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Polpette di zucchine (e feta)…avrò scelto la ricetta giusta? (1)

polpette di zucchine e feta 005

A scuola non ho mai copiato.

Ora invece, complice questo blog, ho la scusa per allungare l’occhio in qualche sito interessante e provare la sensazione che avevano i miei compagni di classe quando, diversi lustri orsono, aspettavano che entrassi in aula e che tirassi fuori dallo zainetto i quadernoni con gli esercizi già svolti per dare una sbirciatina.

A volte si tratta di copiare paro paro, altre di prendere spunto dalla ricetta che in quel momento ti attrae. Unica regola di questo passatempo divertente: NON DIMENTICARSI DI CITARE SEMPRE LA FONTE! Non c’è infatti cosa più scorretta che fare propri quelli che in realtà sono esperimenti-azzardi-lampi di genio di altri frequentatori dei fornelli, siano essi cuochi professionisti o appassionati bloggers.

Quella che vi propongo oggi è una ricetta copiata da capo a piedi…ed il bello sta proprio in questo. La vicina di blog Cuocicucidici da quasi due anni tiene le redini di un contest che, pur con cadenza mensile, è praticamente sempre attivo: The Recipe-tionist . Il suo intento è quello di far scoprire il contenuto di un blog, invitando tutti i partecipanti a replicare una o più delle ricette in esso presenti. Si deve in sostanza copiare, con un’unica licenza che è quella di poter omettere od aggiungere (o al max sostituire) un ingrediente, e vince chi – a detta del blog ospitante – si dimostra più bravo in quest’arte.

Il mese scorso ho provato a partecipare con la pizza di carne ma sono arrivata lunga perchè le ricette vanno pubblicate entro il 25 di ogni mese; questa volta ritento, non con una ma due ricette che ho visto, studiato e infine messo all’opera e che ci sono piaciute tantissimo!

Il blog di Giugno nel quale copiare è quello di Fairies’ kitchen.

Inizio proponendovi le polpette di zucchine, che ho rigorosamente fritto (credo sia la seconda volta dall’inizio dell’anno!) e arricchito con della feta per renderle ancora più stuzzicanti e fresche.

Provatele, anche solo cotte in forno, perché sono deliziose!

Per la seconda replica vi lascio in suspense…..almeno fino al prossimo post.

polpette di zucchine e feta 012POLPETTE DI ZUCCHINE, RICOTTA E FETA (per 18 polpette circa di medie dimensioni)

  • 4 zucchine medie
  • 100 gr di ricotta
  • 70 gr di feta…mia aggiunta
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • sale e pepe
  • menta
  • olio per friggere

Lavate e mondate le zucchine; grattugiatele con una grattugia a fori medi e mettetele in un colino. Dopo averle salate copritele con un piatto sopra al quale metterete un peso. Lasciatele per almeno mezz’ora in modo che elimino l’acqua di vegetazione.

Trascorso questo tempo, strizzatele e mettetele in una ciotola insieme con la ricotta, la feta sbriciolata, l’uovo, i formaggi grattugiati, il pangrattato e la menta tritata finemente con un coltello. Regolate di sale e pepe.

Mescolate bene gli ingredienti e ricavate dall’impasto delle palline leggermente schiacciate che passerete in un po’ di farina prima di friggerle oppure di cuocerle in forno fino a quando saranno dorate.

polpette di zucchine e feta 002

ZUCCHINI AND FETA FRITTERS (makes 18 pieces)

  • 4 medium zucchini coarsely grated
  • 100 gr ricotta cheese
  • 70 gr feta cheese
  • 1 egg
  • 2 tablespoons grated parmigiano reggiano cheese
  • 1 tablespoon grated goat cheese
  • 4 tablespoons breadcrumbs
  • salt & pepper
  • mint
  • sunflower oil for frying
  • flour

To release excess water from zucchini put them in a colander, sprinkle with salt and allow the liquid to drain for al least half an hour.

Squeeze thouroughly and transfer to a bowl, then combine with the other ingredients: ricotta cheese, feta cheese, egg, grated cheeses, breadcrumb and mint finely chopped. Season with salt and pepper.

Heat the oil in a large frying pan. Form the mixture into balls and dust with flour, removing the excess. Drop the balls into the oil and cook for 8-10 minutes until golden all around. Drain on paper towel.

***

Con questa ricetta partecipo al contest Recipe-tionist di Giugno ospitato dal blog Fairies’ kitchen

the recipe-tionist giugno[1]

e al contest ‘Ricette e ricotta’ del blog Cappuccinoecornetto per la categoria Fingerfood salati

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Ciambelline ricotta, uvetta e pinoli (con farina di riso)…..per i miei primi 18 mesi

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(english version below)

Noi che…

– abbiamo iniziato a scrivere scarabocchiare sui muri,

– abbiamo tagliato i ricci ed ora somigliamo tremendamente al babbo,

– amiamo giocare nelle pozzanghere di fango… come Peppa Pig,

– siamo innamorati della luna e delle stelle (tanto da dedicargli un tributo tutte le sere),

– ci divertiamo a suonare il clackson della poto di zia Vale,

– abbiamo un sorriso per tutti,

…noi che oggi festeggiamo 18 mesi!

