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Mammina mi dai un lungo-lungo? I grissini torinesi stirati della Sorelle Simili

grissini torinesi stirati

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Preciso come un orologio! La sera, una mezz’oretta prima di mettersi bello comodo nel seggiolone la piccola pulce corre in cucina, allunga il braccio puntando il ditino verso la dispensa e reclama qualcosa da mettere sotto i denti (strano…non mangia mai!). E’ anche riuscito ad arrampicarsi ed aprire l’anta da solo ma da quando ho assistito a quest’impresa ho preferito esiliare gli sgabelli in garage, almeno fino a quando gli sarà passata la voglia di emulare Messner.

Il suo smorza-fame preferito per mesi sono state le gallette (che mio marito, al contrario, ripudia definendole polistirolo), fino a quando non abbiamo scoperto i lunghi-lunghi.

La mamma ha provato a fargli capire che il loro vero nome è grissini ma lui non ne vuol sapere, uno perché la r gli è ancora ostica e ne esce fuori un buffo  ghiririsini, due perché nel suo primordiale linguaggio lungo significa anche tanto e questo buffo stecco, dandogli l’idea di qualcosa di abbondante, lo appaga e soddisfa la sua fame da lupetto.

Essendo io amante di tutto ciò che scrocchia a casa non mancano mai, oltre ai grissini, taralli e crackers. Quasi sempre integrali, al farro, al mais e con tanti semini oleosi. Chissà perché non mi è mai venuta voglia di prepararli da me. Poi è arrivata Lou (che con la sua pasta madre crea capolavori) e sono arrivati i suoi grissini e mi sono convinta che fosse giunta l’ora per sperimentare, pur limitandomi al classico lievito di birra.

Non credo comprerò più grissini in vita mia! Purtroppo (o per fortuna) quando scopro che un prodotto fatto in casa, con poco tempo e materie prime scelte, non ha paragone in termini di bontà con quello che siamo abituati ad acquistare al supermercato, non entra più nella mia lista della spesa.

Per non sbagliare mi sono affidata alle Sorelle Simili, seguendo passo passo la ricetta riportata nel libro ‘Pane e roba dolce’. Questi grissini, vanto della gastronomia sabauda, si chiamano così perché vengono tirati a mano, lunghi quando lo consentono le dimensioni del forno (al Salone del Gusto di Torino ne ho visti preparare ed infornare centinaia, lunghi quanto l’apertura delle braccia).

Per un effetto più rustico ho sostituito metà di farina bianca con farina integrale macinata a pietra. Scegliete un olio extravergine di oliva buono e se non avete il malto d’orzo sostituitelo con il miele (non diciamolo alle Sorelle Simili ma la prima volta li ho fatti senza perché me ne sono dimenticata ed erano ugualmente buoni!). Si possono aggiungere all’impasto semi di papavero o di sesamo, peperoncino, pomodori secchi, olive o tutto ciò che la vostra fantasia vi suggerisce.

Fate attenzione perché l’effetto uno-tira-l’altro è garantito!

grissini torinesi stirati

GRISSINI TORINESI STIRATI delle Sorelle Simili (per 25-30 pezzi)

  • 125 gr di farina 00 biologica
  • 125 gr di farina integrale biologica macinata a pietra
  • 125 gr di acqua tiepida
  • 7 gr di lievito di birra
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 25 gr di olio extravergine di oliva + altro per pennellare
  • 1/2 cucchiaino di malto d’orzo (o miele o anche nulla)
  • farina di semola di grano duro

In una ciotola o su un piano di lavoro amalgamate tutti gli ingredienti e impastate per 8-10 minuti fino ad ottenere una palla omogenea. L’impasto non deve risultare troppo morbido.

Stendetelo fino ad ottenere un rettangolo di circa cm 10×30 ed appoggiatelo su uno strato di farina di semola di grano duro, pennellate abbondantemente con l’olio sia la superficie che i lati, cospargete quindi con altra semola.

Coprite e lasciate lievitare per 50-60 minuti in un ambiente caldo.

Con un coltello a lama alta o con una spatola tagliate dal lato corto dei bastoncini larghi circa un dito quindi afferrateli al centro con le dita e tirate verso l’esterno spostando le dita mano a mano che la pasta si assottiglia.

Disponeteli vicini, ma senza toccare, su una teglia ricoperta con carta da forno e regolateli con le dita per uniformare lo spessore (a me piacciono più irregolari perché sanno di casareccio). Se prendete troppa pasta ed il grissino risulta troppo lungo tagliatelo al limite della teglia ed il pezzo avanzato cuocetelo così come è perché non è possibile reimpastarlo.

Cuocete in forno già caldo a 200° per 15-18 minuti.

***

TURIN-STYLE BREADSTICKS (making 25-30 pieces)

  • 125 gr organic plain flour
  • 125 gr organic stone-grounded whole-wheat flour
  • 125 gr warm water
  • 7 gr fresh yeast
  • 1/2 teaspoon salt
  • 25 gr extravirgin olive oil + more for brushing
  • 1/2 teaspoon malted barley syrup (o honey or anything)
  • durham wheat semolina

In a bowl or on a working surface combine all the ingredients and knead by hand for 8-10 minutes until a firm ball forms. The dough should not be tender but rather stiff.

Roll out into a 10×30 cm rectangle and trasnfer on a tray previously dusted with semolina. Brush top and sides thoroughly with oil and sprinkle generously with other semolina.

Cover with a clean kitchen towel and leave to rise for 50-60 minutes in a warm place.

Pre-heat the oven to 400° F.

Using a chef’s knife or a spatula cut the dough on the short side into 2-cm large strips then pick up each strip by ends and pull gently apart allowing dough to become as long as your baking sheet.

Place on a baking sheet (covered with parchment paper) close but not touching and regulate by hand their thickness. If strips are too long cut them with your fingers and cook the short pieces together with the others since you cannot knead and shape them again.

Cook for 15 to 18 minutes until lightly brown.

Rustico di semola con melanzane, patate e alici {senza lievito, senza uova}

rustico di semola con ripieno di melanzane, patate e alici

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Ci sono sere nelle quali vorrei tornare a casa dal lavoro, infilarmi di corsa nella tuta e tuffarmi a pesce sul divano in totale relax e libera da tutti i pensieri. Peccato resti solo un bellissimo sogno!

Come tale resta anche quello di trovare la cena pronta! Mio marito in grembiule??? Forse in un’altra vita…in questa ha deciso che il mestiere di assaggiatore è molto meno impegnativo di quello del cuoco.

Non amo fare la spesa settimanale e questo mi costringe a pormi la domanda ‘e stasera cosa preparo per cena?’ praticamente tutti i giorni, normalmente di mattina presto mentre sorseggio il mio caffè bollente con un sguardo fuori della finestra, per capire se c’è il sole o nevica, ed il gingle di Peppa Pig che mi rimbomba nell’orecchio.

A volte per fortuna rimedio con quello che è in casa oppure con le scorte che faccio tornando dalla mia campagna e che custodisco gelosamente tra dispensa e freezer.

Qualche sera fa in cerca di qualcosa di sfizioso mi imbatto in questo post del blog Una finestra di fronte e m’innamoro di questa ‘sfoglia’ di semola senza lievito e senza uova che mi ricorda molto quella del mio amato strudel crescia sfojata e che in un alcune parti d’Italia è nota con il nome di pasta matta.

Facilissimo da fare, quest’impasto rustico e croccante può essere farcito come più vi piace. Io l’ho già proposto ai miei commensali due volte…sempre immancabili le patate, la prima volta ho utilizzato gli ultimi fagiolini dell’orto ed aggiunto del brie, la seconda ho optato per delle melanzane, arricchite da pinoli tostati e alici sott’olio che con il calore si sciolgono donando un sapore inconfondibile a questa torta salata (o pie, se vogliamo essere più chic).

Vi consiglio di mangiarla calda (facendo attenzione alle patate perché sono bollenti) oppure tiepida. Io ho provato a congelarla con ottimi risultati (anche se il guscio perde un po’ della sua croccantezza) e mi è bastato riscaldarla per un paio di minuti nel microonde prima di portarla in tavola.

rustico di semola ripieno di melanzane, patate e alici

RUSTICO DI SEMOLA CON MELANZANE, PATATE E ALICI (per una teglia rotonda di cm 27)

  • 300 gr di semola di grano duro rimacinata
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 130-150 gr di acqua
  • 600 gr di patate
  • 3 melanzane grandi (se volete un bello strato aggiungetene anche un’altra)
  • 10 alici sott’olio
  • 20 gr di pinoli
  • sale
  • pepe

In una ciotola (potete usare alternativamente per impastare il vostro robot da cucina o la macchina del pane) mescolate la semola, l’olio e l’acqua fino ad ottenere un impasto leggermente morbido ma sodo e lucido; la quantità di acqua è indicativa (vi consiglio di farlo riposare una mezz’ora perché quando l’ho fatto l’impasto è risultato più elastico e resistente considerato che dovete stenderlo molto fine).

