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Mammina mi dai un lungo-lungo? I grissini torinesi stirati della Sorelle Simili

grissini torinesi stirati

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Preciso come un orologio! La sera, una mezz’oretta prima di mettersi bello comodo nel seggiolone la piccola pulce corre in cucina, allunga il braccio puntando il ditino verso la dispensa e reclama qualcosa da mettere sotto i denti (strano…non mangia mai!). E’ anche riuscito ad arrampicarsi ed aprire l’anta da solo ma da quando ho assistito a quest’impresa ho preferito esiliare gli sgabelli in garage, almeno fino a quando gli sarà passata la voglia di emulare Messner.

Il suo smorza-fame preferito per mesi sono state le gallette (che mio marito, al contrario, ripudia definendole polistirolo), fino a quando non abbiamo scoperto i lunghi-lunghi.

La mamma ha provato a fargli capire che il loro vero nome è grissini ma lui non ne vuol sapere, uno perché la r gli è ancora ostica e ne esce fuori un buffo  ghiririsini, due perché nel suo primordiale linguaggio lungo significa anche tanto e questo buffo stecco, dandogli l’idea di qualcosa di abbondante, lo appaga e soddisfa la sua fame da lupetto.

Essendo io amante di tutto ciò che scrocchia a casa non mancano mai, oltre ai grissini, taralli e crackers. Quasi sempre integrali, al farro, al mais e con tanti semini oleosi. Chissà perché non mi è mai venuta voglia di prepararli da me. Poi è arrivata Lou (che con la sua pasta madre crea capolavori) e sono arrivati i suoi grissini e mi sono convinta che fosse giunta l’ora per sperimentare, pur limitandomi al classico lievito di birra.

Non credo comprerò più grissini in vita mia! Purtroppo (o per fortuna) quando scopro che un prodotto fatto in casa, con poco tempo e materie prime scelte, non ha paragone in termini di bontà con quello che siamo abituati ad acquistare al supermercato, non entra più nella mia lista della spesa.

Per non sbagliare mi sono affidata alle Sorelle Simili, seguendo passo passo la ricetta riportata nel libro ‘Pane e roba dolce’. Questi grissini, vanto della gastronomia sabauda, si chiamano così perché vengono tirati a mano, lunghi quando lo consentono le dimensioni del forno (al Salone del Gusto di Torino ne ho visti preparare ed infornare centinaia, lunghi quanto l’apertura delle braccia).

Per un effetto più rustico ho sostituito metà di farina bianca con farina integrale macinata a pietra. Scegliete un olio extravergine di oliva buono e se non avete il malto d’orzo sostituitelo con il miele (non diciamolo alle Sorelle Simili ma la prima volta li ho fatti senza perché me ne sono dimenticata ed erano ugualmente buoni!). Si possono aggiungere all’impasto semi di papavero o di sesamo, peperoncino, pomodori secchi, olive o tutto ciò che la vostra fantasia vi suggerisce.

Fate attenzione perché l’effetto uno-tira-l’altro è garantito!

grissini torinesi stirati

GRISSINI TORINESI STIRATI delle Sorelle Simili (per 25-30 pezzi)

  • 125 gr di farina 00 biologica
  • 125 gr di farina integrale biologica macinata a pietra
  • 125 gr di acqua tiepida
  • 7 gr di lievito di birra
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 25 gr di olio extravergine di oliva + altro per pennellare
  • 1/2 cucchiaino di malto d’orzo (o miele o anche nulla)
  • farina di semola di grano duro

In una ciotola o su un piano di lavoro amalgamate tutti gli ingredienti e impastate per 8-10 minuti fino ad ottenere una palla omogenea. L’impasto non deve risultare troppo morbido.

Stendetelo fino ad ottenere un rettangolo di circa cm 10×30 ed appoggiatelo su uno strato di farina di semola di grano duro, pennellate abbondantemente con l’olio sia la superficie che i lati, cospargete quindi con altra semola.

Coprite e lasciate lievitare per 50-60 minuti in un ambiente caldo.

Con un coltello a lama alta o con una spatola tagliate dal lato corto dei bastoncini larghi circa un dito quindi afferrateli al centro con le dita e tirate verso l’esterno spostando le dita mano a mano che la pasta si assottiglia.

Disponeteli vicini, ma senza toccare, su una teglia ricoperta con carta da forno e regolateli con le dita per uniformare lo spessore (a me piacciono più irregolari perché sanno di casareccio). Se prendete troppa pasta ed il grissino risulta troppo lungo tagliatelo al limite della teglia ed il pezzo avanzato cuocetelo così come è perché non è possibile reimpastarlo.

Cuocete in forno già caldo a 200° per 15-18 minuti.

***

TURIN-STYLE BREADSTICKS (making 25-30 pieces)

  • 125 gr organic plain flour
  • 125 gr organic stone-grounded whole-wheat flour
  • 125 gr warm water
  • 7 gr fresh yeast
  • 1/2 teaspoon salt
  • 25 gr extravirgin olive oil + more for brushing
  • 1/2 teaspoon malted barley syrup (o honey or anything)
  • durham wheat semolina

In a bowl or on a working surface combine all the ingredients and knead by hand for 8-10 minutes until a firm ball forms. The dough should not be tender but rather stiff.

Roll out into a 10×30 cm rectangle and trasnfer on a tray previously dusted with semolina. Brush top and sides thoroughly with oil and sprinkle generously with other semolina.

Cover with a clean kitchen towel and leave to rise for 50-60 minutes in a warm place.

Pre-heat the oven to 400° F.

Using a chef’s knife or a spatula cut the dough on the short side into 2-cm large strips then pick up each strip by ends and pull gently apart allowing dough to become as long as your baking sheet.

Place on a baking sheet (covered with parchment paper) close but not touching and regulate by hand their thickness. If strips are too long cut them with your fingers and cook the short pieces together with the others since you cannot knead and shape them again.

Cook for 15 to 18 minutes until lightly brown.

Farinata {ceci, acqua, olio e rosmarino}

farinata

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Faenza-Firenze, 100 km di salite tortuose che, lasciato il Passo della Colla, cambiano pendenza e divengono tornanti via via più dolci. Un po’ di subbuglio, anche per lo stomaco più forte, ripagato però da un panorama mozzafiato su una delle città più belle e ricche di cultura del nostro paese.

Faenza-Firenze (e ritorno) in un tranquillo sabato di ottobre per incontrare Alice e, vista l’occasione, dare il nostro contributo a Kissotto. Quattro chiacchiere davanti ad un bicchiere di vino rosso, un piatto di ravioli alla mugellese divorati dalla pulce, gli immancabili fagioli cannellini ed i crostini toscani, l’ilarità del cameriere a fare da contorno ad un pranzo consumato con tranquillità, per conoscersi meglio e raccontarsi un po’ più di quanto non si faccia tramite il blog.

(Mancava in realtà una persona che non ho mai incontrato ma che mi sembra di conoscere da tempo. Spero non mancherà presto occasione di trovarsi anche con lei e di guardarsi negli occhi ridendo, perché è così che immagino il nostro incontro).

Vi lascio una ricettina preparata la scorsa settimana di fronte all’ennesimo dilemma del cosa preparare per cena. L’idea mi è venuta vedendo il post di Aria.

Molte di voi l’avranno già mangiata ma per chi non la conosce la farinata è una focaccia dal colore giallognolo, tipica della cucina ligure, fatta con farina di ceci allungata in acqua e olio ed aromatizzata con rosmarino. Potete mangiarla al posto del pane (noi ci abbiamo spalmato sopra del freschissimo squacquerone di Romagna) oppure accompagnarla ad un semplice piatto di verdure visto l’elevato contenuto proteico. Si può facilmente congelare e tirare fuori un po’ prima di portarla in tavola, avendo cura di riscaldarla.

Ho seguito la ricetta di Aria confrontandola con quella riportata nella confezione di farina di ceci che ho comprato al negozio biologico e ne è venuta fuori una ricetta di compromesso. Ho infatti fatto riposare la pastella tutta la notte e l’ho allungata con la quantità di acqua che a me è sembrato bastare per renderla cremosa (per intenderci un po’ più densa dell’impasto delle crépes).

Mentre voi vi guardate la ricetta io aspetto i commenti (e magari qualche critica) di Carla Emilia e di Monica, genovesi doc!

farinata

FARINATA (per una teglia da cm 37×26)

  • 250 gr di farina di ceci biologica
  • 350 ml di acqua
  • 1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
  • fiocchi di sale
  • un rametto di rosmarino

In una ciotola setacciate la farina di ceci ed unite gradualmente l’acqua e quindi l’olio girando con una frusta in modo da amalgamare e sciogliere gli eventuali grumi. Salate (e pepate se vi piace).

Coprite con la pellicola o con un piatto e lasciate riposare l’impasto qualche ora (meglio se tutta la notte).

Il giorno successivo, ricoprite una teglia con carta da forno e distribuitevi sopra la pastella. Battete leggermente lungo i bordi per livellare l’impasto ed evitare la formazione di bolle d’aria.

