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Pizza del recupero (peperoni, feta & timo)

pizza peperoni (17)

La prima cosa che faccio quando torno a casa dal lavoro è indossare una comoda tuta, infilare un paio di calde pantofole (appartenendo al genere donna i miei piedi sono perennemente gelidi) e realizzare le cose da fare da lì alle undici/mezzanotte:

devo stendere la lavatrice o passare l’aspirapolvere?

devo stirare? oddio spero proprio di no…

devo riordinare carte, cartacce, bollette trovate nella buchetta della posta?

dobbiamo fare l’aerosol? (parlo al plurale perchè sottopongo purtroppo a questa tortura anche la pulce di casa).

Ovviamente tra questi pensieri c’è anche quello della cena (e talvolta del pranzo del giorno dopo) ma non mi preoccupa più di tanto. Le sere che più mi diverto sono quelle nelle quali decido di vuotare il frigo mettendo insieme quello che trovo. Ieri sera è stata una di queste.

Due peperoni, mezza fetta di feta, un avanzo di ricotta, il timo utilizzato per il contorno dello scorfano di sabato, mezzo cubetto di lievito di birra. La prima cosa che mi viene in mente è una pizza….. e che pizza sia (anche senza mozzarella). Ovviamente potete rifarla sostituendo i peperoni con qualsiasi altra verdura…qualche cima di broccoletto, bietole, spinaci, zucca…oppure se vi avanza la ratatouille utilizzate semplicemente quella.

Anche la feta può essere sostituita con una cremosa crescenza o con un fondente taleggio.

PIZZA CON PEPERONI, FETA & TIMO (dosi per una teglia rotonda di o cm 32)

  • gr 220 di farina integrale
  • un pò meno di 1/2 cubetto di lievito di birra
  • mezzo cucchiaino di sale
  • 100 ml di acqua tiepida
  • due peperoni (uno giallo ed un rosso perchè l’occhio vuole la sua parte)
  • 1 scalogno
  • gr 100 di feta
  • gr 50 di ricotta
  • 1 fetta di prosciutto cotto (io avevo anche quella in frigorifero)
  • 2/3 cucchiai di panna fresca
  • qualche rametto di timo
  • sale & pepe q.b.
  • olio e.v.o.

Sciogliere nell’acqua tiepida il lievito di birra ed aggiungerlo alla farina ed al sale che avrete disposto in una ciotola o sulla spianatoia. Impastare fino ad ottenere una massa liscia ed omogenea e mettere a lievitare in un posto al riparo da correnti d’aria per 2 ore (io d’inverno vicino ad un termosifone o al caminetto) coprendo il contenitore con uno panno da cucina pulito, bagnato e ben strizzato per mantenere la giusta umidità.

Pelare i peperoni con un pelapatate per eliminare la pelle e renderli in questo modo più digeribili. Tagliarli a piccoli pezzi e disporli su una teglia coperta di carta da forno insieme con lo scalogno fatto a spicchi; condire con sale e pepe e aggiungere il timo, quindi irrorare con un pò d’olio ed infornare a 180° per 20-25 minuti (io li ho cotti nel micronde con la funzione crisp – 750w + grill – per 10 minuti rimestandoli a metà cottura).

In una ciotola sbriciolare la feta, aggiungervi la ricotta, il prosciutto cotto tagliato a pezzetti, i peperoni arrostiti e qualche cucchiaio di panna per ammorbidire l’impasto, salare e pepare a proprio piacimento.

Riscaldare il forno a 200° (se lo avete scegliete il programma pizza altrimenti va bene la funzione ventilata).

Stendere l’impasto lievitato in una teglia (la mia era bassa e circolare) leggermente unta d’olio rimuovendo l’eventuale eccesso di pasta con un coltello, bucherellarlo con una forchetta ed aggiungervi il ripieno di peperoni. Rialzare leggermente i bordi per evitare che esso fuoriesca durante la cottura.

pizza peperoni (14)

Infornare e cuocere fino a doratura dell’impasto per 10-15 minuti.

Domenica in dolcezza con il tiramisù di Luca Montersino

tiramisu di Montersino

E’ domenica e sulla nostra tavola non può mancare il dolcetto.

Il maritino mi chiede da un bel pò il tiramisù (in 11 anni di matrimonio credo di averlo preparato sì e no 2 volte). Non ho la ricetta della mamma/suocera da riciclare perchè nelle nostre case gli viene preferita la crema su bagna di savoiardi all’archemes o caffè (cugina della più aristocratica zuppa inglese). Mi tuffo allora nella rete alla ricerca di una ricetta speciale e mi faccio convincere   dai commenti positivi alla versione proposta da Luca Montersino.

La ricetta prevede di assemblare la crema tiramisù con un pan di spagna ma visto che ho un panettone da consumare decido di apportare una variante al dolce utilizzando quest’ultimo (in questo modo guadagno tempo e riciclo…vedi post precedente).

Il risultato è sorprendente, una crerma morbida e goduriosa che si sposa benissimo con le briciole di panettone leggermente bagnate di caffè ed i trucioli di cioccolato amaro in superficie.

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Ma veniamo alla ricetta, semplicissima nei passaggi con l’unico accorgimento della pastorizzazione delle uova (sempre consigliata, non solo in estate).

Ingredienti per la crema tiramisù

  • 70 gr di tuorli freschissimi
  • 135 gr di zucchero semolato
  • 40 gr di acqua
  • 1 baccello di vaniglia
  • 200 gr di mascarpone
  • 200 gr di panna fresca
  • cacao amaro in polvere (per me cioccolata fondente con fave di cacao)

Montare la panna e il mascarpone e porre in frigorifero.