Lessate le patate in abbondante acqua salata e scolatele. Schiacciatele con una forchetta e conditele con olio e sale.

Rosolate le melanzane tagliate a tocchetti in una padella con dell’olio (e volendo uno spicchio di aglio che poi toglierete) e salate.

Tostate i pinoli in un padellino e metteteli da parte. Scolate le alici.

Stendete 3/4 dell’impasto molto finemente (è talmente elastico che potete stenderlo a mano, allargandolo piano piano e facendolo roteare, come ho fatto io) e mettetelo in una teglia rotonda leggermente oliata e cosparsa di semola, avendo cura di rivestire anche i bordi.

Distribuite le patate sul fondo, dopodiché ricoprite con le melanzane, unite i pinoli e i filetti di alici. Stendete il restante impasto e ricopritevi la torta, ripiegando i bordi verso l’interno. Praticate un forellino al centro per consentire la fuoriuscita del vapore.

Spennellate con un po’ di olio ed infornate a 200° gradi per mezz’ora circa o fino a quando la superficie risulterà ben dorata.

Servite calda o ancora meglio se tiepida.

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EGGPLANTS, POTATOES AND ANCHOVIES FILLED SEMOLINA PIE (using a 27cm round baking pan)

  • 300 gr durham wheat semolina
  • 3 tablespoons extravirgin olive oil
  • 130-150 gr water
  • 600 gr potatoes
  • 3 big eggplants (for a thicker layer use 4)
  • 10 anchovies in olive oil
  • 20 gr pinenuts
  • salt
  • pepper

In a bowl (you might also use your bread-machine or electric mixer) whisk together the semolina, extravirgin olive oil and water until a smooth and glossy ball forms. You might need add more water (I suggest you to put the dough to rest for at least half an hour because the time I did it the dough turned out more elastic and resilient which is good since you have to roll it out very thinly).

Cut potatoes into cubes and boil in salted water until tender; drain and smash with a fork. Season with salt and pepper and give a drizzle of olive oil. Set aside.

Cut eggplants into small pieces and sautè in a sauting-pan with extravirgin olive oil and a clove of garlic (optional) until golden and tender. Season with salt and set aside.

In a small pan roast pinenuts and set aside. Drain anchovies from oil.

Pre-heat the oven to 350° F.

Roll out 3/4 of dough using your hands (or a rollingpin) by enlarging it round-like little by little and transfer into baking pan, lighty oiled and dusted with semolina, beeing careful to cover the edges.

Spread smashed potatoes on the base then cover with eggplants, roasted pinenuts and anchovies. Roll out the reserved dough and spread on the tart and fold edges inwards. Using kitchen scissors or a knife make a hole in the centre of pie to allow steam coming out.

Brush the entire surface of the pie with oil and cook for 30 minutes or until the crust turns golden.

Serve immediately or, even better, warm.

Con questa ricetta partecipo al contest di Ostriche dedicate alle melanzane

banner ostriche melanzane

e al contest ‘I prodotti da forno’ del blog Una fetta di Paradiso

2_ CONTEST FORNO CATEGORIE -DOLCE E SALATO

Cookies al cioccolato fondente e olio d’oliva {aspettando il trasloco}

olive oil chocolate chunk cookies

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Le mie colleghe ed io siamo in attesa di un trasloco.

Ce l’hanno prospettato più volte, senza che poi accadesse nulla, ma questa sembra quella buona.

Buona puoi mica tanto perché se è vero che per tagliar costi vogliono chiudere la sede di Faenza, tra non molte settimane affolleremo il binario 3 della stazione, direzione Bologna, per entrare a tutti gli effetti nella categoria ‘pendolari’.

Non ho mai avuto problemi a spostarmi per lavoro, almeno fino alla nascita della pulce, ma questa volta è diverso. Faccio fatica a metabolizzare e capire come affrontare il domani-lavorativo senza stravolgere l’equilibrio familiare raggiunto sapendo che posso contare solo su me stessa (voi direte e il maritino? quando è presente è bravissimo ma beccarlo a casa è molto molto dura…sono persino arrivata a chiedermi se organizzi appositamente le sue trasferte per evitare le incombenze domestiche, il bagnetto con la paperella, il cambio del pannolone, la gita allo stagno delle rane che si conclude regolarmente con pianto da coccodrillo del mio Indiana Jones).

Nell’attesa che i grandi-capi decidano ho bisogno di tirarmi su e sgomberare la mente…e chi può aiutarmi meglio di una tavoletta di cioccolato fondente?

Dopo averne mordicchiato qualche scacchettino nel dopo-cena, ho lasciato la rimanente parte per preparare questi biscottini golosi, perfetti per una colazione scaccia-pensieri o da portare in ufficio per la merenda (o perchè no per un thè……eh sì, tu lì amica mia che leggi, questi potrei portarmeli dietro nel mio viaggetto in treno e poi potremmo sgranocchiarli insieme).

Volevo qualcosa di diverso dalla classica ricetta dei chocolate chip cookies e mi è bastata una breve sbirciatina in rete per farmi convincere da questa foto non immaginando di essere finita nel blog del mitico Cavoletto.

Mi è piaciuta subito l’idea dell’olio extravergine di oliva e dei fiocchi d’avena anche se, in tutta sincerità, ho dovuto adattarla in corso d’opera perché il mio impasto era troppo molle.

La preparazione è semplicissima (avevate dubbi?) e potete fare tutto con la planetaria oppure se non l’avete (o non volete sporcarla perché l’avete appena riposta) nessun problema.. vi è sufficiente una ciotola.

olive oil chocolate chunk cookies

COOKIES AL CIOCCOLATO FONDENTE E OLIO D’OLIVA (per 15-20 biscotti)

  • 125 gr di fiocchi d’avena
  • 120 gr di farina (+ 4 cucchiai)
  • 50 gr di zucchero di canna chiaro
  • 100 gr di zucchero di canna scuro
  • ½ cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 puntina di sale
  • 100 ml di olio extravergine di oliva
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 70 gr di cioccolato fondente (per me all’85%) tritato grossolanamente al coltello

Versate nella planetaria i fiocchi di avena, la farina, i due zuccheri, il lievito ed il sale.

Unite il latte, l’uovo e l’estratto di vaniglia.

Mescolate con l’attacco a foglia (o con un cucchiaio di legno) fino ad amalgamare gli ingredienti.

Aggiungete a questo punto il cioccolato (vi suggerisco di togliere la ciotola dalla planetaria e mescolare con un cucchiaio o una spatola perché in planetaria il cioccolato si riscalda e rischiate di non avere più i pezzettoni nell’impasto bensì un impasto al cioccolato).

Prelevate l’impasto a cucchiaiate e distribuitele su una teglia coperta con carta da forno.

Cuocete a 180° C per 15 minuti circa fino a quando i bordi risulteranno dorati.

Fate raffreddare completamente su una gratella.

olive oil chocolate chunk cookies

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OLIVE OIL CHOCOLATE CHUNK COOKIES (making 15-20 cookies)

  • 125 gr oat flakes
  • 120 plain flour (+ 4 tablespoons)
  • 50 gr cane sugar
  • 100 gr brown cane sugar
  • ½ teaspoon baking powder
  • 1 pinch salt
  • 100 ml extravirgin olive oil
  • 1 egg
  • 1 tablespoon vanilla extract
  • 70 gr black chocolate (coarsely chopped with a knife)

Preheat the oven to 350° F and line a baking sheet with parchment paper.

In the bowl of your electric mixer (or simply in a bowl if using your hands) combine oat flakes, flour, sugars, baking powder and salt. Then add milk, egg and vanilla extract.

Using the flat beater (or a wooden spoon) mix ingredients together.

Remove the bowl from the electric mixer, pour in chocolate and stir using a spatula or a wooden spoon (I suggest you to mix chocolate by hand to avoid it from melting because of the warmth generated by the machine).

Using a spoon drop some dough on the prepared baking sheet and bake about 15 minutes until golden brown on the edges.

Cool completely on a wire rack.

Torta senza bilancia: yogurt, pere e cioccolato {yummy}

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

Di corsa, vado di corsa!

Si vede che è ripreso il lavoro, il nido, le trasferte di mio marito…ed anche le gare di golf del weekend (e mannaggia a me a quando gliene ho fatto venir voglia!)

Vengo da una 5 giorni non affatto riposante, iniziata con un venerdì di ferie presto annullato da una telefonata di dada Anna che avvisa la presenza di lendini (leggasi pidocchi) nella fitta e riccioluta capigliatura della mia pulce. Abbandonata l’idea di una giornata di relax vengo costretta dal piccolo abitante della casa a gironzolare tra la pista ciclabile e lo stagno delle rane poco distante, alternando spinte al triciclo, nei momenti di buona, a sollevamento pesi  (15 kg di morbidezza),  e contestuale traino del mezzo abbandonato, nei momenti di burrasca infantile.