Spolverate la superficie con fiocchi di sale e foglie di rosmarino (volendo potete lucidarla con un po’ di olio).

Infornate a 200° C per mezz’ora circa, fino a quando la superficie inizierà a dorare. Lasciate riposare per qualche minuto quindi trasferite su un tagliere.

Vi consiglio di mangiarla tiepida.

***

LIGURIAN CHICKPEA FLATBREAD (making a 37×26 cm pancake)

  • 250 gr organic chickpea flour
  • 350 ml water
  • 1/2 cup extravirgin olive oil
  • salt flakes
  • fresh rosemary

In a bowl sift chickpea flour and slowly add water then oil, whisking to eliminate lumps. Season with salt (pepper is optional).

Cover with plastic wrap or a plate and let it rest for a few hours (even better all night long).

The day after preheat the oven to 400° F. Cover a rimmed baking pan with parchment paper and pour in the batter, beating it lighty on the edges to level and prevent from air-bubbles to form.

Sprinkle top with salt flakes and rosemary. You can even give a drizzle of oil on top.

Bake for 30 minutes or until the top starts to become lightly brown.

Allow to set for a few minutes then trasfer to a cutting board.

Best served warm.

farinata

Cookies al cioccolato fondente e olio d’oliva {aspettando il trasloco}

olive oil chocolate chunk cookies

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Le mie colleghe ed io siamo in attesa di un trasloco.

Ce l’hanno prospettato più volte, senza che poi accadesse nulla, ma questa sembra quella buona.

Buona puoi mica tanto perché se è vero che per tagliar costi vogliono chiudere la sede di Faenza, tra non molte settimane affolleremo il binario 3 della stazione, direzione Bologna, per entrare a tutti gli effetti nella categoria ‘pendolari’.

Non ho mai avuto problemi a spostarmi per lavoro, almeno fino alla nascita della pulce, ma questa volta è diverso. Faccio fatica a metabolizzare e capire come affrontare il domani-lavorativo senza stravolgere l’equilibrio familiare raggiunto sapendo che posso contare solo su me stessa (voi direte e il maritino? quando è presente è bravissimo ma beccarlo a casa è molto molto dura…sono persino arrivata a chiedermi se organizzi appositamente le sue trasferte per evitare le incombenze domestiche, il bagnetto con la paperella, il cambio del pannolone, la gita allo stagno delle rane che si conclude regolarmente con pianto da coccodrillo del mio Indiana Jones).

Nell’attesa che i grandi-capi decidano ho bisogno di tirarmi su e sgomberare la mente…e chi può aiutarmi meglio di una tavoletta di cioccolato fondente?

Dopo averne mordicchiato qualche scacchettino nel dopo-cena, ho lasciato la rimanente parte per preparare questi biscottini golosi, perfetti per una colazione scaccia-pensieri o da portare in ufficio per la merenda (o perchè no per un thè……eh sì, tu lì amica mia che leggi, questi potrei portarmeli dietro nel mio viaggetto in treno e poi potremmo sgranocchiarli insieme).

Volevo qualcosa di diverso dalla classica ricetta dei chocolate chip cookies e mi è bastata una breve sbirciatina in rete per farmi convincere da questa foto non immaginando di essere finita nel blog del mitico Cavoletto.

Mi è piaciuta subito l’idea dell’olio extravergine di oliva e dei fiocchi d’avena anche se, in tutta sincerità, ho dovuto adattarla in corso d’opera perché il mio impasto era troppo molle.

La preparazione è semplicissima (avevate dubbi?) e potete fare tutto con la planetaria oppure se non l’avete (o non volete sporcarla perché l’avete appena riposta) nessun problema.. vi è sufficiente una ciotola.

olive oil chocolate chunk cookies

COOKIES AL CIOCCOLATO FONDENTE E OLIO D’OLIVA (per 15-20 biscotti)

  • 125 gr di fiocchi d’avena
  • 120 gr di farina (+ 4 cucchiai)
  • 50 gr di zucchero di canna chiaro
  • 100 gr di zucchero di canna scuro
  • ½ cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 puntina di sale
  • 100 ml di olio extravergine di oliva
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 70 gr di cioccolato fondente (per me all’85%) tritato grossolanamente al coltello

Versate nella planetaria i fiocchi di avena, la farina, i due zuccheri, il lievito ed il sale.

Unite il latte, l’uovo e l’estratto di vaniglia.

Mescolate con l’attacco a foglia (o con un cucchiaio di legno) fino ad amalgamare gli ingredienti.

Aggiungete a questo punto il cioccolato (vi suggerisco di togliere la ciotola dalla planetaria e mescolare con un cucchiaio o una spatola perché in planetaria il cioccolato si riscalda e rischiate di non avere più i pezzettoni nell’impasto bensì un impasto al cioccolato).

Prelevate l’impasto a cucchiaiate e distribuitele su una teglia coperta con carta da forno.

Cuocete a 180° C per 15 minuti circa fino a quando i bordi risulteranno dorati.

Fate raffreddare completamente su una gratella.

olive oil chocolate chunk cookies

***

OLIVE OIL CHOCOLATE CHUNK COOKIES (making 15-20 cookies)

  • 125 gr oat flakes
  • 120 plain flour (+ 4 tablespoons)
  • 50 gr cane sugar
  • 100 gr brown cane sugar
  • ½ teaspoon baking powder
  • 1 pinch salt
  • 100 ml extravirgin olive oil
  • 1 egg
  • 1 tablespoon vanilla extract
  • 70 gr black chocolate (coarsely chopped with a knife)

Preheat the oven to 350° F and line a baking sheet with parchment paper.

In the bowl of your electric mixer (or simply in a bowl if using your hands) combine oat flakes, flour, sugars, baking powder and salt. Then add milk, egg and vanilla extract.

Using the flat beater (or a wooden spoon) mix ingredients together.

Remove the bowl from the electric mixer, pour in chocolate and stir using a spatula or a wooden spoon (I suggest you to mix chocolate by hand to avoid it from melting because of the warmth generated by the machine).

Using a spoon drop some dough on the prepared baking sheet and bake about 15 minutes until golden brown on the edges.

Cool completely on a wire rack.

Minestra di arzilla e cannellini…ci vediamo a GOOD?

Minestra di arzilla e cannellini

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Vivo in questa terra di pesche, sangiovese (e zanzare) oramai da qualche anno.

Non ho più dubbi sul fatto che:

–          il mezzo di circolazione per eccellenza sia la bici (salvo poi trovarsi con tanti imbranati al motore quando piove),

–          la molletta dei capelli si chiami ciappo,

–          i cappelletti (caplèt) hanno il ripieno di formaggio e non di carne, come mi ha insegnato la mamma,

–          non sei degno cittadino di questa città se non hai fatto un corso di ceramica (giuro che avrei voluto, ma le assenze del marito mi impediscono di programmare la mia agenda di uscite serali!).

Però non toccatemi la minestra!

Eh sì perché a Faenza con questo termine ci si riferisce più genericamente ad un piatto di pasta mentre dalle mie parti (quelle natie per intenderci) la minestra è sinonimo di brodo, consommè, zuppa o come la chiamate voi.

Ora, il piattino che vi propongo oggi ce l’ho in testa già da un po’.

Mesi? No anni, in realtà, e siccome non mi sono mai convinta a comprare la razza (in dialetto romano arzilla) è sempre rimasto nella lista delle cosine da fare (un po’ come la mia amica Piatticoitacchi che si è decisa a pulire le alici per la prima volta in vita sua proprio pochi giorni fa!).

Se solo l’idea di prendere in mano una razza vi terrorizza tranquille perché in pescheria non ve la danno intera ma trovate direttamente le ali, che si caratterizzano per una parte dura e ossea nel lato che costituisce la spina dorsale del pesce ed una struttura perlopiù cartilaginea verso l’esterno, intervallata dalla polpa bianca e quasi translucida.

Se volete esser certe che il pesce acquistato sia di stagione chiedete come sempre al vostro pescivendolo di fiducia, altrimenti date un occhio a questa utile tabellina, da stampare ed appendere in cucina, creata dalla simpaticissima Clumsy.

La ricetta, quella vera della tradizione romana, vuole che la razza sia cucinata insieme ai broccoli ma non essendo ancora stagione (forse si trovan pure ma con il rischio di pagarli una tombola!) ho preferito unire dei fagioli cannellini sempre perfetti nelle zuppe. Questa volta ho abbandonato la mia cara salsa di pomodoro per preferirgli i ciliegini freschi dell’orto e non avendo una pasta corta particolare da abbinare ho tritato grossolanamente degli spaghetti e li ho fatti cuocere nella zuppetta.

