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Hot cross buns con albicocche secche e zenzero per Re-Cake #7

hot cross buns

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Per due mesi di fila non ce l’ho fatta. Un po’  per mancanza di tempo, un po’ per la scarsa ispirazione, ho bigiato l’appuntamento con Re-cake… ma quando, nei giorni scorsi, è stato pubblicato nel gruppo Facebook il dolce da replicare nel mese di Aprile non ho avuto dubbi e, senza pensarci troppo, sono salita in macchina e sono corsa a far la spesa.

locandina Hot Cross Buns - re cake aprile

Non amo le torte stucchevoli, le meringhe e la pasta di zucchero ma se mi mettete davanti un crostata, un cantuccio o un panino dolce potrei davvero dare il meglio del mio lato goloso!

Come non osannare Elisa, Silvia, Miria, Silvia e Sara che, visto anche l’avvicinarsi delle festività pasquali, hanno pensato agli Hot Cross Buns.

Ho vissuto un anno in Inghilterra (tanti..tanti anni fa…se volete far due conti sono scappata che mi ero appena diplomata!) ma questi panini non li ricordo mica! Però mi ricordo i suoi, quelli che la mia amica Lou ci ha proposto un mesetto fa e che mi hanno subito conquistata, tanto da essermi ripromessa di provarli presto. Lei ha dna british e poi è una vera garanzia in tema di lievitati!!!

hot cross buns collage

La ricetta del Re-cake viene da quiMartha Stewart credo non abbia bisogno di presentazioni…ci è stato concesso di apportare tutte le modifiche che potessero nascere nella nostra contorta mente di bloggers a parte conservare la loro tipica forma e garantire la presenza di scorze di agrumi e frutta disidratata/spezie.

Io ho scelto le albicocche secche che ho abbinato allo zenzero per una nota fresca e leggermente pungente. Avendo un cubetto di lievito di birra in frigo ho preferito utilizzarlo al posto del mio adorato lievito madre (che nel frattempo ho fatto diventare integrale); Il risultato? Dei panini soffici come nuvole, profumati, perfetti sia per una colazione a base di burro&marmellata sia per il thé delle cinque con le amiche.

Prima di lasciarvi alla ricetta ecco i miei consigli:

– con questa dose vengono 24 buns abbastanza cicciottelli (la dimensione di una rosetta di pane per intenderci)…se vi piacciono più piccini non vi resta che fare delle palline di 40-50 gr.

– la ricetta originale prevede l’utilizzo del lievito secco; il rapporto di conversione con il lievito di birra è 1 a 3 (cioè un grammo di lievito secco per 3 grammi di lievito di birra). Avrei pertanto dovuto utilizzarne 42 gr…ma mi sono limitata ad un panetto da 25 gr, ottenendo comunque una lievitazione notevole in breve tempo. Ritengo si possa ridurre ulteriormente aumentando il tempo di riposo dell’impasto.

– come indicato nella ricetta originale, è consigliabile lasciar riposare la Bun Crossing Paste per un’ora…io l’ho utilizzata subito ed infatti ho fatto fatica a stenderla.

– lucidate i buns con la confettura quando sono ancora caldi, in questo modo la copertura si asciugherà ben benino evitando che risultino appiccicosi; se ve ne siete dimenticati potete rimediare inserendoli, una volta pennellati, nel forno ancora tiepido.

– poiché tendono a seccare un pochino (con il lievito madre si conserverebbero certo meglio) vi consiglio di congelare quelli che decidete di non consumare subito, tirandoli fuori qualche ora prima di utilizzarli in modo che si ‘riprendano’.