Il weekend, salutato il papino già in meditazione pre-gara, ci ha visto calpestare di nuovo la pista ciclabile alle 8.30 di mattina,  gettare nella fogna antistante casa diverse decine di sassi e il martello di plastica, contare tutte le scie di aereo in cielo, dare acqua alle piantine della mamma con il micro-innaffiatoio BLU (su questo particolare torneremo) finendo con il bagnare le pepe, affacciarsi innumerevoli volte a vedere se i bimbi che vivono di fianco sono svegli ma, per fortuna della loro mamma, se la dormono profondamente fino a tarda mattinata, chiamare Bianga (Bianca per l’anagrafe) che vive al primo piano sperando che si affacci dal terrazzo ed abbia voglia di far due chiacchiere con questo buffo soggetto …insomma avrete capito che è stato un duro lavoro! Poi ti dicono che sei più magra di prima…

Lunedì sono finalmente tornata in ufficio ma l’idea di esser sola per altri 3 giorni non mi ha affatto risollevato…altro gironzolare nel condominio rincorrendo il piccolo Indiana Jones, altre cene preparate in super-fretta, zero minuti sul divano per riposare.

Per fortuna che siamo arrivati sani e salvi a mercoledì e che stasera il maritino ritorna a casa! Dite che ho maturato qualche credito?

Basta chiacchiere e veniamo alla ricettina perché vi ho annoiato abbastanza!

Torniamo ad occuparci delle mie adorate pere. Dopo averle gustate con il pecorino, questa volta le ho unite a yogurt e cioccolato e si sono trasformate in una deliziosa e facilissima tortina perfetta per la colazione o per una merenda.

E’ piaciuta così tanto alla mia (piccola) ciurma affamata da averla preparata ben due volte in 3 giorni!

Ho scelto una ricetta che tutte sicuramente conoscete: la torta dei vasetti (si pulisce il vasetto di uno yogurt e lo si utilizza per dosare gli ingredienti abbandonando per una volta la bilancia) che ho riadattato ed arricchito aggiungendo le mie peruzze e dei pezzettoni di cioccolato che preferisco al cacao in polvere. Ho scelto farina integrale e zucchero di canna perché li adoro ma voi potete sempre optare per una classica 00 e per lo zucchero semolato.

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

TORTA YOGURT, PERE E CIOCCOLATO (per uno stampo quadrato 22×22 cm) 

non serve la bilancia ma è sufficiente prendere un vasetto di yogurt vuoto e pulito

  • 3 vasetti di farina integrale (ma va benissimo anche 00)
  • 1 vasetto di yogurt bianco
  • 3 uova
  • 3/4 vasetto di zucchero di canna chiaro (o semolato)
  • 1/2 vasetto di olio di semi di mais
  • 1 bustina di lievito
  • 1 vasetto di latte
  • 3-4 pere mature
  • 1 vasetto di cioccolato fondente tritato grossolanamente
  • zucchero a velo

In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero, unite lo yogurt, il latte e l’olio e mescolate bene.

Tagliate le pere a pezzetti ed unitele al composto unitamente al cioccolato.

Aggiungete infine la farina setacciata con il lievito.

Distribuite in uno stampo ricoperto di carta da forno ed infornare a 180° per 30-35 minuti (vale sempre la prova stecchino).

Servite tiepida o fredda spolverizzata di zucchero a velo.

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

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YOGURT, PEAR AND CHOCOLATE CAKE (making a 22×22 cm cake) 

you don’t need a scale, only an empty yogurt jar

  • 3 yogurt jars whole-wheat flour (or plain flour)
  • 1 plain yogurt jar
  • 3 eggs
  • 3/4 yogurt jar cane sugar
  • 1/2 yogurt jar vegetable oil
  • 16gr baking powder
  • 1 yogurt jar fresh milk
  • 3-4 ripe pears
  • 1 yogurt jar dark chocolate, coarsely chopped
  • powdered sugar

Pre-heat the oven to 350° F.

In a bowl beat eggs with sugar, add yogurt, milk and oil, stir until well combined.

Cut pears into chunks and add to the batter together with chocolate.

Sift flour with baking powder and add to the batter.

Pour into a baking pan layered with parchment paper and cook for 30-35 minutes.

Serve warm or cool dusted with powdered sugar.

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Back to school’ del blog ‘Alvearedelledelizie’

back2school-the-contest

Il salame al cioccolato della Greg: farro soffiato, miele e succo di pera {senza burro, senza uova}

salame al cioccolato della Greg

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Si riparte!

Se non fosse che buona parte di questo post è pronta da prima della partenza non starei già qui a scrivervi. Eh sì perchè il viaggio di ritorno da Fuerteventura è stato un incubo (ultima fila dell’aereo con sedile non reclinabile e pulce senza posto assegnato….il che ha  voluto dire 4 ore con 15 kg in più addosso e salti mortali per la consumazione del pasto a bordo causa il micro-tavolinetto reclinabile soltanto a metà).

Reclamo alla compagnia aerea a parte, che si materializzerà nei prossimi giorni in una bella raccomandata, ho passato la settimana a sognare un fumante piatto di pasta al dente ed un cappuccino caldo-come-piace-a-me con tre piani di schiuma e cacao sopra!

Due giorni a casa sono comunque bastati alle mie papille gustative per riprendere compiaciute la loro attività e per ricordarmi, ancora una volta, che la ricchezza e varietà della nostra cucina non ha eguali al mondo.

Il dolcetto di oggi arriva diretto dalla tavola di Ferragosto ed è un vero e proprio evergreen, apprezzato a qualsiasi rinfresco o festa di compleanno che si rispetti  sia dai grandi che dai piccini perchè che vita sarebbe senza il salame di cioccolato!

Facilissimo da fare, ne esistono tantissime versioni ed anche voi potete creare la vostra come ho fatto io, semplicemente mettendo insieme quello che avete in dispensa.  Questa volta ho voluto creare una versione ancora più leggera e salutare, omettendo burro e uova ed inserendo all’interno farro soffiato (anche il riso va benissimo), nocciole, miele, mirtilli secchi e succo di pera al posto del classico liquore.

Noi ci siamo leccati le dita, se vi ho incuriosito non vi resta che provare!

salame al cioccolato della Greg

SALAME AL CIOCCOLATO {FARRO SOFFIATO, MIELE E SUCCO DI PERA)

  • 150 gr di biscotti secchi integrali
  • 150 gr di cioccolato fondente al 70%
  • 20 gr di farro soffiato
  • 50 gr di nocciole tostate (tagliate a metà)
  • 30 gr di mirtilli secchi
  • 2 cucchiai abbondanti di miele
  • 30 gr di succo di pera al 70%
  • 4 cucchiai di latte
  • zucchero a velo
  • amido di mais

Sciogliete il cioccolato con il latte a bagnomaria e rimestate per amalgamare bene.

Sbriciolate i biscotti (io con le mani) in una ciotola ed unitevi il farro soffiato, le nocciole tostate, i mirtilli secchi, il miele, il succo di pera. Unite quindi il cioccolato fuso ed amalgamate bene con un cucchiaio. Prendete un foglio di carta da forno, trasferiteci il composto e modellatelo a forma di salame facendolo rotolare e comprimendolo in modo da evitare ‘bolle’ nell’impasto.

Fate raffreddare in frigo per 4-5 ore o ancora meglio una notte intera.

Quindici minuti prima di servirlo versate in una ciotolina in parti uguali zucchero a velo ed amido di mais e ricopritevi il salame facendo ben aderire all’esterno. Tagliate a fette e servite.

salame al cioccolato della Greg

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CHOCOLATE SALAMI {PUFFED SPELT, HONEY AND PEAR JUICE) – NO BUTTER, NO EGGS

  • 150 gr whole-wheat cookies
  • 150 gr dark chocolate
  • 20 gr puffed spelt
  • 50 gr halved toasted hazelnuts
  • 30 gr dried cranberries
  • 2 generous tablespoons honey
  • 30 gr pear juice
  • 4 tablespoons milk
  • powdered sugar
  • cornstarch

Melt chocolate and milk in a double boiler. Stir until well combined.

In a bowl reduce cookies to crumbs using your hands (otherwise put in a food processor and pulce until you have medium crumbs), add puffed spelt, toasted hazelnuts, dried cranberries, honey and pear juice. Pour in melted chocolate and mix with a wooden spoon.

Transfer the mixture on a sheet of parchment paper and, pressing thoroughly in order to avoid ‘bubbles’ inside, roll it into a log.

Refrigerate for at least 4-5 hours or even better all night long.

About 15 minutes prior to serving, in a small bowl mix together powdered sugar and cornstarch and pressing with your hands cover the salami with this mixture. Cut into slices and serve.

Fiori ripieni {ricotta di capra, zucchine e menta}

fiori di zucchina ripieni

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Stanotte sarà la prima notte senza la mia pulce.

