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Fiori ripieni {ricotta di capra, zucchine e menta}

fiori di zucchina ripieni

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Stanotte sarà la prima notte senza la mia pulce.

Li ho lasciati a casa stamane i miei due uomini, uno in giardino a giocare con il suo triciclo, l’altro a chiudere il trolley, pronti a migrare qualche giorno verso le ben più miti temperature delle colline marchigiane.

Chissà quando realizzerà che la sua mamma è lontana? Meglio non pensarci e godersi queste 36 …dico trentasei…ore di pura libertà.

Eh, sì perchè domani, più o meno a quest’ora, la Greg smonta le tende,  saluta le colleghe dell’ufficio,  guida la macchina alla volta della stazione e sale sul treno diretto ad Ancona dove troverà ad aspettarla, in rigoroso ordine di altezza – o di età – fate voi, papino, maritino e pulce.

Avendo un po’ di tempo a disposizione ne approfitto per postare questa ricettina deliziosa preparata nel weekend dopo aver fatto un giretto mattiniero nell’orto ed aver raccolto degli strepitosi fiori di zucca (tutte le prove nei mio profilo Instagram).

Fritti sono a dir la verità sublimi ma siccome l’olio bollente ed io non abbiamo molto feeling preferisco imbottirli e passarli velocemente in forno.

Questa volta, per cambiare, ho deciso di usare del formaggio di capra, ora abbastanza diffuso nei supermercati, combinando ricotta e formaggio fresco (tipo robiola per intenderci). Gli altri ingredienti della farcia sono quelli di sempre: piccoli dadini di zucchine rosolati in padella con poco scalogno, menta e basilico spezzetati a mano, grana padano ed un filo d’olio extravergine di oliva.

Li ho serviti tiepidi accompagnati da una dadolata di pomodorini e un pesto leggero in quanto preparato senza aglio e pecorino e pertanto più digeribile per la mia pulce affamata.

FIORI RIPIENI {ricotta di capra, zucchine e menta} per 10 fiori

per i fiori:

  • 10 fiori di zucchine
  • 200 gr di ricotta di capra (o quella che preferite)
  • 100 gr di formaggio fresco di capra
  • 2 cucchiai di grana padano grattugiato
  • 3 zucchine piccole
  • 1 piccolo scalogno (facoltativo)
  • olio e.v.o.
  • sale
  • pepe nero (facoltativo)
  • 2/3 foglie di menta
  • 1 foglia di basilico

per il pesto leggero:

  • un mazzetto di basilico
  • 1 cucchiaio di grana padano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • olio e.v.o.
  • sale

Mondate delicatamente i fiori di zucchina e rimuovete il pistillo interno.

Pulite le zucchine, tagliate in quattro parti longitudinalmente ed eliminate la parte bianca; tagliate a piccoli cubetti. Rosolatele in una padellino con un filo d’olio insieme con lo scalogno tritato e spegnete quando cominciano a diventare dorate. Regolate di sale e fate raffreddare, quindi unite la menta ed il basilico tritati finemente.

In una ciotola amalgamate la ricotta e il formaggio fresco di capra, il grana padano, le zucchine rosolate in padella, un filo di olio. Regolate di sale e pepe (facoltativo).  Riempite con questa farcia una sac-a-poche senza beccuccio ed aprendo delicatamente le foglie dei fiori riempiteli. Sovrapponete le punte in modo da chiudere il fiore ed evitare che il ripieno fuoriesca in cottura.

Coprite una teglia con carta da forno e posizionatevi i fiori di zucca. Irrorate con un filo d’olio e cuocete in forno a 170° per 25-30 minuti. A metà cottura distribuite sopra qualche pinolo.

Preparate nel frattempo un pesto leggero frullando insieme il basilico con il grana ed i pinoli ed aggiungete a filo tanto olio quando ne serve per ottenere una salsa cremosa (a me il pesto piace un po’ grossolano). Regolate di sale e pepe.

Servite i fiori di zucca caldi o tiepidi nappandoli con il pesto.

***

STUFFED ZUCCHINI BLOSSOMS {goat ricotta cheese, zucchini and mint} makes 10 pieces

for the blossoms:

  • 10 zucchini blossoms, (delicately rinsed, stamens removed)
  • 200 gr goat ricotta cheese (or your favourite ricotta)
  • 100 gr fresh goat cheese
  • 2 tablespoons grana padano cheese, grated
  • 3 small zucchinis
  • 1 small shallot, finely chopped (optional)
  • extravirgin olive oil
  • salt
  • black pepper (optional)
  • 3 mint leaves, finely chopped
  • 2 basil leaves, finely chopped
  • pinenuts

for light pesto:

  • 1 bunch basil (washed and trimmed)
  • 1 tablespoon grana padano cheese, grated
  • 1 tablespoon pinenuts
  • extravirgin olive oil
  • salt

Wash and trim zucchinis and cut in quarters longwise; remove the white flesh and reduce into small cubes. In a small saucepan over medium heat drizzle some extravirgin olive oil and add zucchini cubes and shallot. Cook for some minutes until they turn lightly brown. Season to taste with salt and black pepper. Set aside to cool then add mint and basil leaves.

In a bowl mix together goat ricotta cheese and fresh goat cheese, grated grana padano cheese, zucchinis and a drizzle of oil. Add salt and black pepper to taste.

Spoon the mixture into a pastry bag and pipe into zucchini blossoms. Overlap ends of petals to close firmily into bundles, avoiding the filling to spread outside during cooking.

Preheat the oven to 350° F. Line a rimmed baking pan with parchment paper and place carefully on it the zucchini blossoms. Drizzle over some extravirgin olive oil and cook for 25-30 minutes.

After the first 15 minutes, spread over some pinenuts.

Meanwhile prepare the pesto sauce. In a food processor pour the basil leaves together with grana padano cheese and pinenuts; pulse for a few seconds adding extravirgin olive oil the amount necessary to obtain a creamy, smooth sauce. Add salt to taste.

Serve the zucchini blossoms hot or warm with pesto sauce.

Sfoglia al cioccolato e lamponi….festeggiando i primi sei mesi del blog

sfoglia al cioccolato e lamponi

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Il vocabolario della mia piccola pulce è praticamente esploso e qualcuno…giusto a caso…ritiene che sia  ‘colpa’ della mamma che non sta zitta un secondo!

Siamo passati dalle prime paroline a buffe frasi di senso compiuto tipo ‘babbo ghida popò’ oppure ‘mamma mitti scappe’. Quando poi facciamo le scale ecco arrivare la prima tabellina sgangherata…uno, dui, catto, sei, oto, diesci.

Per oggi fermiamoci a sei perché tanti sono i mesi trascorsi da quando ho aperto il blog e pubblicato il mio primo post.

Sei mesi che hanno voluto dire…

  • 79 ricettine preparate con le mie manine, assaggiate dal maritino (anche se la pulce si è data il suo bel da fare), familiari e affini ed immortalate con la macchina fotografica (perché è vero che si mangia con gli occhi!),
  • 309 followers…senza dimenticare i 102 seguaci di Instagram che scoprono quasi in diretta i miei esperimenti tra i fornelli,
  • 2 contest vinti (urrà) + una nota di merito in un altro contest (doppio urrà)…se siete curiosi di scoprire le fortunate ricettine vi rimando qui all’apposita pagina del blog,
  • 7 nuovi libri di cucina dai quali prendere ispirazione per le prossime ricettine,
  • un paio di viaggi all’Ikea per fare scorta di tovagliolini, ciotole e bicchierini vari,
  • una reflex sempre a portata di mano.

Per festeggiare i primi sei mesi del blog mi sono affidata al mio adorato Sale&Pepe ed ho scelto una crostata semplicissima, ottima da gustare fresca viste le temperature tropicali di questi giorni e dal gusto irresistibile perché ripiena di cioccolato, la cui dolcezza viene mitigata dalla nota acidula dei lamponi. Se non vi piace la pasta sfoglia potete realizzare un guscio di frolla nel quale versare il cioccolato fuso.