Ed ora non vi resta che provarli!

hot cross buns (41)

HOT CROSS BUNS di Martha Stewart (per 24 pezzi)

  • 180 gr di burro  fuso e raffreddato (più per imburrare la  ciotola e la teglia)
  • 250 ml di latte intero fresco
  • 100 gr di zucchero di canna chiaro (semolato nell’originale)
  • 25 gr di lievito di birra (o 14 gr  lievito di birra secco)
  • 1 cucchiaio di sale
  • la buccia di 1 limone non trattato
  • la buccia di 1 arancia non trattata
  • 4 uova, leggermente sbattute, delle mie gallinelle
  • 400 gr di farina 00 biologica
  • 460 gr farina manitoba
  • 100 gr albicocche secche (tagliate a pezzettini) (ribes disidratati nell’originale)
  • 2 radici di zenzero fresco di 4-5 cm (grattugiate)
  • confettura di albicocche di casa mia

Per il bun crossing paste (la croce sul panino):

  • 2 cucchiai di olio di semi di arachidi (o altro vegetale)
  • 150 gr scarsi di farina 00
  • un pizzico di sale
  • 120 gr circa di acqua

Versate il latte in un pentolino e fate scaldare. Trasferitelo nella ciotola dell’impastatrice, ed azionando a bassa velocità, aggiungete lo zucchero, il lievito ridotto a pezzetti, il sale, il burro, le scorze di arancia e limone e le uova. Unite la farina e continuate a mescolare fino a quando l’impasto non sarà morbido. Unite a questo punto le albicocche secche a pezzettini e lo zenzero grattugiato ed impastate per farli incorporare.

Versate l’impasto su di un piano infarinato e continuate ad impastare per distribuire bene la frutta secca all’interno. Formate una palla e mettetela in una ciotola precedentemente imburrata. Ricopritela con pellicola trasparente e fate lievitare in un luogo caldo (per me in forno spento con lucina accesa) fino a quando non raddoppierà di volume (circa 2 ore).

Quando l’impasto sarà lievitato versatelo su un piano ed impastatelo brevemente formando un tronchetto. Tagliatelo a metà e, a sua volta, tagliate ciascuna metà in 12 pezzi uguali. Formate delle palline di circa 70 gr di peso. Trasferitele sopra una leccarda ricoperta di carta forno, distanziate l’una dall’altra. Coprite la leccarda con la pellicola trasparente e fate di nuovo lievitare in un luogo caldo e asciutto finchè i buns non raddoppieranno di volume e si toccheranno (per me due ore scarse).

Preparate la Bun Crossing Paste miscelando l’olio e l’acqua prima di unire la farina ed il sale. Lasciate riposare per un’ora.

Riscaldate a questo punto il forno a 190°C (375° F). Mettete la Bun Crossing Paste in una sac à poche e fate delle croci su ciascun panino. Mettete in forno e cuocete per 20 minuti circa, ruotando la teglia dopo 10 minuti. Trasferite i panini su di una gratella e prima che si raffreddino pennellateli con la marmellata sciolta in un pentolino con pochissima acqua così da lucidarli.

Vi consiglio di mangiarli ancora tiepidi con un velo di confettura oppure con il miele.

hot cross buns collage 1

DRIED APRICOTS AND GINGER HOT CROSS BUNS – adapted from Martha Stewart (makes 24 buns)

  • 12 tablespoons (180 gr) unsalted butter, melted and cooled, plus more for bowl, pan, and knife
  • 1 cup (250 ml) whole fresh milk
  • 1/2 cup (100 gr) white cane sugar (or granulated sugar)
  • 25 gr fresh yeast or 4 1/2 teaspoons (2 packages) active dry yeast
  • 1 tablespoon coarse salt
  • zest of 1 organic lemon
  • zest of 1 organic orange
  • 4 large , lightly beaten
  • 400 gr all-purpose flour, plus more for dusting
  • 460 gr Manitoba flour
  • 1 1/3 cups (100 gr) dried apricots
  • two 5-cm ginger roots, grated
  • 1/2 cup apricot jam

Bun crossing paste:

  • 2 tablespoons vegetable oil
  • 150 gr all-purpose flour (scant)
  • pinch of salt
  • 120 gr water

Generously butter a large bowl; set aside. Place 1 cup milk (250 ml) in a small saucepan, over medium heat. Heat until milk reaches 110 degrees on a candy thermometer. Pour milk into the bowl of an electric mixer fitted with the dough hook attachment. With machine on low speed, add cane sugar, fresh yeast, salt, butter, lemon zest, orange zest, and eggs. Add flour, and mix on low speed until a soft, slightly sticky dough forms around dough hook. Continue kneading, scraping down hook and sides of bowl as necessary, until smooth. Add driedapricots and ginger; knead, with dough hook, to incorporate.