Li ho lasciati a casa stamane i miei due uomini, uno in giardino a giocare con il suo triciclo, l’altro a chiudere il trolley, pronti a migrare qualche giorno verso le ben più miti temperature delle colline marchigiane.

Chissà quando realizzerà che la sua mamma è lontana? Meglio non pensarci e godersi queste 36 …dico trentasei…ore di pura libertà.

Eh, sì perchè domani, più o meno a quest’ora, la Greg smonta le tende,  saluta le colleghe dell’ufficio,  guida la macchina alla volta della stazione e sale sul treno diretto ad Ancona dove troverà ad aspettarla, in rigoroso ordine di altezza – o di età – fate voi, papino, maritino e pulce.

Avendo un po’ di tempo a disposizione ne approfitto per postare questa ricettina deliziosa preparata nel weekend dopo aver fatto un giretto mattiniero nell’orto ed aver raccolto degli strepitosi fiori di zucca (tutte le prove nei mio profilo Instagram).

Fritti sono a dir la verità sublimi ma siccome l’olio bollente ed io non abbiamo molto feeling preferisco imbottirli e passarli velocemente in forno.

Questa volta, per cambiare, ho deciso di usare del formaggio di capra, ora abbastanza diffuso nei supermercati, combinando ricotta e formaggio fresco (tipo robiola per intenderci). Gli altri ingredienti della farcia sono quelli di sempre: piccoli dadini di zucchine rosolati in padella con poco scalogno, menta e basilico spezzetati a mano, grana padano ed un filo d’olio extravergine di oliva.

Li ho serviti tiepidi accompagnati da una dadolata di pomodorini e un pesto leggero in quanto preparato senza aglio e pecorino e pertanto più digeribile per la mia pulce affamata.

FIORI RIPIENI {ricotta di capra, zucchine e menta} per 10 fiori

per i fiori:

  • 10 fiori di zucchine
  • 200 gr di ricotta di capra (o quella che preferite)
  • 100 gr di formaggio fresco di capra
  • 2 cucchiai di grana padano grattugiato
  • 3 zucchine piccole
  • 1 piccolo scalogno (facoltativo)
  • olio e.v.o.
  • sale
  • pepe nero (facoltativo)
  • 2/3 foglie di menta
  • 1 foglia di basilico

per il pesto leggero:

  • un mazzetto di basilico
  • 1 cucchiaio di grana padano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • olio e.v.o.
  • sale

Mondate delicatamente i fiori di zucchina e rimuovete il pistillo interno.

Pulite le zucchine, tagliate in quattro parti longitudinalmente ed eliminate la parte bianca; tagliate a piccoli cubetti. Rosolatele in una padellino con un filo d’olio insieme con lo scalogno tritato e spegnete quando cominciano a diventare dorate. Regolate di sale e fate raffreddare, quindi unite la menta ed il basilico tritati finemente.

In una ciotola amalgamate la ricotta e il formaggio fresco di capra, il grana padano, le zucchine rosolate in padella, un filo di olio. Regolate di sale e pepe (facoltativo).  Riempite con questa farcia una sac-a-poche senza beccuccio ed aprendo delicatamente le foglie dei fiori riempiteli. Sovrapponete le punte in modo da chiudere il fiore ed evitare che il ripieno fuoriesca in cottura.

Coprite una teglia con carta da forno e posizionatevi i fiori di zucca. Irrorate con un filo d’olio e cuocete in forno a 170° per 25-30 minuti. A metà cottura distribuite sopra qualche pinolo.

Preparate nel frattempo un pesto leggero frullando insieme il basilico con il grana ed i pinoli ed aggiungete a filo tanto olio quando ne serve per ottenere una salsa cremosa (a me il pesto piace un po’ grossolano). Regolate di sale e pepe.

Servite i fiori di zucca caldi o tiepidi nappandoli con il pesto.

***

STUFFED ZUCCHINI BLOSSOMS {goat ricotta cheese, zucchini and mint} makes 10 pieces

for the blossoms:

  • 10 zucchini blossoms, (delicately rinsed, stamens removed)
  • 200 gr goat ricotta cheese (or your favourite ricotta)
  • 100 gr fresh goat cheese
  • 2 tablespoons grana padano cheese, grated
  • 3 small zucchinis
  • 1 small shallot, finely chopped (optional)
  • extravirgin olive oil
  • salt
  • black pepper (optional)
  • 3 mint leaves, finely chopped
  • 2 basil leaves, finely chopped
  • pinenuts

for light pesto:

  • 1 bunch basil (washed and trimmed)
  • 1 tablespoon grana padano cheese, grated
  • 1 tablespoon pinenuts
  • extravirgin olive oil
  • salt

Wash and trim zucchinis and cut in quarters longwise; remove the white flesh and reduce into small cubes. In a small saucepan over medium heat drizzle some extravirgin olive oil and add zucchini cubes and shallot. Cook for some minutes until they turn lightly brown. Season to taste with salt and black pepper. Set aside to cool then add mint and basil leaves.

In a bowl mix together goat ricotta cheese and fresh goat cheese, grated grana padano cheese, zucchinis and a drizzle of oil. Add salt and black pepper to taste.

Spoon the mixture into a pastry bag and pipe into zucchini blossoms. Overlap ends of petals to close firmily into bundles, avoiding the filling to spread outside during cooking.

Preheat the oven to 350° F. Line a rimmed baking pan with parchment paper and place carefully on it the zucchini blossoms. Drizzle over some extravirgin olive oil and cook for 25-30 minutes.

After the first 15 minutes, spread over some pinenuts.

Meanwhile prepare the pesto sauce. In a food processor pour the basil leaves together with grana padano cheese and pinenuts; pulse for a few seconds adding extravirgin olive oil the amount necessary to obtain a creamy, smooth sauce. Add salt to taste.

Serve the zucchini blossoms hot or warm with pesto sauce.

Feta marinata al rosmarino e pepe rosa

feta marinata al rosmarino e pepe rosa

Ricordi di una vacanza in Grecia. La Vespa portata dall’Italia, il mare blu cobalto, le distese chilometriche di ulivi ed i profumi della macchia mediterranea. Il sirtaki come sottofondo ed i muli a passeggio in ogni dove. Gli uomini in piazzetta ad oziare e le donne nei campi a sudare.

Moussakà, tzatziki, olive kalamata grosse come noci e l’immancabile feta.

Vi ho fatto venir voglia di partire, vero?

Restate ancora un attimo…almeno il tempo di leggere le istruzioni per la preparazione di questa insolita e velocissima conserva.

feta marinata al rosmarino e pepe rosa

FETA MARINATA AL ROSMARINO E PEPE ROSA (per un vaso da 500 ml)

  • 300 gr di feta
  • due rametti di rosmarino
  • 1 cucchiaio di pepe rosa
  • 4-5 foglie di basilico
  • olio extravergine di oliva

Sterilizzate il vasetto in acqua bollente per 30 minuti circa dopodiché fatelo raffreddare.

Tagliate la feta a cubetti. Sistematela delicatamente nel vasetto (per evitare che si sbricioli) alternandola con il rosmarino, il basilico ed il pepe rosa. Coprite con l’olio extravergine di oliva.

Prima di chiudere il vaso battetelo leggermente sul tavolo per favorire l’uscita di eventuali bolle d’aria.

Riponete al buio, in un luogo fresco e asciutto per 8-10 giorni.

Potete servirlo come antipasto o per preparare degli sfiziosi piatti freddi.

***

ROSEMARY AND PINK PEPPERCORN MARINATED FETA CHEESE (for a 500ml ermetic glass jar)

  • 300 gr feta cheese, diced
  • 2 small branches rosemary
  • 1 tablespoon pink peppercorn
  • 4-5 basil leaves
  • extravirgin olive oil

Remove the rubber ring from the glass jar and sterilise in boiling water for at least 30 minutes.

Set aside to cool.

Put the diced feta cheese into the jar alternating with rosemary, basil and pink peppercorn (be careful not to reduce the cheese into crumbs). Cover thoroughly with extravirgin olive oil.

Before closing the jar, shake it slightly and beat on a table to avoid air bubbles inside.

Place in a dark cool place for at least 8-10 days before serving as appetizer or cool dish.

Muffins in bianco

muffins cocco-ciocco-riso

(scroll down for english version)

Con l’assaggio delle ultime fettine del Banana bread riposto in freezer ad aprile (ma come era buono!!!), sono ufficialmente finite le scorte zuccherose da colazione pertanto, rinuncio volentieri a stirare (qui la mia mamma potrebbe fare un bel commento!) per accendere il forno e preparare un dolcino.

La ricetta viene da un contest a tema muffins al quale ho partecipato con i miei muffins nettarine e fiori di lavanda. Quale miglior modo per scovare nuove ricette se non quello di andare a vedere le proposte di altre fissate-della-cucina come me?

Prima butto un occhio alla dispensa per capire che cosa si nasconde là dentro poi scorro lentamente la lista delle ricette partecipanti, scarto quelle fuori stagione o che mi ispirano poco e mi fermo qui.

