l’impasto potete preparare delle striscioline e decorare come fosse una crostata.

Infornate a 180° per 25 minuti circa (la mandorle dovranno risultare leggermente dorate).

Servite tiepide o fredde.

***

MINI-TARTS WITH WHOLE-WHEAT CRUST, SMALL PEAS AND OLIVES FILLING AND ALMOND TOPPING (serving 3)

for the crust:

  • 150 gr bio stone-ground whole-wheat flour
  • 50 ml extravirgin olive oil
  • 35 ml water (room temperature)
  • salt

per il filling:

  • 200 gr small fresh peas (shelled)
  • 1 small egg
  • vegetable stock
  • 20-25 pitted taggiasche olives in oil (strained)
  • salt (and pepper)

for the topping

  • 25 gr sliced almonds

Prepare the crust. On a working surface combine the flour and the oil and season with a pinch of salt. Mix together then add little by little water (the amount you need may depend by the flour strenght or its humidity) until you obtain a ball. Cover with plastic wrap and refrigerate for 30 minutes to rest.

Prepare the filling. During the rest time, boil peas in vegetable stock for 10 to 12 minutes. Strain, leaving apart the stock, and cool. Put the peas in the bowl of a food processor with some of the reserved stock and pulse until you have a creamy crush. Season with salt and  pepper (optional) an add the egg. Mix until well combined.

Fill the tart and cook. Preheat the oven to 350° F. Roll out the dough in the baking pans you have chosen, spread the olives at the base and cover with pea crush and sliced almonds.

Cook for 25 minutes (until the crust is firm and almonds are golden brown).

Serve warm or chilled.

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Con questa ricetta partecipo alla raccolta ‘Integralmente’ del blog Gocce d’aria

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Con questa ricetta partecipo al contest ‘Sapore di mediterraneo’ del blog

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al contest ‘Strati su strati’ del blog La cuoca per gioco

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e al contest ‘Colori d’estate’ del blog Silvia ai fornelli

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Muffins nettarine e fiori di lavanda…..non solo Provenza

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(scroll down for english version)

Il caldo opprimente di questi giorni ci costringe a rinviare l’uscita pomeridiana al dopo cena. Qualche sera fa, presi nell’ordine passeggino, ciuccio e titto (ma perchè le dade del nido non la chiamano semplicemente acqua?), ci incamminiamo verso la prima campagna che circonda la nostra casa.

Tra un saluto alla luna e lo scrutare il cielo in cerca di una scia di aeio ci imbattiamo in un cespuglio enorme di lavanda, avvinghiato ad una pianta altrettanto enorme di rosmarino e ad un’altra imprecisata erbaccia rampicante.

Fermi tutti! Qua bisogna che mi spiccherelli un pò le caviglie ma non posso tornare a casa senza un mazzetto di lavanda!

Alla curiosità della pulce (quale interessante gioco andrà a fare la mamma in mezzo all’erba?) si contrappone una strana espressione nel volto di mio marito (che oserei tradurre in…questa è proprio fuori! e poi la lavanda a me non piace…se la usa per profumare l’armadio tanto tanto ma che non si inventi una ricetta troppo strana perchè figurati se l’assaggio).

Tornati a casa ed apprezzata la frescura regalataci dal condizionatore, mentre l’uomo grande prepara il piccolo per la notte la sottoscritta scappa in cucina a pasticciare…in poco più di una mezz’ora i fiori di lavanda trovano posto in questi deliziosi muffins che, con i loro colore e sapore, sanno tanto di estate!

L’idea c’era già in testa. E’ nata da una foto (che ora trovate nella mia bacheca Pinterest) pubblicata in un sito in lingua tedesca. Non essendo soddisfatta della traduzione fatta con Google (se proprio così vogliamo definirla!), che peraltro citava uno sconosciuto zucchero di lavanda, ho gironzolato un pò in rete fino ad arrivare nel sito di un b&b da favola, La Piantata di Arlena di Castro (VT), che offre ai suoi ospiti la possibilità di dormire in una casa sull’albero ad 8 metri da terra.

Andate a dare una sbirciatina al sito perchè è una meraviglia! E che distesa di lavanda…da fare invidia alla Provenza.

Nel sito trovate anche una raccolta di ricette, tra le quali quella dei muffins alla lavanda che ho personalizzato aggiungendo degli spicchi di nettarina, utilizzando zucchero di canna e raddoppiando la quantità di fiori di lavanda.

Vi lascio subito la ricetta!

MUFFINS NETTARINE E FIORI DI LAVANDA (per 6 dolcetti)

  • 150 gr di farina 00
  • 40 gr di zucchero di canna chiaro
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 1 uovo
  • 60 gr di burro fuso
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 100 gr di latte fresco intero
  • 2 cucchiai di fiori freschi o secchi di lavanda (non trattati)
  • 1 pizzico di sale
  • 1 nettarina piccola

In un pentolino portate ad ebollizione il latte con i fiori di lavanda, spegnete il fuoco e lasciate in infusione per 10 minuti.

Nel frattempo, in una ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il lievito ed una presa di sale.

In un altro contenitore sbattete l’uovo ed aggiungete l’essenza di vaniglia, il burro fuso ed il latte aromatizzato alla lavanda (potete lasciare i fiori come ho fatto io oppure eliminarli filtrandoli con un colino). Incorporate agli ingredienti liquidi quelli secchi ed amalgamate fino ad ottenere una pastella semidensa (come per tutti gli impasti dei muffins non è necessario rendere l’impasto troppo omogeneo).

Suddividetelo in pirottini di carta da muffins, ponete sulla superficie due fettine sottili di nettarina e spolverizzate con zucchero di canna e qualche fiore di lavanda. Cuocete in forno già caldo a 180° C per 25 minuti circa.

muffin nettarine e fiori di lavanda

NECTARINE AND LAVENDER MUFFINS (makes 6 minicakes)

  • 150 gr plain flour
  • 40 gr cane sugar
  • 8 gr baking powder
  • 1 egg
  • 60 gr melted butter
  • 1 tablespoon vanilla extract
  • 100 gr fresh milk
  • 2 tablespoons lavender flowers (fresh or dried)
  • 1 pinch salt
  • 1 small nectarine

Preheat the oven to 350° F.

Line a muffin tray with paper baking cups and set aside.

In a small saucepan bring to boil the milk with the lavender flowers on low heat;  turn off and let in infusion for 10 minutes.

Meanwhile in a bowl combine flour, cane sugar, baking powder and salt.

In another bowl beat the egg and add vanilla extract, melted butter and the milk (you can leave the flowers otherwise drain them with a colander). Using a wooden spoon mix the dry ingredients with the egg and milk mixture, but not stir too much because the batter must be rather lumpy.

Pour mixture into paper cases. Lay slices of nectarines over each of the muffins and sprinkle the top with cane sugar and lavender flowers. Bake for 25 minutes until muffins are golden and puffed.

***

Con questa ricetta partecipo al contest Muffin del blog La mia cucina improvvisata

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e al contest ‘I dolci me li porto in giro’ del blog Valycakeand

Il cibo me lo porto in giro 1[1]

e vado finalmente in vacanza per qualche giorno! Mi raccomando restate lì perchè ho pronte tante ricettine deliziose…

a presto

LaGreg

Il mio orto…work in progress

Dopo un weekend di ozio quasi totale e di piacevoli compagnie é giunta l’ora di rimettersi all’opera per il prossimo post…per ora vi dico solo che vi aspetta una torta dolce formaggiosa….sarà forse una cheesecake???

Nel dolce far nulla di questi giorni ne ho approfittato per una passeggiatina nell’orto dei miei genitori. Vi lascio con gli scatti che ho realizzato.

