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Feta marinata al rosmarino e pepe rosa

feta marinata al rosmarino e pepe rosa

Ricordi di una vacanza in Grecia. La Vespa portata dall’Italia, il mare blu cobalto, le distese chilometriche di ulivi ed i profumi della macchia mediterranea. Il sirtaki come sottofondo ed i muli a passeggio in ogni dove. Gli uomini in piazzetta ad oziare e le donne nei campi a sudare.

Moussakà, tzatziki, olive kalamata grosse come noci e l’immancabile feta.

Vi ho fatto venir voglia di partire, vero?

Restate ancora un attimo…almeno il tempo di leggere le istruzioni per la preparazione di questa insolita e velocissima conserva.

feta marinata al rosmarino e pepe rosa

FETA MARINATA AL ROSMARINO E PEPE ROSA (per un vaso da 500 ml)

  • 300 gr di feta
  • due rametti di rosmarino
  • 1 cucchiaio di pepe rosa
  • 4-5 foglie di basilico
  • olio extravergine di oliva

Sterilizzate il vasetto in acqua bollente per 30 minuti circa dopodiché fatelo raffreddare.

Tagliate la feta a cubetti. Sistematela delicatamente nel vasetto (per evitare che si sbricioli) alternandola con il rosmarino, il basilico ed il pepe rosa. Coprite con l’olio extravergine di oliva.

Prima di chiudere il vaso battetelo leggermente sul tavolo per favorire l’uscita di eventuali bolle d’aria.

Riponete al buio, in un luogo fresco e asciutto per 8-10 giorni.

Potete servirlo come antipasto o per preparare degli sfiziosi piatti freddi.

***

ROSEMARY AND PINK PEPPERCORN MARINATED FETA CHEESE (for a 500ml ermetic glass jar)

  • 300 gr feta cheese, diced
  • 2 small branches rosemary
  • 1 tablespoon pink peppercorn
  • 4-5 basil leaves
  • extravirgin olive oil

Remove the rubber ring from the glass jar and sterilise in boiling water for at least 30 minutes.

Set aside to cool.

Put the diced feta cheese into the jar alternating with rosemary, basil and pink peppercorn (be careful not to reduce the cheese into crumbs). Cover thoroughly with extravirgin olive oil.

Before closing the jar, shake it slightly and beat on a table to avoid air bubbles inside.

Place in a dark cool place for at least 8-10 days before serving as appetizer or cool dish.

Piccole brisée integrali con crema di pisellini, mandorle e olive taggiasche

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Gli ultimi piselli di stagione. Un po’ magra a dire il vero della precedente ma ne abbiam pur sempre sgranato, pulito, insacchettato e riposto nel freezer oltre 8 kili pertanto ci possiamo ritenere soddisfatti.

Io li adoro, sia cotti che crudi. La pulce con grande piacere mi imita. Solo il babbo non ne è un aficionado ma al momento di mangiarli non si tira indietro.

Qualche settimana fa li ho trasformati in polpette che ho ripassato nel sesamo e dorato in forno; poi è stata la volta di una lasagnetta velocissima  arricchita con prosciutto cotto e qualche dadino di caciocavallo (sempre lui…quello arrivato dalla lontana Puglia). Ieri l’ultimo esperimento nato prendendo spunto da una rivista ed apportando qualche modifica qua e là.

Ne vengono fuori queste piccole tortine. Guscio integrale, farcia con vellutata di pisellini nella quale si nascondono piccole olive taggiasche che conferiscono la giusta sapidità ad un ripieno altrimenti troppo dolce. Un topping croccante ed elegante con tante lamelle di mandorle sovrapposte.

Purtroppo ho realizzato tardi (quando cioè erano rimaste solo poche briciole nei piatti e scarsissima luce per fare le foto) di non averne tagliata una fetta così da mostrarvi l’interno…se andate però a sbirciare l’ultima foto del post vi accorgete che le olive ci sono! In compenso, vi regalo un primo piano dei miei adorati pisellini.