Oh, ma questo  blog lo conosco! Ma certo è della mia amica Panelibrienuvole!!!

muffins cocco-ciocco-riso

Spero lei non se ne abbia a male se stravolgo un pò la ricetta: devo assolutamente far fuori il cioccolato bianco, che a differenza di quello fondente non mangio a pezzettoni, pertanto lo spezzetto e lo scaravento nella ciotola, sostituisco la farina 00 con quella di riso per farne una versione gluten-free (ma forse la vera ragione è quella di alleggerire un po’ la dispensa!) e rimedio alla mancanza del burro con del buon latte fresco intero.

Non vi sono dire come siano stati i suoi muffins…credo buonissimi altrimenti non si sarebbe fatta i complimenti da sola…ma i miei, cugini stretti dei suoi, sono deliziosi.

Vi lascio la ricetta con le mie dosi, per quella originale andate a far visita a Panelibrienuvole..ne sarà di certo contenta!

MUFFINS COCCO-CIOCCO CON FARINA DI RISO (per 6 muffins)

  • 70 gr di farina di riso
  • 70 gr di cocco grattugiato
  • 50 ml di latte fresco intero (a temperatura ambiente)
  • 2 uova
  • 60 gr di zucchero
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 40 gr di cioccolato bianco (tritato grossolanamente)

In una ciotola unite il latte e lo zucchero e mescolate bene. Aggiungete quindi le uova uno alla volta, la farina di riso setacciata con il lievito, il cocco grattugiato ed infine i pezzettini di cioccolato.

Distribuite l’impasto nei pirottini o stampini per muffins e cuocete a 180° per 25 minuti.

***

CHOCO-COCO MUFFINS WITH RICE FLOUR (for 6 pieces)

  • 70 gr rice flour
  • 70 gr coconut flour
  • 50 ml fresh milk (room temperature)
  • 2 eggs
  • 60 gr sugar
  • 1 teaspoon baking powder
  • 40 gr white chocolate (coarsely chopped)

Preheat the oven to 375° F.

In a bowl combine fresh milk and sugar; add the eggs one at a time, the rice flour sieved together with baking powder, coconut flour and white chocolate and stir.

Divide the batter evenly among 6 muffin cups and cook for 25 minutes.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Dolci con farine speciali’ del blog ‘Una fetta di paradiso’

FARINA 5

Piccole brisée integrali con crema di pisellini, mandorle e olive taggiasche

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Gli ultimi piselli di stagione. Un po’ magra a dire il vero della precedente ma ne abbiam pur sempre sgranato, pulito, insacchettato e riposto nel freezer oltre 8 kili pertanto ci possiamo ritenere soddisfatti.

Io li adoro, sia cotti che crudi. La pulce con grande piacere mi imita. Solo il babbo non ne è un aficionado ma al momento di mangiarli non si tira indietro.

Qualche settimana fa li ho trasformati in polpette che ho ripassato nel sesamo e dorato in forno; poi è stata la volta di una lasagnetta velocissima  arricchita con prosciutto cotto e qualche dadino di caciocavallo (sempre lui…quello arrivato dalla lontana Puglia). Ieri l’ultimo esperimento nato prendendo spunto da una rivista ed apportando qualche modifica qua e là.

Ne vengono fuori queste piccole tortine. Guscio integrale, farcia con vellutata di pisellini nella quale si nascondono piccole olive taggiasche che conferiscono la giusta sapidità ad un ripieno altrimenti troppo dolce. Un topping croccante ed elegante con tante lamelle di mandorle sovrapposte.

Purtroppo ho realizzato tardi (quando cioè erano rimaste solo poche briciole nei piatti e scarsissima luce per fare le foto) di non averne tagliata una fetta così da mostrarvi l’interno…se andate però a sbirciare l’ultima foto del post vi accorgete che le olive ci sono! In compenso, vi regalo un primo piano dei miei adorati pisellini.

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Ne ho preparata anche una per la pulce senza olive e mandorle ma con una grande stella sopra (che ha mirato e rimirato prima di addentarla e sbriciolarla sul pianale del seggiolone) e tanti pisellini intorno a fare il giro-girotondo

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

PICCOLE BRISEE INTEGRALI CON CREMA DI PISELLINI, MANDORLE E OLIVE (per 3 tortine)

per la brisée:

  • 150 gr di farina integrale biologica macinata a pietra
  • 50 ml di olio extravergine di oliva
  • 35 ml di acqua (a temperatura ambiente)
  • sale

per il ripieno:

  • 200 gr di pisellini freschi già sgranati
  • 1 uovo piccolo (per una versione vegana si può omettere o utilizzare un altro ‘legante’ consentito)
  • brodo vegetale
  • 20-25 olive taggiasche denocciolate sott’olio (scolate)
  • sale (e pepe)

per decorare:

  • 25 gr di mandorle a lamelle

Preparate la brisée. Versate la farina a fontana su un piano di lavoro ed unite l’olio e un pizzico di sale. Iniziate ad impastare aggiungendo gradualmente l’acqua (la quantità indicata è solo indicativa in quanto dipende dalla forza della farina e dal suo grado di umidità) fino ad ottenere una palla (avendo utilizzato solo farina integrale macinata a pietra la mia aveva un aspetto un po’ ruvido). Coprite con la pellicola e mettete in frigo a rassodare per almeno 30 minuti.

Preparate il ripieno. Nel frattempo lessate i piselli nel brodo vegetale per 10-12 minuti. Scolateli, lasciando da parte il brodo e lasciateli raffreddare. Frullateli a questo punto in un minipimer con un po’ del loro brodo e regolate di sale e pepe. Unite quindi l’uovo e mescolate per amalgamare bene.

Farcite e cuocete. Stendete l’impasto e ricopritevi gli stampini che avete scelto, distribuite sul fondo le olive taggiasche e ricoprite con la crema di pisellini quindi con le mandorle a lamelle. Se vi avanza l’impasto potete preparare delle striscioline e decorare come fosse una crostata.

Infornate a 180° per 25 minuti circa (la mandorle dovranno risultare leggermente dorate).

Servite tiepide o fredde.

***

MINI-TARTS WITH WHOLE-WHEAT CRUST, SMALL PEAS AND OLIVES FILLING AND ALMOND TOPPING (serving 3)

for the crust:

  • 150 gr bio stone-ground whole-wheat flour
  • 50 ml extravirgin olive oil
  • 35 ml water (room temperature)
  • salt

per il filling:

  • 200 gr small fresh peas (shelled)
  • 1 small egg
  • vegetable stock
  • 20-25 pitted taggiasche olives in oil (strained)
  • salt (and pepper)

for the topping

  • 25 gr sliced almonds

Prepare the crust. On a working surface combine the flour and the oil and season with a pinch of salt. Mix together then add little by little water (the amount you need may depend by the flour strenght or its humidity) until you obtain a ball. Cover with plastic wrap and refrigerate for 30 minutes to rest.

Prepare the filling. During the rest time, boil peas in vegetable stock for 10 to 12 minutes. Strain, leaving apart the stock, and cool. Put the peas in the bowl of a food processor with some of the reserved stock and pulse until you have a creamy crush. Season with salt and  pepper (optional) an add the egg. Mix until well combined.

Fill the tart and cook. Preheat the oven to 350° F. Roll out the dough in the baking pans you have chosen, spread the olives at the base and cover with pea crush and sliced almonds.

Cook for 25 minutes (until the crust is firm and almonds are golden brown).

Serve warm or chilled.

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Con questa ricetta partecipo alla raccolta ‘Integralmente’ del blog Gocce d’aria

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Con questa ricetta partecipo al contest ‘Sapore di mediterraneo’ del blog

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al contest ‘Strati su strati’ del blog La cuoca per gioco

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e al contest ‘Colori d’estate’ del blog Silvia ai fornelli

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Vitel tonné alla piemontese

vitel tonné alla piemontese

(scroll down for english version)

Dopo il crumble di albicocche alla lavanda e i maltagliati integrali alle zucchine ed i loro fiori, pistacchi e caciocavallo, oggi concludiamo il menù di domenica scorsa con il vitel tonné.

Non amo particolarmente la carne (ma devo portarla in tavola per i miei due ometti) e quando mi ritrovo a cucinarla prediligo sempre piatti semplici e veloci.

Ho scelto il vitel tonné perché va servito freddo (ed è dunque perfetto con la calura di questi giorni), può essere preparato in anticipo (anzi va fatto per tempo in modo che la carne possa insaporirsi bene bene) e perché non richiede grosse abilità.

E’ stato praticamente spazzolato dai commensali, sbalorditi soprattutto dalla bontà della salsina. A me non sembrava di aver fatto un miracolo! Tutto ad occhio…però ora mi sto chiedendo se saranno stati i tuorli sodi con i quali ho fatto la maionese! O l’aceto di mele barricato che ho utilizzato al posto del classico limone!

La qualità delle foto è così, così ma i commensali reclamavano il piatto in tavola ed ho fatto due scatti al vooolo!