Io ho utilizzato uno stampo a cerniera piccino; se voi siete in astinenza da cioccolato oppure dovete sfamare più di quattro bocche utilizzate uno stampo più grande ed aumentate le dosi di una volta e mezzo.

sfoglia al cioccolato e lamponi

SFOGLIA  AL CIOCCOLATO E LAMPONI (per uno stampo da 16 cm) – tratto da Sale&Pepe

  • uno rotolo di pasta sfoglia
  • 150 gr di cioccolato fondente al 70%
  • 50 gr di panna fresca (l’originale 100 gr)
  • ½ cucchiaino di cannella in polvere
  • 10 gr di burro
  • cacao in polvere
  • 100 gr di lamponi freschi
  • burro e farina per lo stampo

Imburrate ed infarinate uno stampo a cerniera di cm 16 e stendetevi la pasta sfoglia. Bucherellate la base ed i bordi con una forchetta e mettetela in frigorifero per mezz’ora dopodichè cuocetela in forno a 180° per 20 minuti circa finchè risulta gonfia e dorata. Spegnete il forno e lasciatela raffreddare completamente lasciando lo sportello aperto.

Tagliate il cioccolato a pezzetti e fatelo sciogliere a bagnomaria con il burro e la cannella mescolando delicatamente con una spatola fino a quando risulterà lucente, vellutato e completamente amalgamato; togliete la pentola dal fuoco e lasciate intiepidire rimestando ogni tanto.

Montate la panna a neve ben ferma ed unitela al cioccolato fuso. Versate nel guscio di pasta sfoglia e lasciate raffreddare in un luogo fresco o in frigorifero per qualche ora. Servite con dei lamponi freschi.

***

PUFF PASTRY TART WITH CHOCOLATE FILLING AND RASPBERRIES (makes a 16cm tart)

  • 1 sheet puff pastry
  • 150 gr dark chocolate
  • 50 gr fresh cream
  • ½ teaspoon cinnamon
  • 10 gr butter
  • cocoa powder
  • 100 gr fresh raspberries
  • butter and flour to grease the pan

Preheat the oven to 350° F.

Butter and flour a 16-cm cake pan and cover with puff pastry.

Prick it all over (base and edges) with a fork and place in the fridge to rest for half an hour then cook for 20 minutes until golden and puff.

Turn off the oven and leaving the door opened let tart cool inside.

Chop chocolate into small pieces and melt in a double boiler with butter and cinnamon stirring gently with a spatula until shiny, smooth and completely melted; remove from the heat and and let cool.

Whip cream until stiff peaks are formed and combine to melted chocolate. Pour into the puff pastry shell and place in a cold place (or even in the fridge) to rest for some hours.

 Serve with fresh raspberries.

sfoglia al cioccolato e lamponi

Confettura di pesche gialle e pesche noci bianche al rosmarino

confettura di pesche gialle e pesche noci bianche al rosmarino

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Pésca o pèsca? Questo è il dilemma.

L’ho sempre pronunciata con la e aperta, cioè pésca, poi quando – qualche anno fa – ho messo radici a Faenza ho scoperto che qui l’accento piace più grave e soprattutto che ci sono più alberi da frutto che abitanti.

Ogni casa di campagna ha il suo frutteto e ogni contadino (o almeno quelli che ho conosciuto io) è contento di accompagnarti nel suo campo per lasciare che tu colga direttamente dalla pianta la frutta che più ti piace. Si pesa poi la cassetta e te ne torni a casa con qualche kilata di succosissime pesche… che poco hanno a che vedere con quelle del supermercato! Se si è fortunati, ed è fine stagione, trovi  anche l’omino che ti fa spazzolare i pochi frutti rimasti tra i rami senza volere un centesimo.

Ve ne sono davvero per tutti i gusti. Da quelle pelose alle pesche noci (nettarine), da quelle a pasta gialla o bianca alle rarissime percocche. Poi ci sono quelle dalla forma insolita come la pesca tabacchiera o come quelle di casa mia che, non essendo trattate, vengono su come vogliono loro. Le mie preferite sono le nettarine a pasta bianca (rigorosamente dure perchè non amo la frutta troppo matura…anzi direi che mi piace proprio acerba!).

Avendone a disposizione una bella cassettina, ho pensato di preparare una deliziosa marmellata per la colazione del mattino o per farcire una bella crostata. In uno dei miei libricini di cucina ho trovato la proposta di oggi ed è stato colpo di fulmine!

Pesche e rosmarino. E chi ci avrebbe mai scommesso? Se penso, infatti, al rosmarino mi viene in mente una bella teglia di pollo e patate arrosto ed invece…

confettura di pesche gialle e pesche noci bianche al rosmarino

CONFETTURA DI PESCHE GIALLE E PESCHE NOCI BIANCHE AL ROSMARINO – tratto da Confetture e chutney di Valérie Lhomme

Per 1 kg di confettura (circa 3 vasetti)

–          1,2 kg pesche gialle e pesche noci bianche (circa 1 kg di frutti denocciolati)

–          700 gr di zucchero di canna chiaro

–          il succo di un limone (per me lime)

–          1 cucchiaio di aghi di rosmarino fresco

Lavate le pesche gialle e le pesche noci bianche, denocciolatele, pelatele e tagliatele a spicchi. Disponetele in una terrina, spolverizzatele di zucchero di canna e irroratele con il succo di limone. Coprite con la pellicola o con un piatto e lasciate macerare almeno per un’ora, rimestando ogni tanto, fino a quando lo zucchero è completamente disciolto.

Versate il tutto in una casseruola dal fondo spesso. Portate a ebollizione e schiumate per i primi 5 minuti.

Lavate il rosmarino, asciugatelo e tritate grossolanamente gli aghi. Aggiungetelo alla frutta e proseguite la cottura al piccolo bollore per 15-20 minuti.

Verificate la cottura facendo cadere qualche goccia di confettura sopra un piattino precedentemente raffreddato. Se la confettura si rapprende e ispessisce al contatto del piatto significa che è pronta. Altrimenti, aspettate altri 2-4 minuti.

Distribuite la confettura nei vasetti sterilizzati asciutti e puliti e chiudete immediatamente capovolgendoli per un’oretta affinchè si crei il sottovuoto (per verificarlo accertatevi che premendo il coperchio questo non emetta un suono sordo). Potete conservare questi vasetti in un luogo fresco e asciutto per un anno.

confettura di pesche gialle e pesche noci bianche al rosmarino

ROSEMARY SCENTED YELLOW PEACH AND WHITE NECTARINE JAM

Makes 3 jars:

–          1 kg yellow peaches and white nectarines (peeled)

–          700 gr cane sugar

–          1 lemon fresh juice (lime for me)

–          1 tablespoon fresh rosemary sprigs

Halve and pit peaches, then cut into slices. Transfer to a large bowl and add lemon juice and cane sugar. Toss then cover with plastic wrap or a plate; let stand, tossing now and then, for at least 1 hour until sugar is completely dissolved.

Put the peach and sugar mixture into a large, wide pot. Bring to a boil over medium-high heat and skim foam from surface during the first 5 minutes. Wash rosemary sprigs, dry with kitchen paper then cut into pieces. Stir in the fruit mixture and go on cooking from 15 to 20 minutes until liquid is syrupy. Pour a few drops of jam on a refrigerated plate, if it thickens turn off heating otherwise wait 2-4 minutes before checking again.

Fill sterilized glass jars with hot jam and screw rings. Turn upside-down for at least an hour allowing airtight to form (you are sure of that if lids do not pop-up when pressed). Sealed jars can be stored in a cool, dark place up to 1 year.

confettura di pesche gialle e pesche noci bianche al rosmarino

Feta marinata al rosmarino e pepe rosa

feta marinata al rosmarino e pepe rosa

Ricordi di una vacanza in Grecia. La Vespa portata dall’Italia, il mare blu cobalto, le distese chilometriche di ulivi ed i profumi della macchia mediterranea. Il sirtaki come sottofondo ed i muli a passeggio in ogni dove. Gli uomini in piazzetta ad oziare e le donne nei campi a sudare.

Moussakà, tzatziki, olive kalamata grosse come noci e l’immancabile feta.

Vi ho fatto venir voglia di partire, vero?

Restate ancora un attimo…almeno il tempo di leggere le istruzioni per la preparazione di questa insolita e velocissima conserva.

feta marinata al rosmarino e pepe rosa

FETA MARINATA AL ROSMARINO E PEPE ROSA (per un vaso da 500 ml)

  • 300 gr di feta
  • due rametti di rosmarino
  • 1 cucchiaio di pepe rosa
  • 4-5 foglie di basilico
  • olio extravergine di oliva

Sterilizzate il vasetto in acqua bollente per 30 minuti circa dopodiché fatelo raffreddare.