Niente torta per il mio cucciolo ma un dolcino semplice, fatto con tanti ingredienti buoni…ricotta, yogurt, miele, uvetta e pinoli per una nota croccante.

La ricetta originale la trovate qui, io l’ho personalizzata un cicinin e l’ho resa gluten free (come suggerito anche da Milena in calce al suo post) perché ero curiosa di provarla con la farina di riso.

Il sapore è delizioso anche se l’assenza totale di grassi rende (secondo me) l’impasto un pochino troppo asciutto…proverei a rifarle aggiungendo 40-50 ml di olio o burro (o perché no panna visto il successo dei passati esperimenti!). Se invece decidete di pucciarle nel latte sono perfette così!

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CIAMBELLINE RICOTTA, UVETTA E PINOLI (per 12 pezzi)

  • 125 gr di farina di riso
  • 125 gr di fecola
  • 2 uova medie
  • 125 gr di zucchero di canna chiaro
  • 4 cucchiai di miele
  • 100 gr di ricotta di pecora
  • 50 ml di latte
  • 125 gr di yogurt bianco
  • 30 gr di pinoli
  • 5 cucchiai di uvetta
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • zucchero a velo q.b.
  • (50 ml olio di semi o e.v.o.)

Riscaldate il forno a 180°.

In una terrina sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete quindi la ricotta, il miele, lo yogurt ed il latte (e l’olio).

Unite a poco a poco la farina di riso e la fecola setacciate con il lievito, l’uvetta, i pinoli ed il pizzico di sale.

Versate il composto negli stampini precedentemente imburrati ed infarinati.

Cuocete per 30 minuti circa. Una volta raffreddate sfornate le ciambelline e spolverizzatele con zucchero a velo.

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RICOTTA DONUTS WITH SULTANAS AND PINENUTS (makes 12 donuts) 

  • 125 gr rice flour
  • 125 gr starch
  • 2 medium eggs
  • 125 gr cane sugar
  • 4 tablespoons honey
  • 100 gr ricotta cheese
  • 50 ml milk
  • 125 gr plain yogurt
  • 30 gr pinoli (pinenuts)
  • 5 tablespoons sultanas
  • 8 gr baking powder
  • 1 pinch salt
  • powdered sugar
  • (50ml seed or extravirgin olive oil)

Preheat the oven to 350° F.

In a bowl whisk together the eggs and the cane sugar, then add the ricotta cheese, honey, yogurt and milk (and oil) and set aside.

In another bowl sieve together the rice flour, the starch and the baking powder. Mix in the sultanas, the pinenuts and the pinch of salt. Add the ricotta mixture and stir to combine.

Generously butter 12 donut moulds and dust with flour, tapping out excess.  Divide the batter evenly among them.

Bake until a cake tester inserted in the center of one donut comes out clean, 25 to 30 minutes.  Let cool before removing from the moulds. Dust with powdered sugar.

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(prima del taglio dei ricci)

Con questa ricetta partecipo al contest La farina di riso del Molina Chiavazza

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al contest Risveglio al bb del blog Viviincucina

contest risveglio al b&b[1]

al contest Forno che passione del blog La forchetta nel brodo

banner contest forno che passione

e al contest Ricette e ricotta del blog Cappuccinoecornetto

Contest_ricotta-300x300[1]

Lasagne cremose di pane carasau e zucchine

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Un mesetto fa nel blog della mia amica Susy ‘Ricotta che passione’ vedo la ricetta di una lasagna con pane azzimo e carciofi e resto folgorata. Compro raramente il pane azzimo perché a mio marito tutto ciò che è troppo dietetico/insipido non piace (mentre il piccolo fa l’aperitivo con le gallette di mais) ma ho giusto in dispensa del pane carasau….basta solo trovare l’occasione giusta per preparare una succulenta and curious  lasagna (senza che l’assaggiatore senior si accorga di avere a che fare con un insolito esemplare di pasta al forno…ma so bene cosa fare! devo aspettare che mandi giù il primo boccone, che esprima – più a gesti che a parole – apprezzamento per il piatto dopodiché posso rivelargli l’ingrediente inaspettato).

Domenica mattina.

Una scamorza affumicata, dimenticata in frigo da qualche giorno, sembra fare al caso mio.

Di verdure, invece, ora c’è solo l’imbarazzo della scelta ma vada per delle classiche zucchine scure (quelle bianche non mi fanno impazzire).

Mi accorgo di non avere sotto mano la ricetta di Susy e non ho tempo per accendere il pc. Improvviso. Rimedio anche della ricotta (che a Susy piace tanto…) e del raviggiolo (è un formaggio fresco a pasta molle tipico dell’appennino toscano-romagnolo dal colore bianco latte e dal sapore delicato…una delle piacevoli scoperte culinarie del vivere a Faenza) che alleggeriscono il ripieno e rendono meno pronunciato il sentore fumé della scamorza. Preparo una besciamella che leghi tutti gli ingredienti e conferisca una cremosità irresistibile.