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Ne ho preparata anche una per la pulce senza olive e mandorle ma con una grande stella sopra (che ha mirato e rimirato prima di addentarla e sbriciolarla sul pianale del seggiolone) e tanti pisellini intorno a fare il giro-girotondo

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

PICCOLE BRISEE INTEGRALI CON CREMA DI PISELLINI, MANDORLE E OLIVE (per 3 tortine)

per la brisée:

  • 150 gr di farina integrale biologica macinata a pietra
  • 50 ml di olio extravergine di oliva
  • 35 ml di acqua (a temperatura ambiente)
  • sale

per il ripieno:

  • 200 gr di pisellini freschi già sgranati
  • 1 uovo piccolo (per una versione vegana si può omettere o utilizzare un altro ‘legante’ consentito)
  • brodo vegetale
  • 20-25 olive taggiasche denocciolate sott’olio (scolate)
  • sale (e pepe)

per decorare:

  • 25 gr di mandorle a lamelle

Preparate la brisée. Versate la farina a fontana su un piano di lavoro ed unite l’olio e un pizzico di sale. Iniziate ad impastare aggiungendo gradualmente l’acqua (la quantità indicata è solo indicativa in quanto dipende dalla forza della farina e dal suo grado di umidità) fino ad ottenere una palla (avendo utilizzato solo farina integrale macinata a pietra la mia aveva un aspetto un po’ ruvido). Coprite con la pellicola e mettete in frigo a rassodare per almeno 30 minuti.

Preparate il ripieno. Nel frattempo lessate i piselli nel brodo vegetale per 10-12 minuti. Scolateli, lasciando da parte il brodo e lasciateli raffreddare. Frullateli a questo punto in un minipimer con un po’ del loro brodo e regolate di sale e pepe. Unite quindi l’uovo e mescolate per amalgamare bene.

Farcite e cuocete. Stendete l’impasto e ricopritevi gli stampini che avete scelto, distribuite sul fondo le olive taggiasche e ricoprite con la crema di pisellini quindi con le mandorle a lamelle. Se vi avanza l’impasto potete preparare delle striscioline e decorare come fosse una crostata.

Infornate a 180° per 25 minuti circa (la mandorle dovranno risultare leggermente dorate).

Servite tiepide o fredde.

***

MINI-TARTS WITH WHOLE-WHEAT CRUST, SMALL PEAS AND OLIVES FILLING AND ALMOND TOPPING (serving 3)

for the crust:

  • 150 gr bio stone-ground whole-wheat flour
  • 50 ml extravirgin olive oil
  • 35 ml water (room temperature)
  • salt

per il filling:

  • 200 gr small fresh peas (shelled)
  • 1 small egg
  • vegetable stock
  • 20-25 pitted taggiasche olives in oil (strained)
  • salt (and pepper)

for the topping

  • 25 gr sliced almonds

Prepare the crust. On a working surface combine the flour and the oil and season with a pinch of salt. Mix together then add little by little water (the amount you need may depend by the flour strenght or its humidity) until you obtain a ball. Cover with plastic wrap and refrigerate for 30 minutes to rest.

Prepare the filling. During the rest time, boil peas in vegetable stock for 10 to 12 minutes. Strain, leaving apart the stock, and cool. Put the peas in the bowl of a food processor with some of the reserved stock and pulse until you have a creamy crush. Season with salt and  pepper (optional) an add the egg. Mix until well combined.

Fill the tart and cook. Preheat the oven to 350° F. Roll out the dough in the baking pans you have chosen, spread the olives at the base and cover with pea crush and sliced almonds.

Cook for 25 minutes (until the crust is firm and almonds are golden brown).

Serve warm or chilled.

piccole brisée integrali con crema di piselli, mandorle e olive taggiasche

Con questa ricetta partecipo alla raccolta ‘Integralmente’ del blog Gocce d’aria

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Con questa ricetta partecipo al contest ‘Sapore di mediterraneo’ del blog

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al contest ‘Strati su strati’ del blog La cuoca per gioco

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e al contest ‘Colori d’estate’ del blog Silvia ai fornelli

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Maltagliati integrali alle zucchine ed i loro fiori, pistacchi e caciocavallo

maltagliati integrali alle zucchine ed i loro fiori, pistacchi e caciocavallo

(scroll down for english version)

In campagna d’estate ci si sveglia presto.

Quando la città è ancora dormiente (fatta eccezione per baristi, fornai ed operai che escono dal turno di notte), i contadini hanno già fatto colazione per una bella fetta di pane ed un bicchiere di vino (almeno così faceva il nonno di mio marito fino alla veneranda età di 100 anni), hanno aperto lo stipetto delle gallinelle ed hanno innaffiato l’orto.

Questo rituale va avanti sette giorni su sette, senza pausa, senza ferie.

Anche la domenica, prima di mettersi il vestito buono per andare alla messa, ci si deve sporcare mani ed unghie di terra e bagnare le scarpe, perché a quell’ora gli orti sono ricoperti da un velo di guazza.

I quattri giorni passati nella mia campagna mi hanno ricordato che tutto ciò, lontano anni luce dalla vita frenetica casa-nido-ufficio-nido-casa  è comunque parte della mia vita,  e più gli anni passano più ho bisogno di calpestare la mia terra, ammirare le sfumature argentee delle piante di ulivo,  osservare i pomodori crescere, diventare rosso fuoco e trasformarsi in una salsa da fare invidia alla passata Mutti.