Tagliate la feta a cubetti. Sistematela delicatamente nel vasetto (per evitare che si sbricioli) alternandola con il rosmarino, il basilico ed il pepe rosa. Coprite con l’olio extravergine di oliva.

Prima di chiudere il vaso battetelo leggermente sul tavolo per favorire l’uscita di eventuali bolle d’aria.

Riponete al buio, in un luogo fresco e asciutto per 8-10 giorni.

Potete servirlo come antipasto o per preparare degli sfiziosi piatti freddi.

***

ROSEMARY AND PINK PEPPERCORN MARINATED FETA CHEESE (for a 500ml ermetic glass jar)

  • 300 gr feta cheese, diced
  • 2 small branches rosemary
  • 1 tablespoon pink peppercorn
  • 4-5 basil leaves
  • extravirgin olive oil

Remove the rubber ring from the glass jar and sterilise in boiling water for at least 30 minutes.

Set aside to cool.

Put the diced feta cheese into the jar alternating with rosemary, basil and pink peppercorn (be careful not to reduce the cheese into crumbs). Cover thoroughly with extravirgin olive oil.

Before closing the jar, shake it slightly and beat on a table to avoid air bubbles inside.

Place in a dark cool place for at least 8-10 days before serving as appetizer or cool dish.

Crumble di albicocche alla lavanda…tanti auguri a me!

crumble di albicocche e lavanda

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Quest’anno i festeggiamenti per il mio compleanno sono iniziati con largo anticipo.

Con ben 4 giorni sul calendario, sono stata svegliata dall’ometto piccolo di casa che sabato mattina, istruito alla perfezione dal babbo, mi ha letteralmente scaraventato addosso un pacchettino blu abbellito da un enorme fiocco dorato.

Avrei voluto precisare che il compleanno sarebbe stato lì da venire, che sarebbe dovuto passare il weekend ed il programmato lunedì in piscina con zia Vale ma non me lo hanno concesso.

L’uomo grande di casa, prima ancora che potessi adocchiare la melina stampata sulla scatolina e, dunque, individuarne il contenuto, mi dice: ‘Così la smetti di insultare il tuo (una volta mio) i-phone che hai ridotto ad un catorcio e soprattutto lasci stare il mio i-pad che non ne vuol più sapere di salvare contenuti a tema gastronomico e di ficcare il naso in altri siti che parlano, neanche a dirlo, di cibo. (Ma anche i vostri uomini sono così romantici e ispirati quando vi consegnano un regalo???).

Avendo dato a questo punto il via ai festeggiamenti non potevo non approfittare dell’occasione per mettermi ai fornelli e l’unico modo che ho di farlo quando sono nella casa in campagna è invitare a pranzo la domenica genitori e suoceri.

Il menù che ho scelto è ispirato all’estate e alle bontà che l’orto ci regala in abbondanza.

@ Maltagliati integrali con zucchine e i loro fiori, pistacchi e caciocavallo

@ Vitello tonnato alla piemontese e fagiolini

@ Crumble di albicocche e lavanda

Oggi partiamo dal fondo perchè non c’è compleanno che si rispetti senza che compaia in tavola una torta. In realtà quest’anno ho snobbato la millefoglie (che adoro), ho scartato la cheesecake (il suocero non è del partito dei formaggi e poi l’ho preparata di recente anche se in versione mignon), ho fatto finta di dimenticarmi del semifreddo (con la scusa di non avere con me il mio stampo preferito) per preferir loro un semplicissimo crumble.

Me ne sono innamorata sfogliando l’omonino libro edito da Bibliotheca culinaria. La ricetta era pronta, fotocopiata nel mio taccuino da settimane ed aspettava solo questo momento per essere realizzata….aspettava che le albicocche diventassero succose e di un arancio intenso e che la lavanda della mamma giungesse a piena fioritura.

E’ stato un successone! Gli ospiti hanno apprezzato tanto da chiederne il bis.

Ho leggermente adattato la ricetta originale preparando metà dose del crumble che va a ricoprire la frutta. Volevo infatti evitare una crosta troppo spessa ed un sentore eccessivo di burro, che a casa nostra non incontra molte preferenze. Per quanto riguarda la lavanda, non avendo l’olio essenziale a disposizione, ho pensato di sostituirlo con dei fiori freschi mettendone una cucchiaiata. Il loro aroma si è, a dir la verità, un pò perso ed è stato coperto da quello del burro e delle mandorle pertanto se volete provarla vi suggerisco di utilizzare l’olio essenziale oppure di aumentare la quantità di fiori.

Io l’ho servito con del gelato, crema o cioccolato (od entrambi per i più golosoni).

crumble di albicocche e lavanda

crumble di albicocche e lavanda

CRUMBLE DI ALBICOCCHE E LAVANDA (x 5-6 porzioni)

per la base:

  • 15 albicocche mature
  • 50 gr di zucchero di canna (semolato per la ricetta originale)
  • 25 gr di burro

per il crumble:

  • 75 gr di farina
  • 60 gr di zucchero di canna (semolato per la ricetta originale)
  • 60 gr di burro
  • 25 gr di mandorle a lamelle
  • 10 gr di fiocchi di farro integrali (o di avena)
  • 1 cucchiaio di fiori di lavanda (2-3 gocce di olio essenziale per la ricetta originale)

Lavate accuratamente le albicocche, denocciolatele e tagliate in quattro pezzi.

In una padella larga sciogliete il burro, unite le albicocche e spolverizzate con lo zucchero. Fatele cuocere per qualche minuto fino a quando diventeranno lucide e leggermente brunite.

Versatele in una pirofila da forno che possa contenerle in un unico strato.

Preparate il crumble sbriciolando con la punta delle dita la farina, lo zucchero ed il burro. Non c’è bisogno di lavorare troppo l’impasto altrimenti il burro con il calore delle mani si ammorbidisce troppo. Unite i fiocchi integrali di farro ed i fiori di lavanda.

Versate il crumble sopra le albicocche. Ricopritele con le mandorle a lamelle.

Cuocete in forno già caldo a 180° per 25-30 minuti.

Fatelo intiepidire prima di servirlo con del gelato (per me crema e cioccolato).

crumble di albicocche e lavanda

APRICOT AND LAVENDER CRUMBLE (serving 5-6)

for the filling:

  • 15 ripe apricots (stoned, cut in quarters)
  • 50 gr cane sugar
  • 25 gr butter

for the topping:

  • 75 gr plain flour
  • 60 gr cane sugar
  • 60 gr butter
  • 25 gr almond (flaked)
  • 10 gr whole spelt flakes
  • 1 tablespoon lavender flowers (or 2-3 drops of essential lavender oil)

Preheat the oven to 350° F.

In a large pan melt the butter, add apricots and sprinkle with sugar. Cook for some minutes until lightly golden. Arrange in a baking dish.

Make the topping. In a bowl combine the flour, sugar and butter and work it with your fingertips until you obtain a clumpy, lumpy crumble topping. Add the whole spelt flakes and the lavender flowers.

Spread over the fruity filling and sprinkle with flaked almonds.

Cook for 25 to 30 minutes.

Serve warm with ice-cream.

***

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Il cibo me lo porto in giro’ del blog ValyCakeand

Il cibo me lo porto in giro 1[1]

al contest ‘Strati su strati’ del blog Le cuoche per gioco

strati-su-strati[1]

e al contest ‘Colori d’estate’ del blog Silvia ai fornelli

estate--spiaggia--sfondo-ma[1]

Riso long&wild con ananas e cotto grigliati al sentore di finocchietto

orto 013

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Quando in ufficio c’era un gran trambusto oppure si andava fuori sede per lavoro ed alle 13.30 si era ancora nel pieno di un’estenuante ed interminabile riunione, la sottoscritta cominciava ad andare un pò su di giri.  Poi magari accadeva che qualcuno dei presenti che era a dieta, o che a colazione si era mangiato un mammuth, pretendeva che anche tu mangiassi in piedi, al bar, un sifilitico panino con una foglia di insalata, una fetta di pomodoro e 30 gr di mozzarella. Eh no!!! Il pranzo non si tocca

Oggi le cose sono ahimè lavorativamente cambiate ma, se guardo al lato positivo della cosa,  riesco a godermi un piatto di pasta o un’insalatona e spesso riesco a farlo a casa, con un orecchio alla televisione ed un occhio attento all’orologio perchè sessanta minuti passano in fretta.