A presto

Silvia

Polpette di zucchine (e feta)…avrò scelto la ricetta giusta? (1)

polpette di zucchine e feta 005

A scuola non ho mai copiato.

Ora invece, complice questo blog, ho la scusa per allungare l’occhio in qualche sito interessante e provare la sensazione che avevano i miei compagni di classe quando, diversi lustri orsono, aspettavano che entrassi in aula e che tirassi fuori dallo zainetto i quadernoni con gli esercizi già svolti per dare una sbirciatina.

A volte si tratta di copiare paro paro, altre di prendere spunto dalla ricetta che in quel momento ti attrae. Unica regola di questo passatempo divertente: NON DIMENTICARSI DI CITARE SEMPRE LA FONTE! Non c’è infatti cosa più scorretta che fare propri quelli che in realtà sono esperimenti-azzardi-lampi di genio di altri frequentatori dei fornelli, siano essi cuochi professionisti o appassionati bloggers.

Quella che vi propongo oggi è una ricetta copiata da capo a piedi…ed il bello sta proprio in questo. La vicina di blog Cuocicucidici da quasi due anni tiene le redini di un contest che, pur con cadenza mensile, è praticamente sempre attivo: The Recipe-tionist . Il suo intento è quello di far scoprire il contenuto di un blog, invitando tutti i partecipanti a replicare una o più delle ricette in esso presenti. Si deve in sostanza copiare, con un’unica licenza che è quella di poter omettere od aggiungere (o al max sostituire) un ingrediente, e vince chi – a detta del blog ospitante – si dimostra più bravo in quest’arte.

Il mese scorso ho provato a partecipare con la pizza di carne ma sono arrivata lunga perchè le ricette vanno pubblicate entro il 25 di ogni mese; questa volta ritento, non con una ma due ricette che ho visto, studiato e infine messo all’opera e che ci sono piaciute tantissimo!

Il blog di Giugno nel quale copiare è quello di Fairies’ kitchen.

Inizio proponendovi le polpette di zucchine, che ho rigorosamente fritto (credo sia la seconda volta dall’inizio dell’anno!) e arricchito con della feta per renderle ancora più stuzzicanti e fresche.

Provatele, anche solo cotte in forno, perché sono deliziose!

Per la seconda replica vi lascio in suspense…..almeno fino al prossimo post.

polpette di zucchine e feta 012POLPETTE DI ZUCCHINE, RICOTTA E FETA (per 18 polpette circa di medie dimensioni)

  • 4 zucchine medie
  • 100 gr di ricotta
  • 70 gr di feta…mia aggiunta
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • sale e pepe
  • menta
  • olio per friggere

Lavate e mondate le zucchine; grattugiatele con una grattugia a fori medi e mettetele in un colino. Dopo averle salate copritele con un piatto sopra al quale metterete un peso. Lasciatele per almeno mezz’ora in modo che elimino l’acqua di vegetazione.

Trascorso questo tempo, strizzatele e mettetele in una ciotola insieme con la ricotta, la feta sbriciolata, l’uovo, i formaggi grattugiati, il pangrattato e la menta tritata finemente con un coltello. Regolate di sale e pepe.

Mescolate bene gli ingredienti e ricavate dall’impasto delle palline leggermente schiacciate che passerete in un po’ di farina prima di friggerle oppure di cuocerle in forno fino a quando saranno dorate.

polpette di zucchine e feta 002

ZUCCHINI AND FETA FRITTERS (makes 18 pieces)

  • 4 medium zucchini coarsely grated
  • 100 gr ricotta cheese
  • 70 gr feta cheese
  • 1 egg
  • 2 tablespoons grated parmigiano reggiano cheese
  • 1 tablespoon grated goat cheese
  • 4 tablespoons breadcrumbs
  • salt & pepper
  • mint
  • sunflower oil for frying
  • flour

To release excess water from zucchini put them in a colander, sprinkle with salt and allow the liquid to drain for al least half an hour.

Squeeze thouroughly and transfer to a bowl, then combine with the other ingredients: ricotta cheese, feta cheese, egg, grated cheeses, breadcrumb and mint finely chopped. Season with salt and pepper.

Heat the oil in a large frying pan. Form the mixture into balls and dust with flour, removing the excess. Drop the balls into the oil and cook for 8-10 minutes until golden all around. Drain on paper towel.

***

Con questa ricetta partecipo al contest Recipe-tionist di Giugno ospitato dal blog Fairies’ kitchen

the recipe-tionist giugno[1]

e al contest ‘Ricette e ricotta’ del blog Cappuccinoecornetto per la categoria Fingerfood salati

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Cake agli asparagi selvatici e salame piccante

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(english version below)

Piovono asparagi!

La pioggia incessante delle ultime settimane è stata come manna dal cielo e gli asparagi hanno continuato indisturbati a fare capolino nel sottobosco, almeno fino a quando uno dei tanti avventori della macchia marchigiana, accovacciandosi tra i rovi li ha notati ed ha deciso di farne un bel mazzetto da portare a casa alla bella mogliettina (un romanticismo di altri tempi e soprattutto a costo zero….altro che mazzo di rose!).

Ora, la mogliettina/lavoratrice/casalinga-nel-weekend presa alla sprovvista dal generoso bouquet e non sapendo cosa farsene di tutto quel ben-di-dio, si siede un attimo e comincia a frullare….una parte ce la pappiamo per pranzo, la saltiamo subito in padella, ci aggiungiamo delle striscioline di speck e ci ripassiamo delle farfalle scolate, rigorosamente, al dente. Quella rimanente evitiamo per una volta di affogarla in una (tristissima, l’aggettivo che è solito utilizzare il maritino) frittata e riserviamogli un posto d’onore in un…nonsoché…boh…hmm…ma sì un cake salato!

La ricetta nasce da sola con quello che trovo in frigo.

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Asparagi e pecorino, uova e olio a km zero…e a sorpresa un salame piccante (anch’esso a km zero) regalatoci dall’amico Angelo che va assolutamente consumato perchè staziona in cantina da un bel po’.

Io non mangio pane&salame (da sempre) – tantoché ho pensato ‘se lo papperà tutto il maritino!’ – invece ho osato l’assaggio e devo dirvi che questo cake mi è piaciuto davvero molto*, soprattutto per la sua nota piccantina; se a voi proprio l’idea del salame non piace potete sostituirlo con prosciutto, speck o bresaola.

Vi lascio subito la ricetta (notate bene che le quantità si riferiscono ad uno stampo da plum-cake più piccolo, pertanto se ne utilizzate uno standard non vi resta che aumentare le quantità…almeno di una volta e mezzo).

* il maritino cui ho lasciato il cake per pranzo mi ha mandato dopo l’assaggio un sms, telegrafico come nel suo stile ma alquanto eloquente…’semplicemente top!’

MINI CAKE AGLI ASPARAGI SELVATICI E SALAME PICCANTE (per un stampo da 22x9x7 cm)

  • 125 gr di farina 0
  • 2 uova
  • un mazzetto di asparagi selvatici
  • 100 ml di latte fresco intero (o quello che usate voi)
  • 30 gr di pecorino fresco delle colline marchigiane
  • 5-6 fettine di salame piccante tagliate a quadrettini
  • 1/2 bustina di lievito istantaneo per torte salate (o 1/4 di cubetto di lievito di birra che farete sciogliere nel latte tiepido)
  • pane grattugiato
  • 40 gr di olio e.v.o.
  • sale e pepe q.b.

Lavate gli asparagi ed eliminate la parte terminale del gambo in quanto legnosa. Cuoceteli in acqua bollente salata per 10-15 minuti. Scolateli e metteteli da parte a raffreddare.