Oggi vi propongo il primo che ho preparato domenica con il raccolto dell’orto fatto la mattina stessa.

Dovendo accompagnare i festeggiamenti per il mio compleanno, ho scelto un piatto che mi rappresentasse al 100%.

Pasta all’uovo, perché era pur sempre domenica, ma con farina integrale per un aspetto rustico ed un sapore più intenso.

Le zucchine in piena produzione. Ho scelto quelle piccole, più tenere, deliziose anche crude.

I loro fiori,  di un colore giallo oro, che si aprono al mattino e si chiudono la sera; li ho ripassati nel pangrattato per aumentarne la consistenza.

I pistacchi per donare una nota croccante al piatto.

Il caciocavallo pugliese, reso filante dal calore della pasta, in sostituzione del nostrano parmigiano. Quello che neanche due settimane fa, in uno scatolone di polistirolo, ha percorso la dorsale adriatica risalendo dal caldo tacco all’umida romagna, in bella compagnia di fiordilatte e burratine.

Vi lascio subito la ricetta.

MALTAGLIATI INTEGRALI ALLE ZUCCHINE ED I LORO FIORI, PISTACCHI E CACIOCAVALLO (per 6 persone)

  • 400 gr di farina integrale macinata a pietra
  • 200 gr di farina 00 (per me quella di casa)
  • 4 uova (anche se le ricette tradizionali danno un uovo per etto di farina)
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • acqua q.b.
  • 6  zucchine piccole
  • 15 fiori di zucca
  • pangrattato
  • 20 gr di pistacchi tritati grossolanamente
  • 2 fettine di caciocavallo (tagliato a dadini)
  • uno spicchio d’aglio

Impastate le due farine con 4 cucchiai di olio, il sale e tanta acqua quanto basta per ottenere un impasto omogeneo.

Lasciate riposare per 30 minuti. Stendete l’impasto formando delle sfoglie. Lasciate riposare ancora per una mezz’ora in modo che l’impasto si asciughi leggermente. Trascorso questo tempo, aiutandovi con un coltello o con una rotellina rigata, tagliate delle strisce, che poi andrete a tagliare ulteriormente in tanti pezzi irregolari fino ad ottenere i maltagliati.

Preparate il condimento. In una larga padella versate l’olio, unite lo spicchio d’aglio e fate rosolare per qualche minuto prima di rimuoverlo. Versate le zucchine (io ho utilizzato solo la parte verde tagliata a striscioline irregolari) e fate rosolare per una decina di minuti.

Pulite i fiori di zucca eliminando il pistillo all’interno, spennellateli di olio e passateli velocemente nel pangrattato.

In un’altra padella unite un filo d’olio e fate appassire i fiori di zucca per qualche minuto, girandoli un paio di volte, fino a quando risulteranno croccanti.

Cuocete i maltagliati in abbondante acqua salata (saranno cotti quando salgono in superficie), scolateli e ripassateli in padella con le zucchine alle quali unirete i fiori di zucca, i pistacchi tritati ed il caciocavallo.

maltagliati integrali alle zucchine ed i loro fiori, pistacchi e caciocavallo

WHOLE-WHEAT HAND-ROLLED MALTAGLIATI WITH ZUCCHINI AND THEIR BLOSSOMS, PISTACHIOS AND CACIOCAVALLO CHEESE (serving 6)

  • 400 gr stone-ground whole wheat flour
  • 200 gr all-purpose flour
  • 4 eggs (according to traditional recipe even 6)
  • extravirgin olive oil
  • salt
  • water
  • 6  small zucchini
  • 15 zucchini blossoms (cleaned, pistils inside removed by twisting)
  • breadcrumbs
  • 20 gr pistachios (coarsely chopped)
  • 2 slices caciocavallo cheese (diced)
  • a clove garlic

Prepare the pasta. On a work surface mix together the two flours, 4 tablespoons of oil, salt and water enough to obtain a ball. Knead for 10 to 15 minutes then wrap the dough in a clean cloth and set to rest for half an hour.

Dust the surface with a bit of flour and, using a rolling pin, roll out the pasta from the middle out to the edges, until obtaining thin sheets of dough. Set to rest for half an hour, letting the dough to dry.

After the rest period, using a sharp knife or a pizza cutter, slice the dough into noodles and cut again obtaining irregular pieces of pasta. Toss with a little flour to prevent the maltagliati from sticking.

Prepare the sauce. In a large frying pan heat 4-5 tablespoons of oil, add the garlic and cook until golden brown. Remove it. Stir in zucchini (thinly and irregularly sliced, only the green) and cook for 10 minutes.