Le temperature di questi giorni ci fanno apprezzare piatti freschi, veloci e soprattutto leggeri. Oggi a pranzo mi sono coccolata con questo piattino preparato alla velocità della luce prima di uscire di casa con quello che avevo in frigo.

L’idea mi è venuta ripensando ad una foto di spiedini di ananas grigliati che mi è passata davanti agli occhi durante il girovagare in Pinterest…e dato che la combinata frutta-salato è sempre vincente ho pensato di cubettare il tocco di prosciutto cotto parcheggiato nel frigo e di ripassarlo in padella con l’ananas rimasto dalla preparazione di una macedonia.

Il finocchietto colto in campagna lo scorso weekend ha dato la nota finale al piatto!

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RISO LONG & WILD CON ANANAS E COTTO GRIGLIATI E SENTORE DI FINOCCHIETTO (dosi per una porzione)

  • 85 gr di riso long&wild (oppure metà basmati e metà venere)
  • 1 fetta di ananas maturo (tagliato a dadini)
  • 30-40 gr di prosciutto cotto di alta qualità (tagliato a dadini)
  • un ciuffetto di finocchietto selvatico
  • olio e.v.o.
  • sale
  • pepe

In abbondante acqua bollente salata lessate il riso per il tempo indicato sulla confezione. Scolate e fate raffreddare.

In una bistecchiera o in un padellino antiaderente fate grigliare l’ananas e il prosciutto cotto senza grassi per qualche minuto fino a quando diventeranno leggermente bruniti. Spegnete il fuoco e fate intiepidire.

Condite il riso con l’ananas e il cotto, unite il finocchietto tagliuzzato e condite con olio e.v.o.

Regolate di sale e pepe.

Potete servire leggermente tiepido oppure freddo.

***

WILD FENNEL SCENTED LONG & WILD RICE WITH GRILLED PINEAPPLE AND SMOKEK HAM (serving 1)

  • 85 gr long&wild rice (or half basmati, half black rice)
  • 1 slice ripe pineapple (diced)
  • 30-40 gr smoked ham (diced)
  • wild fennel
  • extravirgin olive oil
  • salt
  • pepper

Cook the rice in salted boiling water. Drain and set aside in a bowl to cool.

In a non-sticking pan grill ananas and smoked ham for 4 to 5 minutes until lightly brown. Turn off the heat and let cool down.

Add to the rice and mix with a wooden spoon pouring in 1-2 tablespoons of extravirgin olive oil. Add salt and pepper and the wild fennel finely chopped.

You can serve it warm or, even better, cold.

***

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Stasera aperitivo da me’ del blog Fragole&cioccolato

Collage52112229[1]

al contest ‘Ricette sotto l’ombrellone’ del blog Peccato di gola e Le nostre ricette di casa

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al contest ‘Sapori d’estate’ del blog Lamponietulipani

sapori d'estate[1]

e al contest ‘Ferragosto forno mio non ti conosco’ del blog Le padelle fan fracasso e del blog Il cucchiaino di Milù

logo raccolta estiva2[1]

Tarallini scaldati al finocchietto…Puglia mon amour

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Compromessi.

Quella che è appena terminata è stata una vacanza di compromessi.

C’era da scegliere tra una settimana in stile gipsy, tutta calzoncini ed infradito, asciugamano sulla battigia, pasta e pomodoro a pranzo e girar per sagre la sera ed una da villaggio, in costume-abbinato-al-pareo, rincorsa ad accaparrarsi il buffet e piano-bar (o baby dance per chi ha pulci al seguito) serale.

Ha vinto la seconda perchè, alla ricerca del relax assoluto (che poi abbiamo scoperto essere solo relativo con un bimbo di un anno e mezzo che gira come una trottola e da confidenza anche ai sassi delle aiuole)  il maritino ed io abbiamo decretato rispettivamente lo sciopero del mi-incollo-piazzo-smonto l’ombrellone tutti i giorni e dei fornelli.

Ci siamo così goduti una settimana di mare nello splendido litorale antistante la citta bianca di Ostuni.

Ma che bella è la Puglia??? e come si mangia bene…orecchiette, bombette, fave e cicoria, e che dire di fiordilatte, burrata e caciocavallo? e il pane di semola dove lo mettiamo? e la focaccia con i pomodorini, le frise ed i taralli?

L’ultimo giorno l’abbiamo dedicato ad un irrinunciabile shopping gastronomico che ci ha visti tornare al villaggio con una scatola di polistirolo colma di delizie casearie (che dovrebbero di diritto finire nei prossimi post) e un paio di incartate del forno dove si infilava di continuo la gente del posto e dalle quali si è scatenato un profumino di pane che ci ha accompagnato per tutto il viaggio di ritorno.

Potevo tornare a casa senza neanche una ricettina per il mio blog? Mai… ed allora eccovi svelata quella dei taralli scaldati al finocchietto che sono riuscita ad estorcere al fornaio e che se vengono come quelli comprati sono spaziali perchè croccanti come piacciono a me.

TARALLINI SCALDATI AL FINOCCHIETTO

  • 750 gr di farina 00
  • 250 gr di semola rimacinata di grano duro
  • 250 ml di olio extra vergine d’oliva pugliese
  • 300 ml di vino bianco secco
  • una puntina di lievito di birra fresco (o bicarbonato)
  • 25 gr di sale
  • semi di finocchietto (se non vi piacciono potete ometterli)

Riscaldate leggermente il vino e scioglietevi il lievito di birra (o il bicarbonato).

In una grande ciotola (o in quella dell’impastatrice se l’avete) mescolate le due farine ed aggiungete il sale. Unite quindi l’olio leggermente tiepido ed infine il vino. Impastate con le mani per qualche minuto fino ad ottenere un impasto liscio e lucido.

Aggiungete solo se vi piacciono i semi di finocchio (saranno sufficienti 6-7 gr).

Versate l’impasto su una spianatoia, coprite con la ciotola e lasciate riposare per mezz’ora circa. Trascorso questo tempo prendete l’impasto, lavoratelo con le mani fino ad ottenere dei salamini di 8-10 cm che andrete a chiudere sigillando bene i due capi.

Preparati tutti i taralli tuffateli pochi alla volta in una pentola con acqua bollente salata scolandoli non appena vengono a galla. Poneteli a raffreddare su un canovaccio pulito per qualche ora (o anche tutta la notte). Quando saranno freddi trasferiteli su una placca da forno e cuoceteli in forno già caldo a 200°C per 30 minuti circa.

Potete conservarli per diversi giorni in un contenitore ermetico o in una scatola di latta.

***

TARALLI WITH FENNEL SEEDS

  • 750 gr plain flour
  • 250 gr remilled durum wheat semolina
  • 250 ml extravirgin olive oil
  • 300 ml dry white wine
  • a pinch fresh baking yeast
  • 25 gr salt
  • fennel seeds (optional)

Bring the wine to lukewarm temperature and melt in the yeast.

In a large bowl mix the two flours and the salt. Add the oil (lukewarm temperature) and wine and mix until the dough comes out smooth.

Dump the dough onto a lightly floured working surface and knead it for some minutes adding the fennel seeds. Cover with a bowl and let it rest for 30 minutes.

Roll out the dough into small sausages 8-10 cm long and shape into a ring. Seal the edges together by pressing slightly.

Bring a large pot of water to boil and drop into it a few taralli at a time. Remove them with a slotted spoon when they start floating to the surface and place on a cloth to dry and cool (wait for 3-4 hours all, even better, all the night).

Preheat the oven to 375° F. Put the cooled taralli on a baking tray covered with parchment paper and cook for about 30 minutes until golden.

Taralli can be kept in an airtight container for many days.

Gnocchetti (di farro) all’acqua con cozze e pecorino…avrò scelto la ricetta giusta? (2)

gnocchetti di farro all'acqua con cozze e pecorino

(scroll down for english version)

Oggi ferie! La lezione di acquagym è saltata perché sono cambiati gli orari e la sottoscritta, che frequenta la palestra molto a singhiozzo (leggasi una volta al mese), l’ha scoperto solo dopo essere entrata nello spogliatoio ed averlo trovato vuoto.

Si torna ahimè a casa con il doveroso compito di fare un po’ d’ordine.