Nel frattempo in una ciotola sbattete le uova, aggiungete il latte, l’olio, il salame piccante ed il pecorino tagliato a piccoli pezzetti. Unite infine la farina setacciata con il lievito e regolate di sale e pepe.

Ricoprite uno stampo da pane in cassetta con carta da forno. Lasciate da parte 4-5 asparagi.

Ponete alla base una parte degli asparagi e copritela con un po’ del composto di uova, quindi proseguite con altri asparagi ed altro composto sino ad esaurimento degli ingredienti.

Sistemate sulla superficie gli asparagi lasciati da parte e spolverizzate con del pane grattugiato.

Cuocete in forno a 180° per 30 minuti circa.

Aspettate che sia tiepido prima di sformarlo.

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CAKE WITH ASPARAGUS AND SPICY SAUSAGE (makes one 22x9x7 cm loaf)

  • 125 gr flour
  • 2 eggs
  • a bunch of asparagus, tough ends trimmed
  • 100 ml fresh milk
  • 30 gr (fresh) pecorino cheese
  • 5-6 slices spicy sausage (diced)
  • 8 gr drie yeast
  • breadcrumbs
  • 40 gr extravirgin olive oil
  • salt, pepper

Preheat the oven to 350° F.

Boil the asparagus for 10 to 15 minutes until soft.  Drain and set aside to cool.

In a medium bowl beat the eggs, then add  milk, oil,  spicy sausage and pecorino cheese cut into small pieces. Sieve the flour with the yeast and add to the egg mixture. Season with salt and pepper.

Line a loaf pan with parchment paper and set aside. Leave apart 4-5 asparagus.

Put on the base of the pan some asparagus, then pour some of the batter; go on like this,  alternating asparagus and batter, until you finish all the ingredients.

Put on the top the reserved asparagus and dust with breadcrumbs.

Cook for 30 minutes.

Let the cake cool before removing from the pan.

***

Con questa ricetta partecipo:

al contest ‘Pret-a-manger’ del blog Ricettesbagliate

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al contest ‘Buon secondo compleanno’ del contest Thespicynote

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e al contest ‘Stasera aperitivo da me!’ del blog Fragoleecioccolato

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Pissaladière niçoise (semi-integrale)

pissaladière niçoise

Preparo questa ricetta da anni e scopro solo ora che è limitativo (oltre che poco rispettoso) chiamarla focaccia alle cipolle, olive e acciughe perché ha un suo nome..trés chic..che ti fa andare subito con la mente al sud della Francia, ai campi sterminati di ulivi e lavanda, ai piccoli borghi di pescatori della Costa Azzurra, la pissaladière niçoise (sembra che il nome derivi da pis-salat, ovvero pesce salato).

E’ una preparazione senza dubbio rustica, con poche pretese ma dal sapore sconvolgente…la dolcezza delle cipolle bianche mitigata dalla sapidità di olive e acciughe…tutti prodotti del territorio, a km praticamente zero. Una cucina di altri tempi, quando ci si doveva accontentare e si doveva campare con quello che mare e terra offrivano. Una cultura gastronomica che oggi, per fortuna, è sempre più oggetto di attenzione, di rivalutazione e, perché no, anche di orgoglio.

La vicinanza con la Francia fa sì che questa ricetta possa essere facilmente e fedelmente riprodotta anche con le nostre materie prime…io ho scelto le cipolle bianche del mio orto, le olive taggiasche (cugine di primo grado di quelle d’oltralpe) ed acciughe dell’Adriatico sott’olio (quelle di Vittorio per intenderci). Per renderla ancora più rustica ho sostituito metá dose di farina manitoba con farina integrale macinata a pietra.

Se avete voglia di sapori mediterranei non vi resta che provare!

pissaladière niçoise

PISSALADIERE NICOISE (dosi per una teglia rettangolare da forno)

  • 125 gr di farina manitoba (o farina 00)
  • 125 gr di farina integrale biologica macinata a pietra
  • 250 ml di acqua
  • 1/2 cubetto di lievito di birra
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 cucchiano di sale
  • 4 cipolle bianche di media grandezza
  • olive taggiasche denocciolate
  • filetti di acciuga (sott’olio o sotto sale)
  • olio e.v.o.

Lasciate sciogliere il lievito di birra per una decina di minuti in una ciotolina con un po’ di acqua tiepida (150 ml circa) ed il cucchiaino di zucchero.

Disponete le due farine a fontana, aggiungete due cucchiai di olio e.v.o., la restante acqua ed il lievito oramai disciolto. Impastate energicamente dopodiché aggiungete il sale. Formate una palla omogenea e mettete a lievitare in una ciotola coperta con un canovaccio bagnato e ben strizzato in un luogo tiepido al riparo da correnti d’aria.

Nel frattempo preparate le cipolle. Tagliatele a fettine sottili e mettetele in una padella con 3 cucchiai di olio ed un cucchiaino di zucchero. Fatele appassire a fuoco lento e aggiungete gradatamente dell’acqua fino a quando risulteranno trasparenti (ci vorranno dai 15 ai 20 minuti). Regolate di sale e pepe.

Quando l’impasto risulterà ben lievitato (dovranno trascorrere almeno 2 ore), stendetelo in una teglia leggermente oliata. Bucherellatelo con una forchetta e lasciatelo nuovamente lievitare per mezz’ora.

Trascorso questo tempo distribuite sulla superficie le cipolle stufate, le olive taggiasche ed i filetti di acciuga. Cuocete in forno già caldo a 200° C per 15-20 minuti fino a quando i bordi e la base risulteranno dorati.

Servire tiepida.

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PISSALADIERE NICOISE – FOCACCIA WITH ONIONS, BLACK OLIVES AND ANCHIOVES (makes one 30×36 cm tart)

  • 125 gr manitoba flour (or bread flour)
  • 125 gr di wholewheat flour
  • 250 ml warm water
  • 12 gr fresh yeast
  • 2 teaspoons sugar
  • 1 teaspoon salt
  • 4 medium onions, thinly sliced
  • 1/2 cup pitted taggiasche olives (or small black onions)
  • 2 dozens anchovies
  • extravirgin olive oil

In un bowl let fresh yeast and a teaspoon of sugar dissolve into 125 ml of warm water. Let stand until foamy (about 10 minutes).

On a work surface mix together the manitoba and the wholewheat flour, 2 tablespoons of extravirgin olive oil, the remaining warm water and add the yeast mixture. Stir all the ingredients until comes out a dough. Knead for about 5 minutes until smooth.

Place the dough in a lighty oiled bowl, cover with a wet and well drained cloth and let it rise in a warm place until doubled in bulk, about 2 hours.

Lightly oil a rimmed baking sheet. Punch down dough and roll out to a 30-by-36 cm rectangle and fit into the sheet. Prick dough all over with a fork and let rise again in a warm place for about 30 minutes, until slightly puffed.

Heat 3 tablespoons of extravirgin oilve oil in a large skillet over medium heat and add onions and a teaspoon of sugar. Cook, adding occasionally some water, for 15 to 20 minutes until they become glassy.

Preheat the oven to 450° F.

Distribute the onions evenly over dough, then arrange the pitted olives and the anchovies on top. Bake for 15 to 20 minutes, until crust is golden.

Serve it warm, sliced into pieces.

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Con questa ricetta partecipo al contest Ricette da pic-nic del blog Deliziandovi

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e al contest Forno che passione del blog La forchetta nel brodo

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e al contest Pret-a-manger del blog Ricettesbagliate

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Cake alla feta ed erbe fresche

cake alla feta ed erbe fresche (14)

(english version below)

Sono giorni pieni di impegni e pensieri (anzi, solo impegni altrimenti la mia mamma legge e si preoccupa!). Tante cose che prima facevo ora con la pulce non mi riescono più e soprattutto arrivo alla sera distrutta (se poi mio marito è anche fuori per lavoro….).