Brush the zucchini blossoms with some oil and lighty cover with breadcrumbs. Cook in a pan with a bit of oil over medium heat for some minutes, turning them occasionally, until golden and crispy.

Pour the maltagliati in a large pot of salted boiling water and cook until they start popping on the surface (3-4 minutes). Drain and pour in the pan with the zucchini sauce, add the zucchini blossoms, pistachios and top with caciocavallo cheese.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Colori d’estate’ del blog Silvia ai fornelli

estate--spiaggia--sfondo-ma[1]

e al contest ‘Sapore di mediterraneo’ del blog Petrusina

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Gnocchetti (di farro) all’acqua con cozze e pecorino…avrò scelto la ricetta giusta? (2)

gnocchetti di farro all'acqua con cozze e pecorino

(scroll down for english version)

Oggi ferie! La lezione di acquagym è saltata perché sono cambiati gli orari e la sottoscritta, che frequenta la palestra molto a singhiozzo (leggasi una volta al mese), l’ha scoperto solo dopo essere entrata nello spogliatoio ed averlo trovato vuoto.

Si torna ahimè a casa con il doveroso compito di fare un po’ d’ordine.

Ciappo in testa e spolverino in mano lucido di tutto punto la cucina, rifaccio i letti, sbatto i tappeti e recupero sotto il divano due macchinine, il libro della Pimpa, un ciuccio, svariati pastelli ed un peluche. Sono esausta. Mi consolo pensando che nel pomeriggio si parte per le Marche dove mi aspetta un weekend di dolce far nulla (a proposito, nonni siete pronti per assecondare tutte le richieste che il piccolo ometto vorrà farvi?…il vocabolario non va oltre le 50 paroline ma a gesti ci si intende sempre!).

Prima di scappare vi lascio però la seconda proposta per il Recipe-tionist di giugno.

Come mi sia venuto in mente di preparare questo piatto ancora me lo chiedo perchè la sottoscritta non mangia gli gnocchi…noooh direte voi! eh sì rispondo io…ci ho provato e riprovato però le chicche, volendole chiamare in un modo più chic-coso, di patate proprio non mi vanno giù…ne mangio 3 o 4 ed ciò è sufficiente per farmi sentire gonfia come un pallone.

Qui ho decisamente azzardato (rischiando di regalare tutta la padellata a mio marito!!) con una banalissima riflessione: sono fatti di acqua e farina pertanto è come se mangiassi uno strozzaprete o un maltagliato.

L’intuito non mi ha affatto tradito! Mi restava solo sperare che non si sfaldassero in cottura come è avvenuto a Paola (la titolare della ricetta) la prima volta…devo però dire che, complice il suo ritocco delle dosi, sono andata sul sicuro e gli gnocchetti sono riusciti perfetti!

Come perzonalizzare la ricetta a questo punto? Togliere non ho tolto nulla perchè gli ingredienti erano già pochi. In prima battuta ho pensato di aggiungere dell’erba cipollina all’impasto per abbellirli un pochino poi ho aperto la dispensa e trovato della farina di farro…quasi quasi provo…smezzo la farina bianca sostituendone la metà con quella di farro e vediamo cosa viene fuori.

 Avendo a portata di mano l’attrezzino per i garganelli li ho anche rigati!

Complimenti davvero a Paola (ed alla sottoscritta che l’ha replicata!) per la ricetta: gli gnocchetti assorbono il sughetto dei pomodorini e delle cozze, il pecorino si scioglie con il calore e regala al piatto una nota unica, il basilico rilascia i suoi olii essenziali…e ci fa finalmente sentire in estate.

Non avete ancora l’acquolina in bocca???

gnocchetti di farro all'acqua con cozze e pecorino

gnocchetti di farro all'acqua con cozze e pecorino

GNOCCHETTI DI FARRO ALL’ACQUA CON COZZE E PECORINO (per 4 persone)

per gli gnocchetti:

  • 200 gr di farina 00 (+ quella per impastare)
  • 200 gr di farina di farro
  • 60 gr di olio e.v.o.
  • 500 ml di acqua

per il sugo:

  • 10-12 pomodorini
  • 1 kg di cozze
  • 1 spicchio di aglio
  • vino bianco
  • abbondante pecorino grattugiato
  • basilico

In un pentola dai bordi alti portate a bollore l’acqua e l’olio, unite quindi le due farine a fate cuocere per qualche minuto a fuoco basso mescolando con un cucchiaio di legno fino a quando il composto non si stacca dalle pareti.