Ciappo in testa e spolverino in mano lucido di tutto punto la cucina, rifaccio i letti, sbatto i tappeti e recupero sotto il divano due macchinine, il libro della Pimpa, un ciuccio, svariati pastelli ed un peluche. Sono esausta. Mi consolo pensando che nel pomeriggio si parte per le Marche dove mi aspetta un weekend di dolce far nulla (a proposito, nonni siete pronti per assecondare tutte le richieste che il piccolo ometto vorrà farvi?…il vocabolario non va oltre le 50 paroline ma a gesti ci si intende sempre!).

Prima di scappare vi lascio però la seconda proposta per il Recipe-tionist di giugno.

Come mi sia venuto in mente di preparare questo piatto ancora me lo chiedo perchè la sottoscritta non mangia gli gnocchi…noooh direte voi! eh sì rispondo io…ci ho provato e riprovato però le chicche, volendole chiamare in un modo più chic-coso, di patate proprio non mi vanno giù…ne mangio 3 o 4 ed ciò è sufficiente per farmi sentire gonfia come un pallone.

Qui ho decisamente azzardato (rischiando di regalare tutta la padellata a mio marito!!) con una banalissima riflessione: sono fatti di acqua e farina pertanto è come se mangiassi uno strozzaprete o un maltagliato.

L’intuito non mi ha affatto tradito! Mi restava solo sperare che non si sfaldassero in cottura come è avvenuto a Paola (la titolare della ricetta) la prima volta…devo però dire che, complice il suo ritocco delle dosi, sono andata sul sicuro e gli gnocchetti sono riusciti perfetti!

Come perzonalizzare la ricetta a questo punto? Togliere non ho tolto nulla perchè gli ingredienti erano già pochi. In prima battuta ho pensato di aggiungere dell’erba cipollina all’impasto per abbellirli un pochino poi ho aperto la dispensa e trovato della farina di farro…quasi quasi provo…smezzo la farina bianca sostituendone la metà con quella di farro e vediamo cosa viene fuori.

 Avendo a portata di mano l’attrezzino per i garganelli li ho anche rigati!

Complimenti davvero a Paola (ed alla sottoscritta che l’ha replicata!) per la ricetta: gli gnocchetti assorbono il sughetto dei pomodorini e delle cozze, il pecorino si scioglie con il calore e regala al piatto una nota unica, il basilico rilascia i suoi olii essenziali…e ci fa finalmente sentire in estate.

Non avete ancora l’acquolina in bocca???

gnocchetti di farro all'acqua con cozze e pecorino

gnocchetti di farro all'acqua con cozze e pecorino

GNOCCHETTI DI FARRO ALL’ACQUA CON COZZE E PECORINO (per 4 persone)

per gli gnocchetti:

  • 200 gr di farina 00 (+ quella per impastare)
  • 200 gr di farina di farro
  • 60 gr di olio e.v.o.
  • 500 ml di acqua

per il sugo:

  • 10-12 pomodorini
  • 1 kg di cozze
  • 1 spicchio di aglio
  • vino bianco
  • abbondante pecorino grattugiato
  • basilico

In un pentola dai bordi alti portate a bollore l’acqua e l’olio, unite quindi le due farine a fate cuocere per qualche minuto a fuoco basso mescolando con un cucchiaio di legno fino a quando il composto non si stacca dalle pareti.

Fate raffreddare l’impasto e su una spianatoia lavoratelo aggiungendo della farina (00 o di farro) fino ad ottenere una massa morbida ma non collosa. Ottenete delle striscioline dalle quali ricaverete con il coltello dei piccoli gnocchi della lunghezza di 2 cm circa (per farli rigati come i miei utilizzate i rebbi di una forchetta oppure l’attrezzino per i garganelli). Poneteli su un vassoio ben infarinato.

Lavate accuratamente i pomodorini, il basilico e le cozze. In una padella ampia rosolate lo spicchio di aglio, quando sarà imbiondito toglietelo e versate i pomodorini tagliati in due ed il basilico. Fate cuocere a fuoco moderato per qualche minuto dopodiché unite le cozze. Sfumate con il vino bianco ed attendete che le cozze si aprano.

Nel frattempo lessate gli gnocchetti in acqua bollente salata, scolateli quando vengono a galla e saltateli in padella con la cozze. Unite il pecorino grattugiato e mantecate per qualche istante.

Guarnite con dell’altro basilico e servite subito.

***

SPELT AND WATER GNOCCHI WITH MUSSELS AND PECORINO CHEESE (serving 4 people)

for the gnocchi:

  • 200 gr white flour plus more for kneading
  • 200 gr spelt flour
  • 60 gr extravirgin olive oil
  • 500 ml water

for the sauce:

  • a dozen cherry tomatoes cut in half
  • 1 kg mussels
  • 1 garlic clove
  • white wine
  • freshly grated pecorino cheese
  • basil

Pour the oil and the water in a medium saucepan over medium heat; bring to a boil then using a wooden spoon quickly stir in the flours until combined. Cook for some minutes stirring constantly until mixture pulls away from the sides.

Transfer the dough on a well floured surface and let it cool down. If it is too sticky, add a little more flour, but don’t overdo. Roll the dough into a long smooth sausage, then cut into 2cm-long pieces and place on a generously-floured tray.

Meanwhile prepare the sauce. Wash accurately cherry tomatoes, basil leaves and mussels.

In a large saucepan stirfry the garlic clove in some oil until brown. Remove it and pour in the tomatoes and basil. Then throw in the mussels and toss well. Add the wine, cover with a lid and cook for 3-4 minutes until mussels start to open.

Bring a large pot of salted water to the boil. They’re ready when they start bobbing at the surface of the water. Drain the gnocchi and pour in the pan with the tomatoes and the mussels. Stir slightly then add a generous amount of freshly grated pecorino cheese.

Garnish with basil before serving.

gnocchetti di farro all'acqua

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Giugno del blog Cuocicucidici copiando una ricetta del blog Fairies’ kitchen

the recipe-tionist giugno[1]

Pissaladière niçoise (semi-integrale)

pissaladière niçoise

Preparo questa ricetta da anni e scopro solo ora che è limitativo (oltre che poco rispettoso) chiamarla focaccia alle cipolle, olive e acciughe perché ha un suo nome..trés chic..che ti fa andare subito con la mente al sud della Francia, ai campi sterminati di ulivi e lavanda, ai piccoli borghi di pescatori della Costa Azzurra, la pissaladière niçoise (sembra che il nome derivi da pis-salat, ovvero pesce salato).

E’ una preparazione senza dubbio rustica, con poche pretese ma dal sapore sconvolgente…la dolcezza delle cipolle bianche mitigata dalla sapidità di olive e acciughe…tutti prodotti del territorio, a km praticamente zero. Una cucina di altri tempi, quando ci si doveva accontentare e si doveva campare con quello che mare e terra offrivano. Una cultura gastronomica che oggi, per fortuna, è sempre più oggetto di attenzione, di rivalutazione e, perché no, anche di orgoglio.

La vicinanza con la Francia fa sì che questa ricetta possa essere facilmente e fedelmente riprodotta anche con le nostre materie prime…io ho scelto le cipolle bianche del mio orto, le olive taggiasche (cugine di primo grado di quelle d’oltralpe) ed acciughe dell’Adriatico sott’olio (quelle di Vittorio per intenderci). Per renderla ancora più rustica ho sostituito metá dose di farina manitoba con farina integrale macinata a pietra.

Se avete voglia di sapori mediterranei non vi resta che provare!

pissaladière niçoise

PISSALADIERE NICOISE (dosi per una teglia rettangolare da forno)

  • 125 gr di farina manitoba (o farina 00)
  • 125 gr di farina integrale biologica macinata a pietra
  • 250 ml di acqua
  • 1/2 cubetto di lievito di birra
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 cucchiano di sale
  • 4 cipolle bianche di media grandezza
  • olive taggiasche denocciolate
  • filetti di acciuga (sott’olio o sotto sale)
  • olio e.v.o.

Lasciate sciogliere il lievito di birra per una decina di minuti in una ciotolina con un po’ di acqua tiepida (150 ml circa) ed il cucchiaino di zucchero.

Disponete le due farine a fontana, aggiungete due cucchiai di olio e.v.o., la restante acqua ed il lievito oramai disciolto. Impastate energicamente dopodiché aggiungete il sale. Formate una palla omogenea e mettete a lievitare in una ciotola coperta con un canovaccio bagnato e ben strizzato in un luogo tiepido al riparo da correnti d’aria.