Ci sono giorni nei quali non riesco nemmeno ad impegnarmi in cucina…. ed allora si chiama Punto Pizza… altri nei quali mi ingegno con ricette veloci…velocissime come quella che vi propongo oggi.

Si tratta di un cake salato farcito con feta, parmigiano reggiano ed erbe fresche (quelle che piacciono a voi!) perfetto per accompagnare una cena a base di affettati come anche una semplice insalata. Mescolate tutti gli ingredienti ed infornate.

La preparazione che vi propongo è un adattamento di quella originale presente in Torte salate, dolci & co. (2003, edizioni Bibliotheca Culinaria)

Non c’è una sola ricetta di questo piccolo libricino che finora mi abbia deluso (da lì viene anche la torta al limone e semi di papavero postata un paio di mesi fa). Lo custodisco gelosamente in una nicchia della mio micro-libreria, allineato ad altri 6 fantastici ricettari della stessa serie (Il formaggio in cucina, Crumbles, Bocconcini golosi, Torte tatin, Torte magiche e Il buon pane) stando ben attenta a che gli occhi della pulce non lo intercettino e i suoi artigli non lo afferrino per trasformarlo in un puzzle (come è successo ahimè per altri libricini).

Io mi sono limitata a mettere le erbe che avevo in casa ma voi non lesinate…il pane ne guadagnerà in sapore e risulterà bello pezzato bianco/verde.

cake alla feta ed erbe fresche (52)

CAKE ALLA FETA ED ERBE FRESCHE

  • 180 gr di farina manitoba (nella ricetta originale 00)
  • 1 bustina di lievito per torte salate
  • 3 uova
  • 75 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato (nella ricetta originale 100gr di groviera grattugiato)
  • 10 cl di olio e.v.o.
  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • 10 cl di latte fresco
  • 200 gr di feta
  • 2/3 manciate di erbe fresche (io erba cipollina e prezzemolo…metterei anche basilico e maggiorana e perché no menta)
  • un pizzico di sale
  • pepe

Preriscaldate il forno a 180° C.

In una ciotola, setacciate il lievito con la farina. In un altro recipiente sbattete le uova intere, l’olio e.v.o. e quello di semi con il latte. Regolate di sale e pepe.

Versate le uova sbattute sulla miscela di lievito e farina ed amalgamate. Unite quinti la feta tagliata a dadini, il parmigiano reggiano grattugiato e le erbe fresche tagliuzzate grossolanamente.

Amalgamate di nuovo fino ad ottenere un composto omogeneo. Versate in uno stampo da plum cake oliato e infarinato.

Cuocete in forno per 45-50 minuti (controllate che la cottura sia terminata verificando che la lama di un coltello infilata nella pasta ne esca pulita).

Lasciate raffreddare prima di togliere dallo stampo.

cake alla feta ed erbe fresche (40)CAKE WITH FETA AND FRESH HERBS

  • 180 gr manitoba flour
  • 15 gr baking powder
  • 3 eggs
  • 75 gr grated Parmiagiano Reggiano cheese
  • 10 cl extravirgin olive oil
  • 1 tablespoon seed oil
  • 10 cl fresh milk
  • 200 gr diced feta cheese
  • 2/3 handfuls fresh herbs (chive, parsley, basil, thyme)
  • a pinch of salt
  • pepper

Preheat the oven to 325° F. Oil and lighty dust with flour a baking pan and set aside. In a bowl sieve together the flour and the paking powder. In another bowl whisk together the eggs, the extravirgin olive oil, the seed oil and the milk. Season to taste.

Pour the beaten eggs on the flour and mix until well combined. Add the feta cheese, the grated Parmigiano Reggiano cheese and the fresh herbs.

Spread the batter into prepared pan and bake 45 to 50 minutes until a cake tester comes out clean.

Let the cake cool down before removing from the pan.

cake alla feta ed erbe fresche (59)

Con questa ricetta partecipo ai contest:

Happy blog party del blog La Casa di Artù

contest happy blog party

Forno che passione del blog La forchetta nel brodo

banner contest forno che passione

nonché allo Smartcooking di Parmigiano Reggiano (quelli del Consorzio mi perdoneranno ma non riesco ad inserire il banner dell’iniziativa)

Lasagne cremose di pane carasau e zucchine

lasagne di pane carasau 019

Un mesetto fa nel blog della mia amica Susy ‘Ricotta che passione’ vedo la ricetta di una lasagna con pane azzimo e carciofi e resto folgorata. Compro raramente il pane azzimo perché a mio marito tutto ciò che è troppo dietetico/insipido non piace (mentre il piccolo fa l’aperitivo con le gallette di mais) ma ho giusto in dispensa del pane carasau….basta solo trovare l’occasione giusta per preparare una succulenta and curious  lasagna (senza che l’assaggiatore senior si accorga di avere a che fare con un insolito esemplare di pasta al forno…ma so bene cosa fare! devo aspettare che mandi giù il primo boccone, che esprima – più a gesti che a parole – apprezzamento per il piatto dopodiché posso rivelargli l’ingrediente inaspettato).

Domenica mattina.

Una scamorza affumicata, dimenticata in frigo da qualche giorno, sembra fare al caso mio.

Di verdure, invece, ora c’è solo l’imbarazzo della scelta ma vada per delle classiche zucchine scure (quelle bianche non mi fanno impazzire).

Mi accorgo di non avere sotto mano la ricetta di Susy e non ho tempo per accendere il pc. Improvviso. Rimedio anche della ricotta (che a Susy piace tanto…) e del raviggiolo (è un formaggio fresco a pasta molle tipico dell’appennino toscano-romagnolo dal colore bianco latte e dal sapore delicato…una delle piacevoli scoperte culinarie del vivere a Faenza) che alleggeriscono il ripieno e rendono meno pronunciato il sentore fumé della scamorza. Preparo una besciamella che leghi tutti gli ingredienti e conferisca una cremosità irresistibile.

15 minuti per assemblare, 30 minuti di cottura e, appollaiata la pulce sul seggiolone, siamo pronti (e curiosi) per l’assaggio.

I piatti tornano nel lavello vuoti e la cuoca, soddisfatta, fa i complimenti a se stessa.

lasagne di pane carasau 033

LASAGNE CREMOSE DI PANE CARASAU E ZUCCHINE (dosi per una pirofila da 29 cm)

3 fogli di pane carasau

5 zucchine medie

1 cipollotto

qualche fogliolina di menta

4 cucchiai di olio e.v.o.

300 ml di latte fresco intero

30 gr di farina

30 gr di burro + quello per la superficie e per ungere la pirofila

100 gr di ricotta

100 gr di raviggiolo

1/2 scamorza affumicata

sale & pepe q.b.

Tagliate il cipollotto a rondelle. Lavate e mondate le zucchine, tagliatele a striscioline e mettetele in una padella con il cipollotto a rosolare in  4 cucchiai di olio e.v.o.; fate cuocere per una decina di minuti (a me piacciono ancora croccanti, se le preferite più cotte allungate di qualche minuto). Regolate di sale e pepe e aggiungete le foglioline di menta spezzettate con le mani.

In una ciotola amalgamate la ricotta con il raviggiolo e salate leggermente.

Preparate la besciamella. Fate riscaldare il latte in un pentolino. Nel frattempo fate sciogliere il burro in un altro pentolino ed aggiungete la farina; amalgamate con una piccola frusta e togliete dal fuoco. Unite a filo il latte caldo continuando sempre a girare, quindi rimettete il pentolino sul fuoco e fate rapprendere la salsa. Regolate di sale e pepe.