Fate raffreddare l’impasto e su una spianatoia lavoratelo aggiungendo della farina (00 o di farro) fino ad ottenere una massa morbida ma non collosa. Ottenete delle striscioline dalle quali ricaverete con il coltello dei piccoli gnocchi della lunghezza di 2 cm circa (per farli rigati come i miei utilizzate i rebbi di una forchetta oppure l’attrezzino per i garganelli). Poneteli su un vassoio ben infarinato.

Lavate accuratamente i pomodorini, il basilico e le cozze. In una padella ampia rosolate lo spicchio di aglio, quando sarà imbiondito toglietelo e versate i pomodorini tagliati in due ed il basilico. Fate cuocere a fuoco moderato per qualche minuto dopodiché unite le cozze. Sfumate con il vino bianco ed attendete che le cozze si aprano.

Nel frattempo lessate gli gnocchetti in acqua bollente salata, scolateli quando vengono a galla e saltateli in padella con la cozze. Unite il pecorino grattugiato e mantecate per qualche istante.

Guarnite con dell’altro basilico e servite subito.

***

SPELT AND WATER GNOCCHI WITH MUSSELS AND PECORINO CHEESE (serving 4 people)

for the gnocchi:

  • 200 gr white flour plus more for kneading
  • 200 gr spelt flour
  • 60 gr extravirgin olive oil
  • 500 ml water

for the sauce:

  • a dozen cherry tomatoes cut in half
  • 1 kg mussels
  • 1 garlic clove
  • white wine
  • freshly grated pecorino cheese
  • basil

Pour the oil and the water in a medium saucepan over medium heat; bring to a boil then using a wooden spoon quickly stir in the flours until combined. Cook for some minutes stirring constantly until mixture pulls away from the sides.

Transfer the dough on a well floured surface and let it cool down. If it is too sticky, add a little more flour, but don’t overdo. Roll the dough into a long smooth sausage, then cut into 2cm-long pieces and place on a generously-floured tray.

Meanwhile prepare the sauce. Wash accurately cherry tomatoes, basil leaves and mussels.

In a large saucepan stirfry the garlic clove in some oil until brown. Remove it and pour in the tomatoes and basil. Then throw in the mussels and toss well. Add the wine, cover with a lid and cook for 3-4 minutes until mussels start to open.

Bring a large pot of salted water to the boil. They’re ready when they start bobbing at the surface of the water. Drain the gnocchi and pour in the pan with the tomatoes and the mussels. Stir slightly then add a generous amount of freshly grated pecorino cheese.

Garnish with basil before serving.

gnocchetti di farro all'acqua

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Giugno del blog Cuocicucidici copiando una ricetta del blog Fairies’ kitchen

the recipe-tionist giugno[1]

Polpette di zucchine (e feta)…avrò scelto la ricetta giusta? (1)

polpette di zucchine e feta 005

A scuola non ho mai copiato.

Ora invece, complice questo blog, ho la scusa per allungare l’occhio in qualche sito interessante e provare la sensazione che avevano i miei compagni di classe quando, diversi lustri orsono, aspettavano che entrassi in aula e che tirassi fuori dallo zainetto i quadernoni con gli esercizi già svolti per dare una sbirciatina.

A volte si tratta di copiare paro paro, altre di prendere spunto dalla ricetta che in quel momento ti attrae. Unica regola di questo passatempo divertente: NON DIMENTICARSI DI CITARE SEMPRE LA FONTE! Non c’è infatti cosa più scorretta che fare propri quelli che in realtà sono esperimenti-azzardi-lampi di genio di altri frequentatori dei fornelli, siano essi cuochi professionisti o appassionati bloggers.

Quella che vi propongo oggi è una ricetta copiata da capo a piedi…ed il bello sta proprio in questo. La vicina di blog Cuocicucidici da quasi due anni tiene le redini di un contest che, pur con cadenza mensile, è praticamente sempre attivo: The Recipe-tionist . Il suo intento è quello di far scoprire il contenuto di un blog, invitando tutti i partecipanti a replicare una o più delle ricette in esso presenti. Si deve in sostanza copiare, con un’unica licenza che è quella di poter omettere od aggiungere (o al max sostituire) un ingrediente, e vince chi – a detta del blog ospitante – si dimostra più bravo in quest’arte.

Il mese scorso ho provato a partecipare con la pizza di carne ma sono arrivata lunga perchè le ricette vanno pubblicate entro il 25 di ogni mese; questa volta ritento, non con una ma due ricette che ho visto, studiato e infine messo all’opera e che ci sono piaciute tantissimo!

Il blog di Giugno nel quale copiare è quello di Fairies’ kitchen.