In un pentolino portare alla temperatura di 121° c l’acqua e lo zucchero senza mescolare. Io non avevo a disposizione il termometro e ho fatto ad occhio, aspettando che le bolle diventassero belle grandi e scoppiassero velocemente.

Incorporare lo zucchero cotto ai tuorli già semimontati con i semini contenuti nel baccello di vaniglia e continuare a montare a mano o con fruste elettriche (in questo modo stiamo pastorizzando le uova). Riprendere il composto di panna e mascarpone posto in frigo ed aggiungere qualche cucchiaio di montata d’uova. Una volta amalgamati, versare il resto delle uova montate con un movimento dal basso verso l’alto per evitare di smontare la sofficissima crema.

Procedere con l’assemblaggio del dolce in una pirofila o in bicchierini monoporzione alternando uno strato di crema ad uno di briciole di panettone leggermente bagnate con uno sciroppo al caffè (che si ottiene aggiungendo caffè freddo ad uno sciroppo di acqua e zucchero in pari proporzioni…io ho semplicemente zuccherato il caffè per fare prima).

Mettere in frigorifero ad assestare e prima di servire distribuire sulla superficie il cioccolato grattugiato. Si consiglia di prepararlo il giorno prima perchè ancora più buono e compatto.

Con questa dose ho realizzato 5 bicchierini monoporzione. Con 500 gr sia di mascarpone che di panna realizzate due pirofile rispettivamente di 20×30 cm e di 12×22 cm.

Slow food e M’illumino di meno…polpette per celebrare l’arte del riciclo in cucina

polpette al pomodoro

Qualche giorno fa arriva in posta la newsletter di Slow Food… la leggo velocemente, sto per chiuderla e cestinarla quando vengo colpita da un articolo. L’associazione della chiocciola ha aderito anche quest’anno all’appuntamento con M’illumino di meno, la giornata del Risparmio Energetico lanciata da Caterpillar (trasmissione radiofonica di Radio2) in programma per ieri 15 febbraio (l’anno scorso me la sono dormita ma ero mamma da poco più di 2 mesi e vivevo in un’altra dimensione). Tra gli argomenti individuati dagli organizzatori per questa edizione ci sono la lotta agli sprechi (mediante la valorizzazione degli scarti alimentari) e l’importanza della raccolta differenziata.

Decido di partecipare alla lodevole iniziativa…mi lancio alla ricerca di una ricetta del riciclo ma mi accorgo di non aver molto in frigo…un paio di fette di prosciutto cotto avanzato dalla pizza di giovedì e qualche fungo champignon timidamente nascosto nella vaschetta dove conservo frutta e verdura. Perchè non fare un piatto di semplicisime e succulenti polpette? Controllo gli altri ingredienti della lista…le uova ci sono (e sono freschissime, brave le gallinelle di casa), il pane c’è ed è anche un pò raffermo (cotto a legna dalla suocera la scorsa settimana), la passata di pomodoro è quella dei magici frutti rossi dell’orto della scorsa estate, il prezzemolo è nel vaso in giardino …devo solo comprare un pò di carne ed il gioco è fatto.

Mi sono detta ‘magari ne faccio tante così se avanzano il giorno dopo ci condisco gli spaghetti’…detto fatto, ecco qua il secondo piatto espressione del riciclo del riciclo!!!

spaghetti con le polpette

Vi lascio le dosi delle mie polpette (ne vengono 45 piccoline)

  • 200 gr di macinato di scottona di prima scelta
  • 200 gr di macinato di suino di prima scelta
  • 2 fette di prosciutto cotto
  • 2 funghi champignon grandi
  • 2 cucchiai di grana padano (o parmigiano) grattugiato
  • 1 uovo grande
  • pane nero raffermo (+ latte per bagnarlo) o in alternativa pane grattugiato
  • noce moscata
  • sale, pepe q.b.
  • salsa di pomodoro 500ml (+ 7/8 ciliegini congelati)
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo (2 rametti)
  • olio e.v.o.

Mettere in una ciotola la carne ed aggiungere il prosciutto cotto tritato, il pane ammollato nel latte e ben strizzato, l’uovo, i funghi tritati finemente, il formaggio grattugiato e metà del prezzemolo. Grattugiare la noce moscata (se di vostro gradimento), salare e pepare. Se l’impasto dovesse risultare troppo molle aggiungere altro pane, se troppo tosto ammorbidirlo con qualche goccia di latte.

Preparare le polpettine e passarle nella farina rimuovendo l’eventuale quantità in eccesso. Scaldare in una casseruola dal fondo spesso dell’olio extra vergine di oliva ed una volta caldo sistemarvi ad una ad una le polpettine. Farle soffriggere per qualche minuto su tutti i lati fino a quando risulteranno dorate, quindi scolarle su un piatto dove avrete messo qualche foglio di carta assorbente.

Nel frattempo preparare la salsa al pomodoro, facendo soffriggere in una padella ampia uno spicchio d’aglio con un pò di olio, aggiungere quindi il pomodoro in bottiglia ed i pomodorini e lasciare andare per una ventina di minuti avendo cura di coprire con un coperchio. Regolare di sale (per me grosso) e rimuovere lo spicchio d’aglio prima di aggiungere le polpette. Continuare la cottura per ulteriori 15/20 minuti. Aggiungere alla fine il restante prezzemolo tritato.

Servire calde (si accompagnano splendidamente ad un sofficissimo purè di patate).

Se mangiate il giorno dopo sono ancora più buone!