La piccola pulce se ne è mangiato un bel piattone…e dire che son soddisfazioni!!!

zuppetta di arzilla e cannellini (2)

Prima di passare alla ricettina volevo parlarvi di un invito che mi è arrivato nei giorni scorsi da Udine Fiere di partecipare ad un contest che offre la possibilità di essere presenti e cucinare in diretta alla 4° edizione di GOOD Il Salone delle specialità enogastronomiche e agroalimentari, che si terrà dal 31 ottobre al 3 novembre prossimo nella città friulana.

La sfida consiste nell’ideare un Menù per il pranzo di Natale GOOD da scegliere tra diversi temi: Originale, Tipico, Economico e Light. Un comitato di esperti, presieduto dal gastronauta Davide Paolini, sceglierà 3 menù per ciascuna categoria offrendo così l’opportunità ai foodbloggers che li hanno creati di presentare i loro piatti durante lo svolgimento del Salone.

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Ci ho pensato su un attimo poi ho accettato anche se l’idea di realizzare una ricettina in diretta di fronte ad una platea di chef, esperti di settore e pubblico presente in fiera un po’ mi terrorizza. Il tema l’ho già scelto, non mi resta che pensare alle ricettine e sperare che facciano colpo!

MINESTRA DI ARZILLA E CANNELLINI (per 3 persone)

  • 1 scalogno
  • 1 carota
  •  olio e.v.o.
  • 10-15 pomodorini freschi
  • 5 cucchiai fagioli cannellini lessati
  • 1 ala di razza piccola
  • 70 gr di spaghetti (o altro formato corto di pasta)
  • 1 l di brodo vegetale
  • sale
  • pepe
  • peperoncino
  • prezzemolo

In una casseruola soffriggete lo scalogno e la carota tritata in olio extravergine di oliva.

Unite i pomodorini tagliati in quattro parti, l’ala di razza tagliata in 3 grossi pezzi e coprite con il brodo vegetale. Salate e pepate ed unite peperoncino a piacere. Cuocete a fiamma bassa per 20 minuti.

Togliete il pesce e spolpatelo con l’aiuto di un coltello eliminando la cartilagine (sarà talmente morbido che non avrete bisogno di ridurro ulteriormente in pezzetti).

Buttate gli spaghetti nel brodo in ebollizione facendoli cuocere per 1-2 minuti oltre il tempo indicato nella confezione ed aggiungete anche il pesce ed i fagioli cannellini. Quando gli spaghetti sono cotti spegnete la fiamma ed unite il prezzemolo tritato.

Servite calda o tiepida.

***

RAY AND CANNELLINI BEANS SOUP (serving 3)

  • 1 shallot (thinly chopped)
  • 1 carrot (thinly chopped)
  •  extravirgin olive oil
  • 10-15 fresh cherry tomatoes (cut into quarters)
  • 5 tablespoons cannellini beans (boiled)
  • 1 small ray wing
  • 70 gr spaghetti (or your fovourite short variety of pasta)
  • 1 l di vegetable stock
  • salt
  • ground black peppercorn (optional)
  • chilly (optional)
  • parsley

In a medium saucepan stir-fry shallot and carrot in extravirgin olive oil.

Add tomatoes, ray wing cut into 3 pieces and cover with vegetable stock. Add salt, ground black peppercorn and chilly to taste. Turn on low heat and cook for 20 minutes.

Remove fish from the pan and, using a knife, separate flesh from the bone. Keep the first and discard the latter.

Bring vegetable stock again to boil then pour spaghetti, the ray flesh and cannellini beans. Cook until spaghetti are tender. Turn off heat and sprinkle with chopped parsley.

Serve hot or warm.

zuppetta di arzilla e cannellini (4)

Torta senza bilancia: yogurt, pere e cioccolato {yummy}

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

Di corsa, vado di corsa!

Si vede che è ripreso il lavoro, il nido, le trasferte di mio marito…ed anche le gare di golf del weekend (e mannaggia a me a quando gliene ho fatto venir voglia!)

Vengo da una 5 giorni non affatto riposante, iniziata con un venerdì di ferie presto annullato da una telefonata di dada Anna che avvisa la presenza di lendini (leggasi pidocchi) nella fitta e riccioluta capigliatura della mia pulce. Abbandonata l’idea di una giornata di relax vengo costretta dal piccolo abitante della casa a gironzolare tra la pista ciclabile e lo stagno delle rane poco distante, alternando spinte al triciclo, nei momenti di buona, a sollevamento pesi  (15 kg di morbidezza),  e contestuale traino del mezzo abbandonato, nei momenti di burrasca infantile.

Il weekend, salutato il papino già in meditazione pre-gara, ci ha visto calpestare di nuovo la pista ciclabile alle 8.30 di mattina,  gettare nella fogna antistante casa diverse decine di sassi e il martello di plastica, contare tutte le scie di aereo in cielo, dare acqua alle piantine della mamma con il micro-innaffiatoio BLU (su questo particolare torneremo) finendo con il bagnare le pepe, affacciarsi innumerevoli volte a vedere se i bimbi che vivono di fianco sono svegli ma, per fortuna della loro mamma, se la dormono profondamente fino a tarda mattinata, chiamare Bianga (Bianca per l’anagrafe) che vive al primo piano sperando che si affacci dal terrazzo ed abbia voglia di far due chiacchiere con questo buffo soggetto …insomma avrete capito che è stato un duro lavoro! Poi ti dicono che sei più magra di prima…

Lunedì sono finalmente tornata in ufficio ma l’idea di esser sola per altri 3 giorni non mi ha affatto risollevato…altro gironzolare nel condominio rincorrendo il piccolo Indiana Jones, altre cene preparate in super-fretta, zero minuti sul divano per riposare.

Per fortuna che siamo arrivati sani e salvi a mercoledì e che stasera il maritino ritorna a casa! Dite che ho maturato qualche credito?

Basta chiacchiere e veniamo alla ricettina perché vi ho annoiato abbastanza!

Torniamo ad occuparci delle mie adorate pere. Dopo averle gustate con il pecorino, questa volta le ho unite a yogurt e cioccolato e si sono trasformate in una deliziosa e facilissima tortina perfetta per la colazione o per una merenda.

E’ piaciuta così tanto alla mia (piccola) ciurma affamata da averla preparata ben due volte in 3 giorni!

Ho scelto una ricetta che tutte sicuramente conoscete: la torta dei vasetti (si pulisce il vasetto di uno yogurt e lo si utilizza per dosare gli ingredienti abbandonando per una volta la bilancia) che ho riadattato ed arricchito aggiungendo le mie peruzze e dei pezzettoni di cioccolato che preferisco al cacao in polvere. Ho scelto farina integrale e zucchero di canna perché li adoro ma voi potete sempre optare per una classica 00 e per lo zucchero semolato.

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

TORTA YOGURT, PERE E CIOCCOLATO (per uno stampo quadrato 22×22 cm) 

non serve la bilancia ma è sufficiente prendere un vasetto di yogurt vuoto e pulito

  • 3 vasetti di farina integrale (ma va benissimo anche 00)
  • 1 vasetto di yogurt bianco
  • 3 uova
  • 3/4 vasetto di zucchero di canna chiaro (o semolato)
  • 1/2 vasetto di olio di semi di mais
  • 1 bustina di lievito
  • 1 vasetto di latte
  • 3-4 pere mature
  • 1 vasetto di cioccolato fondente tritato grossolanamente
  • zucchero a velo

In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero, unite lo yogurt, il latte e l’olio e mescolate bene.

Tagliate le pere a pezzetti ed unitele al composto unitamente al cioccolato.

Aggiungete infine la farina setacciata con il lievito.

Distribuite in uno stampo ricoperto di carta da forno ed infornare a 180° per 30-35 minuti (vale sempre la prova stecchino).

Servite tiepida o fredda spolverizzata di zucchero a velo.

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

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YOGURT, PEAR AND CHOCOLATE CAKE (making a 22×22 cm cake) 

you don’t need a scale, only an empty yogurt jar

  • 3 yogurt jars whole-wheat flour (or plain flour)
  • 1 plain yogurt jar
  • 3 eggs
  • 3/4 yogurt jar cane sugar
  • 1/2 yogurt jar vegetable oil
  • 16gr baking powder
  • 1 yogurt jar fresh milk
  • 3-4 ripe pears
  • 1 yogurt jar dark chocolate, coarsely chopped
  • powdered sugar

Pre-heat the oven to 350° F.

In a bowl beat eggs with sugar, add yogurt, milk and oil, stir until well combined.

Cut pears into chunks and add to the batter together with chocolate.

Sift flour with baking powder and add to the batter.

Pour into a baking pan layered with parchment paper and cook for 30-35 minutes.

Serve warm or cool dusted with powdered sugar.

torta dei vasetti_yogurt, pere e cioccolato

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Back to school’ del blog ‘Alvearedelledelizie’

back2school-the-contest

Le peschine bianche del frutteto e la sangria di Zulma

la sangria di Zulma

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Oggi pesche! Anzi peschine, piccine piccine, perché le piantine che ci sono nel giardino dei miei genitori sono nate per caso (la sottoscritta, qualche anno fa, si è divertita a piantare degli ossicini sottoterra sperando che ne nascesse qualcosa ma non pensando mai di arrivare ad avere oggi dei piccoli alberelli) ed, a parte qualche potatura, sono cresciute libere e senza trattamenti.