Nel frattempo preparate le cipolle. Tagliatele a fettine sottili e mettetele in una padella con 3 cucchiai di olio ed un cucchiaino di zucchero. Fatele appassire a fuoco lento e aggiungete gradatamente dell’acqua fino a quando risulteranno trasparenti (ci vorranno dai 15 ai 20 minuti). Regolate di sale e pepe.

Quando l’impasto risulterà ben lievitato (dovranno trascorrere almeno 2 ore), stendetelo in una teglia leggermente oliata. Bucherellatelo con una forchetta e lasciatelo nuovamente lievitare per mezz’ora.

Trascorso questo tempo distribuite sulla superficie le cipolle stufate, le olive taggiasche ed i filetti di acciuga. Cuocete in forno già caldo a 200° C per 15-20 minuti fino a quando i bordi e la base risulteranno dorati.

Servire tiepida.

pissaladiere 024

PISSALADIERE NICOISE – FOCACCIA WITH ONIONS, BLACK OLIVES AND ANCHIOVES (makes one 30×36 cm tart)

  • 125 gr manitoba flour (or bread flour)
  • 125 gr di wholewheat flour
  • 250 ml warm water
  • 12 gr fresh yeast
  • 2 teaspoons sugar
  • 1 teaspoon salt
  • 4 medium onions, thinly sliced
  • 1/2 cup pitted taggiasche olives (or small black onions)
  • 2 dozens anchovies
  • extravirgin olive oil

In un bowl let fresh yeast and a teaspoon of sugar dissolve into 125 ml of warm water. Let stand until foamy (about 10 minutes).

On a work surface mix together the manitoba and the wholewheat flour, 2 tablespoons of extravirgin olive oil, the remaining warm water and add the yeast mixture. Stir all the ingredients until comes out a dough. Knead for about 5 minutes until smooth.

Place the dough in a lighty oiled bowl, cover with a wet and well drained cloth and let it rise in a warm place until doubled in bulk, about 2 hours.

Lightly oil a rimmed baking sheet. Punch down dough and roll out to a 30-by-36 cm rectangle and fit into the sheet. Prick dough all over with a fork and let rise again in a warm place for about 30 minutes, until slightly puffed.

Heat 3 tablespoons of extravirgin oilve oil in a large skillet over medium heat and add onions and a teaspoon of sugar. Cook, adding occasionally some water, for 15 to 20 minutes until they become glassy.

Preheat the oven to 450° F.

Distribute the onions evenly over dough, then arrange the pitted olives and the anchovies on top. Bake for 15 to 20 minutes, until crust is golden.

Serve it warm, sliced into pieces.

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Con questa ricetta partecipo al contest Ricette da pic-nic del blog Deliziandovi

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e al contest Forno che passione del blog La forchetta nel brodo

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e al contest Pret-a-manger del blog Ricettesbagliate

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Pizza di carne…aiuto, un ladro di pomodorini!

pizza di carne 016

Tutto ciò che di commestibile è alla sua altezza rischia di sparire senza che neanche ve ne accorgiate.

Qui però ho colto il piccolo ladro di pomodorini in flagranza di reato (anche se, a dirla tutta, eravamo già al secondo colpo nel giro di mezz’ora…se scorrete sotto, vedete infatti un altro scatto fulmineo della cuoca prima che l’agile manina riesca ad afferrare una stellina di formaggio).

Abbiamo sempre avuto un gran appetito. E, da quando al nido abbiamo scoperto precocemente la pizza (margherita),  ci siamo accorti di esserne pazzamente innamorati (e per fortuna amore della mamma perché il babbo ed io ne andiamo matti e tu non vorrai essere da meno).

Questa passione è talmente forte che, ogni qualvolta vediamo qualcosa di pomodoroso, supplichiamo incessantemente nell’orecchio alla mamma pissa, pissa, pissa…

Qualche sera fa mi sono divertita a preparare una pizza del tutto insolita per il fatto di avere al posto della pasta lievitata, un mix di carne macinata, formaggio e mollica di pane. Nel web si possono trovare decine di versioni (io sono partita da quella del blog La cucina di mamma Loredana) anche se ieri, parlando con la mia amica Ale, scopro che la vendono pure al super sotto l’ufficio…si vede che non frequento il reparto ‘preparati’!)

Commensale grande e commensale piccolo hanno MOLTO apprezzato. Credo che entrerà nella lista delle ricette salva-cena perché oltre ad essere semplice è anche molto veloce. Vi permette inoltre di utilizzare avanzi di formaggio e verdure (io ho messo ad esempio, uno champignon e delle olive) che avete in casa.

pizza di carne 012

pizza di carne

PIZZA DI CARNE (dosi per 4 persone)

  • 300 gr di macinato di scottona (o maiale per un sapore più deciso)
  • 3 fette di pane di segale (o 5 fette di pancarrè)
  • 150 ml di latte
  • 8/9 pomodorini ciliegini
  • 70 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • qualche fetta di formaggio filante, per me Galbanino (altrimenti mozzarella, taleggio, brie etc)
  • 1/2 fungo champignon (mia aggiunta)
  • una decina di olive taggiasche denocciolate (mia aggiunta)
  • sale & pepe q.b.
  • olio e.v.o.

In una ciotola mettete a bagno nel latte le fette di pane di segale ridotte a tocchetti.

Dopo qualche minuto strizzatele e mettetele in un’altra ciotola nella quale avete già versato la carne tritata, il parmigiano, lo champignon tagliato a piccoli pezzetti ed il parmigiano grattugiato. Regolate di sale e pepe.

Foderate la base di uno stampo a cerniera con della carta da forno ed adagiatevi il composto di carne avendo cura di distribuirlo bene fino ai bordi. Decorate a piacere con i pomodorini tagliati a metà, le olive taggiasche ed il formaggio filante.

Infornate a 220° per 20 minuti circa.

pizza di carne

MEATPIZZA with MOZZARELLA and CHERRY TOMATOES (serving 4)

  • 300 gr heifer minced meat (or pork)
  • 3 slices of rye bread
  • 150 ml milk
  • 8/9 cherry tomatoes
  • 70 gr grated Parmigiano Reggiano cheese
  • a few slices of mozzarella or other soft cheese
  • 1/2 champignon mushroom
  • a dozen of pitted small black olives
  • salt and pepper
  • extravirgin olive oil

Preheat the oven to 425° F. Cover the loose base of a spring-release tin with parchment paper and set aside.

Put the rye bread (cut into small pieces) in a bowl with the milk and let it soak for 10 minutes.

Squeeze out the bread and pour it in another bowl together with the minced meat, the shredded mushroom and the parmisan cheese. Adjust with salt and pepper.

Pour the meat mixture into the tin, cover with cherry tomatoes, black olives and mozzarella then bake for 20 minutes.

pizza di carne 007 - Copia1

Con questa ricetta partecipo all’iniziativa Smartcooking promossa dal Consorzio del Parmigiano Reggiano per promuovere una cucina volta alla riduzione degli sprechi, all’utilizzo di ingredienti dimenticati e a un mangiare più consapevole.

Partecipo altresì al contest ‘La mia ricetta originale improvvisata’ del blog La mia cucina improvvisata

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e anche al contest ‘Forno che passione’ del blog La forchetta nel brodo

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Frollini alla panna

frollini alla panna (18)

(english version below)

Buongiorno!

A casa mia è arrivata da qualche settimana Brigitte. Non è un cagnolino perché, ahimè, sono allergica a tutti gli esseri pelosi e alla prima coccolosa leccata mi riempirei di ponfi. Non è nemmeno una babysitter (di cui avrei ogni tanto un sano bisogno). Né l’ultimo modello di borsa della mia marca preferita (non si fa pubblicità!), ma un banalissimo stampino per biscotti personalizzati a cui non ho saputo resistere.

Chi mi segue forse si ricorda che l’avevo adocchiato quando ho preparato i frollini al malto d’orzo e che mi ero ripromessa di dargli presto il benvenuto nella mia cucina. Mi è bastato trovare il negozio on-line con la migliore offerta, inserire i dati della carta di credito e, voilà, vedermi recapitare il pacchettino a casa in meno di una settimana.

Per iniziare sono voluta andare sul sicuro scegliendo un classico della pasticceria secca, il frollino alla panna, cui ho dato il giusto onore imprimendone il nome sui biscotti.

La ricetta l’ho scovata nel blog ‘Due bionde in cucina’ (date un occhio alle ricette, ed alle foto, di Sabina perché meritano davvero) dove ogni tanto metto il naso anche solo per respirare un po’ di aria (e cucina) di montagna.