Per oggi è tutto…noi si fa una scappatella al mare a pastrocchiare con la sabbia.

p.s.: vi state dando da fare vero per copiare tante mie ricettine per il Recipe-tionist di Luglio? vi ricordo che avete tempo fino al 25 del mese…colei (o colui) che riuscirà a stregarmi con la rivisitazione di una mia ricetta diventerà il nuovo recipe-tionist e vedrà tanti vicini di blog curiosare nella propria cucina!!!

vitel tonné alla piemontese

VITEL TONNE’ ALLA PIEMONTESE (per 5-6 persone)

per la carne:

  • magatello di vitello da 800 gr circa
  • una piccola carota
  • una piccola cipolla
  • un pezzetto di sedano
  • 100 ml di vino bianco secco
  • uno spicchio d’aglio
  • olio extravergine di oliva
  • sale, pepe

per la salsa:

  • 2 tuorli sodi
  • un cucchiaio di aceto di mele
  • 200 gr di tonno sott’olio sgocciolato
  • 3-4 acciughe sott’olio
  • un cucchiaio di capperi sotto sale
  • sale, pepe

Cuocete la carne. In una casseruola scaldate 5-6 cucchiai di olio, unite la carne e fatela rosolare su tutti i lati. Aggiungete l’aglio in camicia (schiacciato ma non sbucciato), salate, pepate e bagnate con il vino ed un bicchiere di acqua calda.

Tritate sedano, carota e cipolla ed unite alla carne.

Versate in una pirofila e cuocete in forno già caldo a 160° C per 45 minuti circa. Trascorso questo tempo, togliete la carne dalla pirofila e mettetela in un piatto. Versate il sugo rimasto in un colino a maglie fitte e filtrate, raccogliendo il fondo di cottura in una ciotola.

Preparate la salsa. Nel bicchiere di un minipimer sbriciolate i tuorli ed unite l’aceto di mele; incorporate a filo l’olio azionando il frullatore (in alternativa potete utilizzare una frusta) fino a quando il tutto risulterà ben montato ed avrà l’aspetto di una maionese.

Tritate il tonno con le acciughe ed i capperi precedentemente dissalati.

Aggiungete il mix di tonno alla salsa all’uovo fino ad ottenere una crema omogenea (se necessario diluitela con un po’ del fondo di cottura della carne filtrato) e vellutata. Regolate se necessario di sale e pepe.

Tagliate la carne a fettine sottili (con un’affettatrice o un coltello elettrico) e disponetele su un piatto da portata leggermente accavallate. Nappate con la salsa e mettete in frigo almeno due ore prima del servizio. Togliete dal frigorifero 15 minuti prima di servire in tavola.

COLD VEAL WITH TUNA AND CAPERS SAUCE (serving 5-6)

for the veal:

  • 800 gr veal
  • small carrot
  • small onion
  • 1 small stalk celery
  • 100 ml dry white wine
  • 1 garlic clove (unpeeled)
  • extravirgin olive oil
  • salt, pepper

per la salsa:

  • 2 boiled eggs (only yolks)
  • 1 tablespoon apple vinegar aged in barrique
  • 200 gr tuna in oil (drained)
  • 3-4 anchovy fillets in oil
  • 1 tablespoond capers in salt, washed and drained
  • salt, pepper

Preheat the oven to 320° F.

For  the meat:  in a deep pot heat 5-6 tablespoons of oil, add the meat e cook on all sides until golden brown. Add the unpeeled garlic clove, salt and pepper to taste then pour in wine and a glass of warm water.

Chop celery, carrot and onion and add to the pot with the meat.

Transfer to a baking pan and cook in the oven for 45 minutes. After this time, remove from the oven, set aside in a plate and allow meat to completely cool. Strain the pouching liquid in a bowl using a colander.

For the sauce. In the bowl of an electric mixer wisk together the boiled egg yolks and the apple vinegar; pulse lightly and add oil a few drops at a time (you might use instead a whisk) until the liquid start to thicken and lighten a bit.

Drain tuna and put into a food processor with anchovies and capers. Combine with the mayonnaise until you obtain a rich and creamy sauce (moist eventually with some of the strained pouching liquid).

Cut the meat into thin slices and put in a plate slightly overlapped. Cover the meat with sauce. Refrigerate, covered with plastic wrap, for at least 2 hours to allow flavours to develop.

Remove from the refrigerator at least 15 minutes prior to serving.

Visto l’enorme successo mi è stato chiesto di rifare la salsina una paio di settimane dopo …questa volta ho utilizzato aceto di vino bianco ed olio extravergine di oliva ed il risultato è stato ugualmente eccellente.

Riso long&wild con ananas e cotto grigliati al sentore di finocchietto

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(scroll down for english version)

Quando in ufficio c’era un gran trambusto oppure si andava fuori sede per lavoro ed alle 13.30 si era ancora nel pieno di un’estenuante ed interminabile riunione, la sottoscritta cominciava ad andare un pò su di giri.  Poi magari accadeva che qualcuno dei presenti che era a dieta, o che a colazione si era mangiato un mammuth, pretendeva che anche tu mangiassi in piedi, al bar, un sifilitico panino con una foglia di insalata, una fetta di pomodoro e 30 gr di mozzarella. Eh no!!! Il pranzo non si tocca

Oggi le cose sono ahimè lavorativamente cambiate ma, se guardo al lato positivo della cosa,  riesco a godermi un piatto di pasta o un’insalatona e spesso riesco a farlo a casa, con un orecchio alla televisione ed un occhio attento all’orologio perchè sessanta minuti passano in fretta.

Le temperature di questi giorni ci fanno apprezzare piatti freschi, veloci e soprattutto leggeri. Oggi a pranzo mi sono coccolata con questo piattino preparato alla velocità della luce prima di uscire di casa con quello che avevo in frigo.

L’idea mi è venuta ripensando ad una foto di spiedini di ananas grigliati che mi è passata davanti agli occhi durante il girovagare in Pinterest…e dato che la combinata frutta-salato è sempre vincente ho pensato di cubettare il tocco di prosciutto cotto parcheggiato nel frigo e di ripassarlo in padella con l’ananas rimasto dalla preparazione di una macedonia.

Il finocchietto colto in campagna lo scorso weekend ha dato la nota finale al piatto!

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RISO LONG & WILD CON ANANAS E COTTO GRIGLIATI E SENTORE DI FINOCCHIETTO (dosi per una porzione)

  • 85 gr di riso long&wild (oppure metà basmati e metà venere)
  • 1 fetta di ananas maturo (tagliato a dadini)
  • 30-40 gr di prosciutto cotto di alta qualità (tagliato a dadini)
  • un ciuffetto di finocchietto selvatico
  • olio e.v.o.
  • sale
  • pepe

In abbondante acqua bollente salata lessate il riso per il tempo indicato sulla confezione. Scolate e fate raffreddare.

In una bistecchiera o in un padellino antiaderente fate grigliare l’ananas e il prosciutto cotto senza grassi per qualche minuto fino a quando diventeranno leggermente bruniti. Spegnete il fuoco e fate intiepidire.

Condite il riso con l’ananas e il cotto, unite il finocchietto tagliuzzato e condite con olio e.v.o.

Regolate di sale e pepe.

Potete servire leggermente tiepido oppure freddo.

***

WILD FENNEL SCENTED LONG & WILD RICE WITH GRILLED PINEAPPLE AND SMOKEK HAM (serving 1)

  • 85 gr long&wild rice (or half basmati, half black rice)
  • 1 slice ripe pineapple (diced)
  • 30-40 gr smoked ham (diced)
  • wild fennel
  • extravirgin olive oil
  • salt
  • pepper

Cook the rice in salted boiling water. Drain and set aside in a bowl to cool.

In a non-sticking pan grill ananas and smoked ham for 4 to 5 minutes until lightly brown. Turn off the heat and let cool down.

Add to the rice and mix with a wooden spoon pouring in 1-2 tablespoons of extravirgin olive oil. Add salt and pepper and the wild fennel finely chopped.

You can serve it warm or, even better, cold.

***

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Stasera aperitivo da me’ del blog Fragole&cioccolato

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al contest ‘Ricette sotto l’ombrellone’ del blog Peccato di gola e Le nostre ricette di casa

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al contest ‘Sapori d’estate’ del blog Lamponietulipani

sapori d'estate[1]

e al contest ‘Ferragosto forno mio non ti conosco’ del blog Le padelle fan fracasso e del blog Il cucchiaino di Milù

logo raccolta estiva2[1]

Tarallini scaldati al finocchietto…Puglia mon amour

(scroll down for english version)

Compromessi.

Quella che è appena terminata è stata una vacanza di compromessi.

C’era da scegliere tra una settimana in stile gipsy, tutta calzoncini ed infradito, asciugamano sulla battigia, pasta e pomodoro a pranzo e girar per sagre la sera ed una da villaggio, in costume-abbinato-al-pareo, rincorsa ad accaparrarsi il buffet e piano-bar (o baby dance per chi ha pulci al seguito) serale.