Ci corrono certo con quelle panciute della mia Faenza ma pur essendo mignon il loro sapore è unico.

La loro pasta bianca, morbida e profumata, diventa rosata verso la buccia. Se proprio dobbiamo trovargli un difetto sono pelose, tanto pelose ma basta lavarle bene o comunque sbucciarle per risolvere il problema.

Non si arriva mai a farne la marmellata perché il raccolto è sempre modesto. La mia mamma le ha fatte qualche volta sciroppate ma siamo tutti abbastanza d’accordo sul fatto che sono più buone raccolte dall’albero e mangiate ancora calde (un po’ come i fichi insomma…Elenuccia sei d’accordo?).

Quest’anno le nostre peschine sono già finite ma non quelle dello zio Q. che è arrivato a casa dei miei con un bel cestino di queste delizie! Per fortuna che ero in campagna in quei giorni altrimenti se le sarebbero pappate tutte loro e per la sottoscritta solo l’amaro dispiacere di essere rimasta a bocca asciutta e di dover aspettare il prossimo anno.

La ricettina (ma sì chiamiamola così) di oggi è nata proprio il giorno della famosa salsa di pomodoro. Mentre le bottigline stanno cuocendo nel callaro, faccio un po’ di chiacchiere con la mamma e la nostra amica Zulma quando il mio papino, con la scusa di una pausa-merenda, si presenta con un piattino di queste peschine. Ne addentiamo un paio ciascuno poi penso al blog ed al fatto che ve le devo far conoscere…in un battibaleno nasce l’idea sangria.

Chi meglio di Zulma può aiutarmi? Lei è argentina ed ha parenti in Spagna….ed è bravissima a cucinare! Prima o poi vi farò conoscere le sue empanadas.

Mi dice subito che ho bisogno di un vino corposo ed allora rubo nella cantinetta della mamma una bella bottiglia di Rosso Piceno Superiore. Gli ingredienti da aggiungere sono pochi: zucchero di canna grezzo, limone ed arancio.

la sangria di Zulma

Questa è ovviamente la sua versione! Voi potete sbizzarrirvi aggiungendo altra frutta (tipo mele e pere, melone, uva) oppure dell’alcool (gin, porto, vodka, rum). Per una sangria fizz unite al vino della soda o della gassosa (grazie alla mia collega Claudia per il consiglio!). Se vi piacciono le spezie aromatizzate il vino con cannella e chiodi di garofano.

Prosit!

LA SANGRIA DI ZULMA

  • 1 bottiglia di Rosso Piceno Superiore (o altro vino rosso strutturato) da 0,75 l
  • frutta a piacere (io ho messo solo peschine ma scegliete quella che più vi piace)
  • 3 cucchiai di zucchero di canna scuro
  • 1 limone
  • 1 arancio

Lavate e tagliate le pesche e mettete in una ciotola, cospargetele di zucchero e lasciatele macerare fino a quando si sarà dissolto (un’oretta circa).

Tagliate il limone e l’arancia a metà. Una parte va tagliata ulteriormente a spicchi, l’altra va spremuta.

In una caraffa versate il vino, unitevi le pesche con il loro zucchero, gli spicchi di limone ed arancia ed il loro succo.

Miscelate e mettete in frigorifero a riposare per almeno 4 ore.

Per una sangria più fruttata potete lasciarla anche tutta la notte, ma sappiate che in questo caso vi ritroverete con la frutta lacerata (che a me personalmente non piace).

***

ZULMA’S SANGRIA

  • 1 0,75litre bottle structured red wine
  • fruit (only white flesh peaches for me but you can choose among pears, apples, cantalupe melons, grapes …)
  • 3 tablespoons brown cane sugar
  • 1 lemon
  • 1 orange

Wash peaches (or other fruit) and cut into slices. Put in a bowl, sprinkle with sugar and set aside until sugar is dissolved (more or less an hour) .

Half lemon and orange; cut one half into slices and squeeze the other.

Pour wine in a jag, add peaches and sugar, lemon and orange slices and their juices. Wisk with a spoon and refrigerate for at least 4 hours.

Keep your sangria refrigerated all night if you like a more fruity drink (but remember in this case you will have mashed fruit, which personally I don’t like)

la sangria di Zulma

Oggi pasta fredda {sedanini pere, pecorino e speck}

sedanini pere, pecorino e speck

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Non ci penso ancora a cambiare menù! E non mi farò certo spaventare da qualche temporaluccio estivo. E’ vero l’aria della sera è più frizzantina ma durante il giorno il sole cotta – a detta della mia piccola pulce – pertanto abbandoniamo ancora l’idea di zuppe, sformati e compagnia bella e godiamoci qualche altro piatto fresco e leggero.

Chi mi segue sa che a casa mia le ricette non hanno nulla di complicato, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per mia convinzione che le cosine semplici sono spesso anche le più buone e sincere.

Come il piatto di oggi, che potete preparare in pochi minuti e soprattutto in anticipo (pertanto se avete rinunciato all’appuntamento dall’estetista di sabato perché aveva posto solo a mezzogiorno richiamatela subito e dite che potete andare…quanto tornate, date pur modo al maritino di sfogarsi dicendo che fate sempre tardi poi sorprendetelo portando in tavola nel giro di pochi minuti questo piatto di pasta…vi assicuro che funziona!).

Ho adocchiato questa ricettina un po’ di tempo fa in una raccolta del mitico Sale&Pepe e mi sono decisa a farla (riadattandola un pochino) perché mia suocero è tornato a casa con un piccolo cestino di pere (quelle della foto sopra) del nostro frutteto. Quest’anno purtroppo le piogge copiose di maggio e giugno non hanno fatto bene alle piante con l’effetto di avere un misero raccolto… però noi ci contentiamo lo stesso ed usiamo quello che abbiamo!

Credo siano Williams ma difficile dirlo perché spesso i contadini innestano le proprie piante con talee di origine sconosciuta…più spesso si rivolgono al frutto associandolo al suo padrone {le prugne rosse di Imerio, le ciliegie del Dottore, le pesche di Quinto} e scegliendolo per il proprio innesto solo perché il più buono di tutto il vicinato.

 Non vi sto a raccontare qui il loro sapore perché non mi credereste e se non avete mai assaggiato una pera non trattata vi consiglio vivamente di farlo…o di venirmi a trovare il prossimo anno di questi tempi! Vi dico subito che si rischia talvolta di scartarne la metà perché dentro potreste trovarci un inquilino ma la cosa spero vi lusinghi perché per essersi accampato lui significa che è squisita e che la pera non conosce nemmeno da lontano l’odore dei pesticidi (e se non ricordo male pere e pesche sono i frutti più trattati).

L’abbinamento pere e formaggio (questa volta un bel pecorino semi-stagionato) è assodato…qui in più abbiamo la nota affumicata dello speck, il sentore leggermente pungente della rughetta (rucola) selvatica  e la croccantezza dei pistacchi (che se sono di Bronte è meglio).

Un giro, anche due, di olio e.v.o. buono e non ci resta che aspettare un paio d’ore prima di metterci a tavola.

sedanini pere, pecorino e speck

SEDANINI PERE, PECORINO E SPECK (per 2 persone)

  • 180-200 gr di sedanini (o altro formato di vostro gradimento)
  • 30 gr di pecorino semi-stagionato
  • 35 gr di speck a fettine
  • 1/2 pera non troppo matura (per me di casa altrimenti Williams)
  • 20 gr di pistacchi
  • qualche foglia di rucola (preferibilmente selvatica)
  • qualche foglia di timo
  • succo di limone

Tagliate lo speck a striscioline ed il pecorino a lamelle e mettete da parte.

Tagliate la pera a striscioline e spruzzate con del succo di limone per non farla annerire (io l’ho omesso perché non ne avevo ed ho tagliato la pera all’ultimo minuto).

In un pentolino portate ad ebollizione dell’acqua e tuffateci i pistacchi; cuocete per 1 minuto dopodiché scolate ed una volta tiepidi togliete la pellicina. Tagliateli grossolanamente con il coltello e metteteli da parte.

Cuocete la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolatela raffreddandola sotto l’acqua.

Versatela in una ciotola nella quale unirete il pecorino, lo speck, la rucola spezzettata, il timo, i pistacchi e la pera precedentemente scolata.

Condite generosamente con olio extravergine di oliva e salate e pepate a vostro piacimento.

***

SEDANINI WITH PEARS, PECORINO CHEESE AND SMOKED HAM (serving 2)

  • 180-200 gr sedanini (or any other short varieties of pasta)
  • 30 gr medium-aged pecorino cheese
  • 35 gr smoked ham, sliced
  • 1/2 pear, not too ripe (I used homegrown otherwise Williams)
  • 20 gr pistachios
  • a few leaves arugula (better wild)
  • a few leaves thyme
  • lemon juice

Cut smoked ham into small pieces and pecorino cheese into slivers and set aside.