Inizio proponendovi le polpette di zucchine, che ho rigorosamente fritto (credo sia la seconda volta dall’inizio dell’anno!) e arricchito con della feta per renderle ancora più stuzzicanti e fresche.

Provatele, anche solo cotte in forno, perché sono deliziose!

Per la seconda replica vi lascio in suspense…..almeno fino al prossimo post.

polpette di zucchine e feta 012POLPETTE DI ZUCCHINE, RICOTTA E FETA (per 18 polpette circa di medie dimensioni)

  • 4 zucchine medie
  • 100 gr di ricotta
  • 70 gr di feta…mia aggiunta
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • sale e pepe
  • menta
  • olio per friggere

Lavate e mondate le zucchine; grattugiatele con una grattugia a fori medi e mettetele in un colino. Dopo averle salate copritele con un piatto sopra al quale metterete un peso. Lasciatele per almeno mezz’ora in modo che elimino l’acqua di vegetazione.

Trascorso questo tempo, strizzatele e mettetele in una ciotola insieme con la ricotta, la feta sbriciolata, l’uovo, i formaggi grattugiati, il pangrattato e la menta tritata finemente con un coltello. Regolate di sale e pepe.

Mescolate bene gli ingredienti e ricavate dall’impasto delle palline leggermente schiacciate che passerete in un po’ di farina prima di friggerle oppure di cuocerle in forno fino a quando saranno dorate.

polpette di zucchine e feta 002

ZUCCHINI AND FETA FRITTERS (makes 18 pieces)

  • 4 medium zucchini coarsely grated
  • 100 gr ricotta cheese
  • 70 gr feta cheese
  • 1 egg
  • 2 tablespoons grated parmigiano reggiano cheese
  • 1 tablespoon grated goat cheese
  • 4 tablespoons breadcrumbs
  • salt & pepper
  • mint
  • sunflower oil for frying
  • flour

To release excess water from zucchini put them in a colander, sprinkle with salt and allow the liquid to drain for al least half an hour.

Squeeze thouroughly and transfer to a bowl, then combine with the other ingredients: ricotta cheese, feta cheese, egg, grated cheeses, breadcrumb and mint finely chopped. Season with salt and pepper.

Heat the oil in a large frying pan. Form the mixture into balls and dust with flour, removing the excess. Drop the balls into the oil and cook for 8-10 minutes until golden all around. Drain on paper towel.

***

Con questa ricetta partecipo al contest Recipe-tionist di Giugno ospitato dal blog Fairies’ kitchen

the recipe-tionist giugno[1]

e al contest ‘Ricette e ricotta’ del blog Cappuccinoecornetto per la categoria Fingerfood salati

Contest_ricotta-300x300[1]

Lasagne cremose di pane carasau e zucchine

lasagne di pane carasau 019

Un mesetto fa nel blog della mia amica Susy ‘Ricotta che passione’ vedo la ricetta di una lasagna con pane azzimo e carciofi e resto folgorata. Compro raramente il pane azzimo perché a mio marito tutto ciò che è troppo dietetico/insipido non piace (mentre il piccolo fa l’aperitivo con le gallette di mais) ma ho giusto in dispensa del pane carasau….basta solo trovare l’occasione giusta per preparare una succulenta and curious  lasagna (senza che l’assaggiatore senior si accorga di avere a che fare con un insolito esemplare di pasta al forno…ma so bene cosa fare! devo aspettare che mandi giù il primo boccone, che esprima – più a gesti che a parole – apprezzamento per il piatto dopodiché posso rivelargli l’ingrediente inaspettato).

Domenica mattina.

Una scamorza affumicata, dimenticata in frigo da qualche giorno, sembra fare al caso mio.

Di verdure, invece, ora c’è solo l’imbarazzo della scelta ma vada per delle classiche zucchine scure (quelle bianche non mi fanno impazzire).

Mi accorgo di non avere sotto mano la ricetta di Susy e non ho tempo per accendere il pc. Improvviso. Rimedio anche della ricotta (che a Susy piace tanto…) e del raviggiolo (è un formaggio fresco a pasta molle tipico dell’appennino toscano-romagnolo dal colore bianco latte e dal sapore delicato…una delle piacevoli scoperte culinarie del vivere a Faenza) che alleggeriscono il ripieno e rendono meno pronunciato il sentore fumé della scamorza. Preparo una besciamella che leghi tutti gli ingredienti e conferisca una cremosità irresistibile.

15 minuti per assemblare, 30 minuti di cottura e, appollaiata la pulce sul seggiolone, siamo pronti (e curiosi) per l’assaggio.