15 minuti per assemblare, 30 minuti di cottura e, appollaiata la pulce sul seggiolone, siamo pronti (e curiosi) per l’assaggio.

I piatti tornano nel lavello vuoti e la cuoca, soddisfatta, fa i complimenti a se stessa.

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LASAGNE CREMOSE DI PANE CARASAU E ZUCCHINE (dosi per una pirofila da 29 cm)

3 fogli di pane carasau

5 zucchine medie

1 cipollotto

qualche fogliolina di menta

4 cucchiai di olio e.v.o.

300 ml di latte fresco intero

30 gr di farina

30 gr di burro + quello per la superficie e per ungere la pirofila

100 gr di ricotta

100 gr di raviggiolo

1/2 scamorza affumicata

sale & pepe q.b.

Tagliate il cipollotto a rondelle. Lavate e mondate le zucchine, tagliatele a striscioline e mettetele in una padella con il cipollotto a rosolare in  4 cucchiai di olio e.v.o.; fate cuocere per una decina di minuti (a me piacciono ancora croccanti, se le preferite più cotte allungate di qualche minuto). Regolate di sale e pepe e aggiungete le foglioline di menta spezzettate con le mani.

In una ciotola amalgamate la ricotta con il raviggiolo e salate leggermente.

Preparate la besciamella. Fate riscaldare il latte in un pentolino. Nel frattempo fate sciogliere il burro in un altro pentolino ed aggiungete la farina; amalgamate con una piccola frusta e togliete dal fuoco. Unite a filo il latte caldo continuando sempre a girare, quindi rimettete il pentolino sul fuoco e fate rapprendere la salsa. Regolate di sale e pepe.

Prendete una pirofila, imburratela generosamente dopodiché iniziate a comporre gli strati: versate sul fondo un po’ di besciamella, seguite con il pane carasau spezzettato dopodiché formate uno strato di zucchine e cipollotto. Ricopritele con fettine di scamorza e con piccole cucchiaiate del composto di ricotta e raviggiolo. Ripetete l’operazione formando nuovi strati,  avendo cura di terminare con i formaggi ricoperti di ulteriore besciamella. Prima di infornare mettete sulla superficie dei piccoli fiocchetti di burro.

Cuocete a 180°-190° per 30 minuti circa. Se la superficie non dovesse risultare dorata ponete gli ultimi 5 minuti sotto il grill.

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Con questa ricetta partecipo al contest ‘Strati su strati’ del blog Le cuoche per gioco

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Muffin ricotta e fragole…paleo o non paleo?

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Paleo o non paleo? Questo è il dilemma.

Dieta da trogloditi? o dieta evoluta?

Se ancora non avete idea di cosa stia parlando (tranquilli perché fino a l’altro ieri non lo sapevo neanche io!) vi spiego in due parole, poi chi fosse così curioso può sempre approfondire.

Paleo sta per Paleolitico (periodo storico che va da 2,5 milioni a 10.000 anni fa durante il quale l’uomo viveva di sola caccia e pesca) e questo neologismo associato alla parola dieta  sta a significare un regime alimentare che rifiuta tutti i prodotti non disponibili in natura prima dell’avvio dell’agricoltura, ovvero cereali, latte e derivati, legumi, cibi lavorati a livello industriale.

Qui mi fermo, perché non sono un’adepta di questa dieta…né credo lo diventerò mai (dovrei rinunciare a troppe cose che mi piacciono, che non sono necessariamente junk-food).

Vi chiederete a questo punto perché mai abbia tirato fuori l’argomento. Semplice, tutto nasce dalla ricerca di una ricetta (altrimenti perché parlarne qui?).

Venerdì mi accorgo di aver dimenticato in frigo un cestino di fragole (lo so che non ci andrebbero ma nel bunker dove mi ritiro solitamente per stirare e che è la stanza più fresca di casa ci sono oltre 20 gradi!) e prima che marciscano mi devo inventare qualcosa…ma cosa? ho un’ora scarsa di libertà poi la casa tornerà a popolarsi, la cesta dei giocattoli tornerà ad essere riversa in terra ed io dovrò deporre il grembiule e trasferirmi sul tappeto a cantare Ci son due coccodrilli ed un orangotango…..

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Sul tavolo, accanto al pc, tra un mare di fogliettini dove sono appuntate le ricette da fare ne recupero tre a base di fragole….poiché il tempo è tiranno scarto all’istante le due torte, che magari proverò più avanti, e scelgo gli evergreen muffin (una delle ricette finaliste del contest Colour Food di Fiordirosmarino al quale ho partecipato anche io).

Prendo le consuete due ciotole (ingredienti secchi, ingredienti umidi), mi arrampico sullo sgabello e recupero la farina di cocco finita dietro a tutto il resto, prendo le uova in garage e sono pronta….peso, spremo e quando ho già la frusta in mano mi rendo conto che la ricetta che ho scelto è un po’ anomala. Ma qui non c’è farina! e nemmeno lo zucchero! ehm…si sarà dimenticata….sai che faccio? la stravolgo altrimenti il marito non li mangia mica!!!