Cut pear into small pieces or cubes and sprinkle with lemon juice to prevent it from browning (you can even avoid lemon but you have to cut the pear just prior to serving).

In a small saucepan bring some water to boil ed add pistachios; cook for a minute then drain and remove skin. Cut coarsely with a knife and set aside.

In a large pot of boiling water cook pasta (check package for cooking time), drain and cool under running water.

Pour in a bowl and add pecorino cheese, smoked ham, chopped arugula leaves, thyme, pistachios and pear pieces, previously drained from lemon juice.

Add a generous drizzle of extravirgin olive oil and season to taste with salt and pepper.

Happy pasta meal!

sedanini pere, pecorino e speck

Fiori ripieni {ricotta di capra, zucchine e menta}

fiori di zucchina ripieni

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Stanotte sarà la prima notte senza la mia pulce.

Li ho lasciati a casa stamane i miei due uomini, uno in giardino a giocare con il suo triciclo, l’altro a chiudere il trolley, pronti a migrare qualche giorno verso le ben più miti temperature delle colline marchigiane.

Chissà quando realizzerà che la sua mamma è lontana? Meglio non pensarci e godersi queste 36 …dico trentasei…ore di pura libertà.

Eh, sì perchè domani, più o meno a quest’ora, la Greg smonta le tende,  saluta le colleghe dell’ufficio,  guida la macchina alla volta della stazione e sale sul treno diretto ad Ancona dove troverà ad aspettarla, in rigoroso ordine di altezza – o di età – fate voi, papino, maritino e pulce.

Avendo un po’ di tempo a disposizione ne approfitto per postare questa ricettina deliziosa preparata nel weekend dopo aver fatto un giretto mattiniero nell’orto ed aver raccolto degli strepitosi fiori di zucca (tutte le prove nei mio profilo Instagram).

Fritti sono a dir la verità sublimi ma siccome l’olio bollente ed io non abbiamo molto feeling preferisco imbottirli e passarli velocemente in forno.

Questa volta, per cambiare, ho deciso di usare del formaggio di capra, ora abbastanza diffuso nei supermercati, combinando ricotta e formaggio fresco (tipo robiola per intenderci). Gli altri ingredienti della farcia sono quelli di sempre: piccoli dadini di zucchine rosolati in padella con poco scalogno, menta e basilico spezzetati a mano, grana padano ed un filo d’olio extravergine di oliva.

Li ho serviti tiepidi accompagnati da una dadolata di pomodorini e un pesto leggero in quanto preparato senza aglio e pecorino e pertanto più digeribile per la mia pulce affamata.

FIORI RIPIENI {ricotta di capra, zucchine e menta} per 10 fiori

per i fiori:

  • 10 fiori di zucchine
  • 200 gr di ricotta di capra (o quella che preferite)
  • 100 gr di formaggio fresco di capra
  • 2 cucchiai di grana padano grattugiato
  • 3 zucchine piccole
  • 1 piccolo scalogno (facoltativo)
  • olio e.v.o.
  • sale
  • pepe nero (facoltativo)
  • 2/3 foglie di menta
  • 1 foglia di basilico

per il pesto leggero:

  • un mazzetto di basilico
  • 1 cucchiaio di grana padano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • olio e.v.o.
  • sale

Mondate delicatamente i fiori di zucchina e rimuovete il pistillo interno.

Pulite le zucchine, tagliate in quattro parti longitudinalmente ed eliminate la parte bianca; tagliate a piccoli cubetti. Rosolatele in una padellino con un filo d’olio insieme con lo scalogno tritato e spegnete quando cominciano a diventare dorate. Regolate di sale e fate raffreddare, quindi unite la menta ed il basilico tritati finemente.

In una ciotola amalgamate la ricotta e il formaggio fresco di capra, il grana padano, le zucchine rosolate in padella, un filo di olio. Regolate di sale e pepe (facoltativo).  Riempite con questa farcia una sac-a-poche senza beccuccio ed aprendo delicatamente le foglie dei fiori riempiteli. Sovrapponete le punte in modo da chiudere il fiore ed evitare che il ripieno fuoriesca in cottura.

Coprite una teglia con carta da forno e posizionatevi i fiori di zucca. Irrorate con un filo d’olio e cuocete in forno a 170° per 25-30 minuti. A metà cottura distribuite sopra qualche pinolo.

Preparate nel frattempo un pesto leggero frullando insieme il basilico con il grana ed i pinoli ed aggiungete a filo tanto olio quando ne serve per ottenere una salsa cremosa (a me il pesto piace un po’ grossolano). Regolate di sale e pepe.

Servite i fiori di zucca caldi o tiepidi nappandoli con il pesto.

***

STUFFED ZUCCHINI BLOSSOMS {goat ricotta cheese, zucchini and mint} makes 10 pieces

for the blossoms:

  • 10 zucchini blossoms, (delicately rinsed, stamens removed)
  • 200 gr goat ricotta cheese (or your favourite ricotta)
  • 100 gr fresh goat cheese
  • 2 tablespoons grana padano cheese, grated
  • 3 small zucchinis
  • 1 small shallot, finely chopped (optional)
  • extravirgin olive oil
  • salt
  • black pepper (optional)
  • 3 mint leaves, finely chopped
  • 2 basil leaves, finely chopped
  • pinenuts

for light pesto:

  • 1 bunch basil (washed and trimmed)
  • 1 tablespoon grana padano cheese, grated
  • 1 tablespoon pinenuts
  • extravirgin olive oil
  • salt

Wash and trim zucchinis and cut in quarters longwise; remove the white flesh and reduce into small cubes. In a small saucepan over medium heat drizzle some extravirgin olive oil and add zucchini cubes and shallot. Cook for some minutes until they turn lightly brown. Season to taste with salt and black pepper. Set aside to cool then add mint and basil leaves.

In a bowl mix together goat ricotta cheese and fresh goat cheese, grated grana padano cheese, zucchinis and a drizzle of oil. Add salt and black pepper to taste.

Spoon the mixture into a pastry bag and pipe into zucchini blossoms. Overlap ends of petals to close firmily into bundles, avoiding the filling to spread outside during cooking.

Preheat the oven to 350° F. Line a rimmed baking pan with parchment paper and place carefully on it the zucchini blossoms. Drizzle over some extravirgin olive oil and cook for 25-30 minutes.

After the first 15 minutes, spread over some pinenuts.

Meanwhile prepare the pesto sauce. In a food processor pour the basil leaves together with grana padano cheese and pinenuts; pulse for a few seconds adding extravirgin olive oil the amount necessary to obtain a creamy, smooth sauce. Add salt to taste.

Serve the zucchini blossoms hot or warm with pesto sauce.

Sfoglia al cioccolato e lamponi….festeggiando i primi sei mesi del blog

sfoglia al cioccolato e lamponi

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Il vocabolario della mia piccola pulce è praticamente esploso e qualcuno…giusto a caso…ritiene che sia  ‘colpa’ della mamma che non sta zitta un secondo!

Siamo passati dalle prime paroline a buffe frasi di senso compiuto tipo ‘babbo ghida popò’ oppure ‘mamma mitti scappe’. Quando poi facciamo le scale ecco arrivare la prima tabellina sgangherata…uno, dui, catto, sei, oto, diesci.

Per oggi fermiamoci a sei perché tanti sono i mesi trascorsi da quando ho aperto il blog e pubblicato il mio primo post.

Sei mesi che hanno voluto dire…

  • 79 ricettine preparate con le mie manine, assaggiate dal maritino (anche se la pulce si è data il suo bel da fare), familiari e affini ed immortalate con la macchina fotografica (perché è vero che si mangia con gli occhi!),
  • 309 followers…senza dimenticare i 102 seguaci di Instagram che scoprono quasi in diretta i miei esperimenti tra i fornelli,
  • 2 contest vinti (urrà) + una nota di merito in un altro contest (doppio urrà)…se siete curiosi di scoprire le fortunate ricettine vi rimando qui all’apposita pagina del blog,
  • 7 nuovi libri di cucina dai quali prendere ispirazione per le prossime ricettine,
  • un paio di viaggi all’Ikea per fare scorta di tovagliolini, ciotole e bicchierini vari,
  • una reflex sempre a portata di mano.

Per festeggiare i primi sei mesi del blog mi sono affidata al mio adorato Sale&Pepe ed ho scelto una crostata semplicissima, ottima da gustare fresca viste le temperature tropicali di questi giorni e dal gusto irresistibile perché ripiena di cioccolato, la cui dolcezza viene mitigata dalla nota acidula dei lamponi. Se non vi piace la pasta sfoglia potete realizzare un guscio di frolla nel quale versare il cioccolato fuso.