Ha vinto la seconda perchè, alla ricerca del relax assoluto (che poi abbiamo scoperto essere solo relativo con un bimbo di un anno e mezzo che gira come una trottola e da confidenza anche ai sassi delle aiuole)  il maritino ed io abbiamo decretato rispettivamente lo sciopero del mi-incollo-piazzo-smonto l’ombrellone tutti i giorni e dei fornelli.

Ci siamo così goduti una settimana di mare nello splendido litorale antistante la citta bianca di Ostuni.

Ma che bella è la Puglia??? e come si mangia bene…orecchiette, bombette, fave e cicoria, e che dire di fiordilatte, burrata e caciocavallo? e il pane di semola dove lo mettiamo? e la focaccia con i pomodorini, le frise ed i taralli?

L’ultimo giorno l’abbiamo dedicato ad un irrinunciabile shopping gastronomico che ci ha visti tornare al villaggio con una scatola di polistirolo colma di delizie casearie (che dovrebbero di diritto finire nei prossimi post) e un paio di incartate del forno dove si infilava di continuo la gente del posto e dalle quali si è scatenato un profumino di pane che ci ha accompagnato per tutto il viaggio di ritorno.

Potevo tornare a casa senza neanche una ricettina per il mio blog? Mai… ed allora eccovi svelata quella dei taralli scaldati al finocchietto che sono riuscita ad estorcere al fornaio e che se vengono come quelli comprati sono spaziali perchè croccanti come piacciono a me.

TARALLINI SCALDATI AL FINOCCHIETTO

  • 750 gr di farina 00
  • 250 gr di semola rimacinata di grano duro
  • 250 ml di olio extra vergine d’oliva pugliese
  • 300 ml di vino bianco secco
  • una puntina di lievito di birra fresco (o bicarbonato)
  • 25 gr di sale
  • semi di finocchietto (se non vi piacciono potete ometterli)

Riscaldate leggermente il vino e scioglietevi il lievito di birra (o il bicarbonato).

In una grande ciotola (o in quella dell’impastatrice se l’avete) mescolate le due farine ed aggiungete il sale. Unite quindi l’olio leggermente tiepido ed infine il vino. Impastate con le mani per qualche minuto fino ad ottenere un impasto liscio e lucido.

Aggiungete solo se vi piacciono i semi di finocchio (saranno sufficienti 6-7 gr).

Versate l’impasto su una spianatoia, coprite con la ciotola e lasciate riposare per mezz’ora circa. Trascorso questo tempo prendete l’impasto, lavoratelo con le mani fino ad ottenere dei salamini di 8-10 cm che andrete a chiudere sigillando bene i due capi.

Preparati tutti i taralli tuffateli pochi alla volta in una pentola con acqua bollente salata scolandoli non appena vengono a galla. Poneteli a raffreddare su un canovaccio pulito per qualche ora (o anche tutta la notte). Quando saranno freddi trasferiteli su una placca da forno e cuoceteli in forno già caldo a 200°C per 30 minuti circa.

Potete conservarli per diversi giorni in un contenitore ermetico o in una scatola di latta.

***

TARALLI WITH FENNEL SEEDS

  • 750 gr plain flour
  • 250 gr remilled durum wheat semolina
  • 250 ml extravirgin olive oil
  • 300 ml dry white wine
  • a pinch fresh baking yeast
  • 25 gr salt
  • fennel seeds (optional)

Bring the wine to lukewarm temperature and melt in the yeast.

In a large bowl mix the two flours and the salt. Add the oil (lukewarm temperature) and wine and mix until the dough comes out smooth.

Dump the dough onto a lightly floured working surface and knead it for some minutes adding the fennel seeds. Cover with a bowl and let it rest for 30 minutes.

Roll out the dough into small sausages 8-10 cm long and shape into a ring. Seal the edges together by pressing slightly.

Bring a large pot of water to boil and drop into it a few taralli at a time. Remove them with a slotted spoon when they start floating to the surface and place on a cloth to dry and cool (wait for 3-4 hours all, even better, all the night).

Preheat the oven to 375° F. Put the cooled taralli on a baking tray covered with parchment paper and cook for about 30 minutes until golden.

Taralli can be kept in an airtight container for many days.

Polpette di zucchine (e feta)…avrò scelto la ricetta giusta? (1)

polpette di zucchine e feta 005

A scuola non ho mai copiato.

Ora invece, complice questo blog, ho la scusa per allungare l’occhio in qualche sito interessante e provare la sensazione che avevano i miei compagni di classe quando, diversi lustri orsono, aspettavano che entrassi in aula e che tirassi fuori dallo zainetto i quadernoni con gli esercizi già svolti per dare una sbirciatina.

A volte si tratta di copiare paro paro, altre di prendere spunto dalla ricetta che in quel momento ti attrae. Unica regola di questo passatempo divertente: NON DIMENTICARSI DI CITARE SEMPRE LA FONTE! Non c’è infatti cosa più scorretta che fare propri quelli che in realtà sono esperimenti-azzardi-lampi di genio di altri frequentatori dei fornelli, siano essi cuochi professionisti o appassionati bloggers.

Quella che vi propongo oggi è una ricetta copiata da capo a piedi…ed il bello sta proprio in questo. La vicina di blog Cuocicucidici da quasi due anni tiene le redini di un contest che, pur con cadenza mensile, è praticamente sempre attivo: The Recipe-tionist . Il suo intento è quello di far scoprire il contenuto di un blog, invitando tutti i partecipanti a replicare una o più delle ricette in esso presenti. Si deve in sostanza copiare, con un’unica licenza che è quella di poter omettere od aggiungere (o al max sostituire) un ingrediente, e vince chi – a detta del blog ospitante – si dimostra più bravo in quest’arte.

Il mese scorso ho provato a partecipare con la pizza di carne ma sono arrivata lunga perchè le ricette vanno pubblicate entro il 25 di ogni mese; questa volta ritento, non con una ma due ricette che ho visto, studiato e infine messo all’opera e che ci sono piaciute tantissimo!

Il blog di Giugno nel quale copiare è quello di Fairies’ kitchen.

Inizio proponendovi le polpette di zucchine, che ho rigorosamente fritto (credo sia la seconda volta dall’inizio dell’anno!) e arricchito con della feta per renderle ancora più stuzzicanti e fresche.

Provatele, anche solo cotte in forno, perché sono deliziose!

Per la seconda replica vi lascio in suspense…..almeno fino al prossimo post.

polpette di zucchine e feta 012POLPETTE DI ZUCCHINE, RICOTTA E FETA (per 18 polpette circa di medie dimensioni)

  • 4 zucchine medie
  • 100 gr di ricotta
  • 70 gr di feta…mia aggiunta
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • sale e pepe
  • menta
  • olio per friggere

Lavate e mondate le zucchine; grattugiatele con una grattugia a fori medi e mettetele in un colino. Dopo averle salate copritele con un piatto sopra al quale metterete un peso. Lasciatele per almeno mezz’ora in modo che elimino l’acqua di vegetazione.

Trascorso questo tempo, strizzatele e mettetele in una ciotola insieme con la ricotta, la feta sbriciolata, l’uovo, i formaggi grattugiati, il pangrattato e la menta tritata finemente con un coltello. Regolate di sale e pepe.

Mescolate bene gli ingredienti e ricavate dall’impasto delle palline leggermente schiacciate che passerete in un po’ di farina prima di friggerle oppure di cuocerle in forno fino a quando saranno dorate.

polpette di zucchine e feta 002

ZUCCHINI AND FETA FRITTERS (makes 18 pieces)

  • 4 medium zucchini coarsely grated
  • 100 gr ricotta cheese
  • 70 gr feta cheese
  • 1 egg
  • 2 tablespoons grated parmigiano reggiano cheese
  • 1 tablespoon grated goat cheese
  • 4 tablespoons breadcrumbs
  • salt & pepper
  • mint
  • sunflower oil for frying
  • flour

To release excess water from zucchini put them in a colander, sprinkle with salt and allow the liquid to drain for al least half an hour.

Squeeze thouroughly and transfer to a bowl, then combine with the other ingredients: ricotta cheese, feta cheese, egg, grated cheeses, breadcrumb and mint finely chopped. Season with salt and pepper.

Heat the oil in a large frying pan. Form the mixture into balls and dust with flour, removing the excess. Drop the balls into the oil and cook for 8-10 minutes until golden all around. Drain on paper towel.

***

Con questa ricetta partecipo al contest Recipe-tionist di Giugno ospitato dal blog Fairies’ kitchen

the recipe-tionist giugno[1]

e al contest ‘Ricette e ricotta’ del blog Cappuccinoecornetto per la categoria Fingerfood salati

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Cake agli asparagi selvatici e salame piccante

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(english version below)

Piovono asparagi!