Prendete una pirofila, imburratela generosamente dopodiché iniziate a comporre gli strati: versate sul fondo un po’ di besciamella, seguite con il pane carasau spezzettato dopodiché formate uno strato di zucchine e cipollotto. Ricopritele con fettine di scamorza e con piccole cucchiaiate del composto di ricotta e raviggiolo. Ripetete l’operazione formando nuovi strati,  avendo cura di terminare con i formaggi ricoperti di ulteriore besciamella. Prima di infornare mettete sulla superficie dei piccoli fiocchetti di burro.

Cuocete a 180°-190° per 30 minuti circa. Se la superficie non dovesse risultare dorata ponete gli ultimi 5 minuti sotto il grill.

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Con questa ricetta partecipo al contest ‘Strati su strati’ del blog Le cuoche per gioco

strati-su-strati[1]

Muffin ricotta e fragole…paleo o non paleo?

muffin ricotta e fragole (14)

Paleo o non paleo? Questo è il dilemma.

Dieta da trogloditi? o dieta evoluta?

Se ancora non avete idea di cosa stia parlando (tranquilli perché fino a l’altro ieri non lo sapevo neanche io!) vi spiego in due parole, poi chi fosse così curioso può sempre approfondire.

Paleo sta per Paleolitico (periodo storico che va da 2,5 milioni a 10.000 anni fa durante il quale l’uomo viveva di sola caccia e pesca) e questo neologismo associato alla parola dieta  sta a significare un regime alimentare che rifiuta tutti i prodotti non disponibili in natura prima dell’avvio dell’agricoltura, ovvero cereali, latte e derivati, legumi, cibi lavorati a livello industriale.

Qui mi fermo, perché non sono un’adepta di questa dieta…né credo lo diventerò mai (dovrei rinunciare a troppe cose che mi piacciono, che non sono necessariamente junk-food).

Vi chiederete a questo punto perché mai abbia tirato fuori l’argomento. Semplice, tutto nasce dalla ricerca di una ricetta (altrimenti perché parlarne qui?).

Venerdì mi accorgo di aver dimenticato in frigo un cestino di fragole (lo so che non ci andrebbero ma nel bunker dove mi ritiro solitamente per stirare e che è la stanza più fresca di casa ci sono oltre 20 gradi!) e prima che marciscano mi devo inventare qualcosa…ma cosa? ho un’ora scarsa di libertà poi la casa tornerà a popolarsi, la cesta dei giocattoli tornerà ad essere riversa in terra ed io dovrò deporre il grembiule e trasferirmi sul tappeto a cantare Ci son due coccodrilli ed un orangotango…..

muffin ricotta e fragole (5)

Sul tavolo, accanto al pc, tra un mare di fogliettini dove sono appuntate le ricette da fare ne recupero tre a base di fragole….poiché il tempo è tiranno scarto all’istante le due torte, che magari proverò più avanti, e scelgo gli evergreen muffin (una delle ricette finaliste del contest Colour Food di Fiordirosmarino al quale ho partecipato anche io).

Prendo le consuete due ciotole (ingredienti secchi, ingredienti umidi), mi arrampico sullo sgabello e recupero la farina di cocco finita dietro a tutto il resto, prendo le uova in garage e sono pronta….peso, spremo e quando ho già la frusta in mano mi rendo conto che la ricetta che ho scelto è un po’ anomala. Ma qui non c’è farina! e nemmeno lo zucchero! ehm…si sarà dimenticata….sai che faccio? la stravolgo altrimenti il marito non li mangia mica!!!

Comincio a depennare la farina di mandorle, che peraltro non ho, e la sostituisco con la fecola, aumento di un cicinin la quantità di miele, ci aggiungo un po’ di ricotta che a questo punto addolcisco con dello zucchero a velo. L’impasto da crudo sembra andare e decido di procedere. Verso negli stampini ed inforno, giusto in tempo perché due minuti e suona il campanello.

Tra una coccola alla pulce ed una canzoncina, ripenso alla ricetta e decido di tornare a far visita al blog Armonia Paleo. Dopo cena mi fiondo in internet, leggo meglio e scopro che è una preparazione ‘Paleo approved’. Ecco svelato il mistero…

muffin ricotta e fragole (3)

Il sapore è molto delicato, le fragole rendono l’impasto un po’ umido ed è piacevole il contrasto con le mandorle in superficie. Di certo un po’ di grasso (olio o burro che sia…o perché no panna) li renderebbe ancora più gustosi…chissà se la signora/ina Paleo approverebbe!

muffin ricotta e fragole (1)

MUFFIN RICOTTA E FRAGOLE (dosi per 7 muffin)

  • 125 gr di fecola (o farina 00)…la ricetta originale 70 gr di farina di mandorle
  • 30 gr di farina di cocco
  • 2 uova
  • 175 gr di fragole…la ricetta originale 150 gr
  • 25 gr di miele millefiori…la ricetta originale 20 gr
  • 1/2 limone spremuto
  • 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia…la ricetta originale 1/4 di vaniglia in polvere
  • 1/4 di cucchiaino di sale rosa dell’Himalaya
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 150 gr di ricotta di mucca…mia aggiunta
  • 5 cucchiai colmi di zucchero a velo….mia aggiunta
  • mandorle a lamette o filetti

Lavate le fragole e tagliatele a piccoli pezzetti, conditele con il miele ed il succo del limone e tenete da parte.

In una ciotola mescolate la fecola con la farina di cocco, il bicarbonato di sodio e il sale.

Sbattete le uova in una terrina, unite l’estratto di vaniglia, gli ingredienti secchi ed infine le fragole.

Distribuite l’impasto nei pirottini da muffin e decorate la superficie con le mandorle.

Infornate in forno già caldo a 170° per 35 minuti circa (fate la prova stecchino per essere certi che la cottura sia ultimata).

Con questa ricetta partecipo al contest ‘La mia ricetta originale improvvisata’ del blog La mia cucina improvvisata

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Mezze penne rigate di Gragnano al pesto rosso…e ricordi di un viaggio in Sicilia

mezze penne rigate di gragnano al pesto rosso 015

Chez LaGreg niente pomodori d’inverno. Non so perché, ma a me sembrano gonfiati con l’aria compressa e non sanno proprio di nulla…discorso a parte per la salsa di pomodoro casalinga (che uso per i sughetti e per la pizza) e per il pachino semi-secco sott’olio che ho scoperto qualche anno fa durante un viaggio a Marzamemi, un delizioso borgo marinaro lungo la costa sud-orientale della Sicilia, famoso prima che per i pomodori di Pachino (che dista solo 3 km) per le sue tonnare.

E’ stato prima l'(ex) collega Michele, marchigiano come la sottoscritta ma amante da sempre di questa terra, tanto da tornarci ogni anno in vacanza, poi l'(ex), anche lui, collega Maurizio – catanese doc ma con casa di villeggiatura al sud – a convincermi di affrontare una traversata notturna Napoli-Catania per godermi una settimana di mare spettacolare, ricche tradizioni e cucina paradisiaca.

Nel paese, di fronte al bar dove ogni mattina mi aspettava la brioche con la granita (rigorosamente mandorla sotto e caffè sopra), c’era la bottega di Campisi, azienda che dal 1854  trasforma i prodotti della terra e del mare proponendo salse e conserve di ogni tipo. Al tempo ritornai con una bella scorta di tonno e ricciola in scatola, sale aromatizzato e gli immancabili pomodorini di Pachino (mooolto più saporiti di quelli che compriamo qui al nord…sanno proprio di sole!).