Io ho utilizzato uno stampo a cerniera piccino; se voi siete in astinenza da cioccolato oppure dovete sfamare più di quattro bocche utilizzate uno stampo più grande ed aumentate le dosi di una volta e mezzo.

sfoglia al cioccolato e lamponi

SFOGLIA  AL CIOCCOLATO E LAMPONI (per uno stampo da 16 cm) – tratto da Sale&Pepe

  • uno rotolo di pasta sfoglia
  • 150 gr di cioccolato fondente al 70%
  • 50 gr di panna fresca (l’originale 100 gr)
  • ½ cucchiaino di cannella in polvere
  • 10 gr di burro
  • cacao in polvere
  • 100 gr di lamponi freschi
  • burro e farina per lo stampo

Imburrate ed infarinate uno stampo a cerniera di cm 16 e stendetevi la pasta sfoglia. Bucherellate la base ed i bordi con una forchetta e mettetela in frigorifero per mezz’ora dopodichè cuocetela in forno a 180° per 20 minuti circa finchè risulta gonfia e dorata. Spegnete il forno e lasciatela raffreddare completamente lasciando lo sportello aperto.

Tagliate il cioccolato a pezzetti e fatelo sciogliere a bagnomaria con il burro e la cannella mescolando delicatamente con una spatola fino a quando risulterà lucente, vellutato e completamente amalgamato; togliete la pentola dal fuoco e lasciate intiepidire rimestando ogni tanto.

Montate la panna a neve ben ferma ed unitela al cioccolato fuso. Versate nel guscio di pasta sfoglia e lasciate raffreddare in un luogo fresco o in frigorifero per qualche ora. Servite con dei lamponi freschi.

***

PUFF PASTRY TART WITH CHOCOLATE FILLING AND RASPBERRIES (makes a 16cm tart)

  • 1 sheet puff pastry
  • 150 gr dark chocolate
  • 50 gr fresh cream
  • ½ teaspoon cinnamon
  • 10 gr butter
  • cocoa powder
  • 100 gr fresh raspberries
  • butter and flour to grease the pan

Preheat the oven to 350° F.

Butter and flour a 16-cm cake pan and cover with puff pastry.

Prick it all over (base and edges) with a fork and place in the fridge to rest for half an hour then cook for 20 minutes until golden and puff.

Turn off the oven and leaving the door opened let tart cool inside.

Chop chocolate into small pieces and melt in a double boiler with butter and cinnamon stirring gently with a spatula until shiny, smooth and completely melted; remove from the heat and and let cool.

Whip cream until stiff peaks are formed and combine to melted chocolate. Pour into the puff pastry shell and place in a cold place (or even in the fridge) to rest for some hours.

 Serve with fresh raspberries.

sfoglia al cioccolato e lamponi

Confettura di pesche gialle e pesche noci bianche al rosmarino

confettura di pesche gialle e pesche noci bianche al rosmarino

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Pésca o pèsca? Questo è il dilemma.

L’ho sempre pronunciata con la e aperta, cioè pésca, poi quando – qualche anno fa – ho messo radici a Faenza ho scoperto che qui l’accento piace più grave e soprattutto che ci sono più alberi da frutto che abitanti.

Ogni casa di campagna ha il suo frutteto e ogni contadino (o almeno quelli che ho conosciuto io) è contento di accompagnarti nel suo campo per lasciare che tu colga direttamente dalla pianta la frutta che più ti piace. Si pesa poi la cassetta e te ne torni a casa con qualche kilata di succosissime pesche… che poco hanno a che vedere con quelle del supermercato! Se si è fortunati, ed è fine stagione, trovi  anche l’omino che ti fa spazzolare i pochi frutti rimasti tra i rami senza volere un centesimo.

Ve ne sono davvero per tutti i gusti. Da quelle pelose alle pesche noci (nettarine), da quelle a pasta gialla o bianca alle rarissime percocche. Poi ci sono quelle dalla forma insolita come la pesca tabacchiera o come quelle di casa mia che, non essendo trattate, vengono su come vogliono loro. Le mie preferite sono le nettarine a pasta bianca (rigorosamente dure perchè non amo la frutta troppo matura…anzi direi che mi piace proprio acerba!).

Avendone a disposizione una bella cassettina, ho pensato di preparare una deliziosa marmellata per la colazione del mattino o per farcire una bella crostata. In uno dei miei libricini di cucina ho trovato la proposta di oggi ed è stato colpo di fulmine!

Pesche e rosmarino. E chi ci avrebbe mai scommesso? Se penso, infatti, al rosmarino mi viene in mente una bella teglia di pollo e patate arrosto ed invece…

confettura di pesche gialle e pesche noci bianche al rosmarino

CONFETTURA DI PESCHE GIALLE E PESCHE NOCI BIANCHE AL ROSMARINO – tratto da Confetture e chutney di Valérie Lhomme

Per 1 kg di confettura (circa 3 vasetti)

–          1,2 kg pesche gialle e pesche noci bianche (circa 1 kg di frutti denocciolati)

–          700 gr di zucchero di canna chiaro

–          il succo di un limone (per me lime)

–          1 cucchiaio di aghi di rosmarino fresco

Lavate le pesche gialle e le pesche noci bianche, denocciolatele, pelatele e tagliatele a spicchi. Disponetele in una terrina, spolverizzatele di zucchero di canna e irroratele con il succo di limone. Coprite con la pellicola o con un piatto e lasciate macerare almeno per un’ora, rimestando ogni tanto, fino a quando lo zucchero è completamente disciolto.

Versate il tutto in una casseruola dal fondo spesso. Portate a ebollizione e schiumate per i primi 5 minuti.

Lavate il rosmarino, asciugatelo e tritate grossolanamente gli aghi. Aggiungetelo alla frutta e proseguite la cottura al piccolo bollore per 15-20 minuti.

Verificate la cottura facendo cadere qualche goccia di confettura sopra un piattino precedentemente raffreddato. Se la confettura si rapprende e ispessisce al contatto del piatto significa che è pronta. Altrimenti, aspettate altri 2-4 minuti.

Distribuite la confettura nei vasetti sterilizzati asciutti e puliti e chiudete immediatamente capovolgendoli per un’oretta affinchè si crei il sottovuoto (per verificarlo accertatevi che premendo il coperchio questo non emetta un suono sordo). Potete conservare questi vasetti in un luogo fresco e asciutto per un anno.

confettura di pesche gialle e pesche noci bianche al rosmarino

ROSEMARY SCENTED YELLOW PEACH AND WHITE NECTARINE JAM

Makes 3 jars:

–          1 kg yellow peaches and white nectarines (peeled)

–          700 gr cane sugar

–          1 lemon fresh juice (lime for me)

–          1 tablespoon fresh rosemary sprigs

Halve and pit peaches, then cut into slices. Transfer to a large bowl and add lemon juice and cane sugar. Toss then cover with plastic wrap or a plate; let stand, tossing now and then, for at least 1 hour until sugar is completely dissolved.

Put the peach and sugar mixture into a large, wide pot. Bring to a boil over medium-high heat and skim foam from surface during the first 5 minutes. Wash rosemary sprigs, dry with kitchen paper then cut into pieces. Stir in the fruit mixture and go on cooking from 15 to 20 minutes until liquid is syrupy. Pour a few drops of jam on a refrigerated plate, if it thickens turn off heating otherwise wait 2-4 minutes before checking again.

Fill sterilized glass jars with hot jam and screw rings. Turn upside-down for at least an hour allowing airtight to form (you are sure of that if lids do not pop-up when pressed). Sealed jars can be stored in a cool, dark place up to 1 year.

confettura di pesche gialle e pesche noci bianche al rosmarino

Frolla di riso allo yogurt con fichi e mandorle

frolla allo yogurt con fichi e mandorle

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Voglia di ferie!

Avete presente quando neanche un weekend in campagna, distesi nel lettino all’ombra (e disturbati solo dalle cicale che cantano), con i nonni che badano la pulce e vi invitano a cena vi è sufficiente per rigenerarvi? Beh allora significa che le pile sono scariche e che bisogna staccare. Peccato solo che il 13 agosto sia ancora un miraggio!

Per fortuna la voglia di cucinare c’è sempre anche se la scelta ricade su piatti veloci, leggeri e spesso freddi. Unico problema la colazione del mattino che, se ha visto sostituire la tazza di latte calda con una carrellata di smoothies super-energetici e dai mille colori, non riesce a fare a meno di torte e tortine fatte in casa.

Nella mia campagna siamo nel pieno della produzione di fichi ed allora perchè non incastonarli in una frolla gluten-free, più leggera di quella tradizionale per la presenza dello yogurt (che sostituisce una parte del burro). Le mandorle le ho messe solo per decoro anche se si sposano perfettamente con i fichi.

frolla allo yogurt con fichi e mandorle (10)

FROLLA DI RISO ALLO YOGURT CON FICHI E MANDORLE (per una tortiera 12×36 cm)

  • 350 gr di farina di riso
  • 125 gr di zucchero
  • 2 uova
  • 75 gr di burro
  • 75 gr di yogurt bianco
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • 3 savoiardi
  • 7 fichi
  • 14 mandorle pelate
  • zucchero di canna

In una ciotola sbattete lo zucchero con un uovo, aggiungete quindi il burro ammorbidito, il pizzico di sale e lo yogurt ed amalgamate con la punta delle dita. Setacciate la farina con il lievito ed aggiungetela alla ciotola con gli altri ingredienti. Impastate velocemente fino a formare una palla omogenea. Coprite con la pellicola e riponete in frigo a riposare per mezz’ora. (In alternativa e se non volete pasticciare potete utilizzare l’impastatrice).