Turn dough out onto a floured surface. Knead briefly to evenly distribute apricots in dough. Shape into a ball. Place dough in prepared bowl. Cover with plastic wrap and let rise in a warm place until doubled in size, about 2 hours.

Line 2 baking sheets with parchment paper; set aside. Turn dough out onto work surface. Knead briefly and roll dough into a log. Cut log in half and cut each half into 12 equal pieces. Shape each piece into a tightly formed ball. Place on prepared baking sheets 2 inches apart. Cover baking sheets with plastic wrap and let rise in a warm place until buns are touching and doubled in size, 1 1/2 to 2 hours.

Meanwhile prepare the bun crossing paste by whisking together oil and water, before adding flour and salt, (let stand 1 hour before using).

Preheat oven to 190° C (375° F). Place bun crossing paste in a pastry bag fitted with a small plain tip. Pipe crosses over the surface of each bun. Transfer buns to oven and bake until golden brown, 18-20 minutes, rotating baking sheets after 10 minutes.

Meanwhile, place apricot jam in a small saucepan over medium heat adding a few drops of water. Cook until heated through; strain through a mesh sieve set over a bowl. Brush heated jam over still warm buns.

hot cross buns (34)

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Tartufini al cocco con cioccolato, zenzero candito e pistacchi

coconut macaroons

(scroll down for english version)

Ci ho creduto fin dal primo giorno e sperato ogni istante delle ultime settimane che un altro miracolo potesse avverarsi. Purtroppo non è andata come avrei voluto.

Incasso con le lacrime agli occhi la sconfitta. Lo sguardo è assente, la mente vuota in attesa di riempirsi di chissà quali pensieri.

Mi sento come se un carro armato mi avesse travolta. Vorrei rinchiudermi nel mio mondo ma preferisco alzarmi ed affrontare la realtà, farmi coccolare dai miei due uomini, mangiarmi finalmente una bella fetta di torta, cucinare.

Ci metterò qualche giorno a tornare quella di prima, a far scomparire la malinconia e la delusione dai miei occhi, a ritrovare un equilibrio interiore.

Ce la farò. Ce l’ho fatta in passato e non posso non farlo ora. Mi è sufficiente guardare la pulce per prendere coraggio e guardare avanti.

Magari mi aiuto con un dolcino. Non con quello che vedete nelle foto però perché è finito, una buona parte durante la festa della pulce e la restante nel sacchettino take-away che ho donato all’amica Zulma, rimasta a bocca aperta dopo il primo assaggio.

coconut macaroons

C’è chi li chiama macaroons chi rochers, io ho preferito il termine tartufini per evocare qualcosa di piccolo ma con un elevato coefficiente di golosità.

Cocco. Cioccolato. Frutta secca e candita.

Quando li ho visti in Pinterest, li ho pinnati all’istante. Mi sono fatta intrigare dalla copertura vellutata del cioccolato cui si aggiunge la nota crunchy della frutta secca. La ricetta originale la trovate qui nel blog di Josephine.

Non amo la frutta candita ma visto che non avevo mai mangiato lo zenzero preparato in questo modo ho deciso di provare. Diciamo che gli do un 6, perché se è vero che la sua nota pungente smorza in parte la dolcezza del cocco rimane per i miei gusti un po’ troppo stucchevole.

coconut macaroons

TARTUFINI AL COCCO CON CIOCCOLATO, ZENZERO CANDITO, MANDORLE E PISTACCHI (dosi per 36 tartufini)

  • 180 g cocco grattugiato
  • 3 uova medie
  • 90 g zucchero semolato
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia (o in polvere)
  • buccia grattugiata di un limone bio
  • 37 g  burro (o olio di cocco) fuso
  • pizzico di sale

Copertura:

  • 100 g cioccolato fondente all’85%
  • 1 cucchiaio di burro
  • latte
  • pistacchi salati e sgusciati
  • mandorle a lamelle
  • 4-5 pezzi di zenzero candido (o frutta tropicale secca come melone e mango)

Riscaldate il forno a 180° C

In una ciotola mescolate insieme le uova, lo zucchero, la vaniglia, le scorze di limone grattugiate ed il sale fino ad ottenere un impasto leggermente montato.