Comincio a depennare la farina di mandorle, che peraltro non ho, e la sostituisco con la fecola, aumento di un cicinin la quantità di miele, ci aggiungo un po’ di ricotta che a questo punto addolcisco con dello zucchero a velo. L’impasto da crudo sembra andare e decido di procedere. Verso negli stampini ed inforno, giusto in tempo perché due minuti e suona il campanello.

Tra una coccola alla pulce ed una canzoncina, ripenso alla ricetta e decido di tornare a far visita al blog Armonia Paleo. Dopo cena mi fiondo in internet, leggo meglio e scopro che è una preparazione ‘Paleo approved’. Ecco svelato il mistero…

muffin ricotta e fragole (3)

Il sapore è molto delicato, le fragole rendono l’impasto un po’ umido ed è piacevole il contrasto con le mandorle in superficie. Di certo un po’ di grasso (olio o burro che sia…o perché no panna) li renderebbe ancora più gustosi…chissà se la signora/ina Paleo approverebbe!

muffin ricotta e fragole (1)

MUFFIN RICOTTA E FRAGOLE (dosi per 7 muffin)

  • 125 gr di fecola (o farina 00)…la ricetta originale 70 gr di farina di mandorle
  • 30 gr di farina di cocco
  • 2 uova
  • 175 gr di fragole…la ricetta originale 150 gr
  • 25 gr di miele millefiori…la ricetta originale 20 gr
  • 1/2 limone spremuto
  • 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia…la ricetta originale 1/4 di vaniglia in polvere
  • 1/4 di cucchiaino di sale rosa dell’Himalaya
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 150 gr di ricotta di mucca…mia aggiunta
  • 5 cucchiai colmi di zucchero a velo….mia aggiunta
  • mandorle a lamette o filetti

Lavate le fragole e tagliatele a piccoli pezzetti, conditele con il miele ed il succo del limone e tenete da parte.

In una ciotola mescolate la fecola con la farina di cocco, il bicarbonato di sodio e il sale.

Sbattete le uova in una terrina, unite l’estratto di vaniglia, gli ingredienti secchi ed infine le fragole.

Distribuite l’impasto nei pirottini da muffin e decorate la superficie con le mandorle.

Infornate in forno già caldo a 170° per 35 minuti circa (fate la prova stecchino per essere certi che la cottura sia ultimata).

Con questa ricetta partecipo al contest ‘La mia ricetta originale improvvisata’ del blog La mia cucina improvvisata

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Gnocchetti sardi alla crema di ricotta e zafferano….si cambia menù

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Avete già fatto le pulizie di Pasqua? Vabbè son passate tre settimane ma non sarete mica di quelle che lustrano vetri e sfoderano divani proprio il weekend della resurrezione di nostro Signore!!!

Io, con un po’ di ritardo, ho (finalmente) terminato il cambio di stagione, smontato le tende e sfollato i simpatici ragnetti che camminano sopra le nostre teste. Abbastanza provata, a questo punto mi è rimasta solo una cosa da fare….dare una rinfrescatina ai miei menù.

Eh, sì perché con l’arrivo della bella stagione, lasagne*, tortellini in brodo, sformati, stracotti (non ne ho mai cucinato uno ma mi sa tanto di inverno e l’ho aggiunto alla lista) si fanno da parte e lasciano spazio a piatti freschi e leggeri.

Come sempre prediligo preparazioni very quick perché il tempo a disposizione non è mai abbastanza, ma non per questo rinuncio a portare in tavola cibi belli da vedere e buoni da mangiare (forse l’ordine andrebbe invertito…).

La proposta di oggi è ancora una volta di Sale&Pepe…sarò monotona ma è l’unica rivista che trovo assolutamente affidabile negli ingredienti (non mi dite che sono la sola che alle prese con una ricetta legge le istruzioni e si accorge che le manca un ingrediente…quando ho fortuna lo trovo in dispensa e rimedio all’istante ma il problema è ora quanto metterne! l’ultimo volta la scorsa settimana, leggo “aggiungete le uova”…ma non ci sono nella lista! vabbè le ho, ma quante me ne occorrono??? 1,2,3…10?) e con risultati garantiti.

* fanno eccezione quelle cotte nel forno a legna dalla suocera che si mangiano volentieri anche in pieno agosto

GNOCCHETTI SARDI ALLA CREMA DI RICOTTA E ZAFFERANO (dosi per 4 persone)

tra parentesi le mie scelte

  • 400 g di gnocchetti sardi,
  • 100 g di ricotta (di pecora),
  • 1 vasetto di yogurt intero,
  • 1/2 bicchiere di latte (fresco intero),
  • 2 bustine di zafferano  (avevo solo quelle ma sarebbero meglio gli stimmi),
  • 30 g di formaggio grattugiato (per me pecorino),
  • 1 scalogno,
  • 1 mazzetto di maggiorana,
  • olio extravergine di oliva,
  • sale,
  • pepe.