Trascorso questo tempo stendete la pasta con un mattarello (io con le mani). Con la rimanente pasta frolla ho realizzato altre 5 mini-crostatine.

Sbriciolate i savoiardi con le mani e sbattetevi dentro l’uovo rimasto. Distribuite sulla base della frolla (questo vi aiuta ad asciugare gli eventuali liquidi rilasciati dalla frutta).

Pulite i fichi, pelateli e tagliateli a metà. Ricopritevi la torta. Mettete una mandorla al centro di ogni fico e spolverizzate con zucchero di canna.

Infornate a 180° per 30 minuti circa.

***

YOGHURT RICE PASTRY WITH FRESH FIGS AND ALMONDS (makes a 12×36 cm tart)

  • 350 gr rice flour
  • 125 gr sugar
  • 2 eggs
  • 75 gr butter
  • 75 gr plain yoghurt
  • 8 gr baking powder
  • a pinch salt
  • 3 savoiardi biscuits (or other spongy biscuits)
  • 7 figs, peeled and halved
  • 14 almonds, peeled
  • cane sugar

In a bowl wisk together the sugar and an egg then butter, salt and yoghurt. Stir in rice flour sifted together with baking powder. Work as light as gentle as possible with your fingertips until all the ingredients are well combined and you obtain a ball.

Cover with plastic wrap and put in the fridge for half an hour to cool.

Preheat the oven to 350° F.

After the resting time, put the dough on a lightly floured surface and roll it out using a rolling pin or your hands (as I did). With this amount of pastry I also made 5 mini-tarts.

Smash the savoiardi biscuits (or other spongy ones) into crumbs and beat in the other egg. Pour on the pastry base (this mixture soaks the liquid eventually released by the fruit).

Cover with figs and almonds and sprinkle with cane sugar.  

Cook for 30 minutes, until the cake edges are lightly golden. Slide cake on a wire rack to cool.

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Con questa ricetta partecipo al contest ‘Dolci con farine speciali’ del blog Una fetta di paradiso

FARINA 5

Bresaola, fichi e feta marinata…e cronaca di un pranzo improvvisato

bresaola, fichi..e feta marinata

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Almeno una volta al giorno, negli ultimi dieci giorni, ho buttato un occhio dentro la dispensa.

Morivo dalla voglia di sapere come se la stesse passando la mia feta a bagno nell’olio e in dolce compagnia di rosmarino, basilico e pepe rosa.

L’altro giorno é andata proprio così.

ore 13.05 Striscio il badge. Urrà mi aspetta un pomeriggio di ferie!

ore 13.10 Salgo in auto. Mentre aspetto che l’aria condizionata parta, faccio la sauna e ascolto 105 all’una. Inizio a rilassarmi.

ore 13.17 Arrivo a casa, con molta più calma del solito, già sognando il mio barattolino. Tempo di mettermi comoda, mi lavo le mani e me ne impossesso.  Lo guardo, lo giro, lo riguardo. Dall’esterno non sembra accaduta chissà quale magia…ed invece..clack! lo apro e vengo invasa da una nuvola di aromi e dalla nota pungente dell’olio di casa mia. Oh mamma! questa robina qui deve essere uno spettacolo…

ore 13.19 Non riesco a resistere. Affondo una forchettina nel vasetto….in bocca si scioglie da sola (l’avreste mai pensato di un pezzo di feta!) e profuma delicatamente di rosmarino mentre più lieve è il sentore di basilico e pepe rosa.

ore 13. 22 Stop! Prima che faccia fuori buona parte del vasetto bisogna che immortali questa cosa paradisiaca. Tiro le tende perché il sole è accecante e scatto…una, due, tre foto poi via macchina fotografica ed inizio a pensare come portarla in tavola (che poi, essendo per una volta da sola, non ho mica fretta).

ore 13.31 Comincio ad avere un leggero languorino. Scarto l’idea mega-crostino perché di pane da bruscare non ne ho (anzi a dire il vero l’avrei, però è ancora nel freezer). Pomodori da tagliare a pezzetti, per un’insalata greca estemporanea, nemmeno. Di necessità virtù. Ho deciso che mi arrangio con quello che trovo… ovvero qualche fico nella fruttiera e la bresaola avanzata in frigo.

ore 13.40 Ecco pronto il mio pranzetto. Mi servo un bicchierino di vino e mi accomodo a tavola.

bresaola, fichi..e feta marinata

BRESAOLA, FICHI E FETA MARINATA (per 1 persona)

  • 6-7 fettine di bresaola (o prosciutto crudo se preferite)
  • 2 fichi
  • qualche cubetto di feta marinata
  • sale
  • pepe
  • olio extravergine di oliva

Pulite i fichi e tagliateli a spicchi.

In un piatto da portata disponeteli a raggiera alternandoli alle fettine di bresaola ed ai cubetti di feta.

Salate e pepate, irrorate con un filo di olio extravergine di oliva e servite.

***

BRESAOLA, FIGS AND MARINATED FETA (serving 1)

  • 6-7 slices bresaola (or ham)
  • 2 figs
  • a few cubes marinated feta
  • salt
  • pepper
  • extravirgin olive oil

Peel the figs and cut in quarters.

Place in a serving plate, round-like, together with bresaola and marinated feta.

Season with salt and pepper and drizzle over some extravirgin olive oil.

bresaola, fichi..e feta marinata

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Ferragosto forno mio non ti conosco’ dei blog Le padelle fan fracasso e Il cucchiaino di Milù

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e alla raccolta di ricette ‘Le insalate’ del blog La mia cucina improvvisata

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Feta marinata al rosmarino e pepe rosa

feta marinata al rosmarino e pepe rosa

Ricordi di una vacanza in Grecia. La Vespa portata dall’Italia, il mare blu cobalto, le distese chilometriche di ulivi ed i profumi della macchia mediterranea. Il sirtaki come sottofondo ed i muli a passeggio in ogni dove. Gli uomini in piazzetta ad oziare e le donne nei campi a sudare.

Moussakà, tzatziki, olive kalamata grosse come noci e l’immancabile feta.

Vi ho fatto venir voglia di partire, vero?

Restate ancora un attimo…almeno il tempo di leggere le istruzioni per la preparazione di questa insolita e velocissima conserva.

feta marinata al rosmarino e pepe rosa

FETA MARINATA AL ROSMARINO E PEPE ROSA (per un vaso da 500 ml)

  • 300 gr di feta
  • due rametti di rosmarino
  • 1 cucchiaio di pepe rosa
  • 4-5 foglie di basilico
  • olio extravergine di oliva

Sterilizzate il vasetto in acqua bollente per 30 minuti circa dopodiché fatelo raffreddare.

Tagliate la feta a cubetti. Sistematela delicatamente nel vasetto (per evitare che si sbricioli) alternandola con il rosmarino, il basilico ed il pepe rosa. Coprite con l’olio extravergine di oliva.

Prima di chiudere il vaso battetelo leggermente sul tavolo per favorire l’uscita di eventuali bolle d’aria.

Riponete al buio, in un luogo fresco e asciutto per 8-10 giorni.

Potete servirlo come antipasto o per preparare degli sfiziosi piatti freddi.

***

ROSEMARY AND PINK PEPPERCORN MARINATED FETA CHEESE (for a 500ml ermetic glass jar)

  • 300 gr feta cheese, diced
  • 2 small branches rosemary
  • 1 tablespoon pink peppercorn
  • 4-5 basil leaves
  • extravirgin olive oil

Remove the rubber ring from the glass jar and sterilise in boiling water for at least 30 minutes.

Set aside to cool.

Put the diced feta cheese into the jar alternating with rosemary, basil and pink peppercorn (be careful not to reduce the cheese into crumbs). Cover thoroughly with extravirgin olive oil.

Before closing the jar, shake it slightly and beat on a table to avoid air bubbles inside.

Place in a dark cool place for at least 8-10 days before serving as appetizer or cool dish.

Muffins in bianco

muffins cocco-ciocco-riso

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Con l’assaggio delle ultime fettine del Banana bread riposto in freezer ad aprile (ma come era buono!!!), sono ufficialmente finite le scorte zuccherose da colazione pertanto, rinuncio volentieri a stirare (qui la mia mamma potrebbe fare un bel commento!) per accendere il forno e preparare un dolcino.

La ricetta viene da un contest a tema muffins al quale ho partecipato con i miei muffins nettarine e fiori di lavanda. Quale miglior modo per scovare nuove ricette se non quello di andare a vedere le proposte di altre fissate-della-cucina come me?