I piatti tornano nel lavello vuoti e la cuoca, soddisfatta, fa i complimenti a se stessa.

lasagne di pane carasau 033

LASAGNE CREMOSE DI PANE CARASAU E ZUCCHINE (dosi per una pirofila da 29 cm)

3 fogli di pane carasau

5 zucchine medie

1 cipollotto

qualche fogliolina di menta

4 cucchiai di olio e.v.o.

300 ml di latte fresco intero

30 gr di farina

30 gr di burro + quello per la superficie e per ungere la pirofila

100 gr di ricotta

100 gr di raviggiolo

1/2 scamorza affumicata

sale & pepe q.b.

Tagliate il cipollotto a rondelle. Lavate e mondate le zucchine, tagliatele a striscioline e mettetele in una padella con il cipollotto a rosolare in  4 cucchiai di olio e.v.o.; fate cuocere per una decina di minuti (a me piacciono ancora croccanti, se le preferite più cotte allungate di qualche minuto). Regolate di sale e pepe e aggiungete le foglioline di menta spezzettate con le mani.

In una ciotola amalgamate la ricotta con il raviggiolo e salate leggermente.

Preparate la besciamella. Fate riscaldare il latte in un pentolino. Nel frattempo fate sciogliere il burro in un altro pentolino ed aggiungete la farina; amalgamate con una piccola frusta e togliete dal fuoco. Unite a filo il latte caldo continuando sempre a girare, quindi rimettete il pentolino sul fuoco e fate rapprendere la salsa. Regolate di sale e pepe.

Prendete una pirofila, imburratela generosamente dopodiché iniziate a comporre gli strati: versate sul fondo un po’ di besciamella, seguite con il pane carasau spezzettato dopodiché formate uno strato di zucchine e cipollotto. Ricopritele con fettine di scamorza e con piccole cucchiaiate del composto di ricotta e raviggiolo. Ripetete l’operazione formando nuovi strati,  avendo cura di terminare con i formaggi ricoperti di ulteriore besciamella. Prima di infornare mettete sulla superficie dei piccoli fiocchetti di burro.

Cuocete a 180°-190° per 30 minuti circa. Se la superficie non dovesse risultare dorata ponete gli ultimi 5 minuti sotto il grill.

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Con questa ricetta partecipo al contest ‘Strati su strati’ del blog Le cuoche per gioco

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Mezze penne rigate di Gragnano al pesto rosso…e ricordi di un viaggio in Sicilia

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Chez LaGreg niente pomodori d’inverno. Non so perché, ma a me sembrano gonfiati con l’aria compressa e non sanno proprio di nulla…discorso a parte per la salsa di pomodoro casalinga (che uso per i sughetti e per la pizza) e per il pachino semi-secco sott’olio che ho scoperto qualche anno fa durante un viaggio a Marzamemi, un delizioso borgo marinaro lungo la costa sud-orientale della Sicilia, famoso prima che per i pomodori di Pachino (che dista solo 3 km) per le sue tonnare.

E’ stato prima l'(ex) collega Michele, marchigiano come la sottoscritta ma amante da sempre di questa terra, tanto da tornarci ogni anno in vacanza, poi l'(ex), anche lui, collega Maurizio – catanese doc ma con casa di villeggiatura al sud – a convincermi di affrontare una traversata notturna Napoli-Catania per godermi una settimana di mare spettacolare, ricche tradizioni e cucina paradisiaca.

Nel paese, di fronte al bar dove ogni mattina mi aspettava la brioche con la granita (rigorosamente mandorla sotto e caffè sopra), c’era la bottega di Campisi, azienda che dal 1854  trasforma i prodotti della terra e del mare proponendo salse e conserve di ogni tipo. Al tempo ritornai con una bella scorta di tonno e ricciola in scatola, sale aromatizzato e gli immancabili pomodorini di Pachino (mooolto più saporiti di quelli che compriamo qui al nord…sanno proprio di sole!).

Il semi-secco sott’olio è il mio preferito in quanto più delicato di quello classico secco, che troviamo facilmente al supermercato e che va fatto rinvenire in acqua calda e aceto e poi condito a piacere con olio e spezie.

Potete servirlo come antipasto insieme a formaggi e salumi oppure utilizzarlo in cucina per un insolito pesto o per farcire degli involtini. E’ strepitoso mangiato sopra una fetta di pane bruscato con una quenelle di ricotta freschissima, un filo di olio e qualche fogliolina di origano!

La scorta di Campisi è finita da un bel po’ (ho però adocchiato il negozio on-line e non è escluso che si faccia molto presto un ordine) ma per fortuna sugli scaffali dei supermercati appaiono sempre più spesso prodotti in passato sconosciuti….io ho scovato allo Coop un barattolino di pomodorini semi-secchi della linea fior fiore e non me lo sono fatto sfuggire.