Il semi-secco sott’olio è il mio preferito in quanto più delicato di quello classico secco, che troviamo facilmente al supermercato e che va fatto rinvenire in acqua calda e aceto e poi condito a piacere con olio e spezie.

Potete servirlo come antipasto insieme a formaggi e salumi oppure utilizzarlo in cucina per un insolito pesto o per farcire degli involtini. E’ strepitoso mangiato sopra una fetta di pane bruscato con una quenelle di ricotta freschissima, un filo di olio e qualche fogliolina di origano!

La scorta di Campisi è finita da un bel po’ (ho però adocchiato il negozio on-line e non è escluso che si faccia molto presto un ordine) ma per fortuna sugli scaffali dei supermercati appaiono sempre più spesso prodotti in passato sconosciuti….io ho scovato allo Coop un barattolino di pomodorini semi-secchi della linea fior fiore e non me lo sono fatto sfuggire.

Visto che le temperature di questi giorni ci fanno apprezzare anche un piatto di pasta fredda ho pensato di preparare un pesto, eleggendo il pomodorino a protagonista del piatto.

Cinque (5) minuti di orologio ed il vostro condimento è pronto!

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MEZZE PENNE RIGATE DI GRAGNANO AL PESTO ROSSO (dosi per 2 persone)

  • 180 gr di mezze penne rigate di Gragnano
  • 50 gr di pomodorini semi-secchi di Pachino sott’olio
  • 10 gr di pinoli
  • 10 gr di mandorle
  • un ciuffetto di basilico
  • sale & pepe q.b.
  • olio e.v.o. q.b.

Mettete nel mixer i pomodorini, scolati prima dell’olio, i pinoli, le mandorle, il basilico. Frullate per qualche secondo aggiungendo a filo dell’ottimo olio extra-vergine d’oliva fino a ottenere la consistenza desiderata (io preferisco un pesto non troppo omogeneo). Se volete renderlo meno oleoso potete sostituire una parte dell’olio con acqua calda. Regolate di sale e pepe.

Cuocete nel frattempo in abbondante acqua bollente salata la pasta. Scolatela al dente e conditela con il pesto allungato con un po’ dell’acqua di cottura tenuta da parte.

Buon appetito.

Pizza di formaggio per la scampagnata su lo Sammicì

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Ore 10. Puntualissimi si parte.

8 adulti ed un bambino.

La mia mamma e la zia Re (la famosa filippina) si accomodano nella nostra macchina – nella quale hanno già trovato spazio la borsa frigo, un paio di plaid, un passeggino ed una sacca da golf; il mio papino prende in prestito la Moto Guzzi di mia sorella che lavora (ma, stò ponte te lo potevi fare no?). Lo zio Ro, consorte della zia Re, cavalca fiero la sua Bmw, il cugino G., figlio di Ro e Re, (lucchese di adozione) e la mogliettina E. (lucchese doc) si sfidano a colpi di pedale in sella ad una Bmw ed una Triumph.

Siamo diretti su lo Sammicì…il San Vicino per le cartine geografiche, il Monte Bianco dei favrianesi che fino ad aprile ammirano il suo cappello imbiancato.

Attraversiamo Borgo Tufico, Cerreto d’Esi e arrivati a Matelica, all’altezza dell’ospedale, svoltiamo a sx e cominciamo l’arrampicata. Ci sorbettiamo una mezz’ora di curve e di strada alquanto dissestata prima di arrivare alla meta.

Parcheggiamo senza troppi problemi l’auto e le 4 poto (come le chiama la pulce), scarichiamo i bagagli e ci lanciamo alla ricerca della piazzola perfetta. Ossia di un fazzoletto di prato 1) possibilmente in piano 2) libero da popò di mucche (eh, sì siamo in alta montagna e qui le nostre amiche pezzate pascolano libere) 3) riparato, perché nel frattempo si è levato un po’ di vento 4) comodo, vale a dire non a un km dalla macchina perchè abbiamo borse, borsine e borsette da trasportare.

Per fortuna l’affluenza oggi scarseggia e troviamo subito il nostro spiazzo; prima mossa vengono distesi i plaid dopodiché scatta lo svuotamento della borsa frigo con relativo riversamento del suo contenuto sulla coperta. É solo mezzogiorno e dieci ma a tutti sembra venuta una gran fame (compreso il piccolo che ha subito adocchiato il thermos contenente una mappazzata pasta al pomodoro, che riserverei ben volentieri ad un cane, ma che lui mangia di gran gusto).

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La filippina (non poteva essere diversamente) si siede per prima, si copre le gambe con uno strofinaccio ricamato a mano dalla sua amica Rosa e inizia ad aprire le varie incartate…come per magia si materializzano sul plaid un cacio di Norcia, un salame morbido di Genga, una ‘dolce bugia’ salamino portato in dono dai lucchesi, una filetta di pane cotto a legna dalla mia mamma ed una pizza di formaggio orgoglio della cucina regionale marchigiana.

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In pochi minuti di aprono le danze e ciascuno dei commensali si avvicina alla tavola imbandita per servirsi…viene improvvisato un tagliere su un sasso e c’è chi si taglia una fetta di salame e ci imbottisce due pezzi di pizza; c’è chi si piomba sul cacio e lo mangia con un pezzo di pane casareccio, chi preferisce qualche rondella di salamino da stuzzicare a mò di aperitivo ed alternare ad una birra ghiacciata. La bevuta alternativa un bicchiere di Verdicchio!

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E’ tutto un intreccio di mani che si passano coltelli, tovaglioli e bicchieri. L’aria di montagna deve averci messo fame perchè nel giro di mezz’ora non restano che briciole!

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Leviamo le tende abbastanza di fretta perchè il cielo comincia a farsi scuro ed a minacciare pioggia (prevista dal meteo, ma da noi assolutamente snobbata)…ci lascia giusto il tempo di scorrazzare un pò con la pulce sul prato.

Vi lascio la ricetta della pizza di formaggio che mia suocera prepara da almeno 40 anni per Pasqua ma che voi potete servire tutto l’anno in abbinamento a formaggio e salumi.  Perfetta per una merenda a base di fave e pecorino.

Potete cucinarla in uno stampo da panettone (come vuole la tradizione) oppure in uno a ciambella.

PIZZA DI FORMAGGIO di mia suocera (dosi per 2 pizze)

  • 5 uova freschissime
  • 15 cucchiai colmi di formaggio grattugiato (pecorino e grana)
  • 375 ml di latte fresco intero
  • 100 gr di grassi (per lei olio Cuore)
  • 100 gr di lievito di birra fresco
  • sale e pepe q.b.
  • 100 gr di emmental o fontina a tocchetti (opzionale)
  • farina 00 q.b. (circa 400/450 gr)

Sciogliete il lievito in un po’ di latte tiepido.

In una ciotola grande unite le uova, il formaggio grattugiato, quello a tocchetti, il latte e l’olio. Regolate di sale (poco) e pepe dopodiché iniziate ad aggiungere la farina fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso.

Lavoratelo con le mani per qualche minuto e formate due palle (avendo cura che le pieghe dell’impasto restino sotto). Imburrate abbondantemente due stampi di alluminio dai bordi alti (almeno 20 cm)  e mettetevi i due impasti. Ponete a lievitare in un ambiente caldo ed al riparo da correnti d’aria fino a quando l’impasto avrà raddoppiato di volume (ci vorranno circa 3 ore).

Infornate quindi una pizza alla volta in forno già caldo a 200 gradi per un’ora circa (se dovesse colorire troppo copritene la superficie con un foglio di alluminio) avendo cura di mettere sul fondo un pentolino con acqua calda che assicura la giusta umidità durante la cottura.