Sbucciate lo scalogno, tritatelo molto fine e fatelo appassire in padella con 2 cucchiai di olio e un  cucchiaio di acqua. Poco prima di togliere dal fuoco, unite lo zafferano e mescolate finche si sarà sciolto  completamente.

Mettete la ricotta in una ciotola, aggiungete il latte, lo yogurt, il formaggio grattugiato e lo scalogno  con il fondo di cottura allo zafferano. Mescolate, regolate di sale e cospargete generosamente con pepe macinato.

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e conditela subito con la salsa. Cospargete con foglioline di maggiorana e servite subito.

Con questa ricetta partecipo al contest di Lamponi e tulipani ‘Profumo di primavera’ banner contest profumo primavera

Flognarde carciofi e ricotta…bon appétit

Nessun dubbio si tratti di un piatto d’Oltralpe, ma (ammesso che non abbiate sbirciato la foto sotto) forse siete curiosi di sapere cosa sia un flognarde.

Niente di complicato! Avete presente il clafoutis? Il delizioso dolcetto da forno che vede delle succulenti ciliegie rosse affogate in un impasto di uova, latte, farina e burro? Bene, se sostituite frutta e zucchero con formaggi e verdure ottenete il flognarde.

flognarde carciofi e ricotta

Perché scomodare una ricetta francese? Beh, ho pensato di proporre ai miei due commensali (e di rimbalzo a voi) qualcosa di diverso per la cena settimanale altrimenti dedicata alla frittata (per la gioia dell’assaggiatore adulto che ha compreso subito non essere due semplici uova sbattute con un po’ di latte e parmigiano, nei confronti delle quali manifesta una marcata repulsione).

Questa volta lo spunto è venuto da un cassetta di carciofi romaneschi acquistata qualche giorno fa. Perfetto come piatto unico o come antipastino, se servito nelle cocotte individuali o tagliato a cubetti, è un modo elegante per riciclare avanzi e questo me lo fa piacere ancora di più!

La ricotta e lo yogurt rendono l’interno morbido ed evitano il temuto effetto frittata. Avrei inserito della mentuccia, che si sposa perfettamente con i carciofi, per profumare l’impasto ma non ne ho trovata.

Potete sbizzarrirvi con gli ingredienti scegliendo spinaci, erbette, broccoletti, finocchi, asparagi e combinandoli con feta, stracchino, gorgonzola, brie o qualsiasi altro formaggio morbido. Non vi resta che provare.

flognarde carciofi e ricotta

FLOGNARDE CARCIOFI E RICOTTA (per una teglia cm 22×22)

  • 4 carciofi (per me romaneschi)
  • 200 gr di ricotta di pecora
  • 125 gr di yogurt intero
  • 150 ml di latte fresco intero (o panna fresca)
  • 50 gr di farina 00
  • 4 uova
  • qualche ciuffetto di mentuccia (o prezzemolo)
  • olio e.v.o.
  • sale & pepe q.b.
  • vino bianco secco

Pulite i carciofi eliminando le foglie esterne più dure e pelando i gambi con un pelapatate. Tagliate ciascun carciofo in due, eliminate l’eventuale peluria interna (io uso uno scavino per meloni) e metteteli a cuocere in una padella con un spicchio d’aglio in camicia e 5-6 cucchiai di olio. Una volta rosolati, sfumate con un po’ di vino bianco e fate cuocere per una ventina di minuti. Regolare di sale e pepe ed aggiungete la mentuccia. (Io dovendo accorciare i tempi li ho cotti nel microonde con il piatto crisp per 10 minuti, bagnandoli con il vino a metà cottura).

In una terrina rompete le uova e sbattetele con un forchetta, aggiungete quindi il latte, lo yogurt e la farina setacciata. Da ultimo unite la ricotta sbriciolata e regolate di sale e pepe.

Imburrate una teglia e rivestitela di pane grattugiato, sistematevi i carciofi tagliati a metà ed i loro gambi. Distribuitevi sopra il composto di uova e ricotta ed infornate in forno già caldo a 180° per 30-35 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest del blog Fiordirosmarino ‘Color Food’

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Frolla alle nocciole con ricotta e pere….auguri babbo!

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Oggi è la festa del papà ma a casa mia (ndr quella da sposata) gli auguri sono tutti per il BABBO.

Che fatica che ho fatto ad abituarmi a questa parola! Per 37 lunghissimi anni c’è stato sempre e solo il mio papino, mentre ora devo insegnare al mio bimbo a rivolgersi a suo padre chiamandolo BABBO.

Il Dizionario etimologico al termine ‘BABBO’ cita voce fanciullesca od affettuosa per chiamare il padre; io sarò l’eccezione ma a me il suono di questa parola, oltre a non essere mai uscito naturalmente, non è nemmeno mai piaciuto. Pazienza direte voi ed infatti me ne sono fatta una ragione!