Aggiungete il burro fuso ed il cocco e lasciate riposare per 10-15 minuti fino a quando il cocco avrà assorbito i liquidi e l’impasto diventa più sodo. Con l’aiuto di un cucchiaio prendete un po’ di impasto e modellatelo con il palmo della mano in un piccolo cono. Trasferitelo in una teglia ricoperta di carta da forno. Procedete allo stesso modo con il resto dell’impasto.

Infornate per 12 minuti e togliete dal forno non appena cominciano a diventare dorati. Non cuoceteli troppo altrimenti diventeranno duri.

Trasferite i tartufini su una griglia e fate raffreddare completamente.

Sciogliete il cioccolato con il burro a bagnomaria ed aggiungete un po’ di latte se necessario. Tritate finemente i pistacchi e lo zenzero candito.

Immergete i tartufini uno ad uno nel cioccolato dalla parte della base quindi posizionateli con la punta in basso su una gratella o una teglia. Spolverate con i pistacchi, le mandorle e lo zenzero e lasciate asciugare.

Si conservano in frigorifero per una settimana.

coconut macaroons

COCONUT MACAROONS WITH CHOCOLATE, CANDIED GINGER, ALMONDS E PISTACHIOS (makes around 36 macaroons)

  • 180 g grated coconut
  • 3 medium eggs
  • 90 g granulated sugar
  • 1 teaspoon ground vanilla
  • zest from 1 organic lemon
  • 37 g  butter (coconut oil) melted
  • a pinch of salt

Coating:

  • 100 g dark chocolate
  • 1 teaspoon butter
  • milk
  • pistachio nuts, salted and unshelled
  • almond slices
  • 4-5 pieces candied ginger (or dried tropical fruit, as melon and mango)

Preheat the oven to 350° F. Whisk together eggs, sugar, vanilla, lemon zest and salt until foamy. Mix in melted butter and coconut and let it rest for 10-15 minutes until the coconut has soaked up the liquid and the batter is more firm. Spoon up a small tablespoon of batter and using your palm shape a little cone. Transfer on a lined baking rimmed pan. Proceed with the rest of the batter. Bake for 12 min, remove as soon as they are starting to get golden. Do not over bake them since they will get very dry. Transfer the macaroons onto a wire rack and let them cool completely. Melt chocolate and butter in a double boiler. Add some milk if necessary. Finely chop the pistachios and the ginger. Dip the bottom of the macaroons in the melted chocolate (preferably 2 times) and place them point end down on a wire rack.  Sprinkle with ginger/pistachio/almond and let them dry completely. Store the macaroons in the fridge for up to a week.

Con questa ricetta partecipo al contest ‘Idee gustose per un regalo’ del blog Idee in tavola

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e al contest ‘Voglia di piccolo’ del blog Un’altra fetta di paradiso

4_ piccolo contest

e al contest ‘A Chistmas gift’ del blog Simo love cooking

Christmas gift LOVE COOKING

Ciambelline mele e zenzero

ciambelle mele zenzero (13)

Chi avrebbe mai pensato fino a poco tempo fa che la scelta di una maniglia (nello specifico quella della cucina) potesse influire sulla mia tranquillità familiare!!!

Mi spiego meglio. Il piccolo di casa ha scoperto che è decisamente più divertente giocare con le ciotole, i coperchi, le buste di pasta e il barattolo del sale che trova praticamente alla sua altezza, piuttosto che con il trenino o con i cubotti colorati. Mi ritrovo pertanto con tutti i cassetti sotto sopra, un pacchetto di fusilli abbandonato tra le ciotole, uno di tovaglioli accanto alla bottiglia di aceto, lo scolapasta piccolo (che cerco da giorni!!!) nascosto tra tovaglie e strofinacci.

Il problema è che, non potendo cambiare la maniglia e non essendo riuscita a trovare dei ferma cassetti appropriati (con tanto di viaggio all’Ikea andato a vuoto), devo per forza riorganizzare gli scomparti cercando di mettere in basso gli oggetti che possono tranquillamente esserre afferrati, scaraventati e addentati senza alcun pericolo dalla pulce di casa.