Vi lascio la sua ricetta. Con le quantità indicate ho realizzato 30 frollini belli cicciottosi….capisco che contengono burro e panna (che peraltro scatenano insieme un aroma delizioso) ma la quantità per biscotto è davvero minima e poi a colazione abbiamo bisogno di energie!

Scappo ad inzupparli nel latte…e buona colazione a tutti!

frollini alla panna (4)

frollini alla panna (1)

FROLLINI ALLA PANNA (per 30 biscotti)

250 gr di farina

125 gr di zucchero a velo

60 gr di burro

1/2 bustina di lievito per dolci

100 gr di panna fresca liquida

(1 bustina di zucchero vanigliato che io non ho messo)

Mescolate tutti gli ingredienti fino a formare una palla liscia che farete riposare in frigo per almeno mezz’ora. Stendete l’impasto su una spianatoia cosparsa di abbondante farina, ritagliate i biscotti nella forma desiderata ed adagiateli su una placca foderata con carta da forno.

Cuocete a 180° per 13-15 minuti fino a quando i biscotti saranno leggermente dorati.

frollini alla panna (3)

CREAM COOKIES (about 30 cookies)

250 gr plain flour

125 gr powdered sugar

60 gr butter

8 gr baking powder

100 gr cream

Preheat the oven to 350°F. Line one large baking sheet with parchment paper and set aside.

In a bowl whisk together flour, powdered sugar, butter, baking powder and cream until well combined. Chill in the fridge for half an hour.

Roll out the dough on a well floured surface in order to prevent it from sticking and cut the cookies. Place them on the baking sheet.

Bake until cookies are lightly golden, 13 to 15 minutes.

Tarte fragole e aceto balsamico

strawberry tart 011

(english version below)

Quando ho visto qui questa ricetta me ne sono innamorata…un dolce poco dolce che abbina una sfoglia friabile a fragole ed aceto balsamicovery very cool!

Lo sposalizio fragole e balsamico non mi ha mai intrigato nonostante una famosa pubblicità volesse farci credere in un sorprendente connubio di sapori. Se non ci fosse il blog credo non avrei nemmeno badato alla ricetta ed invece…. sono curiosa di raccontarvi come è andata!

Mi sono serviti poco più di 20 minuti (se a voi dovesse venire la pazza idea di preparare la pasta sfoglia in casa mettetene in conto molti di più!) ed una teglia. Una vaschetta grande di fragole, un barattolo di miele e dell’aceto balsamico (non c’è bisogno di comprare l’aceto ‘tradizionale’ invecchiato almeno 12 anni  ma dimenticate quello acquaticcio diffuso nella grande distribuzione, colorato peraltro con il caramello, che rovinerebbe la torta bagnandola eccessivamente….io ho trovato una via di mezzo investendo qualche decina di euro in un buon condimento balsamico).

Rispetto alla ricetta originale, ho ridotto la quantità di aceto ad un cucchiaio perché ho pensato che la sua nota amarognola potesse risaltare eccessivamente in cottura, mortificando la dolcezza del miele e delle fragole.

La torta mi ci è piaciuta per il contrasto tra il salato della sfoglia e la succulenta dolcezza del ripieno. La consiglierei più per una merenda (o un brunch) che per la colazione se, come me, non potete fare a meno di pucciare un dolcetto nel latte.

E’ preferibile mangiarla tiepida; se vi avanza evitate di riscaldarla perché la pasta sfoglia si ammorbidisce troppo e la tarte perde il suo perché.

strawberry tart 040

TARTE FRAGOLE E ACETO BALSAMICO

1 foglio di pasta sfoglia rotonda

500 gr di fragole (tagliate a fettine)

1 cucchiaio di aceto balsamico

(tradizionale altrimenti condimento balsamico)

3 cucchiai di miele millefiori

zucchero di canna per la copertura

Riscaldate il forno a 180°.

Lavate accuratamente le fragole ed eliminate il picciolo. Tagliatele a fettine per il senso della lunghezza.

Stendete il rotolo di pasta sfoglia su una teglia rotonda, bucherellate con una forchetta e ricopritelo con le fragole avendo cura di sovrapporle accuratamente per evitare che in cottura si formino dei buchi.

Miscelate insieme il miele con l’aceto balsamico e distribuitelo uniformemente sopra le fragole. spolverizzate la superficie con lo zucchero di canna ed infornate.

Cuocete per 25 minuti circa o fino a quando la pasta avrà assunto un coloro dorato.

Servire preferibilmente tiepida accompagnata con gelato alla vaniglia o panna montata.

strawberry tart 043

STRAWBERRY TART

1 sheet of puff pastry

500 gr strawberries (sliced)

1 tablespoon (traditional) balsamic vinegar of Modena

3 tablespoons of honey

cane sugar for the topping

Lay puff pastry on a baking pan covered with parchment paper. Turn up the edges all the way around.

Arrange strawberry slices in tight concentric circles on puff pastry.

Whisk together honey and balsamic vinegar and pour it over strawberries, then sprinkle cane sugar over the tarte.

Bake at 375° F for about 25 minutes or until pastry is golden.

Serve warm with vanilla icecream or whipped cream.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Il cibo me lo porto in giro- vol. 1 I dolci’ del blog Valycakeand

 

Il cibo me lo porto in giro 1[1]

e al contest Risveglio al B&B del blog Viviincucina

contest risveglio al b&b[1]

Lasagne cremose di pane carasau e zucchine

lasagne di pane carasau 019

Un mesetto fa nel blog della mia amica Susy ‘Ricotta che passione’ vedo la ricetta di una lasagna con pane azzimo e carciofi e resto folgorata. Compro raramente il pane azzimo perché a mio marito tutto ciò che è troppo dietetico/insipido non piace (mentre il piccolo fa l’aperitivo con le gallette di mais) ma ho giusto in dispensa del pane carasau….basta solo trovare l’occasione giusta per preparare una succulenta and curious  lasagna (senza che l’assaggiatore senior si accorga di avere a che fare con un insolito esemplare di pasta al forno…ma so bene cosa fare! devo aspettare che mandi giù il primo boccone, che esprima – più a gesti che a parole – apprezzamento per il piatto dopodiché posso rivelargli l’ingrediente inaspettato).

Domenica mattina.

Una scamorza affumicata, dimenticata in frigo da qualche giorno, sembra fare al caso mio.

Di verdure, invece, ora c’è solo l’imbarazzo della scelta ma vada per delle classiche zucchine scure (quelle bianche non mi fanno impazzire).

Mi accorgo di non avere sotto mano la ricetta di Susy e non ho tempo per accendere il pc. Improvviso. Rimedio anche della ricotta (che a Susy piace tanto…) e del raviggiolo (è un formaggio fresco a pasta molle tipico dell’appennino toscano-romagnolo dal colore bianco latte e dal sapore delicato…una delle piacevoli scoperte culinarie del vivere a Faenza) che alleggeriscono il ripieno e rendono meno pronunciato il sentore fumé della scamorza. Preparo una besciamella che leghi tutti gli ingredienti e conferisca una cremosità irresistibile.

15 minuti per assemblare, 30 minuti di cottura e, appollaiata la pulce sul seggiolone, siamo pronti (e curiosi) per l’assaggio.

I piatti tornano nel lavello vuoti e la cuoca, soddisfatta, fa i complimenti a se stessa.

lasagne di pane carasau 033

LASAGNE CREMOSE DI PANE CARASAU E ZUCCHINE (dosi per una pirofila da 29 cm)

3 fogli di pane carasau

5 zucchine medie

1 cipollotto

qualche fogliolina di menta

4 cucchiai di olio e.v.o.

300 ml di latte fresco intero

30 gr di farina

30 gr di burro + quello per la superficie e per ungere la pirofila

100 gr di ricotta

100 gr di raviggiolo

1/2 scamorza affumicata

sale & pepe q.b.

Tagliate il cipollotto a rondelle. Lavate e mondate le zucchine, tagliatele a striscioline e mettetele in una padella con il cipollotto a rosolare in  4 cucchiai di olio e.v.o.; fate cuocere per una decina di minuti (a me piacciono ancora croccanti, se le preferite più cotte allungate di qualche minuto). Regolate di sale e pepe e aggiungete le foglioline di menta spezzettate con le mani.

In una ciotola amalgamate la ricotta con il raviggiolo e salate leggermente.