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Con questa ricetta partecipo al contest Voglia di pic-nic di ‘Oggipanesalamedomani’

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Tagliatelle al limone (e semi di papavero)….F.F.F.

tagliatelle al limone (1)

Questo piatto mi porta indietro nel tempo di quasi 12 anni. Mi ricorda infatti i pranzi al Bar della Stazione (di Fabriano) con un aitante giovanotto che si faceva sempre attendere nonostante il suo ufficio fosse solo al di là della strada, mentre la sottoscritta aveva già (celermente) percorso un buon km a piedi.

Geloso mio marito? No affatto perché quel ragazzotto era proprio lui con qualche capello bianco e qualche rughetta (eh, sì che vengono anche a loro per giustizia divina…) in meno.

Lucia la cameriera della tavola calda (che ogni tanto chiede di me e che devo ricordarmi assolutamente di passare a salutare quando torno nelle Marche) era sempre gentile, graziosa nel suo grembiulino, un po’ meno a guardare le ciabatte da infermiera che indossava ai piedi.

Si mangiava bene e si spendeva poco. Ogni giorno due primi a rotazione come alla mensa (poi secondi, contorni, dolci ma a quel tempo eravamo entrambi pigia-tasti e per scongiurare l’abbiocco pomeridiano un piatto di pasta era più che sufficiente). Il lunedì (spesso) le cuoche si dilettavano a preparare le tagliatelle al limone. Buone, anzi buonissime per quanto non vada matta (come vi ho già spiegato qui) per questo agrume.

Non so cosa abbia fatto scattare in me la voglia di riproporre questo piatto, fatto sta che mi sono lanciata in un’accurata ricerca in rete per capire come ottenere quella deliziosa cremina gialla (perfettamente pandan con la pasta all’uovo tanto da farla sembrare scondita). Lucia una volta mi disse che la cuoca preparava una carbonara al limone ma chissà perchè sono convinta che la signora ai fornelli custodisca ancora gelosamente il suo ingrediente segreto. Curiosa come San Tommaso, ho cercato, cercato, cercato fino a spuntare una decina di ricette per scegliere poi (dal mio affidabilissimo Sale&Pepe) questa versione con panna e caprino .

Il tocco della cuoca? Semini di papavero sparsi tutti sopra per una (leggerissima) ed (elegante) nota croccante in bocca.

Fantastica!

Fresca!

Facilissima!

(ecco svelato il segreto delle 3 F nel titolo)

tagliatelle al limone (3)

TAGLIATELLE AL LIMONE (per 2 persone)

  • 200 gr di tagliatelle fresche all’uovo (oppure 4 nidi di quelle secche)
  • 50 gr di panna fresca
  • 1 tuorlo
  • 75 gr di caprino
  • un limone piccolo non trattato
  • uno spicchio di aglio
  • un mazzetto di prezzemolo
  • 2 cucchiai di formaggio grattugiato (io avevo pecorino)
  • una piccola noce di burro
  • sale & pepe q.b.
  • un cucchiaio di semi di papavero

Prendete il limone, lavatelo accuratamente e con un pelapatate staccate la parte gialla della scorza; tritatela fine.

In una padella fate soffriggere lo spicchio d’aglio con il burro, aggiungete quindi la scorza del limone e regolate di sale e pepe.

Amalgamate in una terrina la panna con il caprino fino ad ottenere una crema omogenea, versatela quindi nella padella e fatela cuocere per 1-2 minuti. Unite infine il prezzemolo tritato.

Cuocete le tagliatelle in abbondante acqua bollente salata, scolatele al dente e rovesciatele in un piatto da portata. Unite il tuorlo sbattuto con il succo di limone, quindi la crema al caprino ancora calda ed il formaggio grattugiato (se dovessero asciugare troppo aggiungete qualche cucchiaio di cottura della pasta).

Mantecate bene e servite.

Frolla al cocco e marmellata di albicocche…con farfalle in volo

fiore di pesco

susino in fiore

Lo scorso weekend siamo tornati nella nostra casa di campagna.

Armata di macchina fotografica ho fatto una passeggiata in giardino…due passi e il mio sguardo viene catturato da questi rami pieni di fiori. Prima il pesco con i suoi boccioli rosa, poi il susino, più spoglio rispetto all’altro, ma di un bianco immacolato. Manca purtroppo all’appello il mio adorato albicocco….i suoi fiori sono già volati via ed hanno lasciato spazio a piccole propaggini che nel giro di poche settimane si trasformeranno in deliziosi frutti.

Guardo queste piante e mi viene in mente che ho una dispensa colma di marmellata da consumare prima dell’arrivo dell’estate,  quando la cantina dei miei suoceri si riempie di cassette di pesche, susine, ciliegie…ed appunto albicocche. Tutta frutta matura al punto giusto che 4 esseri umani (e mezzo, considerato il piccolino di casa) pur amanti di polpe zuccherine non riuscirebbero a far fuori anche mangiandola a pranzo, cena, merenda e persino colazione!

Scatta pertanto regolarmente l’operazione marmellata. Per poter però far posto in dispensa (e soprattutto liberare vasetti…non posso mica finanziare ogni anno la Bormioli Rocco!) bisogna avvantaggiarsi iniziando a smaltire quella dell’anno precedente.

Perché allora non preparare subito una bella crostata? Sì, ma potrò mai postare una ricetta così banale? Visto che la marmellata è quella e non posso inventarmi chissà cosa, penso alla frolla ed a come poterla arricchire. Trovo una busta già aperta di cocco grattugiato e decido che è l’ingrediente giusto da aggiungere a uova, zucchero, burro e farina.

crostata albicocche e cocco 028

Nasce questo dolce succulento, con un guscio profumato e friabile al punto giusto.

Al posto delle classiche striscioline un volo di farfalle a sugellare l’arrivo della primavera.

Il maritino, particolarmente affezionato alle crostate, fa i complimenti alla cuoca ed ammette che la combinazione cocco/albicocche è straordinaria. Io incasso e mi metto subito all’opera per la prossima ricetta.

crostata albicocche e cocco 044

FROLLA AL COCCO E MARMELLATA DI ALBICOCCHE

  • 150 gr di farina di cocco
  • 200 gr di farina 00
  • 100 gr di zucchero
  • 100 gr di burro
  • 2 uova
  • un pizzico di sale
  • scorza grattugiata di un limone
  • marmellata di albicocche

Versate in una terrina le due farine, lo zucchero a velo, le uova, il pizzico di sale e la scorsa grattugiata del limone ed amalgamate; unite il burro (freddo di frigo) riducendolo a tocchetti ed impastate molto velocemente per evitare che si sciolga con il calore delle mani. Formate una palla e mettete in frigo a rassodare per mezz’ora.

Trascorso questo tempo stendete l’impasto e trasferitelo in una teglia antiaderente o ricoperta di carta da forno, bucherellate il fondo e distribuitevi sopra la marmellata.

Infornate in forno già caldo a 180° per 25-30 minuti.

crostata albicocche e cocco 050

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Tortini di asparagi e patate….e di passeggiate primaverili nel bosco

tortini di asparagi e patate (14)

Complice una primavera ritardataria, quest’anno l’appuntamento con l’asparagus officinalis è stato rimandato di qualche settimana.

Normalmente di questi tempi, quando torniamo nelle Marche per il weekend, mio marito ed io amiamo intrufolarci nella macchia (vedi sottobosco) e scovare questi deliziosi ortaggi.