In tutto questo fare nasce la ricetta di oggi. Cercando di capire dove mettere cosa, mi imbatto infatti in una scatola in fondo ad uno scaffale, la apro ed ecco spuntar fuori le mie amate formine parcheggiate lì dentro da un pò…stampi per crostatine, mini-plumcake e per ciambelline.

Tiro fuori quest’ultime (usate forse solo una volta per preparare le camille) con la voglia di creare qualcosa di zuccheroso per la colazione.

Scartata l’idea bomboloni (siamo anche in Quaresima!!!) mi metto subito alla ricerca di una ricettina e finisco nel blog della Tana del Coniglio.  Il post è recentissimo e la ricetta proposta fa al caso mio due volte, non solo perchè mi permette di utilizzare gli stampini ma anche perchè mi aiuta a far fuori lo zenzero fresco che ho preso per il ketchup.

Il risultato è fantastico…sono morbidissime e a detta del marito sembrano fritte!!!

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CIAMBELLINE MELE E ZENZERO (per 12 pezzi)

Ingredienti:

– 200 gr di zucchero semolato

– 250 gr di mela (già sbucciata e pulita)

– 270 gr di farina 00

– 125 ml di olio extravergine di oliva

– 3 uova

– 1 pizzico di cannella (facoltativa)

– 1 pezzetto di zenzero fresco tritato

– 1e1/2 cucchiaino di sale

– 1e1/2 cucchiaino di lievito per dolci

– zucchero semolato

Sbucciate la mela, tagliatela a fette e fatela cuocere al forno fino a quando non sarà morbida, circa 15-20 minuti, a 200°C. (io l’ho cotta a vapore nel microonde per 12 minuti, in alternativa potete cuocerla in padella con un pò di acqua avendo cura che si asciughi tutta prima di utilizzarla per la preparazione).

Prendete una ciotola ed aggiungete alla polpa di mela cotta lo zenzero a pezzetti (o tritato) e l’olio extravergine di oliva. Se volete invece ottenere una polpa omogenea, frullate il tutto in un mixer.

Unite lo zucchero e le uova, una alla volta, incorporandole bene. Setacciate la farina con il lievito e il sale e uniteli agli ingredienti morbidi, mescolando bene.

Spennellate con poco olio lo stampo per ciambelle. Riempite una sacca da pasticcere (o utilizzate un semplice cucchiaio come ho fatto io) e distribuite l’impasto negli stampini riempiendoli solo per i 2/3. Ponete in forno già caldo a 180°C per circa 15/20 minuti.

Non appena le ciambelle saranno gonfie e dorate toglietele dal forno. Lasciate intiepidire e tuffatele quindi, una alla volta, in un sacchetto (tipo quelli per freezer) dove avrete messo dello zucchero. E’ molto importante che le ciambelle siano ancora tiepide altrimenti lo zucchero non si attaccherà alla perfezione (le mie si sono intiepidite un pò troppo ed infatti non ne sono ricoperte quanto avrebbero dovuto).

Disponete quindi le ciambelle su un piatto da portata. Se non consumate subito si conservano in un sacchetto ben chiuso o in un contenitore ermetico per qualche giorno.

Ketchup homemade

ketchup (17)

Ebbene sì, ho provato a fare il ketchup a casa e sono molto soddisfatta del risultato!

Vi chiederete come mi sia venuto in mente di pastrocchiare con pomodoro e spezie quando potevo benissimo prenderne un tubetto al super. La scusa è nata da una vaschetta di petto di pollo che sarà a breve trasformata in delle succulenti pepite (non perdetevi il prossimo post!)…dovevo trovare una salsina nelle quale pucciare la ciccia, che non fosse la solita allo jogurt.

Mi sono detta ‘Perché non provare a fare il ketchup da sola? Ci sarà pure in rete una ricetta ‘naturale’ che non preveda coloranti, esaltatori di sapidità, aromi artificiali e conservanti?’