Preparate la besciamella. Fate riscaldare il latte in un pentolino. Nel frattempo fate sciogliere il burro in un altro pentolino ed aggiungete la farina; amalgamate con una piccola frusta e togliete dal fuoco. Unite a filo il latte caldo continuando sempre a girare, quindi rimettete il pentolino sul fuoco e fate rapprendere la salsa. Regolate di sale e pepe.

Prendete una pirofila, imburratela generosamente dopodiché iniziate a comporre gli strati: versate sul fondo un po’ di besciamella, seguite con il pane carasau spezzettato dopodiché formate uno strato di zucchine e cipollotto. Ricopritele con fettine di scamorza e con piccole cucchiaiate del composto di ricotta e raviggiolo. Ripetete l’operazione formando nuovi strati,  avendo cura di terminare con i formaggi ricoperti di ulteriore besciamella. Prima di infornare mettete sulla superficie dei piccoli fiocchetti di burro.

Cuocete a 180°-190° per 30 minuti circa. Se la superficie non dovesse risultare dorata ponete gli ultimi 5 minuti sotto il grill.

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Con questa ricetta partecipo al contest ‘Strati su strati’ del blog Le cuoche per gioco

strati-su-strati[1]

Tozzetti al vin santo, uvetta e pinoli (senza uova)…uno tira l’altro

tozzetti al vinsanto, uvetta e pinoli E’ bello sperimentare in cucina!

Ti senti addosso quella certa adrenalina come di chi è in procinto di iniziare una gara e vuole assolutamente vincerla. Scegli il tuo ingrediente (c’è sempre un attore protagonista) e componi  in testa il piatto. Immagini l’accostamento di sapori e consistenze e quando sei sufficientemente sicura del risultato, ti decidi a indossare il grembiule e tiri fuori i tuoi fidati attrezzi.

Questa carica però non c’è sempre! (Almeno per la sottoscritta), è una questione d’ispirazione.

Ci sono giorni nei quali non sono pronta per sperimentare e preferisco andare sul sicuro, utilizzando ingredienti basic e ricette super-testate. Vedi ieri. Troppo stanca per riflettere e creare.

Cosa fare allora se non rispolverare una ricettina di mia suocera (che l’ha assaggiata da sua cugina, la quale a sua volta l’ha sbirciata nel quaderno di ricette della sua amica) dal risultato garantito e soprattutto very very quick.

Ecco allora materializzarsi questi tozzetti (brutti ma buoni..anzi buonissimi) che invadono la casa con il loro profumo di uvetta e pinoli e diventano una tentazione irresistibile per il dolcetto di fine sera (senza…cosa importantissima per le signore… farle litigare con la bilancia!).

Io ne praparo due dosi, conservandone una parte in una scatola di latta per un paio di giorni e congelando l’altra. Quando ne ho voglia non mi resta che aprire il freezer e metterne un pò a rinvenire a temperatura ambiente per un’oretta.

Provate per credere! tozzetti al vinsanto, uvetta e pinoli TOZZETTI AL VIN SANTO, UVETTA E PINOLI (per circa 80-90 pezzi)

  • 500 gr di farina 00 (la dose è indicativa)
  • 100 gr di zucchero
  • 200 gr di uvetta
  • 80 gr di pinoli
  • 1 bustina di lievito
  • 200 gr di vin santo
  • 100 gr di olio di semi (tipo Cuore)
  • i semini di una stecca di vaniglia (o 2 bustine di vanillina)

In una terrina mettete lo zucchero, l’uvetta, i pinoli, l’olio, i semini di vaniglia, il vinsanto e mescolate; aggiungete quindi la farina e la bustina di lievito. Amalgamate bene gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido, eventualmente regolando la quantità di farina.

Prendetene una parte e versatelo sulla spianatoia infarinata e arrotolatelo come a formare un filoncino; a questo punto con un cucchiaino prelevate un pò di impasto ed adagiatelo su una teglia ricoperta con carta da forno (una leccarda può contenerne 30-35 pezzi). Fate attenzione a distanziarli un pò perchè in cottura lievitano e potrebbero attaccarsi.

Cuocete in forno già caldo a 200° per 15 circa, fino a quando risulteranno dorati.

Ripetete la stessa operazione fino ad esaurire l’impasto.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Quick & easy’ del blog Love cooking

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Strozzapreti alla rucola e formaggio di fossa

24.02 021

Il blog sta crescendo a vista d’occhio…fino a pochi giorni fa eravate solo 11 followers (ovvero i relatives più stretti che ho iscritto io!), oggi siete in 213!!! Ieri ci sono state persino alcune visualizzazioni da Cipro, Inghilterra e United States…welcome everybody to my blog.

24.02 019Ho già pensato di tradurre i posts in inglese (così rispolvero my written english) ma non so se mai ne avrò il tempo. Riesco a ritagliarmi qualche spazio dopo cena o il fine settimana ma non credo mi siano sufficienti perchè gestire un blog è come un secondo lavoro…devi scegliere la ricetta, realizzarla (sperando che il risultato sia all’attesa di una pubblicazione soprattutto quando sei al primo tentativo), fare le foto (peccato non disporre di uno studio fotografico in casa e non aver sempre luce a sufficienza neanche in pausa pranzo quando decidi di tornare a casa per immortalare la torta preparata la sera prima), scegliere quelle da pubblicare (capita di farne anche 20 per un piatto per poi sceglierne 1 o 2….c’è quella che scarti perchè dietro passa tuo marito, quella dove si vede la macchia sulla tovaglia, quella che credevi perfetta invece non è a fuoco), scrivere il post (c’è chi ti suggerisce di essere concisa, chi invece ti invita a dilungarti fino a raccontare i più piccoli particolari della tua vita e delle tue giornate), rispondere ad eventuali commenti…. insomma proprio un bel da fare!

Anche questo piatto, come quello precedente, viene dal ricettario della mia collega Barbara ma con qualche rivisitazione. La ricetta che ho fotocopiato dal suo quaderno prevedeva gli gnocchi che a me non piacciono nel senso che riesco a mangiarne 4-5 poi mi si mettono sullo stomaco. Volendo comunque preparare la pasta in casa ho deciso di sostituirli con un tipico piatto romagnolo: gli strozzapreti (la tradizione vuole che le donne preparassero questo piatto per offrirlo al prete del paese e i loro mariti invece gli auguravano di strozzarsi abbuffandosi della pietanza).

24.02 008

Facili e veloci da fare, insolita la salsa di accompagnamento che abbina la rucola al formaggio di fossa, anch’esso tipica espressione dell’arte culinaria romagnola. Io ho voluto aggiungere una nota croccante inserendo nel piatto qualche pinolo tostato.

STROZZAPRETI ALLA RUCOLA E FORMAGGIO DI FOSSA (x 2 persone)

per la pasta:

  • 100 gr di farina 00
  • 100 gr di semola di grano duro
  • 100 gr di acqua
  • un pizzico di sale

per la salsa:

  • 50 gr di rucola (preferibilmente selvatica)
  • 1 cucchiaio di bicarbonato
  • 30 gr di formaggio di fossa grattugiato
  • 1 spicchio d’aglio
  • 50 gr di panna fresca
  • 10-15 gr di pinoli tostati
  • sale & pepe q.b.

Preparare gli strozzapreti impastando insieme le due farine con l’acqua ed aggiungere il sale. Far riposare l’impasto 15-20 minuti dopodichè stenderlo (non troppo fine) e ricavare delle striscioline larghe 1-1,5 cm (io ho usato la rotella della pizza).  Prendere una striscia di pasta alla volta ed arrotolarla su se stessa facendola girare tra i palmi delle mani e mozzarla ogni 4-5 cm. Lasciar asgiugare gli strozzapreti su un piatto o sulla spianatoia distribuendovi sopra abbondante semola.

Preparare quindi la salsa facendo bollire la rucola in acqua salata (cui avete aggiunto il cucchiaio di bicarbonato), dopo un minuto scolare e frullare. Versarla in una padella unendo lo spicchio d’aglio, metà del formaggio di fossa e la panna e far restringere.

Cuocere gli strozzapreti per 4-5 minuti quindi scolarli ed aggiungerli alla salsa di rucola facendoli ben amalgamare (ricordardatevi di rimuovere l’aglio). Servirli grattugiandovi sopra il formaggio di fossa rimasto ed i pinoli precedentemente tostati in una padellina.