Lo scorso anno di San Giuseppe la mia pulce era ancora nella fase ‘mangio e dormo’ pertanto la festa è passata un pò in sordina. Quest’anno invece doppio pensiero per il nostro babbino, il lavoretto fatto all’asilo ed il dolcetto preparato dalla mamma (che pronta ad immortalarlo con la macchina fotografica si è vista rubare sotto gli occhi i confettini di cioccolato…golosone lui!).

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Si tratta di piccole crostatine di frolla alle nocciole sormontate da una profumata crema di ricotta e da pere sciroppate. L’abbinamento nocciole/ricotta/pere è super testato (chi non conosce questa?). La preparazione che ho scelto è forse la più semplice, potete  realizzare frolla, crema e pere in momenti diversi e poi assemblare il tutto un’oretta prima di mettervi a tavola (in questo modo i sapori riusciranno ben ad amalgamarsi).

FROLLA ALLE NOCCIOLE, MOUSSE DI RICOTTA E PERE (per 4 crostatine)

per la frolla (dose intera, quella che vi avanza la utilizzate per fare biscotti oppure potete congelarla)

  • 200 gr di farina 00
  • 50 di farina di nocciole
  • 100 gr di burro
  • 125 gr di zucchero di canna
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • essenza di vaniglia

per il ripieno

  • 150 gr di ricotta di pecora (scolata bene dal siero per almeno 12 ore)
  • 75 gr di zucchero semolato + 1-2 cucchiai per caramellare la pera
  • cannella (facoltativa)
  • 1 pera (non troppo) matura

In una terrina mettete la farina 00 e quella di nocciole, unitevi lo zucchero di canna e qualche goccia di essenza di vaniglia; aggiungete quindi il burro a tocchetti e ‘sabbiate’ il composto fino ad ottenere delle briciole. Versate quindi le uova ed amalgamate velocemente tutti gli ingredienti in modo da formare una palla. Ricoprite con la pellicola e mettete in frigo a rassodare per un’ora circa.

Trascorso questo tempo, stendete la frolla dopo averla opportunamente spolverata di farina su una spianatoia (o tra due fogli di carta da forno) ottenendo una sfoglia spessa 2-3 mm. Prendete degli stampi da crostatina e ricopriteli con la frolla (se non sono antiaderenti vanno imburrati leggermente ed infarinati per evitare che l’impasto attacchi in cottura). Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta ed infornate in forno già caldo a 180° per 15 minuti circa (controllatene comunque la cottura perché cuociono in fretta ed ogni forno ha i suoi tempi).

Terminata la cottura estraete gli stampini e metteteli a raffreddare su una teglia (aspettate qualche minuto prima di sformare le crostatine perché se calde si rompono facilmente).

Nel frattempo prendete la ricotta (che avrete messo qualche ora prima in frigorifero a scolare dal siero), passatela al setaccio (io ho utilizzato un semplice colapasta a maglie fini) ed aggiungetevi lo zucchero e un cucchiaino di cannella. Rimettete in frigo. Questa fase potete anche farla la sera (o comunque qualche ora) prima in modo che la ricotta si insaporisca bene.

Sbucciate la pera, tagliatela a fettine sottili e mettetela in un pentolino con 1-2 cucchiai di zucchero ed un po’ di acqua; fate cuocere a fuoco medio per una decina di minuti fino a quando le fettine risulteranno morbide ma non disfatte. Scolate l’eventuale sciroppo rimasto nella padellina ed aspettate che si raffreddino.

A questo punto potete comporre il dolcetto. Prendete un guscio di frolla alla volta e riempitelo con la crema di ricotta aiutandovi con una sac-a-poche nella quale avrete infilato un beccuccio medio-grande. Adagiate quindi sopra le fettine di pera, spolverate di zucchero a velo e servite.

 

Tortine ricotta, marmellata d’arance amare e cioccolato (e partecipazione al primo contest)

tortini jogurt 011(La febbre colpisce ancora! Sono senza forze e senza voglia di cucinare ma per fortuna nei giorni scorsi ho pasticciato un pò con zucchero e farina e così sono in grado di regalarvi qualche ricettina come sempre super testata!)

Certe ricette nascono da sole. Come per le tortine che vedete nella foto sopra.

L’idea la trovo su un vecchio ritaglio di giornale finito tra i miei libri di cucina non so da dove e da quanto che recita TORTINI ALLA NUTELLA…forse l’ho strappato da una rivista durante l’attesa dal dentista? o forse l’ho trovato curiosando nel portagiornali a casa di mia mamma? beh non importa, fatto sta che (avendo ancora a portata di mano i magici stampini) ed in dispensa un barattolino di crema di nocciole da consumare, decido di mettermi all’opera.

Pronti sul tavolo uova, farina, zucchero e l’immancabile ricotta. Un secondo dopo mi viene in mente un contest attivo tra le food bloggers avente come tema ‘che merenda mi dai?’ e siccome la ricettina con la sola nutella (benchè invitante…vi immaginate aprire in due il tortino e trovare un cuore morbido di cioccolata???) mi sembra un pò banale decido di modificarla in corsa utilizzando quello che ho e sostituendo la farina comune con quella di riso.