La ricerca dell’asparago perduto oltre a richiedere capacità quasi funambolesche di arrampicamento lungo i declivi della montagna, necessita di alcuni accorgimenti:

  • individuare innanzitutto la pianta dell’asparago perchè purtroppo non cresce in mezzo ai prati; si tratta di un arbusto non molto alto dai lunghi rami sottili e con foglioline aghiformi (che dunque pungono!),
  • cercare gli asparagi intorno la base della piantina ma non è detto che vi siano; poiché si mimetizzano facilmente nel verde, se vi accucciate e guardate dal basso nel rovo potete scorgerli più facilmente,
  • tagliare l’asparago con le mani (o con una forbice) dove finisce la parte tenera ed inizia quella legnosa; non estirpatelo con tutta la radice perché la parte che lasciate nel terreno germoglierà di nuovo,
  • non vi aspettate di trovare asparagi ciccioni come quelli coltivati che acquisitiamo al supermercato (quelli della foto per intenderci), quelli selvatici sono più lunghi e sottili,
  • vestire comodi e scegliere preferibilmente tute malconcie…ve lo dice una che ha strappato più di un pantalone tra i rovi,
  • legare bene i capelli soprattutto se ne avete un mare come la sottoscritta e non volete che si incastrino ovunque tra i rami.

tortini di asparagi e patate (2)

In attesa di poterci avventurare nel bosco, ci accontentiamo di quelli coltivati (dal sapore decisamente più delicato).

Qualche giorno fa, avendone avanzati dalla preparazione dell’insalatina di grano saraceno, ho pensato di farne dei tortini monoporzione abbinandoli a delle classicissime patate. La ricetta viene da uno scampolo di giornale (Grazia per la precisione) ben ripiegato all’interno della Moleskine nella quale (fino alla nascita del blog) custodivo gelosamente ‘i piatti da fare’. In corso d’opera ho variato dosi ed ingredienti con quello che avevo a disposizione.

Idea veloce per un antipasto, se utilizzate stampini più grandi può diventare un ottimo contorno.

tortini di asparagi e patate (37)

tortini di asparagi e patate (7)

TORTINI DI ASPARAGI E PATATE (per 5 monoporzioni)

  • 1 patata medio/grande
  • un mazzetto di asparagi
  • 5 cucchiai di pangrattato
  • 50 gr di formaggio grattugiato (io ho usato il grana)
  • 50 gr di burro
  • 40 gr di farina
  • 300 ml di latte fresco intero
  • 1 uovo
  • un ciuffo di erba cipollina
  • olio e.v.o.
  • sale & pepe q.b.

Preparate la besciamella. Sciogliete 30 gr di burro, incorporatevi la farina, regolate di sale e togliete dal fuoco. Mettete il latte a scaldare in un pentolino e aggiungetelo poco alla volta al roux (composto di burro e farina) mescolando in continuazione fino ad ottenere una crema fluida, quindi ponete nuovamente sul fuoco ed emulsionate fino ad ottenere una besciamella soda.

Cuocete nel frattempo gli asparagi in acqua bollente salata per 5 minuti dalla ripresa del bollore, poi scolateli e passateli in acqua ghiacciata. Eliminate la parte terminale e tagliateli due dita sotto le punte (che terrete da parte) quindi affettate i gambi a rondelline.

Sbucciate la patata e tagliatela a julienne.

Imburrate 5 stampini monoporzione (di vetro o di alluminio) e cospargeteli con il pangrattato.

Unite alla besciamella oramai tiepida il tuorlo, il grana, l’erba cipollina tagliuzzata con una forbice e l’albume montato a neve. Distribuitela negli stampini alternandola alle patate ed agli asparagi tagliati a rondelle, terminando con le patate.

Distribuite sulla superficie il burro rimasto a fiocchetti e cuocete in forno preriscaldato a 180-190° per 25-30 minuti. Serviteli decorandoli con le punte di asparagi tenute da parte.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Profumo di primavera’ del blog Lamponi e tulipani

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Insalatina tiepida di grano saraceno, verdure primaverili e feta

grano saraceno 012

Ci siamo incontrati per caso in un vivaio.

No, non sto parlando di me e di mio marito ma del primo sguardo lanciato a questi buffi chicchi dalla forma tetragonale che hanno attirato la mia attenzione nel corner bio, ultima (e senza dubbio originale) installazione, del vivaio più ‘chic’ della città.

Fino a qualche giorno fa conoscevo il grano saraceno solo in versione farina…del tipo sale e pepe sui toni del grigio-marrone scuro…diffusissimo nelle regioni alpine e protagonista di ricette straordinarie (come i pizzoccheri della Valtellina, la torta di grano saraceno farcita con la marmellata di mirtilli rossi e la polenta taragna) tanto da meritare il fregio di Presidio Slowfood.

Eccolo invece che mi si presenta davanti agli occhi in nude-look, accanto a più familiari semi di orzo, farro, miglio e avena. Lo guardo e faccio a mio marito “e questo cos’è? non l’ho mai visto”. Mi (ci) aiuta un cartellino posto all’altezza dei nostri occhi che in poche righe ci svela da dove viene, come si coltiva e, soprattutto, come si cucina.

Scopro che, diversamente da quanto si crede (e soprattutto da quanto faccia credere il suo nome), non è un cereale e pertanto non contiene glutine.

Approfittando delle prime verdurine di stagione, ho preparato un piatto leggero ideale per il pranzo in ufficio o per un pic-nic all’aperto. Volendo renderlo anche piatto unico ho aggiunto dei piccoli cubetti di feta (preferisco quella sfusa al banco dei formaggi, questa volta più buona del solito) ma potrebbe essere altrettanto simpatico l’abbinamento con una morbida caciottina o una dolce fontina.

Io l’ho servito tiepido perché il mio pancino ancora si rifiuta di ricevere piatti a temperatura frigo (comunque faccio poco testo, perché anche in pieno agosto la mia tazza di latte al mattino deve essere MOLTO calda…per non dire bollente). Credo sia delizioso anche consumato il giorno dopo, quando tutti i profumi ed i sapori si saranno bene amalgamati.

insalatina tiepida di grano saraceno, verdure primaverili e feta (9)

INSALATINA TIEPIDA DI GRANO SARACENO, VERDURE PRIMAVERILI E FETA (per 2 persone)

  • 150 gr di grano saraceno decorticato biologico
  • 4 asparagi
  • 3 cucchiai di pisellini freschi (anche se io dovendo vuotare il freezer ho utilizzato quelli del mio orto surgelati la scorsa estate)
  • 4 cucchiai di fave fresche (private del peduncolo)
  • uno scalogno
  • 70-80 gr di feta
  • olio e.v.o.
  • sale & pepe q.b.

Sgranate i piselli e le fave. Tagliate la parte dura dei gambi degli asparagi e pulite con un pelapatate quella rimanente. Passateli velocemente sotto l’acqua corrente per eliminare eventuali residui di terra e tagliateli quindi a pezzetti di 2-3 cm lasciando intatte le punte.

In una padella versate qualche cucchiaio di olio ed aggiungete lo scalogno tritato finemente; fatelo stufare per qualche minuto fino a diventare morbido e trasparente. Unite le fave, i piselli e gli asparagi e fate cuocere per una decina di minuti (le verdurine devono comunque restare croccanti). Spegnete il fuoco e regolate di sale e pepe.

Lavate più volte il grano saraceno sotto l’acqua corrente per eliminare eventuali impurità e fatelo tostare in una padella con un paio di cucchiai di olio prima di aggiungere acqua bollente salata e farlo cuocere per 15/20 minuti circa. Scolatelo e mettetelo in una ciotola. Unitevi le verdure e mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti.

Impiattate ed aggiungete la feta tagliata a piccoli cubetti.

Buon Appetito!