In questo modo, mi preparo delle piccole porzioni e sono sicura che non vadano a male! Dovete infatti sapere che a casa mia il ketchup e (un po’ meno) la sua cugina maionese sono praticamente degli sconosciuti; non ne facciamo uso, salvo in rarissime occasioni che poi regolarmente coincidono con tuffo del tubetto (abbandonato nel frigo per settimane) nel bidone della spazzatura.

Io ho scelto dei vasetti piccini in modo da aprire e consumare un barattolino alla volta. Quelli non aperti si conservano benissimo in dispensa per un anno (a patto però di sterilizzare i vasi!!!).

Mi sono messa all’opera… ho spulciato diversi blog alla ricerca della ricetta che facesse per me ed alla fine ho scelto questa  di Cuocona perché meno complicata e più rapida di altre.

ketchup (12)

ketchup (14)

Ai più curiosi (gli altri possono passare direttamente sotto alla ricetta), lascio qualche notizia in più sul ketchup.

Contrariamente a quanto si possa pensare, questa salsa non proviene dall’ America ma dalla lontana Malaysia dove, nei primi decenni del diciottesimo secolo, venne scoperta dagli inglesi durante le loro esplorazioni. Nello stato asiatico si consumava infatti una salsa conosciuta localmente con il nome di kicap(ma anche kecap, o ketjap), a base di pesce o soia fermentati, la cui pronuncia in lingua inglese si trasformò nell’universalmente noto “ketchup”.

La prima persona a proporre la ricetta di questa salsa fu nel 1801 la statunitense Sandy Addison nel libro di cucina tradizionale americana Sugar House Book. Da allora in molti tentarono di migliorarne la formulazione, sino ad arrivare alla famosa ditta F. & J. Heinz, che lanciò la propria versione di tomato ketchup nel 1876 con lo slogan d’impatto: “Blessed relief for Mother and the other women in the household!”, traducibile con: “Finalmente un sollievo per Mamma e le altre donne di casa!”. Come a dire…’non sprecate tempo per la preparazione casalinga del ketchup che lo trovate bello e pronto in drogheria’. Da allora la ditta Heinz e il ketchup entrarono nella storia.

Tipica espressione del fast food (riuscite ad immaginare un hamburger senza la colata di salsa rossa?), la base del ketchup  è il pomodoro, insaporito con sale, zucchero ed aceto (nelle preparazioni industriali vengono aggiunti anche addensanti, spezie, regolatori di acidità, conservanti).

Ma veniamo alla ricetta.

Per un barattolo bello grande (o 3 vasetti da 250ml) di KETCHUP TUTTO NATURALE vi servono:

  • 2 carote pelate e tritate fini
  • 2 gambi di sedano tritati fini
  • 1 cipolla pelata e tritata fine
  • olio e.v.o. q.b.
  • 1 chiodo di garofano
  • 1 peperoncino
  • 1 pezzetto di zenzero fresco sbucciato e grattugiato
  • sale q.b.
  • 1 litro di salsa di pomodoro (per me Mutti)
  • acqua q.b.
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 40 gr di aceto di mele

Mettete carota, sedano e cipolla in una pentola con bordi alti insieme all’olio, aggiungete le spezie (chiodo di garofano e peperoncino), lo zenzero ed un cucchiaino di sale e fare saltare per qualche minuto.

Unite la salsa di pomodoro, un pò di acqua per diluirla, un ulteriore cucchiaino di sale e fate cuocere per 45 minuti a fuoco dolce e senza coperchio fino a quando la salsa non è ben ristretta. Al termine frullare il contenuto.

Rimettete sul fuoco e unire lo zucchero e l’aceto, lasciate cuocere per altri 30 minuti circa sempre a fuoco dolce e senza coperchio.

Regolate di sale se necessario (io ne ho aggiunti due cucchiaini e mezzo) e controllate che abbia raggiunto il giusto livello di densità (come quella di una marmellata un pò liquida). In caso contrario fate restringere ancora per qualche minuto.

Potete conservarla in frigorifero se decidete di usarla entro pochi giorni altrimenti va invasata in barattoli opportunamente sterilizzati (30 minuti dalla bollitura immersi in acqua inizialmente fredda) che si conservano in dispensa per un anno.