Prima butto un occhio alla dispensa per capire che cosa si nasconde là dentro poi scorro lentamente la lista delle ricette partecipanti, scarto quelle fuori stagione o che mi ispirano poco e mi fermo qui.

Oh, ma questo  blog lo conosco! Ma certo è della mia amica Panelibrienuvole!!!

muffins cocco-ciocco-riso

Spero lei non se ne abbia a male se stravolgo un pò la ricetta: devo assolutamente far fuori il cioccolato bianco, che a differenza di quello fondente non mangio a pezzettoni, pertanto lo spezzetto e lo scaravento nella ciotola, sostituisco la farina 00 con quella di riso per farne una versione gluten-free (ma forse la vera ragione è quella di alleggerire un po’ la dispensa!) e rimedio alla mancanza del burro con del buon latte fresco intero.

Non vi sono dire come siano stati i suoi muffins…credo buonissimi altrimenti non si sarebbe fatta i complimenti da sola…ma i miei, cugini stretti dei suoi, sono deliziosi.

Vi lascio la ricetta con le mie dosi, per quella originale andate a far visita a Panelibrienuvole..ne sarà di certo contenta!

MUFFINS COCCO-CIOCCO CON FARINA DI RISO (per 6 muffins)

  • 70 gr di farina di riso
  • 70 gr di cocco grattugiato
  • 50 ml di latte fresco intero (a temperatura ambiente)
  • 2 uova
  • 60 gr di zucchero
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 40 gr di cioccolato bianco (tritato grossolanamente)

In una ciotola unite il latte e lo zucchero e mescolate bene. Aggiungete quindi le uova uno alla volta, la farina di riso setacciata con il lievito, il cocco grattugiato ed infine i pezzettini di cioccolato.

Distribuite l’impasto nei pirottini o stampini per muffins e cuocete a 180° per 25 minuti.

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CHOCO-COCO MUFFINS WITH RICE FLOUR (for 6 pieces)

  • 70 gr rice flour
  • 70 gr coconut flour
  • 50 ml fresh milk (room temperature)
  • 2 eggs
  • 60 gr sugar
  • 1 teaspoon baking powder
  • 40 gr white chocolate (coarsely chopped)

Preheat the oven to 375° F.

In a bowl combine fresh milk and sugar; add the eggs one at a time, the rice flour sieved together with baking powder, coconut flour and white chocolate and stir.

Divide the batter evenly among 6 muffin cups and cook for 25 minutes.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Dolci con farine speciali’ del blog ‘Una fetta di paradiso’

FARINA 5

Maltagliati integrali alle zucchine ed i loro fiori, pistacchi e caciocavallo

maltagliati integrali alle zucchine ed i loro fiori, pistacchi e caciocavallo

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In campagna d’estate ci si sveglia presto.

Quando la città è ancora dormiente (fatta eccezione per baristi, fornai ed operai che escono dal turno di notte), i contadini hanno già fatto colazione per una bella fetta di pane ed un bicchiere di vino (almeno così faceva il nonno di mio marito fino alla veneranda età di 100 anni), hanno aperto lo stipetto delle gallinelle ed hanno innaffiato l’orto.

Questo rituale va avanti sette giorni su sette, senza pausa, senza ferie.

Anche la domenica, prima di mettersi il vestito buono per andare alla messa, ci si deve sporcare mani ed unghie di terra e bagnare le scarpe, perché a quell’ora gli orti sono ricoperti da un velo di guazza.

I quattri giorni passati nella mia campagna mi hanno ricordato che tutto ciò, lontano anni luce dalla vita frenetica casa-nido-ufficio-nido-casa  è comunque parte della mia vita,  e più gli anni passano più ho bisogno di calpestare la mia terra, ammirare le sfumature argentee delle piante di ulivo,  osservare i pomodori crescere, diventare rosso fuoco e trasformarsi in una salsa da fare invidia alla passata Mutti.

Oggi vi propongo il primo che ho preparato domenica con il raccolto dell’orto fatto la mattina stessa.

Dovendo accompagnare i festeggiamenti per il mio compleanno, ho scelto un piatto che mi rappresentasse al 100%.

Pasta all’uovo, perché era pur sempre domenica, ma con farina integrale per un aspetto rustico ed un sapore più intenso.

Le zucchine in piena produzione. Ho scelto quelle piccole, più tenere, deliziose anche crude.

I loro fiori,  di un colore giallo oro, che si aprono al mattino e si chiudono la sera; li ho ripassati nel pangrattato per aumentarne la consistenza.

I pistacchi per donare una nota croccante al piatto.

Il caciocavallo pugliese, reso filante dal calore della pasta, in sostituzione del nostrano parmigiano. Quello che neanche due settimane fa, in uno scatolone di polistirolo, ha percorso la dorsale adriatica risalendo dal caldo tacco all’umida romagna, in bella compagnia di fiordilatte e burratine.

Vi lascio subito la ricetta.

MALTAGLIATI INTEGRALI ALLE ZUCCHINE ED I LORO FIORI, PISTACCHI E CACIOCAVALLO (per 6 persone)

  • 400 gr di farina integrale macinata a pietra
  • 200 gr di farina 00 (per me quella di casa)
  • 4 uova (anche se le ricette tradizionali danno un uovo per etto di farina)
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • acqua q.b.
  • 6  zucchine piccole
  • 15 fiori di zucca
  • pangrattato
  • 20 gr di pistacchi tritati grossolanamente
  • 2 fettine di caciocavallo (tagliato a dadini)
  • uno spicchio d’aglio

Impastate le due farine con 4 cucchiai di olio, il sale e tanta acqua quanto basta per ottenere un impasto omogeneo.

Lasciate riposare per 30 minuti. Stendete l’impasto formando delle sfoglie. Lasciate riposare ancora per una mezz’ora in modo che l’impasto si asciughi leggermente. Trascorso questo tempo, aiutandovi con un coltello o con una rotellina rigata, tagliate delle strisce, che poi andrete a tagliare ulteriormente in tanti pezzi irregolari fino ad ottenere i maltagliati.

Preparate il condimento. In una larga padella versate l’olio, unite lo spicchio d’aglio e fate rosolare per qualche minuto prima di rimuoverlo. Versate le zucchine (io ho utilizzato solo la parte verde tagliata a striscioline irregolari) e fate rosolare per una decina di minuti.

Pulite i fiori di zucca eliminando il pistillo all’interno, spennellateli di olio e passateli velocemente nel pangrattato.

In un’altra padella unite un filo d’olio e fate appassire i fiori di zucca per qualche minuto, girandoli un paio di volte, fino a quando risulteranno croccanti.

Cuocete i maltagliati in abbondante acqua salata (saranno cotti quando salgono in superficie), scolateli e ripassateli in padella con le zucchine alle quali unirete i fiori di zucca, i pistacchi tritati ed il caciocavallo.

maltagliati integrali alle zucchine ed i loro fiori, pistacchi e caciocavallo

WHOLE-WHEAT HAND-ROLLED MALTAGLIATI WITH ZUCCHINI AND THEIR BLOSSOMS, PISTACHIOS AND CACIOCAVALLO CHEESE (serving 6)

  • 400 gr stone-ground whole wheat flour
  • 200 gr all-purpose flour
  • 4 eggs (according to traditional recipe even 6)
  • extravirgin olive oil
  • salt
  • water
  • 6  small zucchini
  • 15 zucchini blossoms (cleaned, pistils inside removed by twisting)
  • breadcrumbs
  • 20 gr pistachios (coarsely chopped)
  • 2 slices caciocavallo cheese (diced)
  • a clove garlic

Prepare the pasta. On a work surface mix together the two flours, 4 tablespoons of oil, salt and water enough to obtain a ball. Knead for 10 to 15 minutes then wrap the dough in a clean cloth and set to rest for half an hour.

Dust the surface with a bit of flour and, using a rolling pin, roll out the pasta from the middle out to the edges, until obtaining thin sheets of dough. Set to rest for half an hour, letting the dough to dry.

After the rest period, using a sharp knife or a pizza cutter, slice the dough into noodles and cut again obtaining irregular pieces of pasta. Toss with a little flour to prevent the maltagliati from sticking.

Prepare the sauce. In a large frying pan heat 4-5 tablespoons of oil, add the garlic and cook until golden brown. Remove it. Stir in zucchini (thinly and irregularly sliced, only the green) and cook for 10 minutes.

Brush the zucchini blossoms with some oil and lighty cover with breadcrumbs. Cook in a pan with a bit of oil over medium heat for some minutes, turning them occasionally, until golden and crispy.

Pour the maltagliati in a large pot of salted boiling water and cook until they start popping on the surface (3-4 minutes). Drain and pour in the pan with the zucchini sauce, add the zucchini blossoms, pistachios and top with caciocavallo cheese.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Colori d’estate’ del blog Silvia ai fornelli

estate--spiaggia--sfondo-ma[1]

e al contest ‘Sapore di mediterraneo’ del blog Petrusina

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