Ne nasce un tortino morbidissimo ripieno di marmellata d’arance amare e piccole scaglie di cioccolato fondente. Un dolcetto leggero (perchè la quantità di cioccolato è davvero irrisoria e non contiene grassi a parte il cucchiaino di burro), degno di fare invidia alle più gettonate merendine industriali, che a casa mia è stato molto apprezzato da uomo grande ed uomo piccino.

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TORTINE RICOTTA, MARMELLATA D’ARANCE AMARE E CIOCCOLATO FONDENTE

Ingredienti (per 8/10 tortini)

  • 250 gr di farina di riso
  • 250 gr di ricotta (io preferisco quella di pecora)
  • 175 gr di zucchero
  • 3 uova
  • mezzo bicchiere di latte
  • un cucchiaino di burro
  • mezza bustina di lievito
  • marmellata d’arance amare (per me Rigoni d’Asiago)
  • cioccolato fondente al 70%

In una terrina mescolate la ricotta con lo zucchero. Aggiungete il burro ammorbidito, le uova una alla volta facendole ben amalgamare al composto ed infine il latte.

Unite il lievito alla farina e versatelo nella terrina con la ricotta. Mescolare fino ad ottenere un comporto omogeneo e abbastanza morbido.

Imburrate ed infarinate gli stampini, versate un pò di composto, farcite con un cucchiaino di marmellata d’arance e delle piccole scaglie di cioccolato fondente e ricoprite con altro impasto.

Infornate a 180° per 25 minuti. Far raffreddare, quindi cospargere di zucchero a velo.

Con questa ricetta partecipo al contest di Coccole di dolcezza – “che merenda mi dai?”.

banner contest che merenda mi dai

e al contest ‘Dolci con farine speciali‘ del blog Una fetta di paradiso

FARINA 5

Pizza del recupero (peperoni, feta & timo)

pizza peperoni (17)

La prima cosa che faccio quando torno a casa dal lavoro è indossare una comoda tuta, infilare un paio di calde pantofole (appartenendo al genere donna i miei piedi sono perennemente gelidi) e realizzare le cose da fare da lì alle undici/mezzanotte:

devo stendere la lavatrice o passare l’aspirapolvere?

devo stirare? oddio spero proprio di no…

devo riordinare carte, cartacce, bollette trovate nella buchetta della posta?

dobbiamo fare l’aerosol? (parlo al plurale perchè sottopongo purtroppo a questa tortura anche la pulce di casa).

Ovviamente tra questi pensieri c’è anche quello della cena (e talvolta del pranzo del giorno dopo) ma non mi preoccupa più di tanto. Le sere che più mi diverto sono quelle nelle quali decido di vuotare il frigo mettendo insieme quello che trovo. Ieri sera è stata una di queste.

Due peperoni, mezza fetta di feta, un avanzo di ricotta, il timo utilizzato per il contorno dello scorfano di sabato, mezzo cubetto di lievito di birra. La prima cosa che mi viene in mente è una pizza….. e che pizza sia (anche senza mozzarella). Ovviamente potete rifarla sostituendo i peperoni con qualsiasi altra verdura…qualche cima di broccoletto, bietole, spinaci, zucca…oppure se vi avanza la ratatouille utilizzate semplicemente quella.

Anche la feta può essere sostituita con una cremosa crescenza o con un fondente taleggio.

PIZZA CON PEPERONI, FETA & TIMO (dosi per una teglia rotonda di o cm 32)

  • gr 220 di farina integrale
  • un pò meno di 1/2 cubetto di lievito di birra
  • mezzo cucchiaino di sale
  • 100 ml di acqua tiepida
  • due peperoni (uno giallo ed un rosso perchè l’occhio vuole la sua parte)
  • 1 scalogno
  • gr 100 di feta
  • gr 50 di ricotta
  • 1 fetta di prosciutto cotto (io avevo anche quella in frigorifero)
  • 2/3 cucchiai di panna fresca
  • qualche rametto di timo
  • sale & pepe q.b.
  • olio e.v.o.

Sciogliere nell’acqua tiepida il lievito di birra ed aggiungerlo alla farina ed al sale che avrete disposto in una ciotola o sulla spianatoia. Impastare fino ad ottenere una massa liscia ed omogenea e mettere a lievitare in un posto al riparo da correnti d’aria per 2 ore (io d’inverno vicino ad un termosifone o al caminetto) coprendo il contenitore con uno panno da cucina pulito, bagnato e ben strizzato per mantenere la giusta umidità.

Pelare i peperoni con un pelapatate per eliminare la pelle e renderli in questo modo più digeribili. Tagliarli a piccoli pezzi e disporli su una teglia coperta di carta da forno insieme con lo scalogno fatto a spicchi; condire con sale e pepe e aggiungere il timo, quindi irrorare con un pò d’olio ed infornare a 180° per 20-25 minuti (io li ho cotti nel micronde con la funzione crisp – 750w + grill – per 10 minuti rimestandoli a metà cottura).

In una ciotola sbriciolare la feta, aggiungervi la ricotta, il prosciutto cotto tagliato a pezzetti, i peperoni arrostiti e qualche cucchiaio di panna per ammorbidire l’impasto, salare e pepare a proprio piacimento.