Visto che le temperature di questi giorni ci fanno apprezzare anche un piatto di pasta fredda ho pensato di preparare un pesto, eleggendo il pomodorino a protagonista del piatto.

Cinque (5) minuti di orologio ed il vostro condimento è pronto!

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MEZZE PENNE RIGATE DI GRAGNANO AL PESTO ROSSO (dosi per 2 persone)

  • 180 gr di mezze penne rigate di Gragnano
  • 50 gr di pomodorini semi-secchi di Pachino sott’olio
  • 10 gr di pinoli
  • 10 gr di mandorle
  • un ciuffetto di basilico
  • sale & pepe q.b.
  • olio e.v.o. q.b.

Mettete nel mixer i pomodorini, scolati prima dell’olio, i pinoli, le mandorle, il basilico. Frullate per qualche secondo aggiungendo a filo dell’ottimo olio extra-vergine d’oliva fino a ottenere la consistenza desiderata (io preferisco un pesto non troppo omogeneo). Se volete renderlo meno oleoso potete sostituire una parte dell’olio con acqua calda. Regolate di sale e pepe.

Cuocete nel frattempo in abbondante acqua bollente salata la pasta. Scolatela al dente e conditela con il pesto allungato con un po’ dell’acqua di cottura tenuta da parte.

Buon appetito.

Fusilli bucati lunghi di Gragnano alla carbonara di carciofi

uova a km zero

(uova a km zero)

Le uova si sa sono il simbolo della Pasqua e in questi giorni sono state le protagoniste della nostra tavola. Chissà quante ne saranno state sgusciate, impastate, sbattute, montate per poi essere trasformate in golose pastiere o in frittatine con la mentuccia da portare oggi alla classica gita fuori porta.

La sottoscritta, per rendere onore alle gallinelle dei miei suoceri che in questi giorni si sono date un gran da fare, ha pensato di preparare una carbonara in versione vegetariana, sostituendo il guanciale (o voi siete del partito della pancetta?) con dei carciofi super croccanti.

Vista la semplicità della ricetta mi sono messa alla ricerca di un formato di pasta insolito ed ho scelto i fusilli bucati lunghi che la Società Cooperativa dei Pastai Gragnanesi produce per la linea Fior fiore Coop.

In realtà mi sono accorta della singolarità del formato solo quando ho aperto la confezione…i fusilli sono simili a dei lunghi spaghetti attorcigliati e piegati in due. Quelli della foto per intenderci.

carbonara di carciofi (8)

Non vi ricordano le forcelle per capelli che usavano le nostre nonne?

La pasta risulta ruvida per effetto della trafilatura al bronzo e riesce più facilmente a trattenere il sugo (in Campania nessun dubbio sull’abbinarli ad un succulento ragù, ma vi assicuro che erano deliziosi anche con la cremina all’uovo che vi si è ben ‘attaccata’ dopo un’amorevole e non affrettata mantecatura).

carbonara di carciofi (4)

FUSILLI BUCATI LUNGHI CON CARBONARA DI CARCIOFI (per 2 porzioni)

  • 180 gr di fusilli bucati lunghi
  • 2 carciofi (per me romaneschi)
  • 1 spicchio d’aglio (facoltativo)
  • 1 uovo e 1 tuorlo
  • 2 cucchiai abbondanti di grana (o parmigiano) grattugiato
  • sale, pepe q.b.

Pulite i carciofi eliminando le foglie esterne più dure e le punte (se volete potete eliminare i gambi oppure pulirli con un pelapatate e tagliarli a rondelle).

Mettete in una padella qualche cucchiaio d’olio, fate rosolare lo spicchio d’aglio ed unite i carciofi tagliati a fettine sottili (ed eventualmente i gambi). Salate e pepate e cuoceteli per qualche minuto fino a quando risulteranno croccanti. Eliminate lo spicchio d’aglio.

In una terrina sbattete l’uovo intero ed il tuorlo e aggiungete il formaggio grattugiato.

Lessate la pasta in abbondante acqua salata per il tempo indicato sulla confezione (nel mio caso 14 minuti), scolatela (tenendo da parte un po’ dell’acqua di cottura) e versatela nella padella con i carciofi. Fate insaporire un minuto dopodiché spegnete la fiamma e lontano dal fuoco aggiungete la crema di uova e formaggio (se la lasciate sul fuoco le uova rischiano di cuocere e vi ritroverete con una frittata) e girate fino a quando la pasta avrò assorbito il condimento. Se dovesse risultare troppo densa aggiungete un po’ di acqua di cottura della pasta.

Versate nei piatti e buon appetito!