La pioggia incessante delle ultime settimane è stata come manna dal cielo e gli asparagi hanno continuato indisturbati a fare capolino nel sottobosco, almeno fino a quando uno dei tanti avventori della macchia marchigiana, accovacciandosi tra i rovi li ha notati ed ha deciso di farne un bel mazzetto da portare a casa alla bella mogliettina (un romanticismo di altri tempi e soprattutto a costo zero….altro che mazzo di rose!).

Ora, la mogliettina/lavoratrice/casalinga-nel-weekend presa alla sprovvista dal generoso bouquet e non sapendo cosa farsene di tutto quel ben-di-dio, si siede un attimo e comincia a frullare….una parte ce la pappiamo per pranzo, la saltiamo subito in padella, ci aggiungiamo delle striscioline di speck e ci ripassiamo delle farfalle scolate, rigorosamente, al dente. Quella rimanente evitiamo per una volta di affogarla in una (tristissima, l’aggettivo che è solito utilizzare il maritino) frittata e riserviamogli un posto d’onore in un…nonsoché…boh…hmm…ma sì un cake salato!

La ricetta nasce da sola con quello che trovo in frigo.

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Asparagi e pecorino, uova e olio a km zero…e a sorpresa un salame piccante (anch’esso a km zero) regalatoci dall’amico Angelo che va assolutamente consumato perchè staziona in cantina da un bel po’.

Io non mangio pane&salame (da sempre) – tantoché ho pensato ‘se lo papperà tutto il maritino!’ – invece ho osato l’assaggio e devo dirvi che questo cake mi è piaciuto davvero molto*, soprattutto per la sua nota piccantina; se a voi proprio l’idea del salame non piace potete sostituirlo con prosciutto, speck o bresaola.

Vi lascio subito la ricetta (notate bene che le quantità si riferiscono ad uno stampo da plum-cake più piccolo, pertanto se ne utilizzate uno standard non vi resta che aumentare le quantità…almeno di una volta e mezzo).

* il maritino cui ho lasciato il cake per pranzo mi ha mandato dopo l’assaggio un sms, telegrafico come nel suo stile ma alquanto eloquente…’semplicemente top!’

MINI CAKE AGLI ASPARAGI SELVATICI E SALAME PICCANTE (per un stampo da 22x9x7 cm)

  • 125 gr di farina 0
  • 2 uova
  • un mazzetto di asparagi selvatici
  • 100 ml di latte fresco intero (o quello che usate voi)
  • 30 gr di pecorino fresco delle colline marchigiane
  • 5-6 fettine di salame piccante tagliate a quadrettini
  • 1/2 bustina di lievito istantaneo per torte salate (o 1/4 di cubetto di lievito di birra che farete sciogliere nel latte tiepido)
  • pane grattugiato
  • 40 gr di olio e.v.o.
  • sale e pepe q.b.

Lavate gli asparagi ed eliminate la parte terminale del gambo in quanto legnosa. Cuoceteli in acqua bollente salata per 10-15 minuti. Scolateli e metteteli da parte a raffreddare.

Nel frattempo in una ciotola sbattete le uova, aggiungete il latte, l’olio, il salame piccante ed il pecorino tagliato a piccoli pezzetti. Unite infine la farina setacciata con il lievito e regolate di sale e pepe.

Ricoprite uno stampo da pane in cassetta con carta da forno. Lasciate da parte 4-5 asparagi.

Ponete alla base una parte degli asparagi e copritela con un po’ del composto di uova, quindi proseguite con altri asparagi ed altro composto sino ad esaurimento degli ingredienti.

Sistemate sulla superficie gli asparagi lasciati da parte e spolverizzate con del pane grattugiato.

Cuocete in forno a 180° per 30 minuti circa.

Aspettate che sia tiepido prima di sformarlo.

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CAKE WITH ASPARAGUS AND SPICY SAUSAGE (makes one 22x9x7 cm loaf)

  • 125 gr flour
  • 2 eggs
  • a bunch of asparagus, tough ends trimmed
  • 100 ml fresh milk
  • 30 gr (fresh) pecorino cheese
  • 5-6 slices spicy sausage (diced)
  • 8 gr drie yeast
  • breadcrumbs
  • 40 gr extravirgin olive oil
  • salt, pepper

Preheat the oven to 350° F.

Boil the asparagus for 10 to 15 minutes until soft.  Drain and set aside to cool.

In a medium bowl beat the eggs, then add  milk, oil,  spicy sausage and pecorino cheese cut into small pieces. Sieve the flour with the yeast and add to the egg mixture. Season with salt and pepper.

Line a loaf pan with parchment paper and set aside. Leave apart 4-5 asparagus.

Put on the base of the pan some asparagus, then pour some of the batter; go on like this,  alternating asparagus and batter, until you finish all the ingredients.

Put on the top the reserved asparagus and dust with breadcrumbs.

Cook for 30 minutes.

Let the cake cool before removing from the pan.

***

Con questa ricetta partecipo:

al contest ‘Pret-a-manger’ del blog Ricettesbagliate

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al contest ‘Buon secondo compleanno’ del contest Thespicynote

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e al contest ‘Stasera aperitivo da me!’ del blog Fragoleecioccolato

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Ciambelline ricotta, uvetta e pinoli (con farina di riso)…..per i miei primi 18 mesi

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(english version below)

Noi che…

– abbiamo iniziato a scrivere scarabocchiare sui muri,

– abbiamo tagliato i ricci ed ora somigliamo tremendamente al babbo,

– amiamo giocare nelle pozzanghere di fango… come Peppa Pig,

– siamo innamorati della luna e delle stelle (tanto da dedicargli un tributo tutte le sere),

– ci divertiamo a suonare il clackson della poto di zia Vale,

– abbiamo un sorriso per tutti,

…noi che oggi festeggiamo 18 mesi!

Niente torta per il mio cucciolo ma un dolcino semplice, fatto con tanti ingredienti buoni…ricotta, yogurt, miele, uvetta e pinoli per una nota croccante.

La ricetta originale la trovate qui, io l’ho personalizzata un cicinin e l’ho resa gluten free (come suggerito anche da Milena in calce al suo post) perché ero curiosa di provarla con la farina di riso.

Il sapore è delizioso anche se l’assenza totale di grassi rende (secondo me) l’impasto un pochino troppo asciutto…proverei a rifarle aggiungendo 40-50 ml di olio o burro (o perché no panna visto il successo dei passati esperimenti!). Se invece decidete di pucciarle nel latte sono perfette così!

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CIAMBELLINE RICOTTA, UVETTA E PINOLI (per 12 pezzi)

  • 125 gr di farina di riso
  • 125 gr di fecola
  • 2 uova medie
  • 125 gr di zucchero di canna chiaro
  • 4 cucchiai di miele
  • 100 gr di ricotta di pecora
  • 50 ml di latte
  • 125 gr di yogurt bianco
  • 30 gr di pinoli
  • 5 cucchiai di uvetta
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • zucchero a velo q.b.
  • (50 ml olio di semi o e.v.o.)

Riscaldate il forno a 180°.

In una terrina sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete quindi la ricotta, il miele, lo yogurt ed il latte (e l’olio).

Unite a poco a poco la farina di riso e la fecola setacciate con il lievito, l’uvetta, i pinoli ed il pizzico di sale.

Versate il composto negli stampini precedentemente imburrati ed infarinati.

Cuocete per 30 minuti circa. Una volta raffreddate sfornate le ciambelline e spolverizzatele con zucchero a velo.

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RICOTTA DONUTS WITH SULTANAS AND PINENUTS (makes 12 donuts) 

  • 125 gr rice flour
  • 125 gr starch
  • 2 medium eggs
  • 125 gr cane sugar
  • 4 tablespoons honey
  • 100 gr ricotta cheese
  • 50 ml milk
  • 125 gr plain yogurt
  • 30 gr pinoli (pinenuts)
  • 5 tablespoons sultanas
  • 8 gr baking powder
  • 1 pinch salt
  • powdered sugar
  • (50ml seed or extravirgin olive oil)

Preheat the oven to 350° F.

In a bowl whisk together the eggs and the cane sugar, then add the ricotta cheese, honey, yogurt and milk (and oil) and set aside.

In another bowl sieve together the rice flour, the starch and the baking powder. Mix in the sultanas, the pinenuts and the pinch of salt. Add the ricotta mixture and stir to combine.

Generously butter 12 donut moulds and dust with flour, tapping out excess.  Divide the batter evenly among them.

Bake until a cake tester inserted in the center of one donut comes out clean, 25 to 30 minutes.  Let cool before removing from the moulds. Dust with powdered sugar.

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(prima del taglio dei ricci)

Con questa ricetta partecipo al contest La farina di riso del Molina Chiavazza

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al contest Risveglio al bb del blog Viviincucina

contest risveglio al b&b[1]

al contest Forno che passione del blog La forchetta nel brodo

banner contest forno che passione

e al contest Ricette e ricotta del blog Cappuccinoecornetto

Contest_ricotta-300x300[1]