Riscaldare il forno a 200° (se lo avete scegliete il programma pizza altrimenti va bene la funzione ventilata).

Stendere l’impasto lievitato in una teglia (la mia era bassa e circolare) leggermente unta d’olio rimuovendo l’eventuale eccesso di pasta con un coltello, bucherellarlo con una forchetta ed aggiungervi il ripieno di peperoni. Rialzare leggermente i bordi per evitare che esso fuoriesca durante la cottura.

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Infornare e cuocere fino a doratura dell’impasto per 10-15 minuti.

Mele, muesli (e ricotta) per un sano buongiorno

girelle mele e uvetta

Divano e tv sono monopolizzati dal marito (mi sono persa anche la finale di Masterchef!); messo a letto il Principe valuto se stirare ma mi passa subito la voglia…mi faccio però venire quella di pasticciare e di preparare qualcosa di buono per la colazione di domani.

Trovo qui una ricetta rapida, leggera (dopo il tiramisù con relativo bis di domenica ci vuole proprio) e soprattutto priva di uova visto che sono rimasta senza.

Anche questa volta la ricotta fa capolino tra gli ingredienti…magari a voi non piacerà ma io non riesco a farne a meno e la trovo versatilissima dal dolce al salato.  Quella di oggi, in particolare, è la ricotta di pecora della Comunità di San Patrignano (che trovo solo al Conad sotto l’ufficio)…costa il doppio delle altre ma è di qualità nettamente superiore.

GIRELLE CON MELE E MUESLI (per 18 pezzi circa)

ingredienti per la base:

  • 150 gr di farina 00
  • 150 gr di farina integrale (la ricetta originale prevede tutta farina semi integrale)
  • 80 gr di zucchero di canna
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 150 gr di ricotta (per me di pecora)
  • 80 ml di latte
  • 2 cucchiai di olio di girasole (io avevo solo quello di mais)

ingredienti per il ripieno:

  • 2 mele (io una Golden Delicious ed una Gala)
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 3 cucchiai di muesli (per me fiocchi di avena e uvetta)

Versare in una ciotola la farina, il lievito, lo zucchero, il latte, l’olio e la ricotta. Amalgamare fino ad ottenere  un impasto omogeneo (di consistenza morbida). Stendere un rettangolo dello spessore di qualche mm (io l’ho messo tra due fogli di carta da forno, in questo modo ho evitato di infarinare e sporcare il piano di lavoro).

In una ciotola sbucciare le mele, tagliarle a dadini o piccole striscioline, quindi aggiungere il muesli (o sostituto) e 20 gr di zucchero. Mescolare bene e distribuire sull’impasto. Arrolare quindi con l’aiuto del foglio di carta da forno fino a formare un filoncino che andrete a tagliare a fette alte 2 cm.

Porre le girelle ottenute su una teglia ricoperta con carta da forno (io ne ho messe 9 alla volta perchè un pò in cottura crescono), cospargerle con il restante zucchero ed infornare a 180° per 20 minuti circa. Estrarre le girerle e porle su una griglia a raffreddare.

Torta ricotta e cioccolato… per iniziare bene la giornata

torta ricotta e cioccolatoa casa mia non manca quasi mai la torta della colazione….i biscotti e le merendine in commercio sono spesso tristi, hanno sapori artificiali ed è sufficiente leggerne una sola volta l’etichetta per ricollocarli educatamente sullo scaffale del supermercato

se possibile deve essere rustica e da inzuppare nel latte…

ieri in pausa pranzo sono andata al Conad sotto l’ufficio e ho notato al banco gastronomia una fantastica ricotta di latte intero….bella granulosa come piace a me (quella confezionata del banco frigo è setacciata e perlopiù addizionata con ‘crema di latte’ cioè panna che ne altera decisamente il gusto)

a casa frugo un pò nel mio archivio e trovo qui la ricetta perfetta per deliziare domani mattina il maritino

Ingredienti  (tra parentesi le mie varianti)

  • 500gr di ricotta asciutta
  • 100 gr di gocce di cioccolato (per me una tavoletta di cioccolato fondente al 70%)
  • 150 gr di zucchero
  • 4 cucchiai di farina 00
  • 4 uova
  • scorza di 1 limone (per me di un’arancia)
  • 1 pizzico di sale
  • 2 cucchiai di essenza di vaniglia

Montare gli albumi a neve fermissima con un pizzico di sale poi aggiungere uno alla volta i 4 cucchiai di zucchero (come a fare una meringa) in modo che gli albumi rimangano belli sodi.

Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina setacciata, la ricotta (preferibilmente colata dal siero tutta la notte), il cioccolato, la scorsa di limone e la vaniglia.

Unire alla fine gli albumi, prima un paio di cucchiaiate, mescolando con attenzione dall’alto verso il basso poi aggiungere  il resto.

Imburrare (o ricoprire di carta forno) uno stampo rotondo da 24cm, versarvi il composto ed infornare a 170° per